AGROALIMENTARE

VERONA FIERE – LL FUTURO DEL VINO.
Visioni differenti, unica prospettiva. Scenari attuali e possibili sfide del prossimo decennio Intervento di chiusura Ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Sen. Teresa Bellanova
Buongiorno a tutte e a tutti,

saluto gli ospiti di questa giornata, il Presidente Danese, il Direttore Mantovani, il Responsabile Wine Monitor di Nomisma Denis Pantini, il Direttore Borriello, il Presidente Ferro, le relatrici e i relatori che, dalle differenti angolature, hanno tutti convenuto su un punto: il rilancio di questo settore strategico per il nostro Paese ha bisogno di nuove strategie.
Per questo l’incontro promosso da Verona Fiere e Vinitaly va accolto come un vero e proprio strumento di lavoro.
Per l’obiettivo proprio: avvicinare aziende e buyer del vino ai mercati e alla nuova road map (rod map) del consumo, e per innervare nel modo più corretto e coerente con gli scenari attuali il lavoro di tutti.
Una premessa è indispensabile.
Se abbiamo individuato “ripresa e resilienza” come parole chiave di questo momento complesso e difficile, dobbiamo aggiungerne una terza altrettanto fondante: alleanza e leale collaborazione.
Nella filiera istituzionale, nel rapporto con il settore, in quello con i consumatori che hanno diritto a informazioni trasparenti e corrette.
Su questo proprio il mondo del vino può dare lezioni importanti.
Nell’illustrare la ricerca che ha coinvolto oltre 160 imprese vitivinicole italiane, Pantini ha parlato di tinte fosche.
E questo nonostante l’Italia abbia sofferto meno dei propri competitor.
Sottolineo una sua osservazione: la pandemia ha ulteriormente messo in luce le problematiche strutturali e dimensionali di cui soffre il nostro sistema produttivo.
Con la chiusura dell’horeca e la ridotta diversificazione dei mercati e dei canali di vendita, sono soprattutto le imprese vinicole più piccole a pagare il conto più salato di questo scenario di crisi dominato dall’incertezza.
Un conto rilevante anche per le imprese più dimensionate che comunque, potendo contare su strutture commerciali, finanziarie e patrimoniali più robuste, dimostrano una resilienza indubbiamente più elevata.
Direi che qui è il tema dei temi, quello più sfidante.
Nei primi mesi della pandemia, quelli più drammatici in cui abbiamo dovuto affrontare qualcosa di enorme e imprevisto che rischiava di travolgere tutto e tutti, mi sono data insieme ai miei Uffici un obiettivo: mettere in sicurezza l’intera filiera agroalimentare per non lasciare indietro nessuno.
La nostra qualità e la nostra eccellenza nel mondo è fatta anche dalla amplissima tastiera e ricchezza di cui la vostra filiera è costituita, dalla somma delle innumerevoli linee di nicchia che voi rappresentate, dalla straordinaria scelta a disposizione di un canale fondamentale come l’horeca, dal posizionamento sui mercati interno e globale, dall’alleanza con i consumatori.
Questa straordinaria ricchezza, che si riflette nelle oltre 500 cultivar a conferma di una straordinaria biodiversità, e si traduce anche nelle 525 Denominazioni di Origine, noi – e non a caso dico noi – dobbiamo essere capaci di traghettarla per intero.
E’ stato l’obiettivo prioritario della strategia messa in campo in questi mesi, che ho voluto fossero caratterizzati da una interlocuzione puntuale e costante con l’intero settore e con le Regioni perché ogni misura rispondesse a una esigenza reale e le eventuali rimodulazioni, che pure ci sono state, fossero caratterizzate dallo stesso metodo.
Per questo, e consapevoli di come le criticità attuali generino quadri di forte incertezza acuiti da un quadro internazionale complesso,
-abbiamo lavorato per garantire l’esonero contributivo nei primi sei mesi del 2020 e adesso anche per novembre e dicembre per oltre un miliardo;
-abbiamo individuato nel Fondo Ristorazione, cui destiniamo 600 milioni, uno strumento efficace per sostenere ristorazione e filiera agroalimentare soprattutto nei segmenti di eccellenza;
-abbiamo destinato espressamente al vino misure e risorse e strumenti oltre a quelli più generali per l’immediata liquidità insieme al fondo perduto;
-abbiamo agito sul versante europeo con risultati importanti su cui dovremo continuare ad insistere nella fase che si è aperta adesso;
-abbiamo lavorato intensamente per dare attuazione a quelle misure adottate dalla Commissione europea – per lo più finalizzate a garantire maggiore semplificazione e flessibilità a misure già attuate;
-abbiamo sostenuto la necessità di uno specifico Tavolo-vino con il settore nell’ambito delle azioni mirate ad export e internazionalizzazione, e conto nei prossimi giorni di poterlo fissare insieme al Ministro Di Maio.
Questo per delineare, molto in sintesi, metodo e merito del lavoro svolto e della fase che va aprendosi, e che impone una riflessione accurata in particolare nel quadro delle principali politiche di sostegno per il settore.
Fare di più è assolutamente necessario.
Ce lo impongono il crollo dei consumi, la chiusura e limitazione del circuito dell’Ho.Re.Ca., il progressivo calo delle esportazioni, cui si aggiunge l’incertezza dovuta alla Brexit e le difficoltà che si registrano nella penetrazione in alcuni mercati.
Per questo è necessaria una strategia da attuare nell’immediato per un sostegno concreto e il rilancio del comparto.
Da poco, come sapete, abbiamo chiuso in Consiglio l’accordo sulla riforma della PAC e in questi giorni hanno avuto inizio i triloghi con il parlamento europeo per la finalizzazione della riforma.
In questo contesto, le risorse destinate all’OCM vino, seppur con tagli limitati dovuti al quadro finanziario, continuano ad essere il principale strumento di risorse finanziarie destinate al settore.
E su questo occorre lavorare insieme, in modo convinto e condiviso, per migliorare la capacità di realizzazione di quegli strumenti necessari a rilanciare il settore e fornire il sostegno necessario a superare questa fase.
La riflessione va aperta subito per verificare quali soluzioni adottare così da sostenere, incentivare e rendere maggiormente efficaci gli strumenti per favorire le nostre imprese nelle esportazioni nei mercati interni e nei Paesi terzi.
Tempestività, efficacia, condivisione.
Il metodo che propongo è questo.
Mi riferisco in particolare all’OCM vino e ai Piani nazionali di sostegno che vanno migliorati nella portata e nell’efficacia dell’implementazione nel cui ambito, accanto ai tradizionali strumenti destinati a migliorare le strutture, dobbiamo potenziare quella dedicata alla promozione, quanto mai necessaria in un momento come questo.
Siamo consapevoli della necessità di aumentare il grado di semplificazione e flessibilità delle misure dell’OCM.
E per una maggiore flessibilità e sussidiarietà nell’utilizzo delle autorizzazioni di impianto dei vigneti e dei vecchi diritti, sulla semplificazione in materia di etichettatura dei vini.
Punti su cui abbiamo già raggiunto risultati soddisfacenti in Consiglio e su cui continueremo a lavorare con il parlamento europeo per migliorare il quadro normativo del settore.
E’ importante, proprio a questo fine, il canale di dialogo a livello tecnico attivato con il collega Paolo De Castro per migliorare il quadro di proposte dei regolamenti di riforma.
Infine, ma non ultimo, un tema per un confronto di merito che ritengo utile avviare quanto prima.
Le sfide che i mercati stanno ponendo alle imprese, sfide accresciute dalla pandemia, richiedono analisi e ricerche specifiche e comportano rilevanti investimenti materiali e immateriali.
Per affrontare queste sfide e sostenere questi investimenti, il Ministero è disponibile ad accompagnare il settore ed è intenzionato a farlo su più fronti.
Serve però un nuovo “Piano di sviluppo” dell’intera filiera vitivinicola italiana, in grado di parlare al futuro e guardare a quello che succederà nei prossimi anni.
Per farlo accadere, avremo a disposizione le risorse della Politica agricola comune, che hanno il merito di aver sostenuto il grande salto di qualità degli ultimi 20 anni e continueranno a farlo anche nei prossimi 10.
La PAC però sino ad oggi ha sostenuto gli investimenti dei singoli, mentre a noi è necessaria una visione d’insieme.
Per questo dico che occorre un Progetto organico di sviluppo, in grado di mettere a sistema le buone pratiche, e ne abbiamo tante, e a valore tutto quello che di buono siamo riusciti a fare in questi anni, soprattutto per rafforzare l’ambito internazionale, dove il Made in Italy è molto apprezzato, e però non riusciamo ad essere presenti e forti come potremmo.
Il Vinitaly è senz’altro una di queste buone pratiche, ma ce ne sono molte altre.
Per definire un Progetto comune dobbiamo mettere insieme le energie e trovare un fattore di condivisione, in grado di far convergere interessi oggi non sempre allineati.
Questo fattore comune di miglioramento della competitività lo abbiamo già trovato: è la sostenibilità.
Il lavoro di Nomisma ha evidenziato che su cinque dei sette mercati più importanti, vale a dire USA, Regno Unito, Germania, Giappone e Australia, la sostenibilità rappresenta il fattore di scelta più gettonato da parte dei consumatori di vino di qualità.
Per questo, come ho già detto in altre occasioni, nel 2021 faremo partire il sistema unitario di certificazione della sostenibilità, e in questa direzione orienteremo tutti gli strumenti di intervento a disposizione che verranno non solo dalla nuova Pac, ma anche dal Next generation EU.
Siamo infatti al lavoro per potenziare le infrastrutture strategiche del Paese, come quelle per il settore irriguo, per migliorare la logistica, e sull’introduzione delle necessarie innovazioni.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, questo il nome del documento che dovremo inviare a Bruxelles nelle prossime settimane, conterrà investimenti fondamentali per completare il piano della banda ultra larga in tutte le aree rurali, per investire nella digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese, per ammodernare un parco macchine tra i più obsoleti d’Europa.
Tutti investimenti necessari per dare concretezza e sostanza all’agricoltura di precisione, che non potrà essere patrimonio di poche grandi imprese, se vogliamo che il settore agricolo contribuisca in modo determinante alla transizione ecologica dell’intera economia.
A questo obiettivo concorrerà anche il nuovo Sistema informativo agricolo nazionale, il SIAN.
Che da struttura di controllo per gli incentivi della Politica agricola si trasformerà in infrastruttura strategica in grado di offrire servizi alle imprese, potendo valorizzare un patrimonio di informazioni che nessuno ha a disposizione.
Soprattutto se queste informazioni saranno condivise ed integrate con quelle disponibili su altre banche dati.
Pensate alla rete agrometeorologica nazionale (l’Agenzia ItaliaMeteo è nata per questo), alle informazioni satellitari della costellazione Copernicus, alle banche dati sull’uso di fitofarmaci, del gasolio agricolo o dei farmaci veterinari nel settore animale.
Stiamo però ancora parlando di investimenti necessari per creare le condizioni per fare qualcosa di importante nel settore della produzione.
Vogliamo essere più competitivi di altri sulla sostenibilità e sulla riduzione dell’impatto dei processi produttivi, in linea con le aspettative dei consumatori e con i documenti di programmazione di cui si parla tanto in questi giorni, come Green Deal, Biodiversità e Farm to Fork e che faranno parte integrante del nuovo Piano strategico nazionale.
Su questo vi chiamo a un impegno e a una responsabilità.
Serve un progetto unificante, per poterci presentare sui mercati più interessanti con dei contenuti, e di contenuti ne abbiamo, e con una strategia in grado di fare sistema.
Se saremo, ognuno per la propria parte, in grado di mettere insieme questo progetto, il supporto adeguato non mancherà, non solo attraverso le risorse della Pac, che ci sono già, ma con investimenti adeguati all’ambizione dell’iniziativa.
L’ambizione sfidante che vi propongo è questa.
E io sono sicura che, insieme, sapremo affrontarla nel modo giusto.
A maggior ragione perché questo momento conclude una intensissima tre giorni, questo Festival del futuro giunto alla sua seconda edizione, dove si è parlato molto di innovazione e ricerca.
E il settore agroalimentare, ce lo siamo detti tante volte, oggi più che mai ha bisogno proprio di investire in innovazione perché ogni singolo segmento e ogni singola azienda, anche la più piccola, si sentano coinvolti in questa sfida complessa e appassionante. Agricoltura di precisione, ricerca, biotecnologie sostenibili, giovani e donne. Sì, giovani e donne, la più straordinaria leva per l’innovazione su cui il Paese può contare e che dobbiamo essere capaci di attrarre sempre di più anche in questo straordinario settore. 
Con un obiettivo strategico: alleanza tra competitività e sostenibilità, ecologia, ricerca, tecnologia.
Grazie a tutte e tutti voi per quello che fate

VINCITORI DEL CONCORSO FOTOGRAFICO SUGLI ALBERI MONUMENTALI
Le tredici foto prescelte domani sul sito del Mipaaf.Bellanova: “Ogni albero monumentale testimonia la resistenza e la resilienza della natura nel tempo e nello spazio. E l’assoluto valore dei nostri boschi”.
Querce, ma anche un faggio, un larice, l’oleastro più vecchio tra tutti gli alberi monumentali, e persino un olmo del Caucaso e una sequoia. 
Sono loro, i sacri guardiani del nostro passato, i patriarchi verdi delle nostre Regioni, i protagonisti assoluti delle fotografie di alberi monumentali d’Italia risultate vincitrici del concorso fotografico lanciato nell’estate del 2020 dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali – Direzione generale dell’Economia montana e delle Foreste, dal titolo “Rimettiamoci in cammino”.
Tredici le fotografie risultate vincitrici, tra le oltre cento pervenute: saranno pubblicate domani sul sito internet del Mipaaf, in occasione della “Giornata nazionale degli Alberi” istituita nel 2013 nella giornata del 21 novembre per diffondere il rispetto e l’amore per la natura e per la difesa degli alberi.
Maestosità, longevità, rarità botanica, sacralità, straordinaria bellezza della forma, e capacità di emozionare anche semplicemente guardandoli così, attraverso un obiettivo ed un occhio attento. Simboli della resistenza dell’ambiente. Cattedrali dei boschi, custodi di una sacralità universale che ha attraversato i tempi. Un viaggio attraverso l’Italia, dalle pianure alle montagne, un cammino che attraversa secoli, tradizioni, popoli.
“Ogni foto pervenuta ci ha regalato sorprese, emozioni. Sono tutte immagini straordinarie che raccontano un panorama quanto mai vario e variegato, testimonianze di resistenza e resilienza nel tempo, valori tanto importanti in un momento così travagliato come quello che stiamo tutti affrontando, e che possono proprio ora dimostrarci ancor di più come la natura attraversa la storia e resta lì a ricordarci che tutto intorno a lei scorre, ma lei resiste e ci tramanda storia, cultura, tradizioni, leggende”.Così la Ministra Teresa Bellanova. “Agli autori va riconosciuto il merito di essere riusciti a immortalare in uno scatto tesori di inestimabile valore, veri e propri ecosistemi che donano biodiversità all’ambiente che li circonda. Sono riusciti a catturare in uno scatto l’essenza del tempo e dello spazio e ci hanno permesso di scoprire maestosi gioielli della natura, patriarchi verdi sconosciuti alle folle, fragili e bellissimi nel loro contesto paesaggistico”. 
Riscoprire la natura, rimetterci in cammino, è stato l’invito rivolto a tutti al lancio del concorso lo scorso giugno, guardarci intorno e lasciarci stupire dalla natura e dalle sue meraviglie. Che si tratti di riscoprire l’ambiente che ci circonda durante un’escursione su un sentiero locale o vicino o camminare verso luoghi inesplorati alla ricerca dell’Albero monumentale più particolare, coglierne l’essenza e la forza della natura, con curiosità e rispetto, permettere anche a chi non può raggiungere i sacri guardiani del nostro passato, di osservarli e scoprirli nel loro habitat.
La commissione valutatrice, formata da cinque giudici ha decretato le 13 foto vincitrici con votazioni on line in maniera indipendente gli uni dagli altri, raggiungendo questo risultato non senza fatica considerata la bellezza degli scatti. 
Le fotografie selezionate saranno poi riprodotte nel calendario 2021 che l’Ufficio alberi monumentali del Mipaaf pubblicherà nel prossimo mese di dicembre, diventando così le immagini ufficiali del Calendario AMI 2021.

PORTALE DELLA RISTORAZIONE
Sono già migliaia le richieste di contributo giunte al Portale Fondo Ristorazione.it, avviate dalle imprese che hanno diritto e che stanno presentando domanda.

L’obiettivo del Fondo ristorazione è quello di dare un aiuto concreto agli imprenditori del settore della ristorazione, confermando il legame fortissimo tra ristorazione e filiera agroalimentare.

Su www.portaleristorazione.it la procedura guidata messa in campo è basata su autocertificazione e quindi semplificata al massimo proprio per tenere conto delle esigenze dei ristoratori.
Oggi è fondamentale far conoscere questa opportunità a tutte le imprese e c’è una sezione FAQ in costante aggiornamento con l’obiettivo di rispondere a ogni quesito che emerge.
Nelle ultime FAQ, ad esempio, in merito alla valorizzazione del territorio e all’origine dei prodotti si è chiarito: “Come è dimostrabile e cosa occorre esibire per dar prova che il prodotto oggetto di contributo sia nella categoria DOP, IGP, Vendita Diretta, Filiera Nazionale Integrale o 100% Italiano?
Il requisito è autodichiarato nella domanda compilando il campo “Categoria valorizzazione del territorio”. Di conseguenza è sufficiente che le fatture riportino la tipologia prodotto (p.e. Pasta, Riso, ecc.) senza che siano presenti altri dettagli. Esempio: se ho acquistato pasta secca con grano 100% italiano inserirò nel campo “tipologia prodotti” il “codice 01- Pasta alimentare” e nel campo “Categoria valorizzazione del territorio” il “codice RS11″. La fattura dovrà contenere l’evidenza del prodotto e nessun altro dettaglio”.
Ulteriori chiarimenti sono stati forniti sulla tracciabilità dei pagamenti, richiesta in caso di presentazione di fatture non quietanzate.
Il Mipaaf, insieme a Poste italiane, continuerà a garantire il massimo supporto a tutti per poter accedere al contributo e raggiungere il comune obiettivo di sostenere l’intera filiera agroalimentare italiana.
Al via campagna di esportazione delle mele verso Taiwan

DECENNALE RICONOSCIMENTO UNESCO DIETA MEDITERRANEA
L’ Ufficio per la Dieta Mediterranea presso il Mipaaf, uno specifico portale web dedicato al patrimonio materiale e immateriale della Dieta Mediterranea, un programma di comunicazione istituzionale nel 2021 sulle tematiche della Dieta mediterranea anche in vista di Expo Dubai e un progetto sull’Educazione alimentare nelle Scuole e nelle Università.
Sono le iniziative annunciate pochi minuti fa dalla Ministra Bellanova, in occasione della giornata di celebrazione del Decennale del Riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea.
“Il 16 novembre 2010 per il nostro Paese è una data importante.  Il riconoscimento di una distintività. Da quel momento Made in Italy e Dieta mediterranea hanno avuto nel mondo gli stessi sapori, gli stessi profumi, lo stesso fascino. Se oggi la celebriamo come merita, anche in un momento complesso come quello che stiamo vivendo e che mette in gioco molte delle nostre consuetudini e dei nostri riti, è per ribadire che il patrimonio della Dieta Mediterranea va tutelato, salvaguardato, protetto”.
Così la Ministra Teresa Bellanova intervenendo alla videoconferenza promossa da Mipaaf, Mattm, Mibact, Maeci, Ministero della Salute, Miur, Comitato Nazionale Italiano per L’Unesco, sul tema: “Dieta Mediterranea Unesco. 10 anni di Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”, che apre le celebrazioni per i dieci anni del riconoscimento Unesco alla Dieta Mediterranea.
“Salvaguardare il patrimonio della Dieta Mediterranea”, ha detto Bellanova in apertura di Giornata, “è necessità evidenziata nel 2005 anche dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, nel rapporto sulla Strategia mediterranea per lo sviluppo sostenibile.
Ecco perché abbiamo fortemente voluto, nel nostro Paese, l’obbligo dell’indicazione d’origine in etichetta per latte, formaggi, pasta, riso, derivati del pomodoro, carni trasformate. E in Europa abbiamo chiesto di voltare radicalmente pagina sull’etichettatura nutrizionale fronte-pacco.
Perché crediamo nel diritto dei consumatori a informazioni corrette, a sistemi che garantiscano il diritto alla trasparenza sul viaggio del cibo dal campo e dal mare alla tavola, e che promuovano stili alimentari sani. La Dieta Mediterranea lo è”.
Noi, ha proseguito Bellanova, “dobbiamo e vogliamo tutelarla, vivificandone contenuti ed elementi, e anche difendendo stili di vita e abitudini alimentari minacciati dall’impatto di altri modelli culturali e alimentari.
Questo ci induce a lavorare per potenziare e rafforzare la resilienza dei nostri sistemi agroalimentari, rivendicando il ruolo determinante dell’agricoltura come presidio di tutela del territorio e del paesaggio, a salvaguardia di beni irriproducibili come aria, acqua, suolo, e nella mitigazione climatica. Vogliamo promuovere la Dieta mediterranea perché in questo modo promuoviamo la qualità dei nostri prodotti agroalimentari, il biologico, salvaguardiamo la biodiversità, contrastiamo lo spreco alimentare, lavoriamo per garantire cibo di qualità, sosteniamo politiche a tutela del lavoro e della qualità del lavoro in agricoltura. Fame zero è un nostro obiettivo. Per questo ho detto più volte che il diritto al cibo va garantito in Costituzione”.
Il nostro programma, ha detto ancora la Ministra Bellanova, “è chiaro: promuovere azioni presso i giovani e le donne per salvaguardare il comune stile di vita delle comunità mediterranee che è un patrimonio culturale; assicurare la sostenibilità della Dieta Mediterranea per le generazioni future; contribuire allo sviluppo socioeconomico sostenibile delle comunità territoriali e alla stabilità e solidarietà tra i paesi del Mediterraneo;
affrontare e risolvere il problema dell’esodo rurale e dell’abbandono delle aree interne con l’urgenza a farle rinascere per nuove e buone economie. Per questo”, ha concluso, “siamo già impegnati a creare l’Ufficio per la Dieta mediterranea presso il nostro Ministero; promuovere e diffondere i principi e le ragioni della Dieta Mediterranea attraverso uno specifico portale web; realizzare nel 2021 un programma di comunicazione istituzionale sulle tematiche della Dieta mediterranea anche in vista di Expo Dubai; sviluppare iniziative sulla dieta mediterranea e sulla educazione alimentare nelle scuole e nelle Università anche con il supporto del CREA/Alimentazione”.
fonte Mipaaf

DICHIARAZIONI DI VENDEMMIA CAMPAGNA 2020/2021
Dichiarazioni di vendemmia per la campagna 2020/2021: prorogata al 30 novembre 2020 la data di presentazione delle dichiarazioni.
Il provvedimento si è reso opportuno per accogliere le numerose richieste provenienti dai rappresentanti del mondo produttivo e da alcune Regioni, che segnalano difficoltà operative causate della pandemia da Covid 19 e dai relativi provvedimenti sugli spostamenti delle persone. 
Il differimento non potrà riguardare i produttori che hanno presentato domanda di aiuto per la misura del contenimento volontario della produzione. In questo caso il termine del 15 novembre 2020 è necessario e propedeutico per la corretta applicazione della misura, in particolare, per il prescritto svolgimento dei controlli.

AUDIZIONE MINISTRA BELLANOVA A COMMISSIONI AGRICOLTURA – RIFORMA PAC POST 2020
Signori Presidenti, care colleghe, cari colleghi,
come sapete, il 21 ottobre scorso è stato raggiunto a Lussemburgo in Consiglio l’accordo sui tre testi regolamentari relativi all’intero pacchetto di riforma della PAC post 2020.
Parallelamente, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione sullo stesso argomento nella seduta plenaria del 23 ottobre 2020.
Dopo oltre due anni di lavori, si sono finalmente create le condizioni per un progresso significativo del negoziato, che tutti auspichiamo si possa concludere entro la fine del 2020, in modo da consegnare una base giuridica stabile al mondo agricolo, a partire dal primo gennaio del prossimo anno, anche se la vera riforma entrerà a regime solo dal 1° gennaio 2023.
Nonostante le evidenti difficoltà causate dalla pandemia, la Presidenza tedesca è fortemente intenzionata a giungere velocemente ad un accordo con il Parlamento, attraverso un serrato calendario di riunioni nei “triloghi”, avviati ieri l’altro (10 novembre 2020).
Il lavoro svolto in questi due anni di negoziato ha permesso di apportare una serie di importanti modifiche ai testi delle originarie proposte regolamentari, che costituiscono una buona base di partenza per il negoziato con il Parlamento europeo.
Abbiamo sempre lavorato per una PAC più inclusiva, moderna e fortemente orientata alle nuove sfide, in particolare quelle ambientali e della competitività del settore agricolo e agroalimentare.
L’accordo che abbiamo raggiunto in Consiglio, questi principi li contiene tutti. Una volta approvata definitivamente la riforma, toccherà a noi tradurre questi obiettivi in azioni concrete, a partire dalla definizione del nuovo Piano Strategico nazionale, che dovrà essere presentato alla Commissione europea entro la fine del prossimo anno, e per la cui predisposizione ho intenzione di istituire nei prossimi giorni un Tavolo di partenariato nazionale.
Il Tavolo di partenariato sarà il luogo privilegiato di confronto aperto a tutti i rappresentanti del modo produttivo, istituzionale e della società civile, ai quali sarà chiesto di contribuire attivamente alla predisposizione di un documento di programmazione fondamentale per il futuro del settore e per il contributo che l’agricoltura e l’agroalimentare potranno assicurare alla transizione verde dell’intera economia del nostro Paese.
A questo fine, come ho avuto modo di rappresentare nel corso di recenti audizioni, particolarmente importante sarà anche il contributo allo sviluppo del settore agricolo che sarà assicurato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), i cui interventi, per quanto ci riguarda, sono stati progettati in modo da completare ed integrare quelli del Piano strategico della PAC.
Nella definizione di entrambi gli strumenti, il confronto con il Parlamento dovrà essere costante, perché mai come in questa fase, il Paese non si può permettere di sbagliare nulla, tenuto conto della quantità di risorse a disposizione e dell’importanza della posta in gioco.
Ma torniamo alla PAC.
L’accordo in Consiglio, ma anche la posizione del Parlamento europeo, confermano di fatto l’impostazione della proposta originaria della Commissione, per una riforma che non sarà più basata sui principi di conformità delle regole, ma incentrata sul raggiungimento di obietti strategici fissati dal regolamento.
Una PAC quindi orientata ai risultati e alle nuove sfide della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
In tal senso, molte sono le novità, in particolare nell’ambito del primo pilastro.
In primis, va evidenziata l’introduzione degli eco-schemi, cui dovranno essere destinate almeno il 20% delle risorse dei pagamenti diretti, questo almeno è il punto di equilibrio trovato in Consiglio.
In tale ambito, nel pieno rispetto degli obiettivi da raggiungere, abbiamo preteso venisse assicurato un adeguato livello di flessibilità nelle scelte, in modo da considerare appieno le diverse realtà territoriali.
Inoltre, è stata prevista una clausola di salvaguardia, nel caso di non utilizzo dei fondi assegnati agli eco-schemi, che consente il recupero delle eventuali risorse non utilizzate, da destinare ai pagamenti diretti degli agricoltori.
Una maggiore flessibilità e semplificazione è stata ottenuta anche sulla condizionalità. Gli Stati membri potranno infatti prevedere un set di misure più adattabile alle diverse realtà territoriali; ad esempio, il riso è stato escluso dall’obbligo di rotazione e diversificazione delle superfici, diversamente da quanto previsto dalla proposta originaria della Commissione, obbligo da cui sono esentate anche le aziende con superficie fino a dieci ettari.
Ulteriori elementi di flessibilità sono stati introdotti a seguito dell’accordo di ottobre. Ne cito alcuni: la possibilità di scorporare i costi del lavoro dall’applicazione del capping; l’utilizzo di criteri oggettivi scelti dallo Stato membro nella definizione di agricoltore attivo; l’ampliamento della lista dei prodotti che potranno beneficiare dei pagamenti accoppiati; l’incremento degli incentivi a favore dei giovani agricoltori; l’esenzione dei piccoli agricoltori dagli eventuali tagli della riserva di crisi.
Ma una delle principali novità introdotta nell’impianto della PAC, da noi fortemente voluta, riguarda la possibilità di destinare una percentuale dei pagamenti diretti alla costituzione di un fondo di mutualizzazione da attivare per il risarcimento dei danni subìti dagli agricoltori a seguito di calamità di carattere catastrofale.
Si tratta di un passaggio epocale, perché per la prima volta, a livello europeo, si riconosce il principio che i pagamenti diretti disaccoppiati dalla produzione possano essere destinati al sostegno di misure volte a migliorare la capacità di adattamento del settore agricolo ai cambiamenti climatici.
Ora dobbiamo lavorare affinché, nell’ambito dei triloghi, l’importo dei pagamenti diretti da destinare al fondo di mutualizzazione possa essere elevato almeno al 3%, in modo da disporre di un nuovo strumento di intervento da attivare in caso di calamità, che ci consenta, tra l’altro, di affrontare anche una profonda revisione del Fondo di solidarietà nazionale, da tutti auspicata.
Altre importanti modifiche sono state ottenute a carico dei cosiddetti interventi settoriali.
In particolare, per il settore dell’olio di oliva, è stata prevista la possibilità di finanziare anche interventi di carattere strutturale, analogamente a quanto accade per il settore vitivinicolo ed è stato eliminato il vincolo del 5% del valore del prodotto commercializzato, che avrebbe fortemente condizionato la capacità di utilizzazione delle risorse comunitarie.
Un’altra importante novità riguarda il settore vitivinicolo, in particolare l’autorizzazione di nuovi impianti, che consente di utilizzare ancora i vecchi diritti in portafoglio ai produttori.
Per quanto concerne il sistema di etichettatura dei vini, sarà possibile indicare in etichetta unicamente i valori nutrizionali, con rimando ad un sistema “off line” della lista degli ingredienti.
Per quanto riguarda le richieste delle Regioni, fortemente preoccupate del ruolo loro attribuito dalla riforma, pur nel contesto programmatorio unitario rappresentato dal Piano strategico, sarà possibile delegare ad Autorità regionali la programmazione e gestione degli interventi dello sviluppo rurale e sarà possibile riconoscere nuovi Organismi pagatori a livello regionale.
Queste, in estrema sintesi, le principali novità emerse dall’accordo dello scorso 21 ottobre. E’ una Pac ambiziosa, con una impostazione sfidante, con obiettivi significativi sul piano ambientale su entrambi i pilastri ma che mantiene il diritto all’aiuto e una soglia adeguata di sostegno accoppiato e interviene opportunamente con misure per i giovani agricoltori e per i piccoli. Da qui  occorre partire con l’obiettivo di migliorare ulteriormente nelle prossime fasi negoziali l’intero impianto della Politica agricola comune post 2020, soprattutto per quanto concerne la semplificazione. Su cui, a mio avviso, rimane molto lavoro da fare.
Quella che si apre adesso è una fase cruciale nella costruzione della nuova PAC. 
In attesa di veder concluse le trattative europee, in corso nei triloghi, al fine di ottenere il pacchetto definitivo dei regolamenti, dobbiamo accelerare il lavoro di definizione del futuro Piano Strategico, che dovrà declinare nel dettaglio l’architettura della nuova PAC nel nostro Paese. 
Gli obiettivi sono chiari e devono essere realizzati in maniera equilibrata: da una parte garantire redditi adeguati agli agricoltori, sostenere la competitività delle imprese agricole rafforzando la loro posizione nella catena del valore, dall’altro dare risposte efficaci rispetto alle sfide poste dal Green Deal. Tra queste cito ad esempio la gestione efficiente delle risorse naturali, la protezione della biodiversità e del paesaggio, la riduzione dell’impatto ambientale con particolare riferimento al tema delle emissioni e dell’uso dei mezzi tecnici chimici. Dovremo, infine, occuparci di come rispondere in maniera efficace ai cambiamenti climatici in atto. 
Vorrei ricordare che il regolamento sui Piani Strategici prevede, per ciascun obiettivo, degli indicatori di risultato con cui saremo chiamati a confrontarci. Dovremo quindi essere in grado di mettere in campo azioni efficaci e non di facciata, sia in campo economico e sociale, che in quello ambientale. 
Accanto al lavoro sui tavoli internazionali, abbiamo quindi davanti un percorso impegnativo anche sul fronte interno che intendiamo avviare con il consueto approccio del dialogo e del confronto costruttivo tra tutte le parti interessate.  

Grazie

SEMPLIFICAZIONI SULL’OCM VINO
Via libera in Conferenza Stato Regioni a proroghe e semplificazioni sull’Ocm Vino in materia di promozione e investimenti. Bellanova: “Sosteniamo settore e allarghiamo platea dei beneficiari con misure coordinate e straordinarie. Massimo impegno per affrontare le emergenze e sostenere gli sforzi delle nostre aziende”. 
Supportare la filiera vitivinicola agevolando sempre più l’accesso agli investimenti e alla promozione del vino nei Paesi terzi con regole semplici, flessibili e vicine alle esigenze dei produttori e far ripartire uno dei settori chiave dell’agroalimentare italiano, in sofferenza a causa delle distorsioni di mercato create dall’emergenza Covid. Sono stati approvati oggi in Conferenza Stato-Regioni, due decreti relativi rispettivamente alla misura Promozione e alla misura investimenti previsti dall’OCM Vino. Il primo provvedimento consente di abbassare il contributo minimo ammissibile per Paese, previsto per i progetti di promozione per il 2020/2021, mentre il secondo decreto proroga il termine per la presentazione delle domande di aiuto per gli investimenti per la campagna 2020/2021. 

“Continuare a sostenere al meglio il nostro vino sui mercati internazionali è una priorità assoluta, soprattutto in questa fase in cui il settore sta soffrendo a causa della pandemia e alle difficoltà del canale Ho.re.ca d’Italia e del mondo”, ha sottolineato la Ministra Bellanova.  “Dopo l’esonero contributivo, le misure di distillazione di crisi e di vendemmia verde per i vini di qualità, e il fondo ristorazione, ora con questi due decreti di modifica dell’Ocm Vino vogliamo venire ancor più incontro alle aziende vitivinicole per consentirgli di accedere il più possibile alla misura di promozione dei prodotti vitivinicoli nei Paesi terzi e alla misura investimenti previste dall’Ocm Vino, e fronteggiare così l’emergenza in atto”. “Siamo consapevoli che in questa fase estremamente complicata occorre accompagnare il settore e impegnarci al massimo per accrescere la competitività dei nostri produttori all’estero con misure coordinate e straordinarie, affrontare le diverse emergenze e sostenere quotidianamente le aziende. È un impegno preso con le imprese, le associazioni e le Regioni che manteniamo. Con le modifiche apportate all’Ocm Vino viene prorogata di 15 giorni la data di scadenza di presentazione delle domande di aiuto per gli investimenti” – ha spiegato la Ministra – “mentre sul fronte della promozione, viene abbassato il livello di contributo minimo ammissibile per singolo Paese, permettendo così di soddisfare un maggior numero di richieste e ampliare la platea di soggetti che possono accedere ai fondi a disposizione”. 

La misura dedicata alla promozione del vino nei mercati esteri può contare su uno stanziamento di 101.997.000 di euro l’anno, a copertura di un importo che può arrivare fino al 60% del valore complessivo delle spese sostenute; per quanto riguarda la misura di investimenti nell’ambito del Programma Nazionale di Sostegno è previsto uno stanziamento di oltre 60 milioni di euro ripartiti tra le Regioni. 

Nota Tecnica

Decreto di modifica del DM 3893/2019 su “OCM Vino – Misura Promozione”
Sintesi

Per favorire il più possibile l’accesso alla misura di sostegno alla promozione dei prodotti vitivinicoli sui Paesi terzi prevista dall’OCM Vino, il provvedimento interviene ad abbassare il livello di contribuito minimo ammissibile per Paese previsto per i progetti di promozione da presentarsi entro il 23 novembre per l’annualità 2020/2021.In particolare, per i progetti a valere sui fondi quota nazionale, il contributo minimo ammissibile passa da 250.000 a 120.000,00 euro per Paese terzo o mercato del Paese terzo in caso di progetti riguardanti più di un Paese. Nel caso di progetti destinati a un solo Paese terzo il contributo minimo passa invece da 500.000 a 240.000,00 euro. Rimane la possibilità per le Regioni di fissare, nei propri avvisi, un contributo minimo ammissibile diverso da quello fissato per i progetti a valere sui fondi quota nazionale.Questa importante misura dedicata alla promozione del vino nei mercati esteri può contare su uno stanziamento di 101.997.000 di euro l’anno, a copertura di un importo che può arrivare fino al 60% del valore complessivo delle spese sostenute. 

Decreto di modifica del DM 3843/2019 su “OCM Vino – Misura investimenti”
Sintesi

Per favorire il più possibile l’accesso alla misura investimenti prevista dall’OCM Vino, il provvedimento interviene a prorogare il termine per la presentazione delle domande di aiuto per la campagna 2020/2021 dal 15 al 30 novembre 2020. 

EMERGENZA CIMICE ASIATICA
Centodieci milioni di euro per le aziende agricole colpite dalla cimice asiatica.  E’ stata raggiunta oggi in Conferenza Stato-Regioni l’intesa per le risorse destinate a indennizzare le aziende agricole colpite dal parassita, stanziate in Legge di Bilancio 2020 con il Fondo di solidarietà e successivamente incrementate con i 30 milioni di euro nel Dl Rilancio per un valore complessivo di 110miloni di euro. “Risorse importante tese a supportare il settore ortofrutticolo che dopo l’emergenza del 2019 anche quest’anno è stato duramente colpito da numerose avversità, come fitopatie e gelate primaverili, oltre che dall’emergenza Covid-19”, sottolinea la Ministra Teresa Bellanova. “Come ho sottolineato nel corso del Tavolo Ortofrutticolo Nazionale svoltosi nelle scorse settimane il nostro impegno è massimo per modernizzare e innovare il settore migliorandone la competitività e la resilienza”, evidenziato Bellanova. “Solo con risorse adeguate e procedure semplici ed efficaci possiamo dare risposte concrete ai produttori ortofrutticoli messi in ginocchio dalle difficoltà crescenti nel controllo dei parassiti e per i danni subiti in conseguenza di eventi catastrofali sia di carattere climatico che fitopatologico. Prosegue nel frattempo l’azione del Ministero per migliorare gli attuali strumenti di tutela del reddito dei nostri agricoltori e delle aziende in caso di calamità naturali, rafforzando in particolare il ricorso ai fondi di mutualizzazione”.Il Ministero sarà in grado di trasferire alle Regioni interessate (Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Lombardia, Friuli) i primi 70 milioni di euro entro la fine dell’anno e la seconda tranche di 20 milioni a febbraio 2021. Gli ulteriori 20 milioni saranno infine trasferiti nel febbraio 2022.Nella stessa seduta è stato poi approvato il riparto tra le Regioni di ulteriori 13 milioni da destinare agli indennizzi per le aziende agricole colpite da avversità atmosferiche eccezionali resi disponibili per il 2020 nell’ambito del Fondo della Protezione Civile e da destinare al Fondo di Solidarietà Nazionale. Anche queste risorse saranno trasferite entro l’anno alle Regioni.
NOTE TECNICHE

Decreto indennizzi per danni da cimice asiatica

La legge di bilancio 2020 ha istituito un regime di aiuto in favore delle imprese agricole che hanno subito danni dagli attacchi di cimice asiatica, mediante l’accesso agli interventi previsti dal D. lgs. 102/2004.
Per la misura sono stati stanziati 80 milioni di euro dalla legge di bilancio 2020, a cui il Governo con DL Rilancio ha aggiunto ulteriori risorse, pari a 30 milioni di euro, in considerazione della gravità dei danni riscontrati sul territorio.  La misura può quindi contare su una dotazione complessiva di 110 milioni di euro
Il provvedimento provvede a ripartire tra le Regioni interessate l’intero ammontare delle risorse disponibili, in maniera proporzionale ai danni registrati. Alla regione Emilia-Romagna sono destinati circa 63 milioni di euro, seguita dal Veneto cui sono assegnati oltre 32 milioni.
I primi 70 milioni di euro saranno trasferiti dal Mipaaf alle Regioni entro la fine dell’anno e ulteriori 20 milioni a febbraio 2021.  I 20 milioni residui saranno infine trasferiti a febbraio 2022.

Calamità naturali e riparto tra le Regioni di 13 milioni di euro

La proposta riguarda il riparto tra le Regioni di circa 13 milioni di euro resi disponibili per il 2020 nell’ambito del Fondo della Protezione Civile, ai sensi della legge 311/2004 (Legge finanziaria 2005), e da destinare al Fondo di Solidarietà Nazionale per la copertura della spesa per gli interventi compensativi in caso di calamità naturali che colpiscono le aziende agricole, previsti dal D. lgs. 102/2004.
Le risorse disponibili dovranno essere trasferite alle Regioni entro la fine dell’anno.
fonte Mipaaf

DL PESTE SUINA
“Ho deciso di proporre un decreto legge per disporre l’adozione del Piano regionale di gestione e controllo delle popolazioni di cinghiali da parte delle Regioni, con le finalità di prevenire la diffusione della peste suina africana”. Così la Ministra Teresa Bellanova al tavolo con gli Assessori regionali all’agricoltura convocato nel pomeriggio in videoconferenza sul tema specifico.
“Da quando mi sono insediata”, ha tenuto a evidenziare la Ministra, “non c’è stato un giorno in cui non mi siano arrivate proteste da parte di imprenditori, cittadini e amministratori locali sui problemi causati dalla eccessiva proliferazione di cinghiali. Per affrontare responsabilmente la situazione, ho assunto un’iniziativa concordata con il Ministero della Salute, che ha la responsabilità di presentare ogni anno alla Commissione Europea un piano di intervento per il contrasto della Peste Suina Africana”, ha proseguito Bellanova, “anche perché non è ancora risolto il problema in Sardegna dove la PSA è presente dal 1978 oltre al fatto che la malattia si sta pericolosamente avvicinando ai nostri confini, dopo i recenti casi in Belgio, quelli incerti in Francia e gli ultimi in Germania. Se dovesse arrivare in Italia non possiamo farci trovare impreparati” ha sollecitato, “perché la norma in base alla quale presentiamo il Piano di contrasto a Bruxelles prevede un intervento solo in caso di infezione conclamata, mentre nel frattempo occorre potenziare i controlli, a tutti i livelli”.
Da qui la decisione di proporre il Decreto-Legge per l’adozione del Piano di gestione e controllo delle popolazioni di cinghiali da parte delle Regioni, con le finalità di prevenire la diffusione della Psa. “L’unica differenza rispetto alla norma attuale”, ha spiegato la Ministra “è che si deve intervenire a fini preventivi”. Quanto al resto la proposta non apporta sostanziali modifiche all’impianto normativo attuale, perché “i controlli previsti sono già obbligatori, devono però essere rafforzati”.
“Attendiamo i vostri suggerimenti”, ha detto Bellanova agli assessori regionali, dopo aver ascoltato i loro interventi. “Nell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri Europei la questione si è riproposta; la Cina ha bloccato le importazioni di carni suine dalla Germania a causa della Psa e tutti i produttori sono fortemente preoccupati. Se questo accadesse anche a noi sarebbe un serio problema. Il mio intento”, ha concluso, “è mettere dei punti fermi rispetto ad un problema serio che va affrontato con serietà e determinazione, senza perdere ulteriore tempo”.

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEL PROSECCO ROSÉ DOC
Il via libera europeo al disciplinare di produzione del Prosecco Rosé Doc con la modifica da noi richiesta che rende possibile contare sulla nuova tipologia, è un’ottima notizia. Che consente ai produttori di un vino che da sempre oltre confine riscuote uno straordinario successo, di presidiare e conquistare un mercato sempre più ampio e che negli ultimi anni ha registrato una crescita sempre più importante in termini economici e di quantitativi. Parliamo di un esercito di 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 case spumantistiche che concorrono al successo senza eguali di una denominazione tutta made in Italy, diventata emblema e indiscussa bandiera nel mondo. L’accoglimento della nostra richiesta sarà traino per l’intero sistema vitivinicolo nazionale che a causa della pandemia ha registrato una contrazione del valore delle vendite all’estero dopo il record fatto segnare lo scorso anno con oltre 6 mld di euro e che sta soffrendo in modo evidente anche per gli evidenti problemi che il canale della ristorazione sta affrontando”.
Così la Ministra Teresa Bellanova commenta la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Ue dell’approvazione della comunicazione di modifica richiesta dal Mipaaf del Disciplinare di produzione del Prosecco DOP. Modifica tesa all’introduzione della tipologia Rosè con obbligo dell’indicazione d’annata.
La richiesta di modifica al disciplinare di produzione della Dop Prosecco con l’introduzione della nuova tipologia era stata inviata dall’Italia a Bruxelles nel maggio scorso.
Il nome deciso dal Consorzio di tutela del Prosecco Doc per il nuovo vino è “Prosecco spumante rosé millesimato”.
“Un vino, il Prosecco, che tutto il mondo ci invidia e che in molti tentano di imitare e contraffare”, prosegue Bellanova. “Lo dimostra tra gli altri il tentativo di contraffazione che nei mesi scorsi abbiamo stroncato in Veneto in una catena di supermercati grazie all’impegno dell’Icqrf. La lotta alla contraffazione a difesa dei nostri prodotti e contro l’usurpazione delle nostre indicazioni geografiche è sempre tra le nostre priorità. Dei 486 milioni di bottiglie prodotte di Prosecco, circa il l’80% prende la via dell’export. Un tassello importante del nostro made in Italy e della nostra forza sui mercati mondiali, che adesso acquista ancora più peso e rilevanza”.
“La mia attenzione e vicinanza al questo straordinario settore è evidente”, conclude la Ministra Bellanova. “Lo dice l’interlocuzione costante con cui in questi mesi abbiamo insieme definito le misure necessarie per fare fronte all’emergenza per mettere in sicurezza le nostre eccellenze e le nostre imprese. Un’interlocuzione che, ne sono sicura, deve intensificarsi proprio sulla strategia mirata all’export e all’internazionalizzazione perché è da aziende e operatori che devono arrivare le indicazioni per ottimizzare le strategie e le politiche mirate. Su questo siamo già al lavoro. Questo periodo va affrontato con il massimo del confronto e della condivisione, con la filiera istituzionale, a partire dalle Regioni, come con l’intera filiera”.

Note tecniche
Di seguito il dettaglio della richiesta italiana accolta dall’Unione Europea:
1. Prosecco DOP — Spumante rosé — nella categoria VS e VSQ
È inserita la tipologia spumante rosé al fine di introdurre nella denominazione una produzione di spumante ottenuto da vitigni Glera B. e Pinot nero vinificato in rosso.
2. Prosecco DOP — Spumante rosé — Base ampelografica
La tipologia spumante rosé prevede la seguente composizione di varietà di viti: Glera B. minimo 85 %, massimo 90 %; Pinot nero vinificato in rosso minimo 10 %, massimo 15 %. Detta composizione permette di ottenere la colorazione «rosé».
3. Prosecco DOP — Spumante rosé — Resa di uva ad ettaro e titolo alcolometrico volumico naturale minimo
La resa massima di uva della varietà Pinot nero è stata stabilita a 13. 500 kg/ha per consentire una maggiore concentrazione di sostanza colorante ed una maggiore stabilità della stessa.
Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo è stato indicato a 9 % vol.
4. Prosecco DOP — Spumante rosé — Elaborazione
La tipologia deve essere prodotta esclusivamente per fermentazione naturale a mezzo autoclave con un periodo di elaborazione non inferiore a 60 giorni. Tale modalità di produzione consente al lievito di rilasciare dei composti come le mannoproteine le quali svolgono un’azione protettiva della sostanza colorante nei confronti dell’ossidazione e dell’anidrite solforosa, inoltre conferisce una maggiore complessità olfattiva e gustativa.
5. Prosecco DOP — Spumante rosé — Pratiche enologiche
E’ consentita nelle partite di prodotto destinate alla preparazione del vino spumante rosé e vino spumante di qualità rosé, l’aggiunta di prodotti ottenuti dalla vinificazione di uve Pinot nero, in quantità non inferiore al 10 % e non superiore al 15 %, a condizione che il vigneto, dal quale provengono le uve Glera B. impiegate nella vinificazione, sia coltivato in purezza varietale o comunque che la presenza di uve Pinot nero, in aggiunta a quello consentito per tale pratica, non superi la percentuale del 15 %.
6. Prosecco DOP — Spumante rosé — Caratteristiche al consumo
In conseguenza della introduzione della tipologia spumante rosé, sono indicate le caratteristiche fisico chimiche ed organolettiche.
7. Prosecco DOP — Spumante rosé — Etichettatura termine millesimato
Nell’etichettatura di tale tipologia è obbligatorio indicare il termine millesimato, seguito dall’anno di produzione delle uve in conformità all’articolo 49, comma 1 del regolamento delegato (UE) 2019/33della Commissione.
8. Prosecco DOP — Spumante rosé — Immissione al consumo
È prevista l’immissione al consumo a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia al fine di consentire un maggior affinamento del prodotto.

WORLD PASTA DAY
Si rinnova anche stavolta, come già lo scorso anno alla presenza della Ministra Teresa Bellanova, e nell’ambito delle manifestazioni del Worl Pasta Day, la donazione di migliaia di chili di pasta da parte dell’Unione dei Pastai Italiani (Union Food) alla Comunità di Sant’Egidio.
“In un periodo reso ancor più problematico dall’emergenza covid e dall’aumento esponenziale delle fragilità sociali ed economiche, i produttori italiani di Unione Italiana Food hanno nuovamente deciso di donare 17 tonnellate di pasta, oltre 200mila piatti, alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere e aiutare chi ne ha più bisogno.
Un gesto concreto e importante di solidarietà e inclusione, come i tantissimi che hanno caratterizzato l’intera filiera agroalimentare nei mesi più drammatici della pandemia, di cui li ringraziamo, e che conferma come la pasta sia un perno essenziale e centrale del nostro modello alimentare e della Dieta Mediterranea.
Solidarietà, inclusione, sostegno alle fragilità sociali e alimentari, lotta allo spreco alimentare, valorizzazione delle filiere: sono tutti snodi del lavoro che ci vede impegnati ormai da tempo. Non a caso abbiamo portato a 300milioni il Fondo Emergenze Alimentari destinando con l’ultimo Decreto 14 milioni per l’acquisto di pasta e pastina per infanzia con grano 100per cento italiano, e in Legge di bilancio confermiamo il nostro impegno sia sul Fondo Emergenze, cui proponiamo di destinare ulteriori 25 milioni, che sulle filiere, con una proposta per 150milioni, certi come siamo della necessità di sostenere e tutelare la ricchezza e l’eccellenza delle nostre filiere e la qualità totale dal piatto e dal mare alla tavola. 
E’ d’altra parte il motivo per cui abbiamo chiesto proprio alla Commissaria Kyriakides nei giorni scorsi un nuovo inizio in fatto di etichettature fronte-pacco, perché l’alimentazione è molto più di un algoritmo. Come dimostriamo con il nostro Nutrinform, che i nostri produttori e le imprese potranno utilizzare non appena verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto firmato in questi giorni, per rendere più facilmente leggibili da parte dei consumatori le informazioni nutrizionali degli alimenti. E per cui abbiamo prorogato fino al 31 dicembre 2021 l’obbligo di indicare l’origine del grano nella pasta per la massima trasparenza verso il consumatore”.
Così la Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova annuncia la donazione di 17mila chilogrammi di pasta da parte degli industriali di Unione Italiana Food alla Comunità di Sant’Egidio in occasione del World Pasta Day. 
La Ministra sarà alle 17 di oggi in visita alla Mensa di Sant’Egidio a Roma. 
Presente, in rappresentanza dei pastai, Cristiano Laurenza, Segretario generale Unione Pastai Italiani (Union Food).
La visita si svolgerà in forma strettamente privata.

APPROVATA RIFORMA SERVIZIO FITOSANITARIO NAZIONALE
Approvato in consiglio di Ministri il pacchetto composto da 4 schemi di decreto legislativo che consentirà di recepire in Italia il nuovo regime fitosanitario europeo, introdotto con il regolamento 2016/2031 e di adeguare la normativa nazionale sui controlli ufficiali in materia di sanità delle piante al Regolamento (UE) 2017/625.
Si tratta di un poderoso lavoro di riordino di una normativa tecnica complessa e ormai eccessivamente frammentata relativa al Servizio fitosanitario nazionale, e ai controlli nei settori delle sementi e dei materiali di moltiplicazione dei fruttiferi, delle ortive e della vite.
Una riorganizzazione che parte dal ridefinire responsabilità, competenze, strumenti e personale in dotazione del Servizio Fitosanitario Centrale (SFC) e dei Servizi fitosanitari regionali (SFR), con l’obiettivo di rendere ancora più efficiente e veloce la capacità di risposta del sistema, anche grazie all’attribuzione al  Comitato Fitosanitario Nazionale del ruolo di Organismo con potere decisionale.
“Il passaggio di oggi rappresenta un importante tassello di un percorso condiviso a livello nazionale e che proseguirà poi con le opportune azioni operative”, ha dichiarato la Ministra Teresa Bellanova.
“Entriamo nella fase di finalizzazione di un processo iniziato diversi anni or sono con la definizione dei nuovi regolamenti europei, finalizzati a contrastare il rischio crescente di introduzione nel territorio dell’Unione europea di organismi nocivi, che possono seriamente minacciare i nostri sistemi produttivi agricoli con ripercussioni negative sulla qualità e i prezzi delle nostre derrate alimentari”, ha detto la Ministra, evidenziando come tale minaccia possa riguardare anche i nostri ecosistemi boschivi e forestali. “La devastazione che ha portato un batterio come la xylella o un insetto come la cimice asiatica o il tarlo asiatico del fusto presente nei nostri boschi è sotto gli occhi di tutti.”
“Non è possibile immaginare di bloccare il commercio internazionale o eliminare completamente gli effetti dei mutamenti climatici che favoriscono lo spostamento di microrganismi, insetti e altre specie da un continente all’altro”, ha proseguito Bellanova, “ma possiamo incidere con strategie preventive e di controllo efficace sul territorio nazionale.  Per questo abbiamo bisogno di un sistema fitosanitario efficiente e coordinato, in grado di garantire un monitoraggio continuo e mettere in campo risposte forti ed immediate in caso di emergenza”, ha concluso la Ministra.

NOTA TECNICA
Per il contrasto alle emergenze si prevede l’adozione di un Piano di emergenza nazionale, con procedure e risorse finanziarie definite da mettere in campo in caso di ritrovamento di focolai di organismi nocivi in applicazione del regolamento (UE) n. 2017/625. 
Il pacchetto legislativo prevede un complessivo rafforzamento dei controlli, non solo sulle produzione interne, ma anche sulle importazioni, con adeguamento della dotazione strumentale e di personale dei posti di controllo frontalieri.
Viene ridisegnata la rete dei Laboratori nazionali di riferimento e dei laboratori ufficiali, anche in questo caso prevedendo un efficientamento delle strutture e delle risorse per eseguire gli obblighi derivanti dall’applicazione degli standard più elevati.
La normativa prevede inoltre la realizzazione di un sistema informatico, interconnesso con gli altri sistemi europei, per la raccolta e la registrazione di tutti i dati e le informazioni (dati di monitoraggi, intercettazioni, certificati, informazioni su controlli ufficiali) e la ridefinizione dell’impianto sanzionatorio.
Sul fronte della prevenzione si introduce maggiore responsabilità a carico degli operatori professionali per garantire la tracciabilità del materiale vegetale.
Oltre al decreto legislativo relativo alla riorganizzazione del Servizio Fitosanitario Nazionale, il pacchetto include il riordino della normativa in materia di sementi, di materiali di moltiplicazione dei fruttiferi e delle piante ortive e dei materiali di moltiplicazione della vite, con adeguamento al nuovo quadro normativo europeo. Il riordino consentirà di eliminare le duplicazione esistenti nelle procedure amministrative e nei controlli, razionalizzando l’intera sistema con indubbio beneficio per gli operatori che per l’intero sistema agricolo nazionale.

REGISTRAZIONE PANIERE EMERGENZE ALIMENTARI.
Importante passo avanti per il sostegno delle fragilità alimentari. È stato registrato alla Corte dei Conti il decreto interministeriale che approva il paniere dei prodotti alimentari per fronteggiare le fragilità alimentari, grazie alle risorse del Fondo  (250 milioni di euro) stanziate con il DL Rilancio.  Duplice l’ obiettivo: sostenere il bisogno alimentare delle famiglie in difficoltà, contrastando lo spreco alimentare e sostenendo la filiera agroalimentare con l’acquisto di prodotti esclusivamente italiani e di qualità.
Il decreto è  stato inviato per al pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, e le strutture del Ministero si sono già attivate per definire le modalità di trasferimento dei relativi fondi ad AGEA, per consentire di avviare i relativi bandi.
 “Ho voluto fortemente assumere come obiettivo irrinunciabile l’implementazione per 250milioni di euro del Fondo Emergenze alimentari in un momento in cui tutti gli Osservatori parlavano di un aumento esponenziale delle persone in difficoltà a causa del Covid. Per questo è importante la registrazione del decreto, perché ci consente di agire rapidamente. L’ attenzione alle fragilità alimentari e sociali è per me  una priorita’ Inderogabile, ed è la ragione per cui abbiamo lavorato per accelerare il più possibile l’iter necessario a rendere rapidamente disponibili le risorse”, dichiara la Ministra, “tenendo conto delle emergenze evidenziate dagli enti del  terzo settore laico e cattolico. Allo stesso tempo, ed è qui il modello virtuoso che il Tavolo attivo al Ministero ha delineato, contrastiamo lo spreco alimentare e sosteniamo e settore agricolo e filiera agroalimentare messa a dura prova dal Covid, acquistando alimenti prodotti con materie prime di origine italiana.”
“Il lavoro al Tavolo Emergenze Alimentari  prosegue serrato, e nella prossima legge di bilancio abbiamo proposto  ulteriori risorse per implementare il Fondo”.

DECRETI DI ISCRIZIONE AL REGISTRO NAZIONALE DEI PAESAGGI RURALI
Firmati dalla Ministra Teresa Bellanova i decreti di iscrizione al Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali di nove nuovi paesaggi rurali italiani, dopo la recente approvazione da parte dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali.
“Un passaggio importante nell’azione di tutela del patrimonio storico rurale del nostro Paese”, ha dichiarato la Ministra. “Un impegno che proseguirà con convinzione nell’intento di salvaguardare sempre di più quei paesaggi agricoli, forestali e pastorali, che maggiormente hanno conservato i caratteri storici legati alla permanenza di forme di produzione, usi del suolo agricolo, tecniche di allevamento, sistemazioni del terreno, mosaici paesaggistici e manufatti, collegati a produzioni alimentari di qualità”.
E ancora: “Nel Registro possono anche essere iscritte le pratiche agricole e le conoscenze tradizionali legate ad una precisa area geografica anche se di limitata diffusione. Queste pratiche devono essere di rilevanza storica, esercitate con tecniche, strumenti e oggetti particolari legati alla pratica tradizionale e l’impiego di cultivar, varietà o razze locali”.
“Conoscendo e valorizzando pienamente le radici agricole della nostra cultura e della nostra economia, costruiamo il futuro del Paese”- ha proseguito la Ministra – “Un futuro che dovrà vedere nell’agricoltura un settore di primaria importanza su cui fondare un rilancio economico e sociale dopo i mesi difficili che abbiamo vissuto e che purtroppo stiamo ancora vivendo. Attrattivo sempre più per le nuove generazioni e le donne, la più straordinaria leva per l’innovazione su cui il Paese può contare”.
I nuovi paesaggi iscritti al Registro che potranno quindi fregiarsi in futuro del marchio collettivo del Paesaggio rurale storico italiano(in corso di definizione) sono i seguenti:

1. Il Paesaggio agrario di olivastri storici del “Feudo di Belvedere” – Località San Nazario – San Nicandro (FG);
2. Il “Paesaggio policolturale di Fibbianello” del Comune di Semproniano(GR);
3. Il Paesaggio dei “Vigneti Terrazzati del Versante Retico della Valtellina”;
4. Il Paesaggio della “Bonifica Romana e dei Campi Allagati della Piana di Rieti” – candidatura presentata dal Parco della Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile – (RI);
5. Il Paesaggio storico della “Bonifica Leopoldina in Valdichiana”
6. Il “Paesaggio Agro- Silvo- Pastorale del territorio di Tolfa”;
7. Paesaggio Rurale: “il Sistema Agricolo Terrazzato della Val di Gresta”;
8. Paesaggio Rurale: “Alti Pascoli della Lessinia”;
9. Il “Paesaggio rurale dei vigneti terrazzati della Valle di Cembra”.

32° SESSIONE CONFERENZA REGIONALE FAO PER L’EUROPA
“Ringrazio il Direttore Generale della FAO di aver ricordato il lancio imminente dell’iniziativa Food Coalition, proposta dall’Italia per mobilitare risorse ed esperienze, e alla quale invito tutti i presenti ad aderire. La “pandemia ha reso a tutti evidente l’importanza strategica della sicurezza alimentare”. 
Cosi’ la Ministra Teresa Bellanova intervenendo stamane alla 32° Sessione della Conferenza Regionale Fao per l’Europa sulla sostenibilità dei sistemi agro-alimentari e le diete sane ospitata, in forma virtuale, dal Governo dell’Uzbekistan e con la partecipazione, tra le altre, di Agnes Kalibata, inviata speciale per il Vertice 2021 delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari.
 “La sicurezza alimentare è da intendersi anche come tutela delle produzioni locali. Dobbiamo informare sull’origine dei prodotti e riflettere su come accorciare le filiere, senza tentazioni protezionistiche. Valorizzare le eccellenze agroalimentari e’ importante piu’ che mai ora, in un momento cosi’ difficile e complesso, per minimizzare l’impatto della pandemia, e gettare le basi per la futura ripresa”, ha sostenuto la Ministra.

32° SESSIONE CONFERENZA REGIONALE FAO PER L’EUROPA
“Non ci sono sostenibilità né salute senza scelte consapevoli”.E’ il messaggio che la Ministra Bellanova ha voluto consegnare intervenendo stamane alla 32° Sessione della Conferenza Regionale Fao per l’Europa sulla sostenibilità dei sistemi agro-alimentari e le diete sane ospitata, in forma virtuale, dal Governo dell’Uzbekistan e con la partecipazione, tra le altre, di Agnes Kalibata, inviata speciale per il Vertice 2021 delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari.
“I temi al centro della discussione odierna”, ha evidenziata Bellanova, “sono cruciali per il Governo italiano e rappresentano priorità assolute del mio Ministero. Al tempo stesso richiedono lo sforzo congiunto dei governi della nostra regione e di tutti gli attori della filiera agroalimentare”, ha proseguito la Ministra, “crediamo fermamente nella necessità di sviluppare sistemi sempre più resilienti che possano assicurare cibo sicuro, sano e di qualità. Ed è necessario che il confronto sulla sostenibilità della filiera alimentare contempli, insieme alle problematiche ambientali, anche la dimensione sociale, ovvero le condizioni di vita di chi produce cibo, come garanzia di qualità, attenzione al territorio e mezzo per soddisfare un diritto primario dei cittadini. Sono i principi che mi hanno guidata nel prevedere uno stanziamento importante, in Italia, per il Fondo Emergenze Alimentari, che vorrei diventasse sempre di più un riferimento in Europa, e che mi spingono a voler fare sempre di più per rendere efficace la lotta agli sprechi alimentari”.
Bellanova ha poi toccato il tema della sicurezza alimentare. Sotto il profilo, ha evidenziato, anche della tutela delle produzioni locali.
“Dobbiamo informare sull’origine dei prodotti”, ha esortato la Ministra, “e riflettere su come accorciare le filiere, senza tentazioni protezionistiche. A questo si aggiunge la necessità di promuovere la diversificazione della produzione agricola, ben evidenziata dal documento predisposto dalla FAO.
Sostenibilità, lotta gli sprechi, diversificazione e promozione delle produzioni locali, tutela del paesaggio e delle pratiche agricole tradizionali: tutti questi obiettivi irrinunciabili sono elementi fondanti delle diete tradizionali della nostra regione. Per questo”, ha proseguito, “voglio rendere omaggio alla Dieta Mediterranea, di cui ricorre tra pochi giorni il decimo anniversario del riconoscimento quale patrimonio dell’Unesco. E’ molto più di un regime salutare, è un modo di intendere la vita e un compendio di sapori e saperi da mantenere vivi”.
Per concludere: “Auspico che la promozione di stili alimentari sani possa essere oggetto di sempre maggiore collaborazione tra i nostri Paesi, anche attraverso un approccio multidisciplinare che privilegi l’informazione corretta rivolta al consumatore per scelte consapevoli. E’ quanto intendiamo fare in Italia, anche con il nuovo schema di etichettatura fronte-pacco mirato a rendere comprensibili gli apporti nutrizionali degli alimenti in base al fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive”.

QUESTION TIME (PESTE SUINA AFRICANA – PSA)
Signor Presidente, onorevoli Senatori,
Da quando ho assunto la responsabilità di Ministra delle politiche agricole, ogni giorno mi sono giunte proteste di imprenditori, cittadini, amministratori locali sui problemi causati dalla eccessiva proliferazione di cinghiali.
Problemi noti a tutti, gli stessi da molti anni visto che nessuno ha mai voluto affrontarli seriamente.
L’emergenza si è aggravata nel tempo ed oggi non è più sostenibile. Il nostro Paese e, con esso, una parte importante del Made in Italy agroalimentare, è minacciato dalla Peste suina africana, malattia virale che colpisce i suini domestici e selvatici, con livelli di mortalità del 100% nelle popolazioni colpite.
Esiste infatti un alto rischio di introduzione della PSA “per contiguità”, dal momento che il fronte endemico rappresentato dalle popolazioni di cinghiali infette si sta progressivamente spostando da Est ad Ovest.
Le particolari condizioni di allevamento del suino, la continuità delle popolazioni di cinghiali e il cosiddetto fattore umano hanno rapidamente veicolato l’infezione dalla Federazione Russa all’Ucraina, alla Bielorussia, fino ad arrivare in Polonia, Romania e Slovacchia, Belgio e, da ultimo, in Germania. Che nonostante l’ingente dispiegamento di forze, non è riuscita ancora a mettere sotto controllo la diffusione della malattia.
Per comprendere la gravità, ricordo che la Cina ha immediatamente bloccato le importazioni di suini e di prodotti trasformati a base di carne suina dalla Germania il giorno successivo al ritrovamento dell’infezione.
Per questo, dato il forte rischio di introduzione della PSA in Italia, se pure il problema non è di stretta competenza agricola, in accordo con il Ministro della Salute ho deciso di proporre un decreto-legge per disporre l’adozione di un Piano nazionale, quale sommatoria di piani regionali di gestione e controllo delle popolazioni di cinghiali per prevenire la diffusione della peste suina.
Occorre un’azione decisa, da assumere ora senza attendere l’arrivo dell’infezione: tentare di arginarla quanto è presente è impossibile.
Occorre effettuare un monitoraggio serio delle popolazioni di cinghiali presenti nel nostro Paese, per mettere in atto azioni correttive dove questa presenza rappresenta un pericolo riguardo anche l’incolumità delle persone.
Tra l’altro, l’eccessiva proliferazione di cinghiali rappresenta una grave minaccia anche per la biodiversità, il cui equilibrio è gravemente compromesso in tutte le aree del Paese dove i cinghiali hanno preso il sopravvento.
La bozza di norma che ho proposto non introduce nuove forme di contenimento ma la semplice applicazione, in via preventiva, delle disposizioni già esistenti, con l’obiettivo di ridurre il rischio contagio, impossibile da gestire considerata anche la particolare conformazione del nostro territorio.
Faccio appello al buon senso di tutti, non solo a quest’Aula, perché non si perda forse l’ultima occasione che abbiamo per mettere in atto una decisione saggia, nell’interesse del settore agroalimentare italiano, della nostra economia e
di tutti i cittadini.
fonte Mipaaf

NUTRINFORM BATTERY
Informazioni chiare, semplici ma allo stesso tempo complete, che consentono al consumatore di fare scelte pienamente consapevoli per la propria alimentazione.
E’ stato firmato dalla Ministra Bellanova il decreto che introduce il logo nutrizionale facoltativo denominato “NutrInform Battery”, finalizzato a rendere più facilmente leggibili da parte dei consumatori le informazioni nutrizionali degli alimenti e ne sancisce le norme relative al suo utilizzo. Una volta firmato da tutti e tre i Ministeri competenti (Sviluppo Economico, Salute e Politiche Agricole), il provvedimento sarà inviato per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. 
Il logo indica il contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente in una singola porzione di alimento. Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi. Inoltre, all’interno del simbolo a “batteria” è indicata la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alle quantità giornaliere di assunzione raccomandata.
“Oggi finalmente possiamo presentare il logo nutrizionale facoltativo italiano, il Nutrinform, che prende in considerazione il fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive, in modo da favorire una scelta consapevole da parte dei consumatori per un’alimentazione sana, variata e bilanciata”, Cosi la Ministra Teresa Bellanova. “Siamo soddisfatti del lavoro fatto insieme alla filiera agroalimentare e ai ministeri della Salute e dello Sviluppo economico e siamo convinti della bontà di questo sistema che mette al centro il consumatore e non il mercato globale, valorizza la capacità critica del cittadino che non deve essere fuorviato da colori o immagini che nulla hanno di scientifico e difende il patrimonio unico della dieta mediterranea”, ha sottolineato la Ministra. “Ora ci aspettiamo che il nostro sistema venga opportunamente valutato dall’Europa dal punto di vista scientifico, in quanto esperienza nazionale”.
“La dieta e il benessere alimentare sono concetti molto più complessi di un algoritmo – ha continuato Bellanova – e ancora una volta voglio ribadire un concetto per me fondamentale: i consumatori hanno diritto a essere informati correttamente e le nostre eccellenze alimentari non possono essere penalizzate da semafori. La promozione di stili alimentari sani richiede un approccio multidisciplinare, incentrato sul concetto di ‘dieta salutare’.  Il NutrInform è la nostra alternativa al Nutriscore, ma è di gran lunga migliore. Non è penalizzante, non dà patenti di buono o cattivo: informa”.
“Per questo motivo”, conclude la Ministra, “ci stiamo impegnando con tutte le forze nei tavoli europei affinché su un tema così importante, quale l’alimentazione, non si scelgano soluzioni semplicistiche, come l’etichettatura a semaforo, ma sia avviata una valutazione di impatto seria relativamente alla futura legislazione europea in materia di etichettatura nutrizionale fronte-pacco. Vogliamo che la Commissione si orienti verso uno schema volontario capace di informare in modo trasparente il consumatore, senza orientarne le scelte e senza penalizzare, in maniera paradossale, prodotti mediterranei come l’olio che sono alla base dell’alimentazione del nostro Paese e di cui secoli di tradizione ci hanno mostrato i benefici effetti sulla salute e il benessere umani”. 
Il provvedimento, adottato ai sensi dell’art. 35 del Reg. (CE) n. 1169/2011, che prevede la possibilità per gli Stati Membri di raccomandare l’indicazione delle informazioni nutrizionali obbligatorie, previste dallo stesso regolamento, anche con altre forme di espressione, ivi inclusi simboli grafici, allo scopo di facilitare la comprensione del contenuto dell’etichetta, è frutto di un lungo percorso di condivisone con la filiera agroalimentare e di approfondimenti scientifici svolti prima dalla Società IRI – Information Resources Inc. Italia e poi dall’Istituto Superiore di Sanità e dal CREA, che hanno testato questo tipo di etichettatura su campioni rappresentativi di consumatori.

Note tecniche
Il provvedimento definisce le norme relative all’utilizzo del logo nutrizionale facoltativo “NutrInform Battery”, finalizzato a rendere più facilmente leggibili da parte dei consumatori le informazioni nutrizionali obbligatorie ai sensi del Reg. (CE) n. 1169/2011.
Il logo indica il contenuto di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente in una singola porzione di alimento.  Il contenuto energetico è espresso sia in Joule che in Calorie mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale sono espressi in grammi.
All’interno del simbolo a “batteria” è indicata la percentuale di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla singola porzione rispetto alle quantità giornaliere di assunzione raccomandata.
A tale scopo gli operatori dovranno fare riferimento alle Assunzioni di Riferimento, ovvero le quantità giornaliere medie raccomandate di energia e nutrienti, indicate nell’Allegato XIII del Regolamento (UE) n. 1169/2011.
L’indicazione nel simbolo a “batteria” consente quindi di capire quanto i nutrienti contenuti in un dato alimento contribuiscono percentualmente alle esigenze quotidiane di un adulto di riferimento. 
Esclusioni
Il campo di applicazione del logo nutrizionale esclude:
a. gli alimenti confezionati in imballaggi o in recipienti la cui superficie maggiore misura meno di 25 cm²;
b. i prodotti DOP, IGP e STG di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012 in ragione del rischio che l’apposizione di ulteriori loghi impedisca al consumatore di riconoscere il marchio di qualità.
Adesione degli operatori
Gli operatori del settore alimentare che intendono utilizzare il logo “NutrInform Battery” dovranno informare il Ministero della Salute – Direzione generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, con modalità che saranno successivamente comunicate. 
Gli operatori del settore alimentare che applicano volontariamente il logo nutrizionale “NutrInform Battery”, si impegnano ad estenderlo progressivamente a tutti i prodotti appartenenti alla medesima categoria merceologica.
La veste grafica (di seguito)
La dimensione del logo, i colori e gli altri dettagli tecnici per la stampa, saranno resi pubblici in un manuale d’uso che sarà messo a disposizione degli operatori.

PUGLIA, OPERAZIONE “GRANDE CARRO”
“Non permetteremo mai alla mafia di mettere le mani sui fondi destinati all’agricoltura. Lo Stato c’è e il mio ringraziamento va ai Carabinieri del Ros, al Comando Tutela Agroalimentare dei Carabinieri e alla Dda di Bari”. 
Cosi la Ministra Bellanova commenta l’operazione della Procura Distrettuale Antimafia di Bari, dei Carabinieri del ROS e del Comando Tutela Agroalimentare che hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Tribunale di Bari, a carico di 48 persone. Disarticolando, si legge, “un sodalizio mafioso nell’entroterra foggiano, attivo anche nella illecita percezione delle erogazioni comunitarie in danno dell’agricoltura”
“Da anni persone senza scrupoli, secondo quanto emerge dalle indagini, mettevano le mani sui fondi europei destinati all’agricoltura, intimidendo gli agricoltori con minacce e violenze, fino ad arrivare al sequestro di persona. Crimini intollerabili, che si aggiungono al danno di sottrarre importanti fondi europei destinati all’agricoltura. Tutto questo è imperdonabile. Più che mai oggi. Un’operazione importante che conferma inoltre ancora una volta la cogenza della riforma dei reati in materia agroalimentare e del codice antimafia. Non dobbiamo abbassare mai la guardia e continuare a contrastare ogni forma di illegalità a difesa dell’economia sana, in un contesto dove risulta significativo il rischio di infiltrazioni nel tessuto produttivo locale, soprattutto in questo momento in cui molti si trovano in sofferenza per la crisi economica in atto”, prosegue la Ministra.
“L’agricoltura, quella sana, e che rappresenta la maggior parte della Puglia, è fatta di uomini e donne che amano la propria terra e il proprio lavoro, e di giovani, sempre di più, che vogliono investire in questo settore e rinnovarlo con un importante sguardo al futuro. Noi lavoriamo per questa agricoltura e queste imprese, e non ci stancheremo mai di farlo” conclude la Ministra. “Nessuno può pensare di rubare il futuro ai nostri giovani”.

BILATERALE DELLA MINISTRA CON LA COMMISSARIA KYRIAKIDES
“Chiediamo un nuovo inizio. Che metta al centro della riflessione il consumatore e i prodotti di qualità, senza farsi condizionare dagli schemi esistenti ma basandosi su rigore scientifico e valutazione a tutto campo degli strumenti necessari ad incentivare l’adozione di diete equilibrate”. Così la Ministra Teresa Bellanova aprendo stamane l’incontro, in videoconferenza, con la Commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides per un confronto che la stessa Commissaria aveva sollecitato dopo la presentazione all’Agrifish nel settembre scorso della posizione sul tema etichettature nutrizionali fronte-pacco sostenuta da Italia, Repubblica ceca, Romania, Ungheria, Grecia, Cipro e Lettonia.
“Considero questa sollecitazione un segno di attenzione verso le posizioni che l’Italia esprime su questo punto, in sintonia con altri Stati membri”, ha infatti voluto sottolineare Bellanova. Che dopo aver riepilogato i punti qualificanti del non-paper ha rilanciato, chiedendo alla Commissione di immaginare una strategia più ampia dove a schemi di etichettatura trasparenti si affianchino campagne informative ed educative di massa sull’importanza di diete bilanciate. “Come dimostrano le statistiche OMS, nei Paesi dove le etichettature nutrizionali fronte pacco con messaggi semplificati e uso del colore sono in vigore da anni il risultato in termini di lotta all’obesità è nullo. Questo non sorprende: correggere stili di vita sbagliati richiede molto di più che un semaforo”. “Per noi”, ha evidenziato Bellanova, “è importante informare in modo trasparente e corretto il consumatore, che va convinto senza stratagemmi e paternalismo. Non è il singolo prodotto a creare un danno ma il complesso della dieta e gli stili di vita”.   Quindi, sul merito dell’iniziativa legislativa della Commissione annunciata nella Strategia “dal campo alla tavola”, Bellanova ha sollecitato il cronoprogramma dei prossimi step e ribadito i temi sensibili quali il dilemma tra volontarietà e obbligatorietà di un possibile schema europeo e l’esclusione delle Dop e Igp dall’etichettatura fronte-pacco. “Si dovrebbe ragionare su un sistema volontario ma esclusivo, per evitare la frammentazione sul mercato interno”, ha proposto la Ministra sul primo punto. Quanto al secondo, ha esortato ad evitare il corto circuito di politica agricola per cui lo stesso prodotto è riconosciuto, tutelato e promosso sui mercati esteri per le sue caratteristiche intrinseche come un prodotto di qualità e contemporaneamente rischia di essere sconsigliato per la salute del consumatore”.

NON PAPER – SCHEDA TECNICA  
 Il non paper è stato illustrato dalla Ministra Teresa Bellanova nel corso del Consiglio Agrifish a Bruxelles del settembre scorso.
 Il documento è sostenuto al momento da sei Paesi europei: Repubblica ceca, Cipro, Grecia, Lettonia, Romania e Ungheria.
 Ruota attorno a precisi punti fermi:
 -Necessità di un dibattito aperto sul migliore approccio alle etichettature nutrizionali, evitando che schemi sviluppati dal mercato e già esistenti e “opachi” condizionino i decisori pubblici su un tema con conseguenze in materia di salute, mercato interno e valori culturali;
 -Esclusione delle DOP e IGP e dei prodotti considerati ingredienti (olio) da futuri schemi UE;
-Contenuto educativo degli schemi di etichettatura nutrizionale, che non devono fornire giudizi complessivi sul valore nutrizionale dei prodotti;
 -Inefficacia dell’uso del colore, definito “banalizzante”, in questo tipo di schemi; -Volontarietà dello schema;
 -Riferimento ai necessari apporti giornalieri di elementi nutrizionali anziché a 100 gr;
-Adeguata considerazione delle diete tradizionali e della cultura gastronomica dei diversi stati europei.  
Fonte Mipaaf

AGROALIMENTARE
PAC POST 2020
Dopo oltre 2 anni di negoziati, al Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura svoltosi in Lussemburgo gli Stati membri europei hanno raggiunto ieri a tarda notte un accordo generale sulla Politica Agricola Comune post 2020, accordo che andrà ora negoziato in trilogo con la Commissione e il Parlamento europeo.L’intesa segna un’evoluzione storica dell’impianto tradizionale della politica agricola.
Per la prima volta, infatti, i fondi della PAC saranno assegnati in base ai risultati raggiunti anziché al mero rispetto delle norme di conformità. L’accordo prevede che ogni Stato Membro presenti un Piano strategico nazionale per la definizione e attuazione di tutti gli interventi, a seguito di un’analisi dei fabbisogni. Le Regioni, attraverso le proprie Autorità di Gestione, potranno continuare ad attuare gli interventi inerenti lo sviluppo rurale.
“Siamo molto soddisfatti dei compromessi raggiunti in merito alle nostre produzioni bandiera”, ha commentato stanotte la Ministra Bellanova.
E ancora: “Saremo finalmente in grado di attuare interventi di investimento e ristrutturazione nel settore dell’olio di oliva, a beneficio anche dei produttori danneggiati dalla xylella, così come di continuare a sostenere il settore vitivinicolo, ad esempio finanziando l’impianto di nuovi vigneti”.
La riforma, che entrerà in vigore il primo gennaio 2023 al termine dei due anni di transizione, presenta novità’ importanti. Tra queste le ambiziose disposizioni volte ad allineare la politica agricola europea alla sfida dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.
Una percentuale minima del 30% delle spese del II pilastro (Sviluppo Rurale) dovrà essere destinata a misure agro-ambientali, ed almeno il 20% delle risorse del I pilastro (pagamenti diretti) dovranno essere allocate a schemi ecologici, ovvero a misure come l’inerbimento dei frutteti, la riduzione dei fitofarmaci e fertilizzanti, i metodi di agricoltura biologica e ulteriori pratiche agricole benefiche per l’ambiente.
Particolare attenzione viene poi dedicata ai giovani agricoltori e ai piccoli agricoltori. I primi potranno ad esempio beneficiare di un contributo per iniziare l’attività fino a 100.000 euro, mentre per i secondi è prevista maggiore semplificazione e l’esonero da eventuali tagli dei pagamenti diretti necessari per costituire una riserva anticrisi.
Su richiesta italiana si prevede, inoltre, la possibilità di destinare una piccola percentuale dei pagamenti agli agricoltori per costituire un fondo con funzioni assicurative nel caso di eventi avversi.

MUTUI AGEVOLATI ALLE IMPRESE AGRICOLE
Parere Positivo della Conferenza Stato Regioni al Decreto Aree Sismiche che sblocca 4 milioni di euro previsti dal DL 213/2019 da destinare alla concessione di mutui agevolati (tasso zero) per le imprese agricole e boschive situate nei territori colpiti dagli eventi sismici dell’ottobre 2016 e gennaio 2017.”Un’iniziativa importante. Un segnale di attenzione per rilanciare gli investimenti di sviluppo delle micro, piccole e medie imprese agroalimentari e boschive nei territori colpiti prima dagli eventi sismici e ora, come nel resto del Paese, ulteriormente messi alla prova dalle conseguenze economiche e sociali derivanti dalla pandemia Covid-19″.  Cosi la Ministra Teresa Bellanova saluta il provvedimento. “Abbiamo ancora oggi negli occhi il dramma di quei giorni ma il coraggio di tutte le imprese, di tutte le donne e gli uomini, lavoratrici e lavoratori è più forte” – ha proseguito la Ministra – “Anche in questo modo continuiamo a sostenere l’Italia forte che non si arrende, che si rialza nonostante innumerevoli difficoltà”. Grazie al plafond di 4 milioni di euro, possono accedere all’agevolazione micro, piccole e medie imprese attive nella produzione agricola primaria, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, nel settore forestale e nelle attività connesse all’agricoltura, in qualsiasi forma costituite. I mutui agevolati sono concessi per la realizzazione di progetti di sviluppo aziendale della durata massima di 36 mesi. Gli investimenti potranno riguardare il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o un miglioramento e riconversione della produzione e delle attività agricole connesse; il miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali; la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura. Sarà possibile optare per mutui di importo fino al 75 % del finanziamento ammissibile oppure a mutui di importo fino al 60 % abbinati a un contributo a fondo perduto fino del 35 % della spesa ammissibile. La durata dei mutui è di 10 anni, estesa a 15 anni per iniziative nel settore della produzione agricola primaria.   

NOTA TECNICA

1. SOGGETTO GESTORE
Le attività di istruttoria, concessione ed erogazione delle agevolazioni, nonché quelle di monitoraggio e controllo, sono demandate ad ISMEA, quale soggetto gestore.
2. BENEFICIARI
La misura riguarda, in particolare, i Comuni colpiti dai sismi del 2016-2017 (del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017), ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria.E’ aperta alle micro, piccole o medie imprese attive nella produzione agricola primaria, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, nel settore forestale e nelle attività connesse all’agricoltura, in qualsiasi forma costituite, e presentare progetti di investimento per lo sviluppo o il consolidamento dell’azienda. 
3. DESCRIZIONE  
Per la realizzazione dei progetti di investimento per lo sviluppo o il consolidamento dell’azienda possono essere concessi mutui agevolati, della durata massima di 10 anni, comprensiva del periodo di preammortamento, e di importo non superiore al 75 % della spesa ammissibile al finanziamento. I progetti finanziabili devono prevedere investimenti compresi tra un minimo di 300.000 e un massimo di 500.000 euro IVA esclusa. In alternativa alle imprese beneficiarie può essere concesso un contributo a fondo perduto fino al 35 % della spesa ammissibile nonché mutui agevolati, di importo non superiore al 60 % della spesa ammissibile al finanziamento. Le agevolazioni concesse per iniziative nel settore della produzione agricola primaria hanno una durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento. L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento, comprensivo dell’IVA, apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno per la parte dell’investimento non coperto dalle agevolazioni; L’agevolazione deve essere assistita da garanzie per l’intero importo concesso, maggiorato del 20 %, ricorrendo a ipoteca e/o fideiussione bancaria o assicurativa. 
4. PROGETTI FINANZIABILI  
I progetti, della durata massima di 36 mesi, devono perseguire almeno uno dei seguenti obiettivi :a. miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola mediante una riduzione dei costi di produzione o un miglioramento e riconversione della produzione e delle attività agricole connesse; b. miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali (purché non si tratti di investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell’Unione europea); c. realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.
5. SPESE AMMISSIBILI 
Tra le spese ammissibili rientrano le seguenti voci: studio di fattibilità; opere agronomiche e di miglioramento fondiario; opere edilizie per la costruzione o il miglioramento di beni immobili purché conformi alle norme antisismiche; oneri per il rilascio della concessione edilizia; allacciamenti, impianti, macchinari e attrezzature; servizi di progettazione; beni pluriennali; acquisto di terreni. I beni di investimento agevolabili devono essere nuovi di fabbrica. La potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100 per cento della capacità produttiva, stimata a regime, dell’azienda agricola oggetto dell’intervento. Non sono ammissibili le seguenti spese: costi per la costruzione o la ristrutturazione di fabbricati rurali non strettamente connesse con l’attività prevista dal progetto; acquisto di diritti di produzione, diritti all’aiuto e piante annuali; impianto di piante annuali; lavori di drenaggio; investimenti realizzati per conformarsi alle norme dell’Unione, ad eccezione degli aiuti concessi entro 24 mesi dalla data di insediamento dei giovani agricoltori; acquisto di animali; le spese per investimenti di sostituzione di beni preesistenti; spese per impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili i costi dei lavori in economia; le spese per l’IVA e il capitale circolante. Sono in ogni caso escluse dalle agevolazioni le spese per gli acquisti o per lavori effettuati prima della data di delibera di ammissione alle agevolazioni. 
6. INTENSITA’ DELL’AIUTO 
Le intensità massime dell’aiuto, espresso in termini di ESL, sono fissate all’articolo 14, paragrafi 12 e 13, e all’articolo 17, paragrafo 9, del Reg. (EU) n. 702/2014.  In particolare :a)      50 per cento nelle regioni meno sviluppate ai sensi dell’articolo 2, punto (37), del citato Regolamento b)      40 per cento nelle restanti zone ;c)      per i progetti nel settore della produzione agricola primaria, le intensità massime di aiuto, espresso in termini di ESL, possono essere maggiorate di 20 punti percentuali ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 13 del citato Regolamento. Le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti pubblici in relazione agli stessi costi ammissibili, in tutto o in parte coincidenti, unicamente se tale cumulo non comporta il superamento dei limiti di intensità di aiuto previsti dagli articoli 14 e 17 del Reg. (UE) n. 702/2014.  Gli aiuti possono, inoltre essere cumulati con altri aiuti di Stato, con aiuti “de minimis” e con i pagamenti ai sensi del regolamento (UE) n. 1305/2013 riguardanti diversi costi ammissibili individuabili.
 7. ISTRUTTORIA E CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO
Le domande di ammissione alle agevolazioni, oltre a indicare il nome e le dimensioni dell’impresa, contengono la descrizione e l’ubicazione del progetto, l’elenco delle spese ammissibili e l’importo del finanziamento necessario per la realizzazione del progetto. Le domande devono essere presentate a ISMEA secondo le modalità indicate nelle istruzioni che saranno pubblicate sul sito istituzionale dell’Istituto. 

VIA LIBERA AL FONDO RISTORAZIONE
Via libera dalla Conferenza Stato Regioni di oggi al Decreto attuativo Mipaaf sul ‘Fondo ristorazione’. 
Il provvedimento, che sarà a breve emanato di concerto con il Mef, stabilisce i criteri, i requisiti e le modalità di erogazione del contributo a fondo perduto destinato alle imprese del settore ristorazione per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche  DOP  e IGP, valorizzando la  materia  prima  di  territorio: il Fondo per la filiera della ristorazione, per il quale, con il Dl Agosto, sono stati stanziati 600 milioni di euro. Potranno accedere al contributo non solo i ristoranti e le mense ma anche gli agriturismi, i catering per eventi e gli alberghi (per l’attività di somministrazione di cibo).
Oggi finalmente possiamo dire che il fondo ristorazione entra nel vivo e in tempi strettissimi sarà a disposizione di tutti coloro che ne faranno richiesta. Si tratta di una misura innovativa, importantissima, per la quale mi sono battuta con forza in questi mesi e che conferma la nostra volontà di sostenere un settore, quale è quello dell’attività della ristorazione, in stretta connessione con la filiera agroalimentare, e per la quale rappresenta il 30 % delle vendite. Oggi diamo una risposta efficace al mercato interno, alle aziende della ristorazione, particolarmente colpite dalla crisi derivante dalla pandemia da COVID19, alle donne e agli uomini che vi lavorano e a tutta la filiera e rilanciamo gli acquisti di prodotti agroalimentari di qualità e di origine italiana”.  Cosi la Ministra Teresa Bellanova. “Con il contributo a fondo perduto, i ristoranti, ma abbiamo voluto in  queste ultime ore allargare la platea anche agli agriturismi, ai ristoranti degli alberghi e ai catering per eventi, potranno acquistare dalle aziende agricole, agroalimentari, vitivinicole, della pesca e dell’acquacultura, prodotti di eccellenza, a partire dai prodotti Dop e Igp. Inoltre, in sinergia con il decreto sugli aiuti agli indigenti, conteniamo le eccedenze ed evitiamo gli sprechi alimentari, in linea con quanto previsto dalla strategia Farm to Fork della Commissione europea. Abbiamo piena consapevolezza delle difficoltà che i ristoratori stanno affrontando in queste ore, dello sforzo che stanno compiendo. Ora più che mai vogliamo garantire aiuti concreti e immediati”. 
Attraverso un meccanismo semplicissimo, l’impresa di ristorazione potrà presentare la domanda di contributo mediante il portale della ristorazione (piattaforma web di Poste Italiane) o gli sportelli di Poste Italiane. Una volta espletata la verifica del rispetto del massimale degli aiuti de minimis da parte di Poste italiane, il Ministero autorizzerà in automatico la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane.  Entro 15 giorni dall’anticipo il soggetto beneficiario presenterà a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti. Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso
Il contributo per ciascun beneficiario potrà variare da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell’IVA.

SCHEDA DEL PROVVEDIMENTO
1)      SOGGETTO GESTORE
Tenuto conto di quanto previsto dal DL Agosto (art. 58, c. 6), è stato individuato Poste italiane S.p.a. quale “concessionario” della misura, il quale avrà la responsabilità di acquisire le domande, effettuare la valutazione e il controllo delle richieste e, successivamente all’autorizzazione del MIPAAF, provvedere al pagamento dell’anticipo e del saldo del contributo.
2)      BENEFICIARI
Possono accedere al contributo le imprese attive nel settore della ristorazione come definite dell’art. 58, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, come convertito, con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126.  In particolare l’art. 58 stabilisce che possano beneficiare del contributo le imprese con codice ATECO prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 59.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale). In fase di conversione sono stati aggiunti anche i codici 56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole), 56.21.00 (catering per eventi), e limitatamente alla somministrazione di cibo, il codice 55.10 (alberghi)
Il contributo è concesso alle imprese che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 o a quelle già attive prima di tale data qualora il fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019. 
3)      ENTITA’ DEL CONTRIBUTO
Il contributo è concesso per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e dimostrato attraverso apposita documentazione fiscale, di prodotti agroalimentari.
Il contributo per ciascun beneficiario potrà variare da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell’IVA. 
Il contributo, in ogni caso, non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti.
4)      REQUISITI RELATIVI ALL’ACQUISTO PRODOTTI AGROALIMENTARI
Per accedere al contributo, il richiedente deve aver acquistato, dopo il 14 agosto 2020, prodotti agroalimentari (inclusi prodotti vitivinicoli, della pesca e dell’acquacoltura), anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio.  L’ammontare degli acquisti non può essere inferiore ai 1.000 euro né superiore a 10.000 euro, esclusa l’IVA.
Per rispondere al requisito della valorizzazione della materia prima di territorio il richiedente deve aver acquistato prodotti rientranti nelle seguenti categorie:
*prodotti da vendita diretta ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
*prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito. 
Ai fini dell’attuazione della presente misura agevolativa sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IPG e di prodotti ad alto rischio di spreco, questi ultimi riportati nell’allegato 1 del decreto. Nell’elenco, aggiornabile con decreto del MIPAAF, compaiono prodotti rientranti nel paniere elaborato dal “Tavolo per la lotta agli sprechi e per l’assistenza alimentare” per il Programma di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, come latte 100 % italiano, prosciutto crudo dop e prosciutto cotto 100% italiano, olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o dop e d altri prodotti di origine italiana. 
Il Soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno 3 differenti tipologie di prodotti agroalimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale.
5)      RICHIESTA DEL CONTRIBUTO
L’impresa di ristorazione può presentare la domanda di contributo attraverso il portale della ristorazione (piattaforma web di Poste Italiane) o attraverso gli sportelli di Poste Italiane.
Dovrà essere allegato alla domanda anche copia del versamento dell’importo di adesione all’iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento, fisico o digitale (l’importo sarà determinato con successivo decreto ministeriale). 
Alla domanda è inoltre acclusa un’autodichiarazione concernente:
1.gli aiuti complessivamente percepiti in regime “de minimis” o “de minimis agricolo” nell’ultimo triennio, incluso l’anno della domanda;
2.il calcolo dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 che deve essere inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019 ovvero che il richiedente ha avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019;
3.l’iscrizione dell’attività al registro delle imprese con codice ATECO prevalente;
4.l’insussistenza delle condizioni ostative di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;
5.ogni altra richiesta presente nella modulistica predisposta da Poste Italiane.
L’impresa richiedente provvede altresì ad inserire sulla piattaforma della ristorazione, oppure a presentare presso gli sportelli postali i documenti fiscali (fatture e documenti di trasporto) che certificano l’effettivo acquisto e la consegna dei prodotti agroalimentari, anche non quietanzati.
L’accettazione della domanda è subordinata alla verifiche di corrispondenza tra Partita IVA e Codice Ateco del richiedente e alla completezza del corredo documentale.
6)      ISTRUTTORIA E CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO
Previa verifica di completezza delle domande presentate, Poste Italiane trasmette al Ministero l’elenco dei potenziali beneficiari con specificazione del contributo da ciascuno richiesto corrispondente alle fatture presentate nella domanda.
Il Ministero, nei limiti delle risorse disponibili e sulla base dei requisiti relativi all’acquisto di prodotti agroalimentari, con proprio provvedimento determina il contributo erogabile a ciascun beneficiario. Oltre all’importo minimo di 1.000 euro, saranno ripartite le risorse residue tra i Soggetti beneficiari, fino al raggiungimento del tetto massimo (10.000 euro).
Qualora il totale dei contributi richiesti ecceda le risorse disponibili il MIPAAF procederà alla determinazione della misura del contributo concedibile in misura percentualmente proporzionale agli acquisti documentati.
Le istanze che evidenziano acquisti di prodotti DOP/IGP e di prodotti idonei ad evitare sprechi alimentari sono considerate prioritarie nell’assegnazione.
Il Ministero, sulla base dell’elenco definitivo dei soggetti beneficiari ottenuto dopo i controlli documentali e la registrazione al Registro Nazionale Aiuti (RNA) per la verifica del rispetto del massimale degli aiuti de minimis da parte di Poste italiane, autorizza la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane.
Entro 15 giorni dall’anticipo il soggetto beneficiario presenta a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti.
Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso. 
Il Ministero, prima di autorizzare il saldo, verifica il rispetto del massimale degli aiuti «de minimis» e «de minimis agricolo».
Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorre alla formazione del valore della produzione netta, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
7)      CONTROLLI E SANZIONI
Il Ministero, mediante il proprio Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), effettua a campione, nel limite minimo del 5% delle domande, le verifiche relative ai requisiti soggettivi e a quelli relativi ai prodotti acquistati.
Il comma 8 dell’articolo 58 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevede che l’indebita percezione del contributo, oltre a comportare il recupero dello stesso, è punita con la sanzione amministrativa pari al doppio del contributo non spettante.
Il pagamento della sanzione, così come la restituzione del contributo non spettante, è effettuato con modello F24.
Fonte Mipaaf

NUOVA PA
“Il Piano Strategico nazionale rappresenta per la Commissione Europea il principale strumento per garantire efficacia alla futura PAC e per far comprendere ai cittadini il contributo del settore agricolo alla transizione ecologica dell’intera economia. Lavoreremo per rendere le norme più flessibili e semplici, per amministrazioni ed imprese. Molti passi avanti sono stati fatti in questi mesi rispetto alla proposta della Commissione del 2018 ma sulla complessità del Piano occorre lavorare ancora”. Così la Ministra Teresa Bellanova aprendo, stamane, l’incontro al Mipaaf in video collegamento con le associazioni del settore, in vista della riunione del Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura di lunedì e martedì prossimi a Lussemburgo. Incontro opportuno, ha evidenziato la Ministra, perché “l’affinamento degli strumenti sia quanto più coerente con le attese del settore”.
“Obiettivo della Presidenza tedesca”, ha dunque ricordato Bellanova, “raggiungere un accordo generale sull’intero pacchetto della PAC. E nella sessione plenaria del prossimo 21 ottobre anche il Parlamento europeo dovrebbe votare il suo mandato negoziale sull’intero pacchetto. Questa fase non sarà semplice, si prevedono infatti oltre 1.000 emendamenti al testo della Commissione. Subito dopo, dovremo metterci a lavorare sul nuovo Piano Strategico, ferme restando le scelte nell’ambito del Recovery. Nel frattempo, avremo a disposizione una fase transitoria di due anni, il che significa che le attuali regole sulla Pac dovrebbero valere fino al 31 dicembre 2022”.
Tra gli elementi affrontati nel corso del confronto, anche quello relativo all’ architettura verde, ossia l’insieme delle misure ambientali, tra primo e secondo pilastro, con la necessità di definire il contenuto degli ecoschemi e la percentuale minima di risorse dedicate. “Sono convinta, e in questa direzione lavoreremo”, ha affermato Bellanova, “della necessità di un approccio più flessibile, e con maggiori garanzie, su allocazione delle risorse da destinare e gestione delle somme eventualmente non spese. Su questo punto continueremo a chiedere maggiori garanzie”. 
Positivo, invece, questa la valutazione della Ministra condivisa dal settore, lo schema semplificato per i piccoli agricoltori (con meno di 5 ettari), così come lo stato dell’arte sulla condizionalità: “Sono stati compiuti molti progressi semplificando e rendendo più flessibili le scelte per gli agricoltori. In particolare su rotazioni e diversificazione come sulle aree ecologiche, con l’esclusione delle colture permanenti. E progressi anche sulla definizione dell’agricoltore vero e proprio, lasciando ai singoli Stati, come è giusto che sia, la massima libertà nell’individuare i soggetti che potranno beneficiare dei pagamenti della PAC”.
Infine, aiuti accoppiati e gestione del rischio. Sui primi, “siamo riusciti ad ottenere un buon testo di compromesso”, ha evidenziato la Ministra. “Per quanto riguarda gli aiuti settoriali, le OCM vengono mantenute, e così il relativo budget, che invece cresce sostanzialmente nel settore apistico. E per l’OCM olio d’oliva siamo al lavoro per prevedere, come nel settore vitivinicolo, interventi di investimento e ristrutturazione produttiva”. Quindi, gestione del rischio. “Il nostro obiettivo è un nuovo fondo di mutualizzazione nazionale, per riorganizzare gli interventi “ex-post” del Fondo di solidarietà nazionale, la cui utilità è messa in discussione ad ogni evento meteorologico di una certa entità”, ha concluso la Ministra.

Bilaterale ITALIA – CINA
“La Cina rappresenta una destinazione di grande interesse per l’agroalimentare italiano e siamo determinati a lavorare con voi per consentire l’accesso al mercato cinese a sempre più produzioni italiane di eccellenza”. 
Così la Ministra Teresa Bellanova aprendo il bilaterale con l’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese Li Junhua, svoltosi in presenza al Ministero delle Politiche Agricole, e terminato pochi minuti fa.
“La firma, nell’agosto scorso, dell’Addendum al Protocollo per l’export di kiwi”, 
ha proseguito Bellanova, “ha rappresentato un piccolo passo importante su questo percorso. Auspichiamo ora che possano essere portati avanti più speditamente i negoziati sul Memorandum per l’export di pere, con la messa a punto di un primo testo e una proposta che definisca i criteri per la realizzazione delle ispezioni in videoconferenza, necessarie per superare gli ostacoli di questo periodo di crisi e di restrizione dei viaggi. E’ importante assicurare che i prossimi appuntamenti bilaterali siano finalizzati a raggiungere risultati concreti e operativi”. 
Nel cordiale confronto durato circa un’ora, anche l’Accordo Ue-Cina sulle indicazioni Geografiche, concluso nel novembre scorso dopo 10 anni di negoziati con l’individuazione, per ciascuna parte, di 100 Indicazioni geografiche cui assegnare un elevato livello di protezione assicurando la tutela da imitazioni o pratiche sleali.
Quell’Accordo, ha sottolineato la Ministra Bellanova, “rappresenta un successo per entrambe le Parti. Convinti dell’opportunità per le sviluppo delle nostre aree rurali, confidiamo in una sua rapida entrata in vigore, certi che i nostri Paesi sapranno approfittare di questa opportunità per presentare e valorizzare sui rispettivi mercati il meglio della propria produzione. Ai nostri consumatori offriamo così garanzie sull’origine e la qualità dei prodotti, proteggendo dalle numerose contraffazioni che dilagano nel mercato agro-alimentare. Ma il successo di ogni Intesa”, ha voluto evidenziare Bellanova, “risiede nella sua attuazione. In questo senso la protezione delle indicazioni geografiche dovrà riguardare il mercato reale e soprattutto il sempre più fiorente mercato on line”.  
A questo proposito Bellanova ha ricordato l’efficace collaborazione tra Alibaba e l’Ispettorato per la qualità e la repressione delle frodi ICQRF, giunta ormai al quarto anno di operatività, importante anche per il coinvolgimento italiano nel Comitato consultivo sulla proprietà intellettuale lanciato dalla piattaforma commerciale cinese per le piccole e medie imprese. “L’Italia è l’unico Paese europeo che ha già registrato nelle piattaforme del gruppo Alibaba tutti i 26 prodotti DOP/IGP ricompresi nell’accordo stesso”, ha ricordato la Ministra, “E per noi è fondamentale che la tutela dei nostri prodotti includa tutti i livelli dei “domini” web”.

SANA 2020
“Il settore  biologico è cresciuto ben oltre le previsioni più ottimistiche e l’Italia sta continuando a mantenere una leadership incondizionata a livello europeo. 30 anni fa nasceva il SANA, riferimento assoluto bel biologico italiano, una manifestazione ormai leader riconosciuta a livello internazionale. Vi era all’epoca grande entusiasmo, e  già si percepiva distintamente la necessità di promuovere un’agricoltura  in sintonia con la natura, volta a  proteggere la biodiversità, l’aria, i suoli e le acque,  mantenendo la possibilità di un valido reddito d’impresa.  Entusiasmo che, a guardare i numeri di questo settore nel nostro Paese, dura ancora oggi e promette importanti, ulteriori traguardi”.

SANA
“L’esperienza del Covid ha posto al primo posto sicurezza, salute alimentare, informazioni corrette. Obiettivi irrinunciabili, che hanno evidenziato l’assoluta strategicità del nostro settore e della filiera agroalimentare”, ha sottolineato la Ministra. 
“Dal 2016, con il Piano Strategico Nazionale, nato in occasione dell’EXPO Milano 2015 (il tema della manifestazione era “Nutrire il mondo”), l’Italia ha raggiunto obiettivi importanti nel settore biologico, primo fra tutte l’istituzione delle mense biologiche per tutte le scuole di ogni ordine e grado”, ha ricordato Bellanova. “E oggi è stato praticamente raggiunto l’obiettivo dell’aumento del 50% della Superfice Agricola coltivata a biologico tra il 2014 ed il 2020 (da 1.367.912 ettari  nel 2014 a 1.993.236 ettari nel 2019) e, per gli stessi anni, dell’incremento del fatturato del mercato bio del 30%”.
“Per le mense biologiche, ho appena firmato il decreto, d’intesa con le Regioni, per il riparto delle risorse pari a 5 milioni, e così potremo garantire cibo di qualità e accessibile a tutti i nostri studenti”, ha continuato la Ministra: “oltre a fare educazione alimentare, perché le ragazze e i ragazzi che imparano a mangiare bene con consapevolezza sono straordinari  comunicatori di abitudini sane e salutistiche nelle loro famiglie e nelle cerchie amicali, nello stesso tempo attiviamo l’economia locale, perché gli alimenti biologici vengono forniti da imprese locali sostenibili. Così, con una sola “mossa”, miglioriamo sanità, società, economia e ambiente”.
Bellanova ha poi informato sulla messa a punto del nuovo bando nazionale per la ricerca in agricoltura biologica del valore di 4 milioni e 200 mila euro, anch’esso con il coinvolgimento di Università ed enti di ricerca con aziende biologiche.  “L’auspicio è che possano giungere numerose ed innovative proposte progettuali”.
“Ora è necessario lavorare per organizzare meglio la filiera, e far sì che tutto il prodotto biologico ottenuto da quel 15,8% della superficie bio italiana sia opportunamente valorizzato sul mercato e soprattutto giustamente remunerato, e con questo obiettivo stiamo lavorando sui criteri per utilizzare il fondo costituito nell’ultima finanziaria con una dotazione di 20 milioni per i prossimi 4 anni”, ha ribadito Bellanova.
Tornando a sollecitare l’approvazione del testo unico sul biologico, fermo da più di due anni in Commissione Agricoltura al Senato. “Una proposta approvata a grande maggioranza dalla Camera, che costituisce un elemento essenziale per contestualizzare ancor meglio e rilanciare ulteriormente il biologico italiano come sinonimo di grande eccellenza qualitativa”, ha concluso.
Fonte Mipaaf

1° FESTA NAZIONALE CONFEDERAZIONE AEPI
“Il nostro è stato ed è un Paese dalla fortissima vocazione agricola – voi oggi siete a Manduria, una capitale del vino pugliese d’eccellenza – e noi tutti dobbiamo essere capaci di rimettere questa vocazione al centro delle politiche di costruzione del futuro”. Così la Ministra Teresa Bellanova intervenendo in videoconferenza alla Prima Festa Nazionale della Confederazione Associazioni Europee di Professionisti e Imprese in corso a Manduria fino a sabato, con la prima giornata declinata su “Il futuro dell’Italia: Lavoro, Ambiente, Salute, Innovazione”.”L’ho detto più volte ma voglio sottolinearlo ancora oggi: il Piano nazionale Ripresa e Resilienza dovrà avere un cuore agricolo. Non lo dico pensando solo ai prodotti della terra, ma all’intera filiera agricola, agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura, e alle sue straordinarie, molteplici ricadute. Importanti dovunque ma soprattutto nel Mezzogiorno, e in particolare per le piccole e piccolissime aziende che da questo possono ricavare nuovo slancio e crescita”. E ancora: “I nostri obiettivi sono evidenti”, ha proseguito la Ministra: “migliorare la competitività del settore agroalimentare, rafforzando e potenziando i contratti di filiera del settore agricolo e della pesca; creare e rafforzare le infrastrutture logistiche per favorire lo sviluppo del potenziale delle piccole e medie imprese agroalimentari italiane e della pesca; rigenerare i sistemi produttivi, a partire da quelli che possono permettere all’Italia di riconquistare una posizione leader a livello mondiale facendo leva sullo straordinario patrimonio di biodiversità che caratterizza il nostro Paese e che può divenire un’occasione per tutti i territori, soprattutto quelli del Mezzogiorno”.
Agricoltura di qualità, ha voluto concludere la Ministra, “significa futuro, imprese, posti di lavoro, rigenerazione del paesaggio, tutela ambientale, innovazione, valorizzazione delle identità e tipicità, servizi di eccellenza: uno dei più importanti biglietti da visita del nostro Made in Italy. Una grande occasione per le nuove generazioni. E anche per questo ho fortemente voluto che nel Patto per l’export, siglato alla Farnesina, fosse indicata la presenza di personale specializzato nel settore agroalimentare con rango diplomatico presso le nostre Ambasciate, per meglio articolare le relazioni tra Paesi in questo settore strategico, la conoscenza reciproca, la valorizzazione delle nostre dorsali produttive e anche di quelle piccole e medie imprese che, da sole, sui mercati globali rischiano di non poter arrivare.
La nostra forza come sistema, la resilienza della filiera agroalimentare, passa anche da qui”.

GIACENZE NAZIONALI DI VINO ED OLIO
35,8 milioni di ettolitri di vino in giacenza negli stabilimenti enologici italiani, in calo del 1,2% in una sola settimana, e del 3% rispetto al 30 settembre di un anno fa. In riduzione anche i depositi di olio di oliva rispetto all’ultima rilevazione, anche se si tratta di numeri ancora molto altri, superiori del 47,6 % rispetto allo stesso periodo di un anno fa.
Sono on line sul sito del Mipaaf i report delle giacenze nazionali di vino ed olio, “Cantina Italia” e “Frantoio Italia”, redatti dall’Icqrf, l’Ispettorato centrale repressioni frodi del Ministero delle Politiche Agricole, a cadenza settimanale da quando è scoppiata l’emergenza Covid 19 in Italia, proprio per monitorare la quantità di stoccaggio di vino e olio presenti sul territorio nazionale ed evitare così fenomeni speculativi e pratiche sleali, ancor più in questo specifico periodo dell’anno in cui la vendemmia in tutto il territorio italiano sta volgendo al termine e sta per iniziare la raccolta delle olive.
Nel dettaglio, per quanto riguarda il vino, rispetto a un anno fa è stata osservata una riduzione del 3% % per i vini, e un incremento dei mosti (+32,2%) e dei vini nuovi ancora in fermentazione (VNAIF) che si attestano al +110,2%. Circa il 58% del vino in Italia è detenuto nelle cantine delle regioni del Nord: nel solo Veneto è presente circa un quarto del vino nazionale, grazie soprattutto al significativo contributo delle giacenze delle province di Verona e Treviso. Il 53,7% del vino detenuto è DOP, con una prevalenza del rosso (59,8%). Il 25,9% del vino è Igp, anche in questo caso con prevalenza del rosso.
Lo stock di olio detenuto in Italia al 30 settembre ammonta a invece a 260.168 tonnellate, di cui il 71,1% è rappresentato da Olio Extra Vergine di Oliva (EVO). Nell’ambito dell’olio EVO, il 51,57% (95.139 t) è di origine italiana e il 40,2% è di origine UE. Marginali gli stock di olio extra UE e di oli blend. Malgrado una flessione del 1,3 per cento in una sola settimana, le giacenze di olio continuano ad essere molto alte.
Da segnalare la giacenza di olio extra vergine di oliva e di olio vergine di oliva da agricoltura biologica che risulta pari a 28.220 tonnellate, quasi esclusivamente EVO, e costituisce il 15,2% dell’EVO complessivamente conservato in Italia. A livello regionale, la Puglia, la Toscana e Umbria hanno in giacenza il 59% dell’intero stock di olio presente in Itali.
Il Mipaaf è l’unico ente al mondo a fornire ogni settimana il report delle giacenze di vino ed olio sul territorio nazionale. Considerando che il vino e l’olio sono stati due dei settori maggiormente coinvolti dal blocco dei canali commerciali causati dall’emergenza sanitaria, un servizio del genere, settimanale, immediato, e di facile consultazione, si sta dimostrando uno strumento fondamentale per i produttori e gli operatori di settore, che sono sempre in grado di monitorare l’andamento del mercato ed evitare così sovrapposizioni di giacenze e vigilare sulla qualità e l’eccellenza del prodotto italiano.
E’ possibile reperire i report ai seguenti link:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16049

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/16048

INCONTRO CON LE REGIONI SU RECOVERY,PAC, ORTOFRUTTA
Il lavoro in corso sulla Strategia per un Sistema agricolo, agroalimentare, forestale, della pesca e dell’acquacoltura nell’ambito del Piano nazionale Ripresa e Resilienza; lo stato dell’arte del negoziato sulla nuova PAC; le iniziative da assumere per il settore Ortofrutta con una convocazione a breve del Tavolo nazionale “per decidere le iniziative da assumere”. 
Sono stati questi i temi affrontati nell’incontro svoltosi al Mipaaf in modalità videoconferenza con gli Assessori regionali all’agricoltura, apertosi con il confronto sulla Strategia nazionale disegnata dal Mipaaf. “L’occasione Recovery deve essere vinta”, ha esordito la Ministra Bellanova, “e possiamo farlo solo condividendo con chiarezza contenuti, modi e tempi del lavoro. Il che significa, ad esempio la necessità di essere molto precisi sui tempi di esecuzione. Nel PNRR non potranno essere inserite proposte non ben definite o con livelli di progettazione non adeguati, ma solo proposte realizzabili in tempi certi”.
“Tra i criteri di scelta”, ha proseguito Bellanova, “io ritengo strategico privilegiare progetti che utilizzeranno mezzi e tecnologie italiane, in grado cioé di incrementare il reddito e l’occupazione in modo duraturo, a vantaggio anche dei settori a monte e a valle di quello direttamente beneficiario dell’intervento. E’ chiaro, si tratta di un criterio non facilmente spiegabile. Se scelgo però di investire nel settore della meccanizzazione in agricoltura o dell’ammodernamento dei frantoi oleari so già che almeno l’85% della spesa andrà a beneficio dell’industria meccanica italiana, per agevolare la transizione verde, sostenere l’agricoltura di precisione e migliorare la sostenibilità dei processi produttivi”.
“Per l’ennesima volta gli episodi drammatici degli ultimi giorni, dimostrano l’urgenza di intervenire sulle aree interne e sul rischio idrogeologico”, ha proseguito la Ministra passando a illustrare i contenuti del Piano. “Non possiamo continuare a lamentarci delle calamità naturali e dei conseguenti fenomeni di dissesto idrogeologico che regolarmente colpiscono vaste aree del nostro Paese se, al momento di programmare investimenti strategici come quelli del Recovery, non facciamo altro che spingere i cittadini verso le aree più densamente popolate, perché quelle rurali non sono dotate dei più elementari servizi, come ospedali, strade, scuole e connettività all’altezza delle sfide del presente e future. Su questo è necessario intervenire in modo organico, e soprattutto assumere per intero la consapevolezza sul ruolo strategico che l’agricoltura può rivestire. L’occasione del Recovery non può essere sprecata. Quando si parla di sanità, educazione, trasporti, comunicazione e servizi, dobbiamo pensare che la parte del Paese oggi più fragile può e deve offrire nuove possibilità di vita e di lavoro ai cittadini”.
Per questo, ha sottolineato la Ministra, “il rinnovamento della Pubblica Amministrazione in termini di personale, competenze, strutture, è aspetto fondamentale e prioritario. Un aspetto determinante senza il quale non si può pensare di affrontare una programmazione di questa portata. Un problema di cui dobbiamo farci carico tutti, Stato e Regioni, perché riguarda tutti”.  

INCONTRO CON LE REGIONI. PESTE SUINA
Il decreto-legge per affrontare l’emergenza peste suina, su cui “siamo al lavoro con il Ministero della Salute” è adesso all’attenzione della Presidenza del Consiglio e delle altre amministrazioni competenti. Lo ha annunziato la Ministra Teresa Bellanova al termine del Tavolo con le regioni svoltosi nel pomeriggio di oggi al Mipaaf in modalità videoconferenza.
“Siamo fortemente preoccupati”, ha sottolineato la Ministra nel confronto con gli Assessori regionali all’agricoltura che non hanno mancato di ribadire come all’emergenza ungulati ormai diffusa, con rischi per la popolazione, le coltivazioni, gli allevamenti zootecnici, si sommi il rischio ormai più che tangibile della peste suina, “perché la peste suina africana si sta diffondendo anche in Paesi finora ritenuti indenni e il fronte endemico, rappresentato dalle popolazioni di cinghiali infetti, si sta progressivamente spostando verso la parte più occidentale dell’Europa, interessando la Germania con diversi focolai, il che ha indotto la Cina a vietare le importazioni di carne di maiale provenienti da quel Paese.
E’ nostro dovere impedire che una situazione del genere possa verificarsi anche in Italia. E per questo abbiamo definito un Dl con l’obiettivo di approntare un programma di prevenzione mediante l’adozione di un Piano organico di gestione e controllo dei cinghiali. Un punto di partenza fondamentale per garantire l’efficacia delle azioni di contrasto di questa terribile malattia”. 
Il testo del Decreto”, ha informato la Ministra, “è stato formalmente inviato alla Presidenza del Consiglio e alle altre amministrazioni competenti perché sia inserito nell’ordine del giorno della prossima seduta di pre consiglio, così da approfondire gli aspetti tecnici che ne consentano l’approvazione in CdM”.

OLIO LUCANO NUOVO IGP ITALIANO
“Finalmente anche l’olio Lucano ottiene la certificazione IGP dall’Unione Europea. Un riconoscimento assolutamente meritato per questo prodotto di altissima qualità e per gli oltre 12mila olivicoltori lucani che lo producono”. Così la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova commenta il via libera definitiva alla registrazione dell’Igp “Olio Lucano IGP” nel registro europeo delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e delle Specialità tradizionali garantite (Stg) contro imitazioni e falsi.  
“Un percorso cominciato nel 2016 e costruito nel tempo con Luca Braia,  già Assessore Agricoltura, in Basilicata, e oggi arrivato a compimento”, ha sottolineato Teresa Bellanova. “Non possiamo che essere soddisfatti davanti al numero sempre maggiore di nostri prodotti riconosciuti ufficialmente, con un marchio dedicato, come grandi eccellenze agroalimentari, buone non solo per il palato, ma anche per la salute. Un valore aggiunto che va a premiare anche gli sforzi dei nostri produttori nell’assicurare sempre controlli, qualità e trasparenza ai consumatori”.
Con l’Igp Olio Lucano salgono ufficialmente a diciotto i prodotti a marchio d’eccellenza della Basilicata con cinque  Dop, sette Igp, quattro Doc, un Docg e un Igt.

SICUREZZA DEI CONSUMATORI E REPRESSIONE FRODI
Bellanova:” Bene attività Carabinieri per la tutela agroalimentare. Impegno importante per la sicurezza alimentare, la trasparenza, la qualità e la salubrità delle produzioni”
“Il costante e rilevante impegno dei carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare (RAC) per la tutela dei marchi di qualità, la difesa dei biologico di qualità, la rintracciabilità degli alimenti ed etichettatura, che ha prodotto, nel solo mese di settembre, risultati importanti, conferma quanto il nostro sistema dei controlli sia efficiente e coordinato e testimonia l’enorme attenzione che l’Italia pone nel tutelare le proprie produzioni di qualità. La nostra priorità è difendere tutti i consumatori, assicurare la sicurezza alimentare, la trasparenza, la qualità e la salubrità delle produzioni. Soprattutto in questo periodo così critico è nostro dovere salvaguardare la salute dei cittadini, la reputazione del nostro Paese e l’intero comparto. Siamo costantemente impegnati sul fronte del fenomeno della contraffazione del made in Italy, lesivo dei diritti dei consumatori ma anche degli interessi economici dell’intera filiera agroalimentare. Per questo considero con particolare attenzione e ringrazio il lavoro e l’impegno svolto in queste settimane da tutti i Carabinieri impegnati in questa attività”.
Così la Ministra Teresa Bellanova commenta l’operazione condotta dei carabinieri dei Reparti Tutela Agroalimentare (RAC), guidati dal comandante colonnello Luigi Cortellessa insieme ai Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale con le stazioni dei Gruppi carabinieri forestali, estesa sull’intero territorio nazionale con controlli eseguiti presso 170 aziende del settore agroalimentare. Nel corso delle attività sono stati sequestrati 594 tonnellate di alimenti per un valore di circa 100 mila euro per false evocazioni e infrazioni sull’etichettatura; 5 titolari di aziende sono stai denunciati per vendita di prodotti industriali con segni mendaci, frode in commercio, gestione illecita di rifiuti speciali, emissione in atmosfera e violazione di sigilli; una cantina è stata chiusa poiché priva di registrazione sanitaria.
Per mancanza di rintracciabilità sono stati infine sequestrati 4 capi bovini; 1.600 litri di vino; 18 mila uova; 10 mila etichette evocanti marchi di tutela; 190 mila sacchetti che evocando il made in Italy erano in realtà destinati al confezionamento di funghi di provenienza bulgara. 65 le sanzioni comminate per un ammontare di oltre 105 mila euro.
Fonte Mipaaf

CENTENARIO DI CONFAGRICOLTURA
UNA STORIA APPENA INIZIATA
INTERVENTO DELLA MINISTRA BELLANOVA
Buongiorno a tutte e tutti,

Saluto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,  il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte saluto e ringrazio il Presidente Massimiliano Giansanti, per questo gradito invito alla giornata che conclude l’anno di lavori dedicato al Centenario di Confagricoltura, e per aver voluto condividere un momento così importante della Vostra storia e vita associativa. 

Il mio saluto va a tutte e tutti gli ospiti presenti, le migliaia di imprese che Confagricoltura rappresenta e che testimoniano, con il loro tenace lavoro quotidiano, quella resistenza e quella resilienza di cui è capace il nostro sistema agro-alimentare.

Due qualità, tra le altre, che nei difficili mesi di pandemia hanno garantito il cibo al Paese e i prodotti nei banchi e sugli scaffali. Evidenziando, lo voglio sottolineare fin dall’inizio, la strettissima connessione tra sovranità, sicurezza alimentare, garanzia degli approvvigionamenti, diritto al cibo, e cibo di qualità, per tutti. Per questo ho parlato, in quei terribili mesi, di quello al cibo come un diritto inalienabile da scrivere in Costituzione. E per questo siamo già al lavoro.

Cent’anni è un appuntamento importante. 

Ha fatto bene, il Presidente Giansanti, a voler ripercorrere la storia di una Associazione che si interseca, gioco forza, con un secolo di vita del Paese. Fortemente impegnata nello sviluppo del settore primario, nelle sue radicali trasformazioni, nella sempre maggiore qualificazione e aderenza alle esigenze dei consumatori, nell’innovazione e internazionalizzazione delle imprese,  nella capacità del settore primario di attrarre lavoro e soprattutto lavoro qualificato.

Non era un caso, d’altra parte, se proprio un anno fa assumevo l’impegno davanti al Presidente Mattarella di rimettere l’agricoltura al centro dell’agenda economica e politica del Paese. Lo affermavo certa delle enormi potenzialità di questo settore, della sua forza sui mercati globali, della intrinseca qualità delle sue imprese, dei milioni di donne e uomini che ogni giorno lavorano per garantire il cibo sulle nostre tavole, della sua straordinaria capacità di parlare al futuro e per questo divenire territorio d’elezione per le nuove generazioni.

E di quanto il nostro continui ad essere – anche se a volte un po’ si dimentica e si trascura – un Paese dalla fortissima vocazione agricola.  Una vocazione che dobbiamo essere capaci di riconoscere e riaffermare come snodo rilevantissimo nelle politiche di costruzione del futuro. 

Obiettivo che ha caratterizzato i contenuti della nostra azione esplicata finora.

Per questo oggi le parole chiave, a maggior ragione dinanzi a questa platea qualificata e importante sono: resilienza, rilancio, dialogo. Un dialogo che con Confagricoltura come con tutte le Associazioni di rappresentanza del settore e l’intera filiera istituzionale non è mai mancato.
Condizione essenziale per garantire ai provvedimenti la giusta aderenza ai bisogni immediati e concreti e soprattutto la necessaria lungimiranza.

Oggi, la centralità della Filiera della Vita che in questi mesi non si è mai fermata, è evidente a tutti. In Italia come in Europa. 

E’ la ragione per cui ai colleghi europei abbiamo sollecitato, nella costruzione della nuova Pac come per le due strategie “Dal campo alla tavola” e “Biodiversità”, coraggio e visione.

E per cui riteniamo che la Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell’acquacoltura – su cui siamo impegnati – debba essere, proprio per l’esatta coincidenza tra filiera agroalimentare e interesse nazionale, uno degli snodi strategici del Piano nazionale Resilienza e Rilancio.

Questo anche in relazione ai tre macro-obiettivi che abbiamo indicato nella Strategia, tra qualche ora al centro dell’incontro con le associazioni del settore: competitività del sistema alimentare; produzioni da fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni; la lotta alle conseguenze dei cambiamenti climatici e al dissesto idrogeologico. 

Tre macro-obiettivi a cui se ne aggiunge un quarto, la cui rilevanza oggi voi avete nuovamente rimarcato: il rafforzamento della resilienza e vitalità dei territori rurali, che nel Piano diviene tema trasversale alla strategia sui borghi rurali e alla necessità della banda larga in tutte le aree, comprese quelle a fallimento di mercato, dove sappiamo come proprio l’agricoltura, la valorizzazione della biodiversità, la zootecnia, possano essere importanti driver di recupero, valorizzazione, nuova economia.

L’occasione che ci viene offerta dal Recovery Fund non può essere sprecata. 

Quando si parla di sanità, educazione, trasporti, comunicazioni e servizi, dobbiamo pensare che la parte del Paese oggi più fragile può e deve poter offrire nuove opportunità di vita e di lavoro ai cittadini. Soprattutto può contribuire in maniera determinante a decongestionare il sovraffollamento dei grandi centri urbani che spesso, nella stessa città, produce e alimenta insanabili contraddizioni sociali ed economiche e molto spesso espansioni edilizie a bassa qualità. Dunque, accanto alle parole chiave indicate precedentemente credo sia opportuno legarne una che ha a che fare con il ricambio generazionale e le nuove generazioni, la più straordinaria leva per l’innovazione su cui può contare il nostro Paese come spessissimo proprio lei, Signor Presidente, ci ricorda.  

Rigenerazione. Che è, per me, chiave di volta. Rigenerazione del sistema agricolo e alimentare nel nostro Paese attraverso il potenziamento delle imprese e delle filiere; l’ammodernamento dei sistemi produttivi; la meccanizzazione per un’accelerazione della transizione verde e digitale anche in questo settore; la riconversione, il potenziamento, il miglioramento dei sistemi produttivi e della loro sostenibilità.    

Rigenerazione per sostenere la capacità di adattamento del settore ai cambiamenti climatici e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Rigenerazione del territorio e del paesaggio anche attraverso un Piano di azione nazionale per rafforzare la resilienza dell’agroecosistema irriguo sulla scorta dell’esperienza maturata con il primo Piano Invasi, grazie a interventi condivisi sulle grandi reti di accumulo e di distribuzione delle acque di concerto con gli altri Ministeri interessati.   

In questi mesi, voi lo sapete, il nostro impegno per il settore è stato massimo.  Lo abbiamo fatto in termini di risorse destinate, circa due miliardi e mezzo di euro al netto delle misure orizzontali, e in termini di soluzioni costruite ad hoc nel costante e continuo confronto con l’intera filiera, consapevoli della assoluta strategicità del settore per il Paese e della necessità di garantire puntelli più che solidi in vista della ripresa.   

Adesso, è tempo di guardare avanti.   

Per me significa agroalimentare protagonista del Piano nazionale rilancio e resilienza come del Patto per l’export.   Significa lavorare in Europa per contrastare l’idea di etichette nutrizionali distorte, per rivendicare il valore assoluto della trasparenza e il diritto dei consumatori a conoscere l’origine dei cibi, sviluppando al meglio le direttrici della Strategia “dal campo alla tavola”. Vogliamo, è evidente, tutti un sistema produttivo più verde ma dobbiamo farlo sostenendo i nostri produttori nella sfida del futuro verde per una sostenibilità sociale, ambientale, economica. Significa, il Presidente Giansanti lo ha richiamato nel suo intervento, proseguire con la massima determinazione nel contrasto all’italian sounding.   Se il nostro export sui mercati globali vale 44 miliardi e il danno che ci viene dai prodotti che evocano l’italianità ne equivale a 100, è evidente che in questa differenza non c’è solo la nostra forza attrattiva ma anche lo spazio che dobbiamo essere capaci di conquistare. La filiera agro alimentare è uno dei nostri più importanti e attrattivi biglietti da visita dinanzi al mondo.

A noi il compito di rafforzarla compiutamente perché divenga il più potente stimolo per il nostro Paese e il suo enorme bisogno di riacquistare fiducia nelle sue straordinarie capacità e nel suo valore. E perché sia una delle più convincenti risposte al bisogno di lavoro che non dimentichiamolo mai anche in agricoltura deve essere equo, dignitoso, gratificante e qualificato per le nuove generazioni.   

Non dobbiamo nascondercelo: il lavoro da fare è tanto. Ma sono convinta che, se lo facciamo insieme attraverso il confronto sempre franco e costruttivo, darà – forti anche di storie importanti come la vostra – i risultati che ci proponiamo.   

Grazie a tutte e tutti voi per quello che fate, e un caloroso abbraccio a Confagricoltura, con l’augurio di traguardare i prossimi cento anni con risultanti sempre importanti e durevoli.      
MENSE BIOLOGICHE
5 milioni di euro a tutte le Regioni italiane per sostenere le mense scolastiche biologiche per l’anno 2020. E’ stata sancita in Conferenza Stato Regioni l’intesa sul decreto del Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, sul riparto del Fondo per le mense scolastiche biologiche per l’anno 2020.

Fondo che consentirà alle Regioni di ridurre i costi a carico delle famiglie beneficiarie del servizio di mensa scolastica biologica e di  realizzare iniziative di informazione e di promozione nelle scuole per una sana alimentazione.
“Il nostro impegno per favorire e promuovere modelli agricoli e alimentari sostenibili va avanti anche attraverso il progetto delle mense scolastiche biologiche. La dotazione del Fondo contribuirà anche quest’anno a rendere più accessibili i servizi e a proseguire le azioni di sana educazione alimentare, stimolando la diffusione dell’agricoltura biologica nel nostro Paese”. Cosi la Ministra Teresa Bellanova. “L’Italia è leader in Europa per numero di operatori biologici. Vogliamo lavorare per rendere sempre più sostenibili le nostre produzioni e garantire sicurezza al consumatore attraverso controlli rigorosi. Con le mense biologiche certificate, sosteniamo i nostri agricoltori che operano nella filiera e garantiamo cibo di qualità e genuino alle bambine e ai bambini, permettendo così a studenti, insegnanti e genitori di conoscere un modello innovativo di produzione del cibo, sano e sostenibile”.
Istituite nel 2017, nelle mense biologiche certificate vengono serviti annualmente oltre 11 milioni di pasti che rispondono ai requisiti previsti dal Mipaaf.
Le mense scolastiche, per qualificarsi come biologiche, sono tenute a rispettare, con riferimento alle materie prime di origine biologica, percentuali minime di utilizzo in peso e per singola tipologia di prodotto biologico utilizzato: frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale (escl. succhi di frutta), pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati,  almeno il 70% di olio extravergine, il 100% di uova, yogurt e succhi di frutta e almeno il 30% di prodotti lattiero caseari, carne e pesce da acquacoltura.

MORIA KIWI
Al via l’istituzione nei prossimi giorni del Gruppo di lavoro tecnico-scientifico per contrastare la problematica della sindrome della “moria di kiwi”, coordinare le attività di ricerca e definire linee guida per la gestione di questa emergenza che si è manifestata a partire dal 2012 nell’area del basso veronese, e che più recentemente ha interessato anche la provincia di Latina nel Lazio.
E’ quanto ha stabilito il Comitato Fitosanitario Nazionale che ha sede al MIPAAF nella riunione mensile che si è tenuta lo scorso lunedì. La Task force dovrà definire i criteri di indagine per determinare le aree in cui si manifesta il fenomeno; indicare le misure utili a rallentarlo; stabilire le linee di ricerca multidisciplinari che affrontino gli aspetti legati alla relazione clima – suolo, alla fisiologia della pianta, nonché agli organismi nocivi secondari.
Faranno parte del Gruppo di lavoro tecnico-scientifico, il Servizio fitosanitario centrale, il CREA-DC, e ogni Servizio fitosanitario regionale che partecipa indicherà tre esperti coinvolgendo le istituzioni di ricerca del territorio  già interpellate sulla questione.
“Occorre avere indirizzi certi per mettere in campo strategie e risorse, per debellare la sindrome della moria del kiwi. È una patologia complessa, non ascrivibile ad alcun organismo nocivo, ne’ calamità naturale. Nel corso della riunione del Comitato Fitosanitario dello scorso lunedì tutti  i servizi fitosanitari regionali intervenuti sul tema hanno sottolineato che i danni alla produzione stanno determinando un grave stato di sofferenza per le aziende produttive. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti gli esperti e della partecipazione di tutte le regioni coinvolte”, ha dichiarato la Ministra Bellanova. “Hanno già comunicato la loro partecipazione al Gruppo di lavoro i Servizi fitosanitari di Lazio, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Calabria. L’adesione delle Regioni mi fa particolarmente piacere perché solo insieme, coordinando  tutti i pareri scientifici e le sollecitazioni che vengono dai territori possiamo sconfiggere questa patologia che sta mettendo a dura prova tantissime aree frutticole. Da parte mia garantisco il massimo impegno per vincere insieme”. 
Per la sindrome della ‘moria del kiwi’, non essendo ascrivibile direttamente ad un organismo nocivo ne’ ad alcuna calamità naturale o evento climatico avverso  non appare, ad un primo esame, applicabile il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, relativo agli interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole. Pertanto, un eventuale intervento a sostegno delle aziende coinvolte deve vedere l’istituzione di uno specifico fondo.

OLIO
8 milioni di euro destinati a sostenere i frantoi pugliesi. E’ stato firmato dalla Ministra Bellanova, subito dopo la firma del Mise e in attesa adesso di quella del Mef, il decreto attuativo che consente di sbloccare i fondi destinati a sostenere i frantoi pugliesi che hanno subito un calo di fatturato a causa delle eccezionali gelate di fine febbraio 2018. Il provvedimento stabilisce i criteri, le procedure e le modalità per la concessione e il calcolo del contributo e per il riparto delle risorse tra le imprese interessate.  Le risorse stanziate, una volta terminato l’iter con la pubblicazione in GU, saranno interamente trasferite all’AGEA, che procederà all’istruttoria delle domande di aiuto ed alla concessione del contributo. “Con questo decreto vengono sbloccati i fondi destinati agli olivicoltori pugliesi. Dopo i 35 milioni destinati ai frantoi nell’ambito del Piano Xylella, garantiamo ulteriore ossigeno in favore di un comparto che sta lottando da anni contro difficoltà straordinarie”. Cosi la Ministra Teresa Bellanova. Che prosegue “Si tratta di un decreto particolarmente importante, atteso da tempo. Gli agricoltori hanno bisogno di misure tempestive e pagamenti sburocratizzati. La sburocratizzazione e la semplificazione sono il nostro obiettivo. E’ la ragione per cui questa nuova misura in favore dei frantoi prevede la presentazione di domande precompilate con acquisizione automatizzata dei dati presenti sul Registro SIAN di commercializzazione dell’olio. Auspichiamo  – ha concluso la Ministra – che la stessa tempestività sia attuata a livello regionale per garantire il veloce utilizzo delle risorse garantite con il Piano di rigenerazione olivicola”. Possono accedere al contributo i frantoi oleari, comprese le cooperative di trasformazione nel settore oleario e le imprese agricole per i quantitativi riferiti alla trasformazione delle olive non provenienti dalla propria azienda, ubicati nei territori della Regione Puglia, che a causa delle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018 hanno interrotto l’attività molitoria e hanno subito un decremento di fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018. Di seguito la scheda del provvedimento.

  SCHEDA DEL PROVVEDIMENTO
  1)      SOGGETTO GESTORE Le risorse stanziate sono interamente trasferite all’AGEA, che procede all’istruttoria delle domande di aiuto ed alla concessione del contributo.
 2)      BENEFICIARI Possono accedere al contributo i frantoi oleari, comprese le cooperative di trasformazione nel settore oleario e le imprese agricole per i quantitativi riferiti alla trasformazione delle olive non provenienti dalla propria azienda, ubicati nei territori della Regione Puglia, che a causa delle gelate eccezionali verificatesi dal 26 febbraio al 1° marzo 2018 hanno interrotto l’attività molitoria e hanno subito un decremento di fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018
 3)      DESCRIZIONE E AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA MISURA Il contributo è concesso al verificarsi di un decremento del fatturato rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018, risultante dai dati presenti nel Registro SIAN di commercializzazione olio (istituito dall’articolo 5 del decreto ministeriale 23 dicembre 2013).  Per le imprese agricole, i quantitativi sono riferiti alla trasformazione delle olive non provenienti dalla propria azienda, come risultanti dallo stesso Registro SIAN. Le modalità di determinazione del contributo sono riportate nell’allegato I al decreto. In particolare, si prevedono diverse classi di mancata produzione a cui corrispondono percentuali decrescenti di ristoro del danno. Con una mandata produzione fino a 40.000 euro si prevede un ristoro del danno pari al 60%, mentre in caso di mancata produzione pari o superiore a 130.000 euro il ristoro del danno sarà pari al 47,5 %. Il tetto massimo del contributo è fissato comunque a 200.000 euro. Il decreto prevede inoltre che ove le richieste di aiuto superino gli 8 milioni di euro di stanziamento complessivo, AGEA procederà alla riduzione proporzionale degli aiuti concessi.
 4)      RICHIESTA E CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO E’ prevista la presentazione ad AGEA da parte delle imprese interessate di una domanda precompilata sulla base dei dati risultanti dal Registro. La domanda sarà corredata da autocertificazione sottoscritta dal rappresentante legale e da copia del documento di riconoscimento di quest’ultimo. Le modalità dettagliate di presentazione delle domande saranno definite e comunicate da AGEA entro 30 gg dall’entrata in vigore del presente decreto. AGEA ha la responsabilità di verificare la completezza delle informazioni e il possesso da parte del richiedente dei requisiti di ammissibilità, provvedendo a determinare e comunicare all’impresa interessata l’ammontare del contributo.   Il Decreto prevede il pagamento di un anticipo del 65% del contributo concesso. Al termine dei controlli di competenza, AGEA provvede a corrispondere il saldo. Nel caso di insussistenza delle condizioni previste per la concessione dell’aiuto, AGEA provvede a comunicare al Beneficiario i motivi ostativi all’accoglimento della domanda ai sensi dell’articolo 10-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni. Il contributo è concesso ai sensi del Regolamento relativo agli aiuti “de minimis”. Uno stesso beneficiario potrà ricevere altri aiuti “de minimis” solo laddove non sia superato il limite massimo di 200.000 euro di contributo in tre esercizi finanziari. 

PROVOLA DEI NEBRODI
“Un’altra eccellenza agroalimentare italiana entra a far parte del registro IG Food dell’Unione Europea: è la Provola dei Nebrodi DOP, prodotta in alcuni comuni della provincia di Catania, Enna e Messina, in Sicilia”. Cosi la Ministra Teresa Bellanova sull’iscrizione della Denominazione di Origine protetta della Provola dei Nebrodi.
“È il prodotto numero 306 che ottiene questo importante riconoscimento, ha sottolineato Bellanova, non solo dell’altissima qualità del nostro Made in Italy ma anche del valore fondamentale delle nostre tradizioni agroalimentari. Ancor di più in un territorio che per troppo tempo è stato soggetto alle speculazioni di mafia e criminalità organizzata e che oggi può guardare avanti, puntando sulle sue eccellenze per assicurare a lavoratori e imprese un’importante leva di sviluppo per il futuro. Complimenti a chi ci ha creduto e oggi vede riconosciuto l’impegno e il lavoro”, ha concluso la Ministra.
Fonte Mipaaf

RECOVERY FUND
Competitività del sistema alimentare; produzione energetica da fonti rinnovabili e al tempo stesso riduzione delle emissioni e miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi; miglioramento della capacità di adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione del dissesto idrogeologico: sono questi i tre grandi macro-obiettivi in cui è declinata la complessa visione strategica che guideranno la Rigenerazione del sistema agricolo e alimentare nel nostro paese. L’occasione offerta dal Recovery non può essere sprecata”. Lo ha sottolineato la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova, nel corso dell’audizione  sull’individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery  Fund in Commissione Agricoltura della Camera.
“Più e più volte in questi mesi”, ha detto Bellanova, “ho parlato di Filiera della vita, rimarcando l’enorme contributo garantito da questo straordinario segmento al Paese nei mesi della pandemia e sottolineando la evidente coincidenza tra strategicità del settore e interesse nazionale. 
In termini produttivi ed economici, e in termini di sovranità, qualità e sicurezza alimentare, garanzia degli approvvigionamenti, diritto al cibo, e al cibo di qualità, per tutti, tutela e salvaguardia del territorio, del paesaggio, di risorse naturali preziosissime non rinnovabili come suolo, acqua, aria.
La Strategia nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell’acquacoltura coglie per l’esattezza questi snodi e li dispiega. Il nostro contributo al PNRR si declina dunque con un impianto strategico ancorato a tre parole chiave: visione, coraggio, scommessa, indicando una vera e propria policy per garantire al sistema agroalimentare nazionale quelle leve che lo possano sostenere nel riposizionamento evidenziando una semplice verità: futuro verde e agricoltura sono strettamente interconnessi”. 
“Abbiamo elaborato”, ha proseguito la Ministra Bellanova, “un parco progetti per un ammontare di circa 17 miliardi di euro. Altre proposte sono invece confluite nelle schede progettuali di cui sono capofila altri Ministeri, come quello sulla banda larga nelle aree rurali, capofila Mise, quello sul recupero dei borghi rurali, capofila Mibact, quello sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione e dei servizi ai cittadini, capofila Ministero dell’innovazione, quello sui progetti di osservazione della terra, Capofila Presidenza del Consiglio. Una trasversalità e una connessione non casuali”, ha tenuto ad evidenziare Bellanova”, perché l’interconnessione tra i quadri di conoscenza e tra i relativi programmi è condizione essenziale della bontà e realizzabilità del Piano più complessivamente intenso”.

ALL’ITALIA IL PREMIO OIV
Libro dell’anno in materia di diritto vitivinicolo. Con questa motivazione l’OIV, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino, ha premiato lo scorso 8 settembre l’italiano “La Nuova Normativa Vitivinicola”, presentato lo scorso novembre al Mipaaf alla presenza della Ministra Bellanova. 
Il testo, pensato per aiutare i protagonisti del settore a comprendere e utilizzare al meglio il Testo Unico sul vino e i decreti attuativi correlati, è stato riconosciuto dagli addetti ai lavori strumento strategico fondamentale per migliorare e semplificare la vita delle aziende, utile anche agli studenti degli istituti agrari e professionali.
Inoltre, con “La Nuova Normativa Vitivinicola”, scritto da Stefano Sequino, funzionario del Dipartimento Icqrf del Mipaaf, Luigi Bonifazi, agronomo e responsabile dello schema di certificazione dei vini per 3A-PTA, e Massimiliano Apollonio, imprenditore ed enologo, si evidenzia in modo tangibile l’importanza dell’essere giunti ad un corpus giuridico poderoso nel campo del vino.
Nella stessa Cerimonia l’OIV ha assegnato altri 18 premi e 10 menzioni speciali tra 30 opere segnalate, suddivise in 27 pubblicazioni editoriali e 3 siti web.
Il Premio OIV, la massima espressione mondiale del settore, previsto dal Regolamento interno dell’Organizzazione per evidenziare le opere di riferimento in ciascuna delle 11 categorie in gara, è assegnato ogni anno da una Giuria internazionale composta da personalità eminenti del mondo vitivinicolo che rappresentano i paesi membri aderenti all’organismo.

AGRIFISH – ETICHETTATURA FRONTE-PACCO
“L’Europa valorizzi il patrimonio tradizionale alimentare e il concetto di dieta bilanciata e salutare”.
“Nella nostra visione, un futuro schema Europeo in fatto di etichettature nutrizionali fronte-pacco dovrà esonerare i prodotti tutelati da denominazioni protette e indicazioni geografiche ma anche i prodotti con un solo ingrediente come l’olio d’oliva. Dovrà avere un taglio informativo e non prescrittivo, prendere a riferimento l’apporto giornaliero di sostanze nutritive ed essere comprensibile senza tuttavia ricorrere a strumenti semplicistici come l’uso del colore. La dieta e il benessere alimentare sono concetti molto più complessi di un algoritmo. I consumatori hanno diritto ad essere informati correttamente e le nostre eccellenze alimentari non possono essere penalizzate da semafori”.
Così pochi minuti fa la Ministra Teresa Bellanova illustrando al Consiglio Agrifish in corso a Bruxelles il testo di posizionamento (non paper) co-sponsorizzato da Italia, Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania, in cui si affermano i principi fondamentali cui dovrebbe ispirarsi un futuro schema di etichettatura nutrizionale fronte pacco armonizzato a livello UE.
“Questo di oggi”, ha proseguito la Ministra, “è un dibattito importante perché tocca aspetti cruciali legati al mercato interno, alla salute, alla tutela delle produzioni agroalimentari di eccellenza e alla difesa del patrimonio di diete tradizionali europee. La Presidenza tedesca ha proposto l’adozione da parte del Consiglio Agricoltura della Ue di un testo di conclusioni sul punto e abbiamo ritenuto di cogliere questa opportunità di coinvolgimento della filiera agricoltura per contribuire al dibattito rimarcando alcuni dei principi che riteniamo debbano ispirare le future proposte della Commissione.
E dunque, ringraziando Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania “per l’efficace collaborazione messa in atto a Bruxelles e tra capitali”, Bellanova ha sottolineato: “I nostri Paesi ritengono che gli schemi non debbano fornire un giudizio complessivo sul valore nutrizionale dei prodotti alimentari perché ogni prodotto va considerato nel quadro più ampio di una dieta bilanciata e salutare, come lo sono quelle tradizionali che vogliamo tutelare. Ed è con grande soddisfazione che abbiamo accolto in questi giorni anche la presa di posizione lungo le stesse linee espressa dalle principali associazioni agricole europee riunite nel Copa-Cogeca. Ci auguriamo”, ha concluso Bellanova, “che altri Stati membri possano convergere su questa visione e siamo certi che la Presidenza vorrà tenerne conto nell’ambito dei negoziati in corso”.
Fonte Mipaaf

MORIA DEL KIWI
“La morìa del kiwi è una patologia relativamente nuova, molto complessa e di difficile interpretazione, probabilmente legata in parte anche alle caratteristiche dei terreni insieme all’alta piovosità e alla gestione delle diverse pratiche agronomiche.  Un fenomeno che io personalmente e il Mipaaf stiamo seguendo con molta attenzione, in costante contatto con le regioni maggiormente coinvolte come Veneto e Lazio, e che vede impegnati tra gli altri il Crea – Centro di ricerca per l’Olivicoltura, Frutticoltura e Agrumicoltura di Roma, l’Istituto Superiore di Sanità, Apofruit-sede di Aprilia. Poiché è necessario avere indirizzi certi per mettere in campo strategie e risorse, nella prossima riunione del Comitato Fitosanitario Nazionale, convocato per lunedì prossimo, è già all’ordine del giorno la costituzione di una specifica task force, un Gruppo di lavoro tecnico scientifico per coordinare le attività di ricerca e definire linee guida per la gestione di questa emergenza sulla base dei risultati emersi”.
Così la Ministra Teresa Bellanova.

DONNE IN CAMPO
Donne in campo: al via da oggi l’attuazione della Misura voluta nella Legge di Bilancio 2020 dalla Ministra Bellanova per “sostenere concretamente il protagonismo femminile nel settore primario”.
“Con il portale “Imprenditoria femminile” presente sul sito di Ismea, soggetto attuatore della misura”, dice la Ministra Bellanova, “il lavoro fatto in questi mesi vede finalmente la luce. Donne in campo è non solo una misura ma un tassello importante di una strategia per valorizzare e rafforzare la presenza delle donne in agricoltura. Un obiettivo per me fondamentale, confermato dai dati che dicono come il settore primario sia tra i maggiormente attrattivi per le donne che vogliono fare impresa, e come questo lo abbia modificato sostanzialmente, ad esempio con l’agricoltura multifunzionale, sociale, quella delle fattorie didattiche e degli agriasilo.
E’ dunque il dovuto riconoscimento al ruolo fondamentale che le donne svolgono da sempre nel settore agricolo e che oggi proprio in questa misura trova un sostegno adeguato: tutte le donne a prescindere dall’età anagrafica che investono nel settore agricolo inviando le domande al portale potranno avere mutui a tasso zero, del cui costo si farà carico lo Stato”.
La misura, aperta a tutte le agricoltrici indipendentemente dall’età, autorizza l’erogazione, nei limiti della dotazione finanziaria complessiva pari a 15 milioni di euro, di mutui a tasso zero, fino a un massimo di 300mila euro, per tre obiettivi: rendimento e sostenibilità globale delle aziende agricole; miglioramento condizioni agronomiche e ambientali e del benessere animale; realizzazione e ottimizzazione delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’ adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.
“Fin dai primi giorni del mio insediamento al Ministero ho sottolineato come le donne e le nuove generazioni costituissero la più straordinaria leva per l’innovazione su cui può contare il Paese. Oggi più che mai sono convinta che dobbiamo stimolare le donne ad entrare maggiormente in questo settore e a investire su prodotti di qualità”, prosegue Bellanova.
“Le donne oggi sono molto più consapevoli del valore delle loro competenze e dei gesti con cui per millenni hanno custodito il mondo rurale e fatto della tutela delle tradizioni e degli antichi saperi i punti di forza di un’agricoltura capace di creare nuovi flussi di reddito, dimostrando di saper coniugare perfettamente sostenibilità economica, sociale e ambientale. Con determinazione e fantasia ristrutturano le aziende di famiglia, riorganizzano le produzioni, sperimentano percorsi innovativi, rivendicano la necessità della qualità totale dell’impresa e il suo valore sociale, la multifunzionalità, l’inclusione sociale, il Made in Italy che rappresenta il punto di forza dell’offerta alimentare italiana.  Non ci può essere centralità dell’agricoltura senza le donne. Oggi il nostro fare agricoltura deve puntare a un nuovo protagonismo femminile”.

DONNE IN CAMPO – SCHEDA TECNICA DI ATTUAZIONE
Il DM 26 agosto 2020, “Imprenditoria femminile”, regola i criteri per l’erogazione di mutui a tasso zero fino ad un massimo di € 300.000 a favore di imprenditrici agricole per finanziamento di progetti di sviluppo aziendale.
I progetti devono rispondere a tre obiettivi:
1)      miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola con una riduzione dei costi di produzione o un miglioramento e riconversione della produzione e delle attività agricole connesse;
2)      miglioramento delle condizioni agronomiche e ambientali, di igiene e benessere degli animali;
3)      realizzazione e miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento e alla modernizzazione dell’agricoltura.
Le attività non possono essere avviate prima della presentazione della domanda e devono durare al massimo due anni dalla data di ammissione alle agevolazioni.
Per accedere alle agevolazioni previste dal DM è necessario presentare domanda attraverso il portale dedicato ai servizi ISMEA disponibile sul sito www.ismea.it
La presentazione della domanda prevede i seguenti allegati:
1)      Autocertificazioni relative all’impresa corredate da documento di riconoscimento in corso di validità dell’imprenditrice agricola;
2)      Documentazione attestante la qualifica IAP o Coltivatrice Diretta e relativo certificato della posizione INPS;
3)      Relazione notarile riguardante eventuali beni dati in garanzia, ovvero lettera di disponibilità alla concessione della garanzia fidejussoria;
4)      Studio di fattibilità, il cui format è disponibile nella sezione dedicata, e relativa documentazione tecnica (preventivi e computi metrici delle opere da realizzare e/o macchinari da acquistare).
Fonte Mipaaf

NO ALL’ALIMENTARE VENDUTO SOTTO COSTO
“Alla grande distribuzione ho chiesto una cosa precisa: no alle continue campagne promozionali di vendita sotto costo” . Lo ha detto stamane la Ministra Teresa Bellanova a San Casciano Val di Pesa in un incontro con le associazioni di categoria e gli agricoltori toscani.  “Promuovere i prodotti a prezzo scontato va bene una volta”, ha proseguito la Ministra strappando un forte applauso in sala,  “farlo in continuazione significa incidere negativamente  sugli equilibri di filiera, scaricare sulle parti più deboli quel mancato guadagno, produrre disinformazione per i consumatori. Se il cibo italiano significa qualità lungo tutte le fasi dal campo e dal mare alla tavola, dobbiamo sapere che quella qualità ha un costo maggiore rispetto a prodotti realizzati in altre parti del mondo magari con standard differenti, nell’uso dei prodotti chimici o nelle fasi di produzione e trasformazione. E questo  significa rischio di alimentare la concorrenza sleale tra le imprese e di nuocere anche alla salute delle persone. Penso a un’alleanza con 
GDO e consumatori  virtuosa, che non penalizza i produttori ma esalta il loro lavoro e i loro sforzi per continuare a garantire eccellenza”.

APPROVATI 9 NUOVI PAESAGGI
Pronta la bozza di disciplinare per l’utilizzo del “marchio collettivo del paesaggio rurale storico italiano
Da oggi nove nuovi Paesaggi Rurali entrano a far parte e arricchiscono il Registro Nazionale che passa dai 16 a 25 Paesaggi. È questo uno dei principali esiti emersi oggi al Mipaaf, nella riunione dell’Osservatorio Nazionale del Paesaggio Rurale, delle Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali.
L’Osservatorio ha inoltre provveduto ad esaminare le schede preselettive relative a 16 paesaggi rurali e 4 Pratiche Agricole e Conoscenze Tradizionali che saranno invitati a presentare i dossier definitivi.
E’ stata inoltre presentata la bozza di disciplinare per l’utilizzo del “Marchio collettivo del Paesaggio rurale storico italiano” in corso di definizione. 
Il marchio, da attribuire a tutti i paesaggi iscritti al Registro nazionale dei paesaggi rurali storici, potrà contribuire a valorizzare i paesaggi rurali storici italiani e la produzione agricola ad essi collegata, promuovendo al tempo stesso il turismo rurale con ritorni positivi a livello sociale ed economico. 
“Una buona notizia che sottolinea l’importanza dei paesaggi rurali, patrimonio unico del nostro Paese, caratterizzati da un legame storico e indissolubile con la produzione agricola di qualità, nonché valore aggiunto al tessuto economico di un territorio e fattore di identità per i loro abitanti.” Ha dichiarato la Ministra Bellanova. E ancora: “Rappresentano un patrimonio nel quale è possibile leggere il succedersi dei secoli, delle civiltà, della storia e quindi lo svolgersi della vita delle comunità, evidente racconto di “chi siamo e chi eravamo”.  
“In essi” prosegue Bellanova, “è racchiuso tutto il valore di quelle tipicità che raccontano le nostre eccellenze nel mondo. Rappresentato gran parte del nostro Paese e soprattutto aree di straordinaria bellezza”.
“In queste storie c’è tutta l’Italia. Il nostro compito è volto a continuare a migliorare e valorizzare sempre di più queste aree, puntando su un’agricoltura sostenibile, tutelando la biodiversità e continuando la nostra battaglia contro il consumo del suolo. Sarà questa la strada maestra per migliorare la vita delle comunità e garantire un futuro alle nuove generazioni”. Ha concluso Bellanova.

Ecco l’elenco completo dei nuovi paesaggi che saranno presto inseriti nel Registro: 

1. Il Paesaggio agrario di olivastri storici del “Feudo di Belvedere” – Candidatura presentata dall’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona – Località San Nazario – San Nicandro (FG).
2. Il “Paesaggio policolturale di Fibbianello” del Comune di Semproniano – candidatura presentata dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio e dal Comune di Semproniano (GR).
3. Il Paesaggio dei “Vigneti Terrazzati del Versante Retico della Valtellina” – candidatura presentata dalla Fondazione ProVinea ONLUS (SO).
4. Il Paesaggio della “Bonifica Romana e dei Campi Allagati della Piana di Rieti” – candidatura presentata dal Parco della Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile – (RI).
5. Il Paesaggio storico della “Bonifica Leopoldina in Valdichiana” – candidatura presentata dall’agenzia regionale Qualità e Sviluppo Rurale Srl.
6. Il “Paesaggio Agro- Silvo- Pastorale del territorio di Tolfa” – candidatura presentata dal Comune di Tolfa
7. Paesaggio Rurale: “il Sistema Agricolo Terrazzato della Val di Gresta” – candidatura presentata dal comune di Mori ed altri.
8. Paesaggio Rurale: “Alti Pascoli della Lessinia” – candidatura presentata dal Comune di S’Anna d’Alfaedo.
9. Il “Paesaggio rurale dei vigneti terrazzati della Valle di Cembra” – candidatura presentata dal Comitato VI.VA.CE in collaborazione con Libera Università di Bolzano, Osservatorio del Paesaggio Trentino, ITLA Italia (Alleanza Mondiale dei paesaggi terrazzati, sezione italiana).

Il Registro è consultabile al seguente link:  https://www.reterurale.it/registropaesaggi

SETTORE AGROALIMENTARE FONDAMENTALE E STRATEGICO PER IL PAESE
Il ruolo del settore agroalimentare, i criteri di scelta e selezione degli interventi, lo stop al consumo di suolo come criterio fondamentale nella realizzazione degli investimenti previsti, l’interazione tra Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e le risorse ordinarie, il rilancio delle aree interne.Sono questi alcuni dei temi sollevati dalla Ministra Teresa Bellanova stamane nel corso del confronto del Governo sulle Linee Guida per la Definizione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nel Comitato Interministeriale per gli Affari europei, presieduto dal Presidente Conte e dal Ministro Amendola.”Mi soffermo su alcune questioni nodali”, ha esordito la Ministra, “prima tra tutte il ruolo del settore agroalimentare, fondamentale e strategico per il contributo che può dare al Paese per la transizione verde, per la crescita economia e la creazione di occupazione. Ruolo espressamente riconosciuto dallo stesso Green Deal europeo e rafforzato nella recente strategia Farm to Fork. E’ vero, il Documento su cui ci confrontiamo oggi non fa esplicito riferimento a settori specifici, alcuni punti ritengo debbano essere fissati. E tra questi l’assoluta coincidenza tra interesse nazionale, sovranità e sicurezza alimentare, ruolo dell’agricoltura nella tutela e valorizzazione del paesaggio e delle aree interne, capacità attrattiva delle nuove generazioni per la creazione di nuovi posti di lavoro”.Bellanova ha dunque affrontato il tema delicato dei criteri di scelta. “In linea di principio”, ha puntualizzato la Ministra, “tutte le proposte del PNRR possono essere finanziate con fondi UE. Per evitare fraintendimenti, ritengo andrebbe precisato che sono da escludere i progetti che possono beneficiare di fondi UE, in quanto previsti da misure già inserite in programmi nazionali”.Quindi, i tempi di realizzazione. “Il PNRR”, ha sottolineato Bellanova, “dovrà contenere solo proposte realizzabili in tempi certi. Per le opere pubbliche, è necessario prevedere solo progetti almeno definitivi, con priorità agli esecutivi. Vale a dire progetti che abbiano ricevuto tutti i pareri previsti e sono pronti a partire, altrimenti il rischio di perdere risorse è altissimo. Discorso che vale soprattutto per i cosiddetti “progetti storici”! Non si può rischiare di perdere questi fondi. E anche per questo bisognerà definire con grande rigore il sistema dell’interazione tra risorse ordinarie, risorse rivenienti dai programmi europei, Piano nazionale Ripresa e Resilienza”.

STOP CONSUMO DI SUOLO
Stop consumo di suolo e rilancio delle aree interne. Ha voluto toccare anche questi temi oggi la Ministra Teresa Bellanova nel corso del confronto del Governo sulle Linee Guida per la Definizione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza nel Comitato Interministeriale per gli Affari europei, presieduto dal Presidente Conte e dal Ministro Amendola.”Sul risparmio di suolo”, ha detto la Ministra, non mi accontenterei di un criterio che preveda un “basso consumo di suolo”, lo considero difficilmente determinabile. A mio avviso, gli investimenti del PNRR non devono prevedere ulteriore consumo di suolo”.Altrettanto puntuale il riferimento al rilancio delle aree interne, tema che nel documento sottoposto al parere del Comitato Interministeriale, ha rilevato la Ministra, “è presente una sola volta”.”La pandemia”, ha concluso Bellanova, “ha amplificato un problema che il Paese aveva già, rappresentato dalla difficoltà ad invertire il fenomeno dello spopolamento dalle aree interne, che prosegue da oltre mezzo secolo. L’occasione che ci viene offerta dal Recovery non può essere sprecata. Quando si parla di sanità, educazione, trasporti, comunicazioni e servizi, dobbiamo pensare che la parte del Paese oggi più fragile può e deve poter offrire nuove opportunità di vita e di lavoro ai cittadini.L’agricoltura, attraverso i Programmi regionali di sviluppo rurale, farà la sua parte. Occorre però che questi obiettivi siano condivisi a livello di Governo, altrimenti non è possibile creare alcuna condizione per lo sviluppo di questi territori”.

ATTIVITÀ OLIVICOLO-OLEARIA
Roma, 9 settembre 2020 – Si è svolto  il webinar Una mano concreta per la tua OP/AOP e per la tua attività olivicolo-olearia nel corso del quale è stata illustrata l’iniziativa, promossa dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti e il supporto tecnico di BMTI che sostiene le OP e le AOP di olio d’oliva e olive da mensa italiane e facilita loro l’accesso al credito tramite la Piattaforma garanzia olio. 
La Piattaforma è in grado di sviluppare, tramite Confeserfidi Scarl, garanzie per circa 140 milioni di euro.
Per le OP e le AOP c’è tempo fino a dicembre 2020 per ottenere un finanziamento dell’attivo circolante assistito da garanzia gratuita di CDP e contro-garantito dal Mipaaf, finalizzato all’acquisto di olio di oliva e olive da mensa dai propri associati, con durata massima di 12 mesi e importo massimo di 2,5 milioni di euro. 
I fondi messi a disposizione del Mipaaf e gestiti da Cassa Depositi e Prestiti sono 7,8 milioni di Euro.
L’iniziativa potrebbe essere utile a potenziare i risultati della prossima campagna olearia e a contenere gli squilibri di mercato causati dall’emergenza Covid-19, nonché a favorire il rilancio delle attività di un comparto già fortemente colpito da un 2019 sfavorevole.
Per approfittare dell’iniziativa le OP e AOP dell’olio dovranno presentare la propria manifestazione di interesse a BMTI,  che  si occuperà di assisterle nella fase di richiesta ed esecuzione del finanziamento, sulla base delle indicazioni presenti all’indirizzo https://web.bmti.it/olio/ e contattare Confeserfidi per la richiesta del finanziamento utilizzando il link www.confeserfidi.it/prodotti/garanzia-fidi/piattaforma-garanzia-produttori-olio/

PREVISIONI VENDEMMIALI
“La mia attenzione e vicinanza al vostro settore non è in discussione. Lo evidenziano le misure ad hoc assunte in questi mesi di emergenza e una interlocuzione che, se possibile, si è intensificata proprio alla luce dell’emergenza. Ho già dato mandato ai miei Uffici di condividere innanzitutto con le imprese una analisi puntuale sulle misure messe in campo. Anche nelle relazioni odierne, tra l’altro, la sofferenza dovuta al blocco del settore horeca e alla difficile ripartenza è emersa con grande evidenza. Ed è per questo, lo ribadisco, che proprio nel Dl Agosto abbiamo voluto con forza la misura destinata alla ristorazione del valore di 600milioni a fondo perduto, ad una sola condizione: acquisti di prodotto made in Italy. Una misura importante, capace di generare fatturato pari al quadruplo dell’importo destinato a ciascuna impresa, e che evidentemente avrà un effetto virtuoso proprio sul vino e proprio nei segmenti di eccellenza particolarmente colpiti dalla crisi.
Adesso, per il rilancio puntiamo su export e internazionalizzazione, definendo strategie che dovranno vedere strettamente alleate e coese la filiera istituzionale e la filiera produttiva”.
Così la Ministra Teresa Bellanova intervenendo stamane alla conferenza stampa promosso da Unione Italiana Vini, Assoenologi, Ismea, sulle previsioni vendemmiali.
Fonte Mipaaf

RIGENERAZIONE OLIVICOLA DELLA PUGLIA
Indennizzare i frantoiani per i danni subiti, favorire il ripristino delle attività produttive. Sono gli obiettivi della misura a regia nazionale, valore complessivo 35 milioni, destinata ai frantoi salentini, nel Piano di rigenerazione olivicola della Puglia, e che da oggi vede al via i decreti di pagamento per circa 2milioni 800mila euro destinati a 161 imprese frantoiane.
“Subito dopo averla avviata, nel maggio scorso, con la pubblicazione sul sito di Agea delle istruzioni operative”, commenta la Ministra Bellanova, “avevo sollecitato agli Uffici enorme celerità nelle procedure e nei riscontri necessari con una sola parola d’ordine: risposte celeri agli olivicoltori e alle aziende colpite dal diffondersi della xylella. Stiamo mantenendo la parola: sul versante delle misure a regia nazionale come questa, sia sul trasferimento delle somme alla Regione destinate agli indennizzi”.
Sulla base delle istruzioni operative, in queste settimane le domande di aiuto presentate ad Agea sono state 168 domande di aiuto, di cui 161 risultate ammissibili.
Le somme in corso di liquidazione equivalgono al 65per cento dell’importo totale, pari a 4.179.849.
Da parte di Agea sono inoltre in corso di istruttoria le 68 schede di ricognizione preventiva presentate entro il 20 luglio 2020. Sulla base dei risultati istruttori, l’Agenzia procederà alla pubblicazione dell’elenco degli ulteriori frantoi che hanno titolo a richiedere l’aiuto entro il 28 agosto 2020.
Per chi non ha ancora provveduto alla presentazione della domanda di aiuto, AGEA con le istruzioni operative n. 70 del 28 luglio 2020 ha prorogato i termini di presentazione fino al 30 settembre 2020.

DL AGOSTO: ERRATA CORRIGE DEL COMMA 2 ARTICOLO 58
Il Contributo rivolto all’intera categoria. Disposizione immediatamente efficace
Un errore materiale a cui è stato già posto rimedio.
All’inizio della settimana prossima verrà infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale l’errata corrige del testo Comma 2
Articolo 58 (Capo VI “Sostegno e rilancio dell’economia”) del Dl Agosto 104 / 2020 che mette a disposizione del settore della ristorazione italiana 600milioni di euro per acquisti di prodotti made in Italy.
Il contributo, seconda la ratio originaria del testo concordata e condivisa con tutte le Amministrazioni interessate, spetta a condizione che l’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore di almeno il 25per cento dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019. Nello stesso comma è stabilita una norma di favore per le imprese che abbiano avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019, specificando che le stesse per accedere al contributo non dovranno dimostrare tale perdita di fatturato.
A partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la disposizione sarà immediatamente efficace, senza attendere il completamento del processo di conversione del Decreto Legge.
Fonte Mipaaf

DAZI
“Un’ottima notizia perle nostre filiere agroalimentari, soprattutto quelle che negli anni sono state capaci di conquistare quote di mercato sempre più rilevanti nell’export verso gli Usa. E la dimostrazione evidente che quando a muoversi è, all’unisono,un intero sistema-paese, politica e diplomazia, i risultati arrivano, come già era accaduto nei mesi scorsi. Ancora una volta abbiamo scongiurato il rischio di danni irreparabili per le nostre eccellenze agroalimentari e una filiera che la pandemia ha messo duramente a prova. Adesso più che mai non è tempo di guerre commerciali”.
Così la Ministra Teresa Bellanova commenta la decisione dell’USTR (United States Trade Representive (USTR) di non aggiungere alcun dazio aggiuntivo ai prodotti italiani nell’ambito della semestrale revisione delle misure adottate in attuazione della sentenza dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto).
“Già nel gennaio scorso”, ricorda la Ministra, “nell’incontro conil Segretario all’Agricoltura Usa Per due avevo sollecitato con forza che l’agroalimentare italiano fosse considerato estraneo, come di fatto è, alla vicenda Airbus e avevo registrato condivisione e disponibilità. L’azione messa in campo a partire dalla Farnesina e che abbiamo esercitato anche nell’interlocuzione diretta con l’Europa”, prosegue la Ministra,”conferma la necessità di agire in modo coeso e concertato. Ed è una lezione che dovremo far valere per convincere l’Amministrazione Usa a rivedere le decisioni ingiustificate e penalizzanti verso alcune delle nostre eccellenze, e che nei prossimi mesi sarà fondamentale proprio nel programma di sostegno all’export su cui stiamo già lavorando. Un programma che dovrà vederci impegnati anche negli Usa, a difendere i nostri prodotti, la nostra qualità, la nostra unicità. Alle guerre commerciali è preferibile, di gran lunga, la competizione virtuosa, che fa meglio in tutti i sensi e soprattutto parla direttamente ai consumatori, chiamandoli a scegliere la qualità. Continueremo a sostenere e incoraggiare il Commissario Ue al commercio Hogan a compiere ogni sforzo negoziale per la ricerca di una soluzione che garantisca benefici reciproci”.​​
Fonte Mipaaf

MIPAAF, VIA LIBERA DM CON APPROVAZIONE DL AGOSTO
“Una misura importante, che ho voluto con forza e che conferma la necessaria attenzione verso un settore che ritengo strategico e che è parte integrante della filiera agroalimentare. Oggi con il Bonus Filiera per i ristoranti abbiamo a disposizione risorse rilevanti e uno strumento che dà liquidità al sistema e ossigeno alle imprese.Strumento che considero un paradigma anche per altri settori perché dà risposte alle aziende della ristorazione e a chi vi lavora, sostiene l’agroalimentare italiano, alimenta un’alleanza con quei territori che puntano su ristorazione, enogastronomia di qualità, ospitalità di eccellenza. Ci eravamo impegnati nelle scorse settimane e abbiamo mantenuto la parola. Soprattutto investiamo risorse per tenere le imprese aperte e le persone al lavoro. Il modello da cui passa il rilancio è questo”.
Così la Ministra Teresa Bellanova poco dopo l’approvazione del Dl agosto e della misura destinata alla ristorazione italiana denominata Bonus Filiera per la ristorazione, valore 600 milioni. 
“Davanti ai dati problematici e all’allarme che anche in queste ultime ore il settore della ristorazione ha voluto confermare, con il rischio dimezzamento delle aziende e una perdita di migliaia di posti di lavoro, la misura approvata garantisce immediatezza ed efficacia, costruita apposta per garantire in modo semplice un aiuto alla ristorazione e alla filiera agroalimentare italiano, a partire dai prodotti DOP e IGP. Le risorse a fondo perduto garantiscono la possibilità immediata per i ristoratori di acquistare prodotti dalle aziende agricole, agroalimentari, della pesca e dell’acquacoltura soprattutto nei segmenti di eccellenza più colpiti dalla crisi. Diamo così ossigeno al mercato interno e contrastiamo lo spreco alimentare. Con un meccanismo semplicissimo: congruo anticipo al momento della domanda con presentazione dei documenti che attestano gli acquisti effettuati, e ancora non pagati dai ristoratori, saldo alla presentazione di quanto necessario a certificare l’acquisto attraverso modalità di pagamento tracciabili. Trasparenza e sicurezza sono i nostri fari nella spesa delle risorse pubbliche”.

XYLELLA, RISTORO PER LE CAMPAGNE 2016 E 2017
Danni da xylella nelle annualità 2016 e nel 2017: è stato firmato oggi al Mipaaf, a poche ore di distanza dalle richieste inviate dalla Puglia, il Decreto che rende immediatamente trasferibili alla Regione, subito dopo la registrazione, gli oltre 68 milioni di euro necessari a ristorare olivicoltori e imprese.
“Come ci eravamo impegnati a fare non appena il Piano di rigenerazione olivicola della Puglia è entrato nella sua fase attuativa e si è insediato il Comitato di sorveglianza”, commenta la Ministra Teresa Bellanova, “abbiamo velocizzato l’intero iter perché le risorse giungessero nel più breve tempo possibile alla Regione, tenuto conto di come la gestione di gran parte delle azioni sia esclusivamente a regia pugliese e consapevoli della necessità di non perdere tempo ulteriore perché quelle risorse, ristorando i danni subiti, possano spingere le aziende e gli agricoltori a progettare e programmare il rilancio. Il decreto di impegno e pagamento dei fondi a favore dell’olivicoltura pugliese per compensare gli agricoltori dei danni subiti nelle Campagna 2016 e 2017 è stato firmato dopo poche ore dall’invio della richiesta regionale. In modo coerente con quanto ho chiesto agli Uffici: semplificare e tagliare i tempi di attesa. Adesso mi aspetto che per i danni relativi agli anni successivi la Puglia acceleri le procedure necessarie a far arrivare le risorse a agricoltori e imprese”. 

PESCA E RISORSE FEAMP, ORTOFRUTTA E VINO: OK ALLA SEMPLIFICAZIONE 
Via libera dalla Conferenza Stato Regioni oggi alla riprogrammazione delle risorse Feamp 2014-2020 e al provvedimento in cui vengono definite le modalità e le procedure così da favorire il massimo utilizzo possibile delle relative misure da parte dell’autorità di gestione, degli organismi intermedi e dei gruppi d’azione locale nel settore della pesca. 
“Si tratta di un provvedimento strategico e necessario per rendere pienamente applicabili i nuovi interventi introdotti con i Regolamenti (UE) finalizzati a far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza da COVID19, assicurare la continuità aziendale e garantire agli operatori della pesca particolarmente colpiti dall’emergenza e dal blocco del canale della ristorazione di affrontare con aiuti europei le conseguenze della pandemia”, sottolinea la Ministra Bellanova. 
E ancora: “Tra le nuove misure troviamo, tra le altre, l’estensione del sostegno finanziario per il fermo delle attività di pesca, l’estensione dell’ambito di applicazione dei Fondi di mutualizzazione, la concessione di capitale circolante e compensazioni agli acquacoltori per la sospensione temporanea o la riduzione della produzione/vendite ovvero per i costi supplementari di magazzinaggio sopravvenuti tra il 1° febbraio ed il 31 dicembre e l’estensione, infine, delle assicurazioni degli stock acquicoli”. 
Nella stessa seduta, inoltre, via libera agli interventi per la semplificazione burocratica a favore dei settori dell’ortofrutta e del vino. 
In particolare con il provvedimento relativo all’ortofrutta si rendono attuabili le numerose deroghe introdotte dal Reg. (UE) n. 884/2020 relative alla disciplina sull’attività delle organizzazioni di produttori nel settore ortofrutticolo e alla realizzazione dei programmi operativi cofinanziati dall’Unione europea. “Un passaggio atteso e importante”, prosegue Bellanova, “che evita così le sanzioni per le organizzazioni di produttori quando si dimostri che il mancato rispetto delle disposizioni regolamentari è dipeso dagli effetti del Covid-19. Gli agricoltori non incorreranno in sanzioni a causa dei ritardi dovuti all’emergenza COVID-19”. 
Sul versante del vino, infine, il decreto licenziato consente agli Organismi di controllo del settore vitivinicolo di poter completare le visite ispettive per tutte le denominazioni controllate anche dopo la scadenza del 31 dicembre 2020 ma non oltre il 28 febbraio 2021. “Un provvedimento necessario”, chiarisce la Ministra, “considerando quanto le misure restrittive derivanti dal Covid-19 abbiano fortemente limitato e rallentato le attività ordinarie di controllo. Garantiamo in questo modo massima attenzione sulla qualità e sulla sicurezza dei vini e il consueto rigore prevedendo il completamento delle visite, allo stesso tempo consentendo la necessaria flessibilità richiesta dalle circostanze eccezionali”.

BANDO PER LA RIPARTIZIONE DEI FONDI APISTICI
Assistenza tecnica, lotta contro le malattie, miglioramento dei laboratori, sostegno del ripopolamento del patrimonio apicolo, monitoraggio del mercato. Sono alcune delle azioni, per un totale di 795.000 euro, rese possibili dalla ripartizione dei fondi apistici relativi al sottoprogramma Mipaaf 2020-2021 finanziato nel quadro del programma triennale per il miglioramento della produzione e commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura e contemplate nel Bando pubblicato il 3 agosto. Un Programma nazionale che, tenendo conto delle risorse recentemente assegnate alle singole Regioni con decreto direttoriale del 22 luglio scorso, può contare su un budget complessivo di oltre 7 milioni di euro per l’anno apistico 2020/2021.
“Risorse importanti previste dall’OCM per il sostegno del settore apistico”, sottolinea la Ministra Teresa Bellanova, “cui presto si andranno ad aggiungere i 2 milioni stanziati a livello nazionale per il finanziamento di progetti innovativi finalizzati al miglioramento della qualità, alla gestione del rischio e alla promozione. Dopo aver recentemente emanato il decreto che ne definisce le modalità applicative”, prosegue la Ministra, “prevediamo di pubblicare il nuovo bando all’inizio di settembre.
A testimonianza di quanto l’apicoltura sia un settore ritenuto strategico per il Paese”.
Strategicità confermata dai numeri. Settore complesso e variegato, l’apicoltura italiana conta, secondo l’ultima edizione dell’Annuario Crea, circa 57.000 apicoltori, professionisti e non (1/3 circa sono i professionisti), con circa 1.400.000 alveari (quasi 1 milione quelli gestiti da apicoltori professionisti) dislocati in tutte le regioni italiane (guida il Piemonte con oltre 206.000 alveari, seguito dalla Lombardia con oltre 151.000 alveari).
“Un settore da tutelare nel suo insieme”, conclude la Ministra, “sia per il valore economico e sociale che per i servizi ecosistemici che offre alla collettività”.

QUESTION TIME
“Considerate le particolari difficoltà che sta attraversando il settore dell’olio di oliva, nell’ambito delle diverse tipologie di prodotti destinati al Fondo emergenze finalizzato a rispondere al bisogno e alle fragilità alimentari e che per la prima volta può contare su un monte di risorse pari a 300milioni, abbiamo previsto 20 milioni per l’acquisto, tramite procedure ad evidenza pubblica, di olio di oliva extravergine 100% italiano. Io stessa ho chiesto agli Uffici di seguire due principi per l’utilizzo dei fondi: partire dal bisogno espresso dagli enti caritativi che svolgono un ruolo insostituibile sul territorio; evitare sprechi alimentari, intervenendo sulle filiere italiane più a rischio”. 
Così la Ministra Teresa Bellanova intervenendo oggi al Question Time.
“Viceversa”, ha detto ancora la Ministra, “il bando indetto dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA) per la fornitura di olio d’oliva agli indigenti risponde ai criteri imposti dalla normativa europea il cui capitolato prevede che l’olio extra vergine d’oliva sia ottenuto da olive prodotte, molite e confezionate nell’Unione europea tenuto conto che questo bando rientra nei fondi europei FEAD”.
Fonte Mipaaf

AGROALIMENTARE
BILATERALE TRA BELLANOVA E VORIDIS

Piena condivisione di merito e metodo sul tema dell’etichettatura nutrizionale nel bilaterale svoltosi stamane tra la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e il suo omonimo greco Mavroudis Voridis, e convergenza su un percorso comune in tema di etichettatura nutrizionale alla luce del confronto nei prossimi mesi sotto la presidenza tedesca e le future proposte della Commissione. Bellanova ne ha ribadito i principi fondamentali: volontarietà; solide basi scientifiche; adozione della porzione come riferimento; taglio educativo e informativo, piuttosto che l’utilizzo del colore come giudizio su cibi “buoni” o “cattivi”; esclusione dei prodotti Dop e Igp, già individuati come eccellenti dall’Europa e rappresentativi dell’unicità territoriale; classificazione univoca “che traduca il contributo dei singoli alimenti alla dieta” piuttosto che “un algoritmo mutevole in base a scelte di convenienza”. “E’ importante che la Grecia condivida i nostri principi ed è importante lavorare insieme” ha esortato la Ministra nel corso del bilaterale. “A Bruxelles, in vista del negoziato per le conclusioni del Consiglio Agrifish di dicembre”, ha proseguito Bellanova, “è già in atto un tentativo di coordinamento e le nostre rappresentanze stanno lavorando in stretto accordo. Mi auguro che, anche con l’impulso greco, si possa affinare la collaborazione per la definizione di una posizione negoziale comune, nell’interesse delle nostre produzioni locali e dei consumatori. Di certo sarà importante lavorare per allargare il ventaglio di Paesi sensibili alle nostre istanze a tutela di un’informazione completa e consapevole, e a salvaguardia di quel concetto di dieta salutare che, appunto, i paesi e le culture del Mediterraneo ci hanno consegnato e tramandato, fedeli al dettato del ben vivere e ben mangiare”.Per concludere: “Non crediamo che le etichette possano sostituirsi ad una vera educazione alimentare, questa sì quanto mai utile e necessaria”.

VINO: ONLINE VADEMECUM
E’ on line sul sito del Ministero, in occasione dell’inizio della campagna vendemmiale, il vademecum dell’ICQRF per tutti gli operatori del settore vitivinicolo, dove sono riportati i principali adempimenti a carico delle imprese, le norme di riferimento e le disposizioni applicative. 
L’ICQRF in questo periodo dell’anno intensificherà i controlli nel settore vitivinicolo per prevenire e contrastare comportamenti non regolamentari che possono verificarsi nel corso della raccolta e movimentazione delle uve, delle operazioni di trasformazione e della circolazione dei prodotti e dei sottoprodotti vitivinicoli ottenuti.
Attività ancora più rilevante soprattutto in questa fase, caratterizzata dall’entrata a regime delle misure intese a fronteggiare gli squilibri sul mercato dei prodotti vitivinicoli, già in essere o attesi, a motivo delle misure restrittive adottate in tutto il mondo contro l’emergenza epidemiologica da COVID-19.
“Ci stiamo avviando verso la stagione più importante per il settore vitivinicolo: la vendemmia. Abbiano attraversato una fase emergenziale molto difficile in cui tutti i settori produttivi, e in particolare quello del vino, hanno subito un duro colpo. Adesso è il momento di reagire e ripartire più forti e coesi di prima. Come ho già ribadito più volte è mia intenzione mettere il vino al centro del rilancio agroalimentare. E questo può avvenire solo tutelando l’intero settore e scongiurando comportamenti scorretti e pratiche sleali” Cosi la Ministra Teresa Bellanova. “Grazie al lavoro degli ispettori e ispettrici dell’Icqrf abbiamo messo in campo tutti i nostri mezzi per garantire che la vendemmia che è alle porte proceda nel rispetto delle regole e all’insegna della qualità e della sicurezza per i consumatori. Siamo consapevoli che quest’anno la vendemmia sarà una fase particolarmente delicata in cui occorrerà procedere con la massima cautela. Ci aspettiamo grandi risultati. Soprattutto in questo periodo cosi critico è nostro dovere salvaguardare la salute dei cittadini, la reputazione del nostro Paese e tutta la filiera agroalimentare italiana, che ha dimostrato grande senso di responsabilità e sacrificio”.
Le verifiche condotte dall’Icqrf saranno effettuate su tutto il territorio nazionale e particolare attenzione sarà rivolta anche ai prodotti provenienti dall’estero mediante controlli stradali, ferroviari ed ai porti.
L’Italia, primo produttore del mondo di vino, è l’unico Stato Membro dell’UE che ha reso operativo il registro telematico del vino, uno strumento fondamentale non solo per il controllo, ma anche per gli operatori economici e per i report di settore (Cantina Italia). Gli Uffici dell’ICQRF – sul sito MIPAAFT tutti i riferimenti – sono a disposizione degli operatori di tutta Italia per assicurare il corretto svolgimento delle operazioni previste dalla normativa europea e italiana.
SETTORE IRRIGUO : BANDO PROGETTAZIONE STRATEGICA
È stato approvato il bando di selezione per la progettazione integrata strategica di rilevanza nazionale a valore sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 – Piano Operativo Agricoltura – Sotto piano 2 “Interventi nel campo delle infrastrutture irrigue, bonifica idraulica, difesa delle esondazioni, bacini di accumulo e programmi collegati di assistenza tecnica e consulenza”, con una dotazione finanziaria di circa 12 milioni di euro, di cui l’80%, pari a 9,6 milioni di euro in quota Sud e il 20%, pari a 2,4 milioni di euro in quota Centro Nord.
Il bando è rivolto agli Enti irrigui per la progettazione di interventi classificati di rilevanza nazionale. Le proposte progettuali dovranno riguardare infrastrutture d’irrigazione esclusivamente collettiva, la cui rilevanza strategica sarà caratterizzata dalla valutazione delle finalità ambientali ed economiche di differenti aree amministrative territoriali, nel perseguire l’approvvigionamento delle risorse idriche per l’agricoltura, la riduzione e contenimento dei processi di desertificazione e salvaguardia degli ecosistemi, l’adattamento ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità e quantità dei corpi idrici superficiali e sotterranei.
“Le risorse idriche rappresentano un tema centrale strettamente legato alla questione climatica, alle emergenze idrogeologiche e ai problemi connessi con la carenza d’acqua. La gestione sostenibile della risorsa idrica e l’adattamento del settore agricolo agli effetti dei cambiamenti climatici costituiscono un tema della nostra azione politica e per quel futuro verde, che tutti siamo impegnati a realizzare.” Ha dichiarato la Ministra Teresa Bellanova. “Con l’approvazione di questo bando sono state impegnate tutte le risorse dedicate all’irrigazione dal Programma Operativo Agricoltura, per migliorare la capacità di raccolta delle acque e di gestione delle risorse idriche, contribuendo alla mitigazione del rischio idrogeologico, sostenendo la competitività delle produzioni agricole e zootecniche nazionali e delle filiere, intercettando i fabbisogni del settore”. Ha concluso Bellanova.
Nello specifico, la dotazione finanziaria del bando approvato va ad aggiungersi alla:
§ dotazione del Programma Nazionale di Sviluppo Rurale che ha consentito di finanziare 19 enti beneficiari (15 al Nord e 4 al Centro-Sud), per complessivi 35 progetti immediatamente cantierabili, di importo totale pari a circa 272 milioni di euro, sul totale dei 46 beneficiari risultati idonei al sostegno. Ad oggi sono stati erogati 58,7 milioni di euro di anticipi;
§ 142 milioni di euro sul Programma operativo agricoltura per 17 progetti in capo a 15 beneficiari (4 al Nord e 11 al Centro-Sud), nel rispetto della ripartizione territoriale prevista dal Piano (nella misura dell’80% al Sud e del 20% al Nord). Ad oggi sono stati erogati 7,8 milioni di euro di anticipi;
§ ulteriore dotazione del Programma Nazionale di Sviluppo Rurale pari complessivamente a € 97.000.000,00 con la quale è stato possibile scorrere l’intera graduatoria del Bando della misura 4.3 del PSRN con il finanziamento nel 2020 di ulteriori 15 progetti per un importo effettivamente finanziato di 96,7 milioni di euro;
§ dotazione del Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti  delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, per il riparto 2019, grazie ad una proposta credibile perché fondata su progetti in possesso dell’Amministrazione ed effettivamente cantierabili, ammonta ad ulteriori 295 milioni di euro, i cui primi decreti sono stati perfezionati in questi giorni, con erogazione di anticipi per circa 14 milioni.
Inoltre, è ancora aperto il Bando per la selezione delle proposte di interventi irrigui, sempre a carico del Programma operativo agricoltura la cui dotazione finanziaria ammonta ad 86.114.038.40, di cui l’ottanta per cento al Sud. Il termine per la presentazione delle domande di finanziamento è stato prorogato, a causa della situazione di crisi dovuta al COVID 19, al 21 settembre 2020. In relazione a quest’ultimo provvedimento, è stata approvata una modifica conseguente alla introduzione, in deroga, di alcune semplificazioni al codice dei contratti, previste dal recente decreto legge del 16 luglio 2020 n. 76; ciò consentirà, ad un maggior numero di candidati di concorrere alla selezione.
Vai alla pagina del bando
Fonte Mipaaf
…….. per saperne di più……..https://www.aspera.online/2020/07/28/agroalimentare/

SISTEMA DI QUALITÀ NAZIONALE ACQUACOLTURA SOSTENIBILE
“E’ nostra priorità promuovere e sostenere sia a livello nazionale che in Unione Europea il settore ittico e l’acquacoltura che, come tutti i settori produttivi, hanno subito un duro colpo negli ultimi mesi a causa dell’emergenza sanitaria”. Così la Ministra Teresa Bellanova durante la visita, ieri notte, al padiglione ittico del Centro agroalimentare di Roma, il più grande mercato all’ingrosso del Paese. Dopo neanche un mese dalla sua prima visita al Car, la Ministra Bellanova, è infatti voluta tornare nella struttura di Guidonia proprio in notturna, per visitare il mercato ittico in piena attività, incontrare gli operatori di settore e illustrare il Progetto Qualità: un sistema di certificazione e qualificazione del prodotto dell’acquacoltura sostenibile che mira a promuoverne la qualità ed il valore aggiunto, nonché la tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti.
“Comunicare le strategie che abbiamo messo in campo è il primo passo fondamentale per lo sviluppo della consapevolezza del consumatore, che ha il diritto e il dovere di conoscere la qualità del prodotto ittico nazionale e i suoi standard di sicurezza alimentare” – ha sottolineato la Ministra Bellanova –  “e proprio per accompagnare questo sforzo si inquadra l’istituzione di un Regime di qualità nazionale che definisce un sistema di certificazione e qualificazione del prodotto di acquacoltura sostenibile, e ne promuove il valore aggiunto, contribuendo alla tracciabilità dei prodotti, in linea con il Piano strategico nazionale per l’acquacoltura”. 
L’iniziativa, frutto di un lungo e approfondito lavoro di squadra finanziato con fondi FEAMP, e che ha visto collaborare il Ministero, le Regioni, le Associazioni di settore ed il mondo scientifico, si propone di attuare azioni che mirano al soddisfacimento di diversi obiettivi strategici del Programma FEAMP e che trovano interesse nel promuovere la commercializzazione e la trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura sostenibile, introducendo parallelamente strumenti e dispositivi che valorizzano i prodotti di qualità e promuovono l’adozione. da parte delle imprese, di procedure e strumenti finalizzati a rendere “sostenibile” la pesca e l’acquacoltura italiane.
La conclusione dell’iter amministrativo attraverso l’approvazione presso le istituzioni dell’Unione europea e l’emanazione del decreto del 4 febbraio 2020 di Riconoscimento del sistema di qualità nazionale ‘acquacoltura sostenibile’, consolida gli sforzi intrapresi in questi anni e permetterà di far emergere ancora di più le potenzialità di un settore che a livello internazionale è in continua evoluzione e crescita.
“In materia di pesca marittima e nell’ambito dello stesso progetto, – ha aggiunto la Ministra – stiamo sviluppando anche un marchio di sostenibilità per la piccola pesca, ispirato al codice di condotta della FAO, e che mira a sostenere nel settore un approccio innovativo che ponga l’attenzione sulla tracciabilità e l’etichettatura dei prodotti, al fine di accrescere il valore aggiunto della filiera italiana, che dovrà esprime qualità, sicurezza e affidabilità”. 
“Il quadro complessivo delle azioni ci richiama l’obiettivo di far emergere sempre più le potenzialità di un settore in continua evoluzione e crescita. Si tratta di un impegno comune a tutti per sviluppare innovazione, per promuovere l’acquacoltura di qualità e facilitare il ruolo delle imprese attraverso la semplificazione burocratica e l’abbattimento di vecchie barriere”, – ha concluso la ministra, non prima di sottolineare l’importanza dell’acquacoltura, che gioca un ruolo fondamentale nel comparto ittico italiano, in quanto genera produzioni alimentari, occupazione, e può sostenere le politiche di tutela delle risorse della pesca. “È parte integrante della Politica Comune della Pesca, e si integra alle politiche agricole nelle zone continentali. Appare quindi imprescindibile continuare a promuovere politiche pubbliche e proseguire lungo la strada intrapresa di una cooperazione costruttiva tra le imprese, per aumentare le performance di questo settore”. Ad accompagnare la Ministra Bellanova nella visita al Mercato Ittico, tra gli altri, il Direttore Generale “Pesca Marittima e Acquacoltura” del Mipaaf Riccardo Rigillo, il presidente di CAR Valter Giammaria, il direttore generale di CAR e presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini.

VINO
Con la modifica introdotta al Testo unico del vino nessun via libera indiscriminato è stato concesso all’imbottigliamento fuori zona dei vini a denominazione.
Lo comunica l’ICQRF con riferimento ad alcune interpretazioni giornalistiche relative a norme sull’imbottigliamento dei vini a DO/IGT recate dal DL Semplificazione.
In particolare:
La norma contenuta all’ art. 43, comma 4, lett. d), del D.L. 16 luglio 2020, n. 76, che introduce un comma 7-bis all’art. 38 della legge sul vino n. 238/16, prevede, “in caso di dichiarazione di calamità naturali ovvero di adozione di misure sanitarie o fitosanitarie, o altre cause di forza maggiore” la deroga alle regole di imbottigliamento previste dai rispettivi disciplinari esclusivamente con due, contemporanee condizioni:
a.     Che vi sia una calamità/emergenza/forza maggiore “riconosciuta dall’Autorità competente”;
b.    Che tali eventi “impediscano temporaneamente agli operatori di rispettare il disciplinare di produzione”.
Si tratta di due condizioni verificatesi durante il periodo di lock down e che, per una gestione futura di emergenza, che nessuno si augura debba essere vissuta di nuovo, necessitano di una previsione normativa.
Il principio della deroga, peraltro, è già contenuto nell’art. 38 della predetta legge 238/16 “testo unico del vino”: il comma 8 dell’art. 38 della legge 238 recita: “8.  In casi eccezionali, non previsti dalla vigente normativa, su istanza motivata dell’interessato può essere consentito il trasferimento delle partite di mosti e di vini di cui al comma 7 al di fuori della zona di produzione delimitata, previa specifica autorizzazione rilasciata dal Ministero.”
Con l’introduzione della specificazione che le deroghe possono riguardare anche l’imbottigliamento, la legislazione nazionale si premunisce di uno strumento emergenziale, specie in caso di futuri lock down che, si ribadisce, ci si augura mai debba essere applicato. In ogni caso, nell’infausta previsione che la norma sia necessaria, il Ministero dovrà puntualmente accertare il verificarsi di entrambe le condizioni suddette, consentendo eccezionalmente la procedura in deroga soggetta a verifica e ad autorizzazione ministeriale.
Infine l’ICQRF comunica che la norma sarà, come di consueto accade, oggetto di specifica, imminente circolare da parte del Ministero: nessun “libera tutti” o “smantellamento del sistema delle DOC”, quindi, ma il prudente premunirsi per future emergenze.
Fonte Mipaaf

CRISI HO.RE.CA
L’ipotesi era già stata avanzata nel corso del Tavolo con la ristorazione voluto dalla Ministra Bellanova e dal Ministro Patuanelli, tenutosi il 29 maggio scorso: un sostegno al settore ho.re.ca, colpito drammaticamente dalla crisi-covid, con ricadute pesanti sull’intera filiera agroalimentare soprattutto nei segmenti d’eccellenza.
Urgenza sostenuta dalla Ministra con determinazione, nell’ambito delle azioni da prevedere nel prossimo decreto di sostegno ai settori economici e produttivi, con una proposta già sul tavolo: un Fondo per la ristorazione, valore complessivo circa 1miliardo.
“L’ho ribadito ai colleghi di Governo: la filiera agroalimentare italiana”, dice la Ministra Bellanova, “deve essere considerata nella sua prospettiva ampia: dal lavoratore agricolo al consumatore. In questa ottica il settore Ho.re.ca rappresenta un anello cruciale, direi determinante, considerata soprattutto la quota significativa di prodotto agroalimentare nazionale, inclusi vini e bevande, che viene assorbita da ristoranti e pizzerie, e che influisce in modo rilevante sui segmenti di eccellenza delle nostre produzioni. L’emergenza Covid-19 e la prolungata chiusura di gran parte di questi esercizi ha determinato uno stress che si ripercuote su tutti i soggetti economici coinvolti nel sistema agroalimentare. E anche la riapertura in queste settimane vive criticità che non possono essere ignorate, a partire dalla drastica diminuzione dei posti a disposizione nei locali che si riverbera sui fatturati delle imprese di ristorazione già in forte sofferenza e giocoforza anche sui livelli occupazionali”.
Se l’obiettivo immediato e più urgente è “consentire il ripristino di questo importante sbocco commerciale”, prosegue Bellanova, determinante anche per il settore turistico, è necessario “favorire il più possibile la fase di mantenimento in vita degli esercizi di ristorazione con una misura immediata che inietti liquidità per poter mettere queste imprese nelle condizioni di riattivare rapidamente le forniture di alimenti e che potenzi quanto già previsto nel Decreti Liquidità e Rilancio. Ecco dunque la proposta di un Fondo ad hoc, per un Bonus Filiera Italiana. Un bonus di circa 5000 euro a fondo perduto diretto ai 180mila esercizi pubblici di ristorazione (ristoranti e pizzerie) per acquisto di prodotti agroalimentari nazionali. Così garantendo un’immediata iniezione di liquidità nel sistema per favorire i pagamenti delle prime settimane di riapertura e al contempo favorendo e sostenendo l’acquisto di prodotti italiani. In queste settimane tutti abbiamo riconosciuto il ruolo strategico e determinante della nostra filiera agroalimentare. Il senso di abnegazione e la funzione di vero e proprio servizio pubblico esercitata in questi mesi. Tutti abbiamo detto grazie ma non basta. Sostenere la ristorazione significa impedire il venir meno di un pezzo strategico del nostro Made in Italy. Un pezzo su cui si fonda la nostra forza nel mondo. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti”.

PROTOCOLLO D’INTESA GUARDIA DI FINANZA/ICQRF
Un protocollo virtuoso, che rafforza le proficue sinergie già in atto sui territori, valorizza e ottimizza l’azione a tutela della filiera agroalimentare contro ogni forma di concorrenza sleale.Così la Ministra Teresa Bellanova a proposito dell’Intesa siglata oggi presso la Caserma Piave, sede del Comando Generale della Guardia di Finanza, tra il Capo Dipartimento dell’Ispettorato centrale della Tutela della qualità e Repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, dott. Stefano Vaccari, e il Capo di Stato Maggiore del Comando Generale del Corpo, Generale D. Umberto Sirico.L’accordo, che appunto si muove lungo la scia delle consolidate collaborazioni già in atto nei territori, prevede azioni comuni, scambi informativi e di analisi, interventi congiunti per migliorare l’efficacia e l’efficienza complessiva delle misure a tutela del comparto agroalimentare con particolare riguardo al contrasto delle frodi ai danni dell’Ue, della contraffazione dei marchi industriali e delle violazioni alla proprietà intellettuale, degli ulteriori illeciti economico-finanziari.”L’intesa”, prosegue Bellanova, “rappresenta uno strumento di sostanziale potenziamento delle linee di presidio della legalità in un settore fondamentale per il nostro Paese e la nostra economia, confermatosi strategico in questi mesi. Un settore che va sostenuto contro pratiche illecite e frodi che rischiano di mettere fuori gioco le migliaia e migliaia di imprese che quotidianamente scommettono su qualità, eccellenza, rispetto delle regole. E al tempo stesso conferma la bontà dei nostri sistemi di controllo, tra i migliori al mondo”.  

DISTRETTO XYLELLA
Superano la prima fase prevista dal bando per il finanziamento dei contratti di distretto della Xylella i 3 progetti presentati. I programmi, che propongono investimenti per oltre 135 milioni di euro e con 193 aziende partecipanti, hanno passato l’analisi dell’ammissibilità senza necessità di integrazioni e quindi approdano alla valutazione tecnico economica.Con trenta giorni di anticipo, inizia così la fase di analisi di merito delle progettualità e delle proposte di rilancio per il territorio colpito dal batterio.Al termine di questa fase, per la quale il bando prevede novanta giorni di tempo, sarà stilata una graduatoria di merito dei progetti. La richiesta di finanziamenti a fondo perduto è di circa 80 milioni di euro a fronte di una disponibilità attuale del Ministero che ammonta a 13 milioni di euro, oltre ai 5 milioni previsti dal Piano di rigenerazione olivicola della Puglia. “193 aziende coinvolte in tre programmi di investimento – ha dichiarato la Ministra Teresa Bellanova – sono un segnale incoraggiante della tenacia e della voglia di fare impresa del nostro territorio. E a queste aspettative il Ministero deve dare risposta in tempi certi e rapidi. Per questo sono soddisfatta che si siano dimezzati i tempi per l’analisi dell’ammissibilità e che ora si possa procedere con la valutazione qualitativa. È importante che per rispondere ai danni causati dalla Xylella si abbia una visione strategica, di progettazione territoriale, che metta l’ulivo al centro dell’identità agricola e non solo. Che sappia dare un orizzonte alle tante aziende agricole che in tutta l’area vogliono ripartire anche a seguito della pandemia”

GIACENZE NAZIONALI DI VINO ED OLIO
43,3 milioni di ettolitri di vino in giacenza negli stabilimenti enologici italiani, in calo del 2% rispetto allo scorso 8 luglio e stock inferiori del 2,4% rispetto a un anno fa.
In riduzione anche i depositi di olio di oliva rispetto all’ultima rilevazione, anche se si tratta di numeri ancora molto altri (+36,4%) se rapportati allo scorso 15 luglio 2019.
Sono on line sul sito del Mipaaf i report settimanali delle giacenze nazionali di vino ed olio, “Cantina Italia” e “Frantoio Italia”, redatti dall’Icqrf, l’Ispettorato centrale repressioni frodi del Ministero delle Politiche Agricole. Uno strumento fondamentale per produttori e operatori, che consente di sapere settimanalmente la quantità di stoccaggio di vino e olio presenti sul territorio nazionale.

“Il lock down ci ha dimostrato tutta la centralità della filiera agroalimentare, ma anche le sue fragilità. Il vino e l’olio sono stati due dei settori maggiormente coinvolti dal blocco dei canali commerciali causati dall’emergenza sanitaria e proprio per questo abbiamo deciso fin da subito di garantire un’informazione settimanale immediata, semplice, per consentire ai produttori e agli operatori del settore di sapere la quantità di giacenze di olio e vino presenti sul territorio nazionale e scongiurare fenomeni speculativi e pratiche sleali che colpiscono il made in Italy e danneggiano la nostra reputazione”, ha sottolineato la Ministra Bellanova. “L’emergenza alimentare sta tornando nella norma ma quella economica e sociale va ancora gestita con grande attenzione. Le giacenze di vino sono in linea con quelle dello scorso anno mentre l’olio sta soffrendo maggiormente per gli effetti del lock down. Stiamo intervenendo su più fronti per alleggerire il mercato ed evitare una sovraproduzione che potrebbe ripercuotersi non solo sull’andamento dei prezzi, ma anche sull’immagine delle nostre produzioni di qualità, ormai prossimi alla vigilia della nuova vendemmia e della campagna olivicola.  Sono particolarmente grata agli ispettori e alle ispettrici dell’Icqrf, che con il loro impegno stanno consentendo al Mipaaf di essere l’unico al mondo a fornire questo servizio settimanale”.
Nel dettaglio, per quanto riguarda il vino, rispetto a un anno fa è stata osservata una riduzione del 2,4 % per i vini, del 7,3% per i mosti e del 64,3% per il vino nuovo in fermentazione rispetto alla stessa settimana dello scorso anno.
Il 58% del vino in Italia è detenuto nelle cantine delle regioni del Nord: nel solo Veneto è presente circa un quarto del vino nazionale.
Il 52,6% del vino detenuto è dop, con una prevalenza del rosso (56%). IL 25,9% del vino è Igp, anche in questo caso con prevalenza del rosso.
Per quanto riguarda Lo stock di Olio detenuto in Italia il ( 311.113 tonnellate), il 69,6% è rappresentato da Olio Extra Vergine di Oliva (EVO). Nell’ambito dell’olio EVO, il 57,7% (124.924 t) è di origine italiana e il 34,9% è di origine UE. Marginali gli stock di olio extra UE (8.811 t) e di oli blend (7.223 t). Molto elevate le giacenze di olio Evo biologico (oltre 35mila tonnellate)
A livello regionale, la Puglia, la Toscana e la Calabria hanno in giacenza il 62,8% dell’intera giacenza nazionale. Oltre il 56% delle giacenze di oli Dop e Igp è costituito da olio  “Terra di Bari”.

E’ possibile reperire i report ai seguenti link:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15767;
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15766

FAUNA SELVATICA”
“Non è più tempo di attendere. La forte penalizzazione che subisce l’agricoltura e che i nostri agricoltori pagano anche con la distruzione di interi raccolti, deve essere affrontata in modo strutturale.
Per questo proporrò alle forze politiche, a partire da quelle di maggioranza, una proposta normativa, già pronta, da inserire già nel Dl Semplificazioni ora al Senato, per risolvere una questione non più rinviabile.
Le forze politiche che vorranno sostenerla avranno dato una grande mano alla nostra agricoltura. Altrimenti ci si dovrà assumere la responsabilità dinanzi a danni ormai rilevantissimi come la devastazione delle colture e delle produzioni agricole ma anche, e nel contempo, la presenza di animali selvatici nei centri urbani, con danni per l’incolumità e la sicurezza”. Così la Ministra Teresa Bellanova.
Fonte Mipaaf

XYLELLA: 30 MILIONI DI EURO
“Vogliamo rafforzare ancora di più gli interventi atutela dei nostri olivicoltori nella battaglia contro la Xylella, con strumenti di applicazione rapida e dando risposte concrete. Vanno in questa direzione le decisioni assunte oggi al Ministero e che siamo convinti saranno confermate in sede di Cabina di regia del Cipe. Semplifichiamo le procedure e concentriamo le risorse per il sostegno degli investimenti e per il ripristino del potenziale produttivo, aumentando i plafond delle misure già previste dal Psr della Puglia. Allo stesso tempo lavoriamo per velocizzare l’intera attuazione del piano da 300 milioni di euro per il rilancio. Quello che ho chiesto agli Uffici è di semplificare e tagliare i tempi di attesa”.
Così la Ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova commenta gli esiti della riunione odierna del Comitato di sorveglianza sull’attuazione del Piano operativo agricoltura. Nell’incontro è stata approvata la rimodulazione delle risorse assegnate al sotto piano 5 -piano di emergenza per il contenimento di Xylella fastidiosa in Puglia – pari aeuro 30 milioni di euro, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020.
I 30 milioni di euro saranno utilizzati per aumentare il plafond previsto per le misure del PSR della Regione Puglia. In particolare,27 milioni di euro andranno a favore della sottomisura 4.1.C “Sostegno per gli investimenti per la redditività, la competitività e la sostenibilità delle aziende olivicole della zona infetta relativamente alla Xylella fastidiosa” edi restanti 3 milioni di euro saranno destinati alla sottomisura 5.2 “Sostegno ripristino terreni e potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali”.
La rimodulazione approvata dovrà essere sottoposta alle valutazioni della Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio.
VISIONE FUTURA PAC VA RIMODULATA
“La visione del futuro della politica agricola della Commissione UE  deve mettere a valore l’insegnamento tratto dall’epidemia, per rendere anche più intimamente coerenti gli obiettivi ambiziosi del futuro verde e le politiche per l’agricoltura e gli agricoltori”. Così la Ministra Teresa Bellanova intervenendo stamane in video collegamento all’Assemblea Nazionale di Confagricoltura.   
“E’ necessario tutelare il settore agricolo e garantire un processo produttivo costante, caratterizzato da sostenibilità, qualità, innovazione. Molti erano convinti che il tema dell’autosufficienza alimentare fosse superato con la globalizzazione e le tecnologie produttive e invece la pandemia ha invece dimostrato l’esatto contrario”, ha sottolineato la Ministra. “Per questo ai miei colleghi europei ho chiesto ripetutamente: coraggio e visione. Consapevole della strategicità della filiera agroalimentare e avendo ben chiari i risultati che proprio sul tema della sostenibilità la nostra agricoltura italiana ha raggiunto. Certamente possiamo e dobbiamo fare di più ma l’Italia nel campo dell’agricoltura sostenibile ha molto da insegnare e come spesso ci siamo ripetuti, a quel futuro verde che tutti abbiamo come obiettivo il nostro Paese arriva con le carte più che in regola, per il suo essere primo al mondo per la biodiversità, tra i primi al mondo per l’agricoltura biologica e l’agricoltura integrata, tra i meglio organizzati sulle attività di economia circolare quale il recupero e il riutilizzo delle eccedenze alimentari, tra i virtuosi per le politiche sulle bioenergie”.   
“Credo quindi che sia opportuno”, ha evidenziato la Ministra, “affermare la nostra voce in Europa sul tema della sostenibilità nella produzione agricola mettendo maggiormente in luce ciò che già oggi i nostri produttori fanno. E su questo sto lavorando da mesi: occorre ascoltare le esigenze di tutte le aziende dalle più piccole a quelle con grandi prospettive e soprattutto guardare all’agricoltura come parte della soluzione per la crisi climatica. E’ necessario tenere conto di ciò che di buono già oggi il settore agroalimentare garantisce e non il contrario”, ha concluso Bellanova. “Abbiamo da costruire l’agricoltura del futuro forti, anche dell’esperienza vissuta in questi mesi, della strategicità della filiera agroalimentare, della sua straordinaria qualità, determinazione, forza e resilienza e di una lezione che, ce lo siamo già detti, io sono sicura vada assolutamente messa a valore: l’interconnessione di tutti gli anelli della filiera. Questo comporta una responsabilità ancora più forte non solo del decisore politico, a cui evidentemente non intendo venire meno, ma proprio di tutti gli attori coinvolti: responsabilità nel saper individuare con rigore le criticità e con altrettanto rigore saper mettere a fuoco le soluzioni. E significa anche rafforzare il metodo cui non siamo mai venuti meno: ascolto e confronto, soprattutto con chi è sul “campo”. Un confronto che diviene addirittura imprescindibile per mettere a fuoco con più precisione e ambizione le politiche di internazionalizzazione e di sostegno all’export: lavorare insieme, e concorrere insieme alla individuazione dei tasselli necessari sarà, in qualche modo, determinante per la bontà dei risultati a cui tutti tendiamo”.
DECRETO SEMPLIFICAZIONE
Le prossime settimane decisive per la costituzione della nuova società”
“Nel decreto semplificazioni sono contenute importanti norme a sostegno dell’Eipli e dei consorzi di bonifica.
In particolare la proroga al 31/12/20 dei contratti a tempo determinato in scadenza e non più prorogabili in base alle disposizioni previgenti, consente all’EIPLI di continuare la gestione mantenendo i livelli minimi necessari alla prosecuzione del servizio in vista della necessaria costituzione della nuova società a cui sarà conferita la gestione delle infrastrutture oggi gestite dall’ente.
La disposizione prevede inoltre misure di salvaguardia delle risorse destinatealla realizzazione e alla manutenzione di opere infrastrutturali, anche irriguee di bonifica idraulica, strategiche per l’agricoltura del sud ma anche per la fornitura idrica civile e industriale delle stesse aree.
Un segnale di attenzione ad  un’infrastruttura vitale per l’economia delle regioni servite e per i lavoratori che in questi anni hanno contribuito con il loro impegno al mantenimento della gestione di un ente il liquidazione dal 2011, il cui definitivo superamento non è più differibile.
Sarà fondamentale nelle prossime settimane dare ulteriore e definitivo impulso alla costituzione della nuova società pubblica preposta alla gestione in modo da garantire al più presto la possibilità di programmare e realizzare gli investimenti necessari all’ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture al servizio di un settore fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del territorio”. Così la Ministra Teresa Bellanova.
CAMPAGNA COMUNICAZIONE DI ORTOFRUTTA ITALIA
“Ritorna anche questo mese, dedicata stavolta alle pesche e alle nettarine, in circa cinquemila punti vendita, la campagna di promozione e comunicazione varata dall’Organizzazione Interprofessionale Ortofrutta Italia per inviare ad acquistare i nostri prodotti di stagione. Una iniziativa che stavolta assume anche un particolare valore grazie al regolamento condiviso dagli operatori del settore in sede interprofessionale e che innalza alcuni parametri qualitativi dei frutti, dal colore alla dolcezza. Uno sforzo importante dell’intera filiera, nonostante l’annata caratterizzata da quantità inferiori rispetto agli scorsi anni, a tutela dei produttori, dei consumatori, di un intero comparto importante per il settore e per il nostro Paese. E che conferma il valore del progetto di comunicazione teso proprio a fidelizzare e informare i consumatori a partire dalla qualità e dall’eccellenza dei nostri prodotti. Confermando che siamo l’Italia e l’Italia fa bene”.
Così la Ministra Teresa Bellanova sulla campagna di comunicazione dall’organizzazione interprofessionale OrtoFrutta Italia che si avvale del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e forestali per promuovere i prodotti dell’ortofrutta italiana secondo il calendario stagionale: dopo fragole, pomodori, ciliegie, meloni, luglio e agosto sono caratterizzati da pesche, nettarine, percoche. 
Fonte Mipaaf

VINO
La Conferenza Stato-Regioni IL 9-7-2020 ha sancito l’intesa sul decreto Mipaaf, da adottare di concerto con il Mef, che attiva per la campagna 2020/2021 la misura della riduzione volontaria della produzione di uve destinate a vini a denominazione di origine ed a indicazione geografica, con un investimento pari a 100 milioni di euro.Con l’intervento, molto atteso dalla filiera vitivinicola, e che si aggiunge alla misura distillazione di crisi del vino comune già attivata a fine giugno, si punta a dare risposte concrete ad un settore duramente colpito dall’emergenza Covid, soprattutto per il blocco del canale ho.re.ca.La riduzione volontaria delle uve di vini DO e IG, oltre ad avere come obiettivo il riequilibrio di un mercato in difficoltà, evidenzia la Ministra Bellanova, “punta a migliorare la qualità del nostro vino, per renderlo più competitivo su di un mercato che purtroppo sarà in sofferenza anche il prossimo anno. Con le risorse messe a disposizione”, prosegue Bellanova, “puntiamo a coinvolgere una superficie di circa 140 mila ettari, vale a dire il 40% della superficie viticola italiana destinata a vini di qualità e a ridurre mediamente di 3 milioni di quintali l’uva destinata alla vinificazione della prossima campagna, cui corrispondono circa 2 milioni di quintali di vino”.I produttori che decideranno di aderire alla misura avranno a disposizione un modello di domanda estremamente semplificato e pre-compilato, nel quale saranno quantificati gli obiettivi produttivi che ogni azienda dovrà raggiungere per ottenere il premio previsto.Dopo la distillazione di crisi, prosegue quindi con grande determinazione l’impegno del Ministero per garantire risposte concrete alla filiera vitivinicola; questo provvedimento attuativo arriva infatti ancora prima della conversione in legge del DL 34/2020 che ha stanziato le risorse destinate alla misura.

FONDO DA 90 MILIONI DI EURO PER LA ZOOTECNIA.
90 milioni di euro per le filiere zootecniche in crisi. Sancita oggi l’intesa in Conferenza Stato regioni sul decreto Mipaaf che interviene su alcuni dei settori maggiormente colpiti dalla chiusura dell’Horeca durante il lockdown. Le filiere interessate da sovvenzioni dirette sono quelle suinicola, ovicaprina, cunicola, del latte bufalino e del vitello da carne per un totale di 65 milioni di euro di intervento. 25 milioni di euro sono destinati al sostegno degli ammassi privati della carne di vitello (15 milioni di euro) e dei prosciutti Dop (10 milioni di euro). Gli aiuti vengono concessi nel rispetto dei massimali di aiuto previsti dal “Quadro temporaneo” di aiuti della Commissione europea, che equivale a 100mila euro per singola impresa agricola.”Sosteniamo gli allevatori – dice la Ministra Teresa Bellanova – e le filiere zootecniche in una fase molto delicata. I settori sono stati individuati tra quelli più danneggiati e che hanno meno aiuti strutturali, in modo da poter dare un sostegno e una tutela reale al reddito delle imprese. Abbiamo previsto che le domande siano predisposte da Agea in forma precompilata, dando la massima semplificazione possibile alle aziende nell’accesso agli aiuti. Sugli ammassi privati andiamo a intervenire su due prodotti dove l’Unione europea non aveva attivato il sostegno. Ora è necessario che tutte le filiere interessate facciano un passo in più e già dalla prossima settimana convocheremo tavoli specifici, a partire da quello suinicolo per sancire dei patti di filiera nazionali. Dobbiamo utilizzare queste risorse per progettare il rilancio, oltre a dare respiro in questa fase. I nostri interventi non si fermano qui, e credo sia doveroso ricordare che per tutti gli allevatori abbiamo anche previsto l’esonero contributivo straordinario per i mesi da gennaio a giugno 2020″. 
SOVVENZIONI
Il decreto prevede che per quanto riguarda le sovvenzioni dirette gli animali debbano essere nati, allevati e macellati in Italia. Per i suini è concesso un aiuto fino a 20 euro per ogni capo di suino macellato nel periodo dal 1° maggio al 30 giugno 2020 nei limiti di spesa di 23 milioni di euro e fino a 18 euro per ogni scrofa allevata nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 nei limiti di spesa di 7 milioni di euro. Alle imprese agricole di allevamento di conigli è concesso un aiuto fino a 1 euro per ogni capo macellato nel periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2020. Alle imprese agricole di allevamento di caprini è concesso un aiuto fino a 6 euro per ogni capo di capretto macellato nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020, mentre per gli ovicaprini è concesso un aiuto fino a 3 euro per ogni pecora e/o capra allevata nel periodo dal 1° maggio al 30 giugno 2020. Alle imprese agricole di allevamento di vitelli da carne è concesso un aiuto fino a 110 euro per ogni capo di età inferiore agli 8 mesi macellato nel periodo dal 1° marzo al 30 giugno 2020. In tutti i settori, in caso di rapporto di soccida gli aiuti del presente articolo sono concessi per il 25% al soccidario e per il 75% al soccidante. Ulteriori 2 milioni di euro filiera sono destinati alla filiera del latte bufalino, come incremento delle risorse previste dal decreto del Fondo per la competitività delle filiere di aprile.
AMMASSI PRIVATI
Sono previsti aiuti anche per l’ammasso privato di carne di vitello e di prosciutti Dop. Per questi ultimi è previsto un contributo da 3 milioni di euro pari a 3 euro al pezzo per i Prosciutti DOP stagionati di età di almeno 18 mesi, per un periodo di stoccaggio pari a 90 giorni; mentre il contributo sale a 7 euro al pezzo per Prosciutti DOP stagionati di età di almeno 15 mesi, per un periodo di stoccaggio pari a 90 giorni e destinati al congelamento al momento dell’inizio delle operazioni di stoccaggio, con conseguente declassamento ed esclusione dalle DOP nel limite massimo di spesa di 7 milioni di euro. Il target è di 2 milioni di prosciutti dop inclusi nell’intervento. Per l’ammasso della carne di vitello il periodo di stoccaggio è fissato in 90 giorni, con un importo complessivo dell’aiuto pari a 1.785 euro per tonnellata di prodotto, con un minimo di 10 tonnellate.

INFRASTRUTTURE IDRICHE
Essenziale realizzare le infrastrutture irrigue al settore e mettere in rete tutti gli attori sociali e istituzionali”
“In questi mesi gli Uffici del Ministero non si sono mai fermati, con gli investimenti previsti dal Programma di sviluppo rurale nazionale e dal Piano Operativo Agricoltura che proseguono in maniera spedita. 
Nei prossimi mesi partiranno gli investimenti del Fondo Infrastrutture Strategiche che prevede interventi per circa 300 milioni di euro diluiti su circa 10 anni. La programmazione è stata portata a termine nei mesi scorsi in accordo con le Regioni: entro settembre saranno adottati i decreti di concessione per primi 12 progetti per complessivi 70,8 milioni di euro.  Altri 13 progetti, per oltre 108 milioni di euro, partiranno invece nei primi mesi 2021, gli altri ancora nel 2022. Un ulteriore consistente programma di nuovi investimenti partirà a fine 2020, non appena la Presidenza del Consiglio formalizzerà il DPCM sulle infrastrutture strategiche (esercizio 2020), il cui iter di adozione, che prevede la consultazione del Parlamento, è ormai quasi ultimato”. 
Lo ha annunciato la Ministra delle politiche agricole, Teresa Bellanova, intervenendo stamane al webinar promosso dall’Anbi sul tema: per i nuovi problemi nuove sfide e nuove proposte, puntualizzando misure e interventi predisposti dal Ministero per sostenere la gestione della risorsa idrica in agricoltura. 
“Per rispondere alle esigenze del settore agricolo”, ha affermato la Ministra, “è necessario agire su più fronti, attraverso un quadro organico e coordinato di interventi strutturali, gestionali e normativi, che intervengano ai diversi livelli di uso dell’acqua, dall’approvvigionamento all’utilizzo in campo, per attuare azioni mirate ed integrate di uso efficiente della risorsa”, ha sottolineato Bellanova, sottolineando: “la gestione sostenibile della risorsa idrica e l’adattamento del settore agricolo agli effetti dei cambiamenti climatici costituiscono un tema sempre più rilevante della nostra azione politica per quel futuro verde che tutti siamo impegnati a realizzare”. 
“Un ulteriore programma di investimenti”, ha proseguito la Ministra, “partirà a fine 2020, non appena la Presidenza del Consiglio formalizzerà il Dpcm sulle infrastrutture strategiche il cui iter di adozione, che prevede la consultazione del Parlamento, è ormai quasi ultimato. Mentre per dare respiro alla crisi di liquidità che ha colpito i consorzi di bonifica con l’emergenza Covid e permettere il ristoro delle spese già sostenute, abbiamo modificato le Linee guida incrementando al 20% il livello di contributo concedibile in fase di anticipazione: modifica sostanziale e d’impatto.
Contemporaneamente abbiamo prorogato al 21 settembre 2020 i termini di presentazione al bando per la selezione di proposte progettuali a valere sul Piano operativo agricoltura per interventi irrigui e di bonifica idraulica , a valere sull’Fsc con una dotazione finanziaria pari a 86 mln di euro, di cui 83 mln destinati al Mezzogiorno e 2.5 al centro nord. Un bando cui ci auguriamo che i territori meridionali sapranno rispondere in maniera positiva e proficua” ha evidenziato la Ministra.
E ancora, “sta per essere emanato il bando da 12 milioni di euro a sostegno della progettazione, rivolto ai Consorzi ed Enti irrigui per lo sviluppo della progettazione di interventi integrati in ambito territoriale e per i diversi usi dell’acqua, finalizzato ad interventi di rilevanza nazionale, come quelli relativi a trasferimenti d’acqua tra Regioni o tra bacini idrografici diversi, con specificità per le Isole maggiori”.
“Lo sblocco degli investimenti e dei cantieri, la riduzione dei tempi di progettazione e di affidamento per velocizzare l’iter della realizzazione di opere così determinanti per la qualità stessa del territorio e la competitività della stessa filiera alimentare, è una premessa fondamentale per il rilancio del Paese – ha ribadito Teresa Bellanova –  “è la condizione stessa della capacità attrattiva e competitiva dell’Italia nello scenario globale: realizzare le infrastrutture necessarie al settore e mettere in rete tutti gli attori sociali e istituzionali è essenziale. Si è sistema-paese se si lavora in questo modo”.
“E’ in corso un confronto serrato con il Ministro Provenzano perché una parte importante delle risorse che saranno programmate già a partire dal prossimo autunno, e che riguarderanno la fase di programmazione 2021-2027, possano essere destinate proprio alle infrastrutture irrigue e alla difesa idrogeologica. E’ parte del lavoro in atto in questo momento, finalizzata alla Strategia compresa nel Masterplan “Progettiamo il rilancio”. Un impegno a cui non vogliamo sottrarci e in cui consideriamo alleati tutti gli attori istituzionali e sociali che condividono lo stesso obiettivo”, ha concluso la Ministra. 

PIANO STRAORDINARIO MANUTENZIONE DEL TERRITORIO FORESTALE
Interventi mirati a ridurre la frammentazione, a migliorare la resistenza ai cambiamenti climatici, a prevenire gli incendi boschivi”
“Non ritengo sia il caso nel modo più assoluto di alimentare polemiche infondate, ma credo che chi lancia l’allarme sull’articolo 47 del Decreto Semplificazioni circa il Piano straordinario di manutenzione del territorio forestale e montano non abbia letto bene il testo o non ne abbia colto correttamente la ratio. Che io racchiudo in alcune parole chiave: sostenere la tutela, resistenza e la resilienza del territorio forestale e montano”.
Così la Ministra Teresa Bellanova.
“Quell’articolo”, prosegue la Ministra, “è in linea con l’obiettivo 15 dei diciassette per lo sviluppo sostenibile elaborati dall’ONU e dal Green New Deal UE, che comprende anche la nuova Strategia europea della biodiversità 2030.
Grazie al lavoro delle imprese agricole e forestali, con i fondi stanziati ci si prefigge l’obiettivo di migliorare la funzionalità delle aree forestali in zone montane e nelle aree interne, operando con le migliori tecniche forestali per implementarne resistenza e resilienza ai cambiamenti climatici.
Gli interventi che saranno programmati puntano infatti alla realizzazione di azioni che riducano la frammentazione, collegando le aree forestali italiane che ricoprono il 36% del territorio nazionale ma che sono separate da infrastrutture (es. strade, aree urbanizzate, ferrovie). Le attività potranno comprendere interventi di prevenzione degli incendi boschivi, riconosciuti come la causa della diminuzione dei livelli di assorbimento della CO2 delle foreste italiane.
Infine, è previsto un finanziamento alle Regioni per la realizzazione dei Piani di area vasta, così come definite dal Testo unico in materia di foreste e delle filiere forestali (D.lgs. n.34/2018).
Tutte attività volte a salvaguardia e miglioramento delle risorse forestali esistenti, nell’ottica della gestione forestale sostenibile”.
Fonte Mipaaf

FILIERE: PUBBLICATA CIRCOLARE AGEA PER 20 MILIONI DI EURO DI AIUTI
20 milioni di euro di aiuti per le filiere del mais, dei legumi e della soia. È stata pubblicata la circolare operativa Agea che regola le domande per le misure previste dal Decreto competitività delle filiere del Mipaaf. Il provvedimento prevede l’agevolazione dei contratti di filiera in questi settori, come avvenuto per il grano duro, con un premio fino a 100 euro a ettaro. La condizione è che i produttori agricoli abbiano sottoscritto contratti almeno triennali con i soggetti della commercializzazione o della trasformazione.
Le domande potranno essere presentate dal 1° al 16 ottobre, lasciando così un tempo congruo alle aziende per sottoscrivere i contratti di filiera. Gli aiuti sono concessi per un complessivo ammontare sui due anni di 11 milioni di euro alla filiera del mais e di 9 milioni di euro per la filiera delle proteine vegetali (legumi e soia).
“Sosteniamo i contratti di filiera – ha dichiarato la Ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova – anche per migliorare la nostra capacità di autoapprovvigionamento. Sono colture nelle quali l’Italia può crescere nella produzione e nella qualità e arrivare a stabilizzare i rapporti tra agricoltori e gli altri anelli del sistema produttivo ha un valore strategico. Per questo investiamo 20 milioni di euro nei prossimi due anni dando nuove opportunità. Siamo convinti che ci sarà una risposta positiva dal mondo produttivo”.
La circolare Agea è disponibile all’indirizzo https://www.aspera.online/2020/07/08/periti-agrari-circolari-agea/

ETICHETTA: MIPAAF, MISE E SALUTE
Via libera al decreto che rende obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni suine nei prodotti trasformati come prosciutti e salumi. Il provvedimento già alla firma dei ministri Bellanova, Patuanelli e Speranza, dopo che è trascorso il periodo di 3 mesi per l’autorizzazione da parte della Commissione europea.
“Fin dal primo giorno – afferma la Ministra delle politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova – ho messo al primo posto la massima trasparenza delle informazioni al consumatore. L’Italia si conferma avanguardia in Europa e ci batteremo a Bruxelles perché si estenda l’obbligo a tutti gli alimenti. La strategia Farm to Fork va attuata anche per l’etichettatura obbligatoria a livello Ue. Firmiamo un decreto importante che sono convinta possa aiutare tutta la filiera suinicola a valorizzare le produzioni 100% italiane. Siamo al lavoro per garantire anche aiuti a un settore che ha fortemente risentito della crisi causata dalla pandemia e dalla chiusura dell’Horeca”.
“La tutela della filiera agroalimentare e delle produzioni Made in Italy -dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli – sono al centro dell’azione portata avanti dal Governo per dare certezze sia alle imprese del settore che investono in qualità dei prodotti, sia ai consumatori che richiedono trasparenza nelle informazioni contenute nelle etichette. La firma del decreto che rende obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni trasformate è un ulteriore passo compiuto dall’Italia, dopo quelli sul pomodoro, la pasta e il riso, che ci pone all’avanguardia in Europa dove è sempre più necessario procedere con l’attuazione della Strategia Farm to Fork”.
“Questo Decreto è un passo avanti nel garantire sempre maggiore trasparenza e sicurezza su prodotti alimentari molto diffusi. In questo modo si tutela meglio la salute dei cittadini”, commenta il Ministro della Salute, Roberto Speranza.
Il testo prevede che i produttori indichino in maniera leggibile sulle etichette le seguenti informazioni:
– “Paese di nascita: (nome del paese di nascita degli animali);
– “Paese di allevamento: (nome del paese di allevamento degli animali);
– “Paese di macellazione: (nome del paese in cui sono stati macellati gli animali).
Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati nello stesso paese, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: (nome del paese)”. La dicitura “100% italiano” è utilizzabile solo quando ricorrano le condizioni del presente comma e la carne è proveniente da suini nati, allevati, macellati e trasformati in Italia.
Quando la carne proviene da suini nati, allevati e macellati in uno o più Stati membri dell’Unione europea o extra europea, l’indicazione dell’origine può apparire nella forma: “Origine: UE”, “Origine: extra UE”, “Origine: Ue e extra UE”. La sperimentazione sarà in vigore fino al 31 dicembre 2021.

POST COVID-19: NECESSARIO NUOVO MODELLO DI LAVORO E SERVIZI SUL TERRITORIO
“Le sfide lanciate con il Green Deal e con le nuove strategie Farm to Fork e Biodiversità 2030 mettono in evidenza la necessità di mobilitare in modo sinergico tutte le risorse finanziarie messe a disposizione e garantire una maggiore integrazione delle competenze tra le varie Amministrazioni, sia centrali che locali. Bisogna inaugurare un nuovo modello di lavoro e riorganizzare profondamente i servizi territoriali, imparando dagli errori commessi e mettendo mano ai limiti organizzativi che la crisi provocata dal coronavirus ha messo bene in luce”.  Cosi stamane la Ministra Teresa Bellanova nel corso del suo intervento al Comitato interministeriale per gli Affari europei riguardo alle strategie da attuare nella fase post emergenza.
“L’emergenza COVID ha evidenziato la fragilità di un sistema sociale ed economico in cui circa la metà della popolazione è concentrata sul 8% della superficie nazionale, naturale conseguenza dello spopolamento delle aree interne e rurali a cui abbiamo assistito negli ultimi 50 anni,  – ha sottolineato la Ministra. “Questo modello, indotto anche da scelte politiche sbagliate che hanno impoverito il territorio di servizi e di qualsiasi tipo di opportunità economica, deve essere profondamente rivisto: va ripensato l’intero sistema di sviluppo, così come l’organizzazione e la distribuzione dei servizi sul territorio, in particolare quelli sanitari, educativi, delle comunicazioni e dei trasporti”.
La Ministra ha quindi ribadito che ripensare il sistema di sviluppo e invertire il trend dello spopolamento delle aree rurali significa “investire sulla sanità, riqualificando le strutture sanitarie sul territorio e, soprattutto, incentivando operatori e cittadini che intendono stabilirsi nelle aree interne; sulla scuola, per fare della formazione il volano della crescita futura del Paese, partendo dal rafforzamento delle competenze e dell’istruzione; sulla digitalizzazione, per favorire la competitività delle aziende e la nascita di nuovi modelli di business; sulle energie alternative, tenendo conto del ruolo fondamentale che gli agricoltori e gli operatori del settore svolgono nella transizione verso un futuro più sostenibile”.
RILANCIO PRODUTTIVO E OCCUPAZIONALE”
Filiere in crisi: 426 milioni destinati all’esonero per i primi sei mesi 2020 dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura; 90 milioni mirati all’istituzione di un Fondo emergenziale espressamente istituito a supporto del settore zootecnico, destinato all’erogazione di aiuti diretti e alla definizione di misure di sostegno al settore, con particolare riferimento all’ammasso privato.
“Già nelle prime settimane dell’emergenza avevamo preso l’impegno che non avremmo lasciato solo nessuno. Lo stiamo mantenendo”, così la Ministra Teresa Bellanova, subito dopo il via libera in sede di approvazione del Decreto Rilancio dell’emendamento “di fondamentale importanza” che, prosegue la Ministra, “abbiamo riformulato e fatto approvare per il rilancio produttivo e occupazionale delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura.
L’intervento per la decontribuzione assicurata per sei mesi, misura riconosciuta nel limite dei 426 milioni”, spiega Bellanova “assicurerà a migliaia di imprese del nostro settore di beneficiare di un supporto economico immediatamente fruibile. Ma non è la sola azione prevista. L’emendamento, infatti, rafforza, rifinanziandolo con 30 milioni di euro, lo strumento della cambiale agraria, per consentire liquidità alle imprese che operano nel settore agricolo, dell’agriturismo e della pesca, beneficiando di credito immediato da parte di Ismea attraverso prestiti fino a 30 mila euro, a tasso zero e con limitatissime procedure burocratiche”.
Nello stesso emendamento approvato, infine, previsto anche il rifinanziamento di 30 milioni di euro del Fondo di solidarietà nazionale, per sostenere le imprese agricole danneggiate, oltre che dagli effetti del Covid 19, dagli attacchi della cimice asiatica.
SETTORE APISTICO
“Un provvedimento importante, con cui oggi rendiamo disponibili 2milioni per l’apicoltura italiana. Un settore fondamentale per la nostra agricoltura, con importanti ricadute produttive, economiche e sociali, e per l’equilibrio ecosistemico. Ma un comparto particolarmente sensibile, esposto com’è ai rischi dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, della concorrenza sleale e delle frodi”.
Così la Ministra Teresa Bellanova dopo la firma del Decreto che sblocca risorse per 2 milioni destinandole a finanziare, attraverso una procedura selettiva ad evidenza pubblica, progetti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale che dovranno garantire ricadute a livello nazionale.
“Proprio ieri, nel corso dell’audizione al Senato”, prosegue la Ministra Teresa Bellanova, “sono stati snocciolati i numeri significativi di questo comparto, che pone il nostro Paese quarto su scala europea, ed è stato rimarcato come l’apicoltura sia per legge attività di interesse nazionale. Un’attività minacciata dai cambiamenti climatici e anche dalle frodi alimentari e che dobbiamo saper invece sostenere, tutelare, valorizzare. Per questo ritengo importante l’ampio raggio progettuale che il Decreto contempla, tra cui la possibilità di avviare progetti promozionali finalizzati a valorizzare il miele come alimento naturale, mettendo in evidenza il legame con i territori di produzione”.
NOTE TECNICHE
Due milioni di euro per la realizzazione di progetti nel settore apistico per il sostegno di produzioni e allevamenti di particolare rilievo ambientale, economico, sociale e occupazionale.
Tre le linee di azione previste:
PROGETTI STRAORDINARI, di rilievo nazionale, di ricerca e sperimentazione, strettamente finalizzati al sostegno e miglioramento della produzione, con particolare riferimento al miglioramento genetico e alla capacità di adattamento ai cambiamenti climatici.
Progetti sperimentali di rilievo nazionale finalizzati alla composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore apistico, mediante individuazione dei parametri necessari per la elaborazione di un prodotto assicurativo sperimentale, che rispetti le norme di accesso al Piano assicurativo nazionale (PAN)
Progetti straordinari, di rilievo nazionale, di promozione istituzionale finalizzata alla valorizzazione del miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche del miele, compresi i diversi tipi di miele e i legami con i territori d’origine, nonché del ruolo occupazionale e sociale dell’imprenditore apistico.
Il MIPAAF provvederà ad assegnare le risorse attraverso apposita procedura selettiva ad evidenza pubblica a cui potranno partecipare:
– gli istituti di ricerca pubblici, università, organismi di diritto pubblico e soggetti a  prevalente partecipazione pubblica;
– associazioni, fondazioni, consorzi, società, anche in forma cooperativa di imprese individuali;
– una aggregazione, nelle forme consentite dalla vigente normativa, anche temporanea, di due o più dei soggetti individuati alla lettera a) e alla lettera b).
Le risorse potranno finanziare fino al 100% delle spese previste nei progetti approvati.
I risultati dei progetti saranno resi fruibili a tutti gli interessati attraverso opportuna opera di divulgazione.

VIGNETI EROICI E STORICI
Un patrimonio produttivo ed ambientale da tutelare, valorizzare, sostenere.
E’ quello dei vigneti eroici e dei vigneti storici cui è interamente dedicato, in base all’articolo 7 comma 3 del Testo Unico del Vino dove la vite e i territori viticoli vengono considerati patrimonio culturale, il Decreto firmato dalla Ministra Teresa Bellanova di concerto con i Ministri Franceschini e Costa.
E che rende finalmente concreto il percorso atteso da tempo perché i soggetti interessati possano presentare alle Regioni di competenza le domande per il riconoscimento dei vigneti storici o eroici.
Come indica il Decreto, si definiscono eroici i vigneti che “ricadono in aree soggette a rischio idrogeologico, o situati in aree dove le condizioni orografiche creano impedimenti alla meccanizzazione, in zone di particolare pregio paesaggistico e ambientale, nonché i vigneti situati nelle piccole isole”.
Sono considerati viceversa storici “quei vigneti la cui presenza, segnalata in una determinata superficie/particella, è antecedente il 1960”. Vigneti la cui coltivazione è caratterizzata dall’impiego di pratiche e tecniche tradizionali “legate agli ambienti fisici e climatici locali, che mostrano forti legami con i sistemi sociali ed economici”.
Nei cinque articoli la norma, accanto alla definizione, affronta e definisce i criteri per l’individuazione dei vigneti storici ed eroici, e quelli per la definizione delle tipologie degli interventi. Ad esempio, fatte salve le aree già individuate dai piani paesaggistici regionali, i vigneti eroici devono possedere almeno un requisito tra: pendenza del terreno superiore al 30%; altitudine media superiore a 500 metri sopra il livello del mare, esclusi quelli situati su un altopiano; sistemazione degli impianti su terrazze e gradoni; viticoltura delle piccole isole.
Per quanto riguarda i vigneti storici, sono individuati o dall’utilizzo di forme di coltivazione tradizionali legate al luogo di produzione, o per la presenza di “sistemazioni idrauliche-agrarie storiche o di particolare pregio paesaggistico”.
Sono altresì considerati storici i vigneti dei paesaggi iscritti nel Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, purché la viticultura costituisca la ragione dell’iscrizione e il vigneto costituisca la ragione principale che ne ha giustificato l’inserimento; quelli che afferiscono a territori che hanno ottenuto il riconoscimento di eccezionale valore universale dall’Unesco e il criterio di iscrizione nella lista è dovuto esclusivamente o in modo complementare alla viticoltura; quelli che ricadono in aree tutelate dalle leggi regionali o individuate dai piani paesaggistici per la tutela di specifici territori vitivinicoli.
“Da oggi finalmente possiamo contare su una legge che individua, sostiene e valorizza queste particolari e delicate categorie di vigneto e dunque i vignaioli e tutti coloro che ritenendolo un patrimonio di straordinaria importanza sotto il profilo storico, ambientale, produttivo, culturale, economico, lavorano per tutelarlo, preservarlo, consegnarlo alle muove generazioni”, dice la Ministra Teresa Bellanova. “Questi cultori del nostro patrimonio ambientale, questi produttori potranno contare anche su specifiche risorse e mettere in  campo interventi finalizzati alla valorizzazione e promozione delle produzioni da viticoltura eroica o storica anche attraverso l’utilizzo di un marchio nazionale, che definiremo con un successivo provvedimento.
Soprattutto”, conclude la Ministra, “anche con questo Decreto ribadiamo la rilevanza e l’eccellenza di un settore che rappresenta uno straordinario patrimonio di biodiversità e che, nei secoli, ha costruito e caratterizzato in modo evidentissimo il paesaggio italiano.
Saperi e competenze che vogliamo sostenere con determinazione, tributando a questi vignaioli il nostro grazie per il lavoro e lo sforzo quotidiani a difesa dei loro vigneti e di una storia che è patrimonio di tutti”.
MELE DEL TRENTINO NUOVA IGP ITALIANA
“Le mele del Trentino ottengono la certificazione IGP e diventano la specialità Food ad Indicazione Geografica numero 303 per il nostro Paese. Un importante riconoscimento per un’altra delle tante eccellenze made in Italy”. Così la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova commenta il via libera definitiva alla registrazione dell’Igp ‘Mele del Trentino’ nel registro europeo delle denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette (Dop e Igp) e delle Specialità tradizionali garantite (Stg) contro imitazioni e falsi.  
“L’Italia conferma ancora una volta la sua leadership europea nei prodotti di qualità certificata, a riprova della forza competitiva del made in Italy nel mondo.  Con un trend di crescita ininterrotto nel corso degli ultimi dieci anni, le Dop e Igp rappresentano un traino rilevante dell’agroalimentare italiano, su cui incidono per il 20%, superando i 16.2 miliardi di euro di valore alla produzione, come ha recentemente rilevato il Rapporto 2019 Ismea – Qualivita” , ha sottolineato la Ministra.
“L’esperienza italiana legata alle Dop e Igp rappresenta un patrimonio molto ricco non solo dal punto di vista economico ma anche territoriale e culturale, volano per lo sviluppo dell’economia locale e territoriale. Bisogna sempre tenere a mente come un prodotto locale, un’eccellenza o una tipicità enogastronomica del nostro territorio, è una risorsa su cui può e deve contare il nostro Paese.  Un prodotto Dop, Igp, Stg più di ogni altro riesce a rappresentare all’estero, anche a migliaia di chilometri da dove è nato, la nostra identità, le radici della nostra cultura, le nostre più profonde tradizioni. La capacità di legare tradizione e innovazione”, conclude la Ministra.
Fonte Mipaaf

RUOLO DELLE REGIONI CENTRALE NELLO SVILUPPO RURALE. 
Un ruolo delle Regioni più centrale nell’ambito del Piano strategico, soprattutto per lo sviluppo rurale; la necessità di una nuova Pac più ambiziosa “in materia di ambiente e clima, per privilegiare i processi produttivi più orientati alla sostenibilità”.
Sono due dei temi sollevati pochi minuti fa dalla Ministra Teresa Bellanova nel corso del Consiglio Agrifish che si sta svolgendo in modalità videoconferenza con all’ordine del giorno lo stato dell’arte nel negoziato sulla PAC post 2020 a partire dalla Relazione della Presidenza.
“Abbiamo apprezzato lo sforzo volto alla semplificazione di alcuni elementi relativi al modello di governance del futuro Piano strategico come i report, gli indicatori, la flessibilità sulla determinazione degli importi unitari. Tuttavia l’intero sistema appare ancora troppo complesso e di difficile gestione, e ritengo che in questa direzione ci siano ampi margini di miglioramento, per una maggiore semplificazione e sussidiarietà” ha esordito Bellanova evidenziando, nell’ambito degli interventi settoriali, la necessità di attivare misure più incisive a carattere strutturale per il settore dell’olio d’oliva.
La Ministra ha posto, poi, all’ordine del giorno altre questioni di forte rilevanza politica per l’Italia; oltre al ruolo delle Regioni nell’ambito del Piano strategico, la particolare attenzione che deve essere posta all’architettura verde e alla tutela del reddito degli agricoltori. “Nonostante gli sforzi compiuti” – ha affermato infatti Bellanova – “l’attuale formulazione del testo non consente di soddisfare appieno le giuste aspettative delle Regioni, che devono poter svolgere un ruolo più diretto nella gestione delle politiche di sviluppo menzionate”.
Quanto all’ “architettura verde”, Bellanova ha sottolineato: “Come ribadito più volte, la futura PAC dovrà contenere obiettivi ambiziosi in materia di ambiente e clima, per privilegiare i processi produttivi più orientati alla sostenibilità. Tuttavia il livello di ambizione ambientale deve necessariamente tener conto delle risorse a disposizione. I nostri agricoltori saranno in grado di seguire la strada che stiamo tentando di tracciare, solo se gli impegni da mettere in atto saranno adeguatamente compensati. La maggiore ambizione climatico-ambientale deve derivare da una pluralità di interventi su cui occorre garantire maggiore sussidiarietà agli Stati membri, da esplicitare nell’ambito del Piano Strategico della PAC. In questo ambito”, ha proseguito, “il settore agricolo ha bisogno, più di altri settori produttivi, di adeguate misure di adattamento, per rimanere competitivi nonostante i problemi provocati dai cambiamenti climatici in atto”.
Ed è per questa ragione che la Ministra ha chiesto di prevedere il rafforzamento dei “fondi di mutualizzazione”, “cui destinare una quota dei pagamenti diretti come base di intervento sufficientemente ampia per far fronte a rischi di livello catastrofale come le emergenze climatiche o fitosanitarie”.

PIANO RIGENERAZIONE OLIVICOLA DELLA
120 milioni per il sostegno al reddito delle imprese agricole colpite dalla diffusione della xylella. Sono quelli del Decreto firmato dalla Ministra Teresa Bellanova e condiviso con la Regione Puglia che sarà il soggetto attuatore.
Dopo l’avvio della misura (35 milioni) a regia nazionale destinata ai frantoi e gestita da Agea, si avvia dunque tutta la procedura per gli interventi compensativi a favore degli agricoltori. Le risorse sono infatti finalizzate a ristorare costi e sui danni che saranno riconosciuti, secondo le procedure contemplate nel Decreto e gestite dalla Regione Puglia che dovrà predisporre la proposta di declaratoria da inviare al Ministero delle Politiche Agricole.
“Con il Decreto diamo il via libera ad un altro pezzo importante, direi fondamentale, del Piano di rigenerazione olivicola della Puglia, intervenendo a favore di tutte quelle imprese che hanno subito danni rilevanti dal diffondersi del batterio. Mi auguro naturalmente che la Regione Puglia voglia procedere quanto prima all’attuazione del Decreto, perché gli agricoltori, dopo anni e anni di difficoltà, possano ricevere i contributi dovuti fino a un massimo di tre anni, e in questo modo essere sostenuti anche nella pianificazione di investimenti che guardino al futuro delle attività d’impresa e dell’olivicoltura salentina”, dice la Ministra Teresa Bellanova.
Fonte Mipaaf

IL PIANO ACQUA CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO”.
Agire con Piani di sistema interministeriali per rafforzare gli investimenti sulle filiere agroalimentari italiane e quelli di tutela e salvaguardia del territorio con il Piano Acqua per l’agricoltura e contro il dissesto.
E’ la sollecitazione rivolta dalla Ministra Teresa Bellanova nella lettera già sul tavolo del Ministro Provenzano, per indirizzare e mettere a valore risorse del fondo FSC non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, stabilendo un cronoprogramma per le azioni comuni, Ministero delle Politiche Agricole e Ministero Sud e Coesione territoriale, previste dal Masterplan “Progettiamo il rilancio” e dal “Piano per il Sud”.
Una lettera dove Bellanova esplicita progettualità e investimenti: 350milioni di euro per il rafforzamento degli investimenti sulle filiere agroalimentari “utili a finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità a imprese che chiedono di investire, rilanciare, progettare il futuro del nostro Paese”; circa 8miliardi 500milioni di euro per il “Piano Acqua per l’agricoltura” per realizzare, a tutela del territorio agricolo e non solo, l’importante “mole di progetti cantierabili esecutivi e definitivi” già disponibile da parte dei Consorzi di Bonifica ed Enti irrigui con un fabbisogno finanziario, in prima applicazione, di “almeno 1miliardo 600milioni”.
Bellanova muove dal Bando Mipaaf del gennaio 2018 per contratti di filiera e di distretti, finanziato in quota parte dal Fondo Sviluppo e Coesione per 210 milioni di euro a fondo perduto oltre ai 292 milioni di Fondi Fri di CDP: 52 proposte di progetto ricevute per oltre 1,3 miliardi di euro di investimenti complessivi e disponibilità economica solo per i primi 35 progetti arrivati.
“Nonostante la complessità del momento e la richiesta di proroga da parte di alcune imprese”, sottolinea la Ministra, “l’attività amministrativa è pienamente in corso. Sono stati già sottoscritti 18 contratti di filiera, 14 sono nella fase finale per la sottoscrizione, i rimanenti sono in valutazione. Un’operazione che complessivamente sviluppa oltre 870 milioni di euro di investimenti privati, di cui l’80% concentrati nelle Regioni del Mezzogiorno. Un’azione di politica agroindustriale che rafforza i legami tra produttori agricoli, allevatori e soggetti della trasformazione e commercializzazione e che sarebbe davvero importante per noi poter incrementare di almeno ulteriori 350 milioni di euro, da individuare tra le risorse del fondo FSC non ancora allocate o non utilizzate da altri dicasteri, con cui finanziare tutti i progetti già presentati e cantierabili, oltre a offrire nuove possibilità”.
Analogo metodo per gli investimenti del Piano acqua per l’agricoltura, parole d’ordine: “affrontare la crisi climatica, i cui effetti sul medio periodo potrebbero essere peggiori della crisi attuale, e un ritardo ereditato dal passato. È tempo di intervenire, con tempi e risorse certe”.”Con le politiche incentivanti attuate dal Mipaaf negli ultimi anni”, ricorda la Ministra Bellanova, “i Consorzi di Bonifica e gli Enti irrigui hanno finalizzato una importante mole di progetti cantierabili esecutivi e definitivi in grado di assicurare una corretta regolazione idraulica sui rispettivi territori, contribuendo a contrastare il rischio idrogeologico, i cambiamenti climatici, l’eccessivo consumo di suolo ormai elevatissimo nel nostro Paese.
I progetti esecutivi e definitivi sono oltre 3mila 600 per un importo di circa 8miliardi 500milioni. Cui si aggiungono interventi straordinari di completamento e manutenzione dei bacini di raccolta acque ad uso prevalentemente agricolo, per una complessiva capacità di circa 1.950 milioni di metri cubi”.
Una vera e propria strategia contro il dissesto idrogeologico: “per quanto riguarda il fabbisogno finanziario”, conclude la Ministra, “in prima applicazione occorrerebbe assicurare almeno 1miliardo 600mila euro”.

NON C’È SVILUPPO SOSTENIBILE SENZA AGRICOLTURA
Potenziamento delle imprese e delle filiere; lotta al dissesto idrogeologico e tutela di risorse come suolo, acqua, foreste; tracciabilità e trasparenza sull’origine dei cibi; promozione internazionale; sostenibilità integrale e sicurezza nei controlli: sono gli obiettivi della Strategia nazionale per il sistema agricolo, agroalimentare, forestale, della pesca e dell’acquacoltura ricompresa nel Masterplan “Progettiamo il rilancio” in forma di schede e risorse aggiuntive da impegnare (circa 4 miliardi) che stamattina a Villa Pamphilij la Ministra Teresa Bellanova ha preannunciato, dando appuntamento per l’illustrazione puntuale a un successivo momento di confronto nei prossimi giorni al Ministero.
“Raccolgo con grande interesse i punti qualificanti e le proposte emersi nella discussione odierna”, ha esordito Bellanova chiudendo, insieme al Ministro Patuanelli, la mattinata di incontro con le rappresentanze del settore agricolo e alimentare aperta dal Presidente Conte e che nel tardo pomeriggio si concluderà con l’ascolto del mondo della pesca. “E muovo da una constatazione indispensabile, in questi mesi ribadita più volte. La Filiera della vita va ripagata dell’enorme impegno messo in campo in questi mesi per garantire un bene essenziale come il cibo e consentire a noi tutti la salvaguardia di abitudini e consuetudini alimentari. Se è vero che non ha mai smesso di lavorare, molti settori sono comunque in forte crisi per il blocco del canale Ho.re.ca e il forte rallentamento dell’export. E’ necessario soppesare con attenzione come l’emergenza si sia riverberata su segmenti di eccellenza, per fronteggiare le difficoltà e garantire il riposizionamento adeguato”.
“Lo avevamo detto presentando le Linee programmatiche del nostro ministero nell’ottobre scorso: agricoltura, pesca e agroalimentare al centro dell’agenda politica e sociale del paese. Non abbiamo dunque dovuto aspettare, fortunatamente, la drammatica emergenza – prima sanitaria, adesso anche produttiva, economica e sociale – del Covid-19 per avere ben chiare centralità e strategicità di questa filiera per il nostro paese e per l’interesse nazionale”, ha proseguito Bellanova, sottolineando: “Adesso non si tratta solo di rispondere alla forte emergenza in atto ma di costruire una visione di Paese per i prossimi anni e anche per questo è opportuno, soprattutto nell’interlocuzione con l’Europa, che il sistema-paese, dunque anche i differenti segmenti economici e produttivi, parlino un’unica lingua”.
Quanto alle proposte su sburocratizzazione e semplificazione emerse al Tavolo, “molto è già presente nel Decreto Semplificazione”, ha ribadito la Ministra, “e registro come alcune importanti priorità indicate siano quelle che già da tempo ci vedono al lavoro. Per questo mi auguro che produzione, trasformazione, distribuzione non disperdano l’esperienza di questi mesi. La Filiera della vita, come l’ho definita, è una sola, ogni segmento è fortemente concatenato all’altro. E se sostenibilità sarà sempre più parola chiave, deve essere allo stesso tempo sociale, ambientale, economica.
Voi oggi avete richiamato il tema delle aree interne, della banda larga, dell’agricoltura di precisione, del sostegno alle filiere, dell’acqua. Temi rilevantissimi, già presenti nel Masterplan. L’Italia può giocare da protagonista la partita del Green Deal europeo, esserne uno dei veri motori di proposte.
E’ questa la condizione imprescindibile perché agricoltura, pesca, agroalimentare si affermino come settori del futuro, continuando ad attrarre, come accaduto finora, le nuove generazioni con performance importanti, siglando il patto necessario tra sostenibilità, ricerca, innovazione, qualità, legalità e tutela del lavoro. Il futuro del sistema paese, il vero rilancio, passa da qui”. 

“DONNE IN CAMPO”
Valorizzare e potenziare il ruolo delle donne in agricoltura, tra i settori con la più alta percentuale di occupazione femminile: è l’obiettivo del Decreto Donne in Campo, approvato oggi in Conferenza Stato Regioni, attuando la misura presente nella Legge di Bilancio 2020.
Il Testo definisce i criteri e le modalità per la concessione di mutui agevolati a tasso zero per sostenere iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici, attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione dei prodotti relativi.  I mutui sono concessi fino a un massimo 300 mila euro, da un minimo di 5 a un massimo di 15 anni, comprensivi del periodo di preammortamento. 15 milioni di euro la dotazione finanziaria inziale per il 2020, grazie all’istituzione di un fondo rotativo. Soggetto attuatore sarà l’Ismea. Prevista inoltre la possibilità di accettare fideiussioni anche da parte di enti assicurativi e non solo bancari.
“Donne in campo è una misura che ho voluto fortemente e che, insieme al sostegno all’imprenditoria giovanile, dice con chiarezza l’importanza di una agricoltura plurale, consapevoli di come proprio donne e nuove generazioni costituiscano la più straordinaria leva di cambiamento e di innovazione su cui il Paese possa contare. Al contempo, è il dovuto riconoscimento al ruolo fondamentale che le donne svolgono da sempre nel settore agricolo, e che oggi proprio in questa misura trova un sostegno adeguato”, dichiara la Ministra Bellanova.
“Le statistiche ci dicono che sono oltre duecentomila le imprenditrici agricole in Italia”, prosegue Bellanova, “circa il 28 per cento del totale. Di queste aziende una parte indicativa è nelle mani di giovani donne under 35. Per non parlare di alcuni settori, come l’ortofrutta, dove l’occupazione femminile sfiora addirittura il 70per cento. Numero significativi, che indicano anche una direzione da perseguire con determinazione.Il futuro dell’agricoltura parla in larga parte la lingua delle donne e delle nuove generazioni donna. Non è uno slogan, è la realtà. Considerato anche come gran parte della nuova agricoltura multifunzionale ruoti proprio intorno alla presenza, al lavoro, alla capacità e alla creatività femminili”.
Fonte Mipaaf

REPORT SUI CONTROLLI NELLA FILIERA AGROALIMENTARE
29.169 controlli antifrode sulla filiera agroalimentare, di cui 3.285 ispezioni direttamente presso gli stabilimenti di produzione, con particolare attenzione ai prodotti di qualità DOPIGP, biologico, settore oleario e vitivinicolo.
Intensa l’attività ispettiva sui canali eCommerce, visto l’incremento delle vendite online a seguito delle misure restrittive della circolazione delle persone adottate dal Governo per il contenimento del Covid-19, nei porti italiani, dove sono arrivati i prodotti agroalimentari, e nelle segnalazioni di speculazioni e pratiche sleali.
E’ on line sul sito del Mipaaf il report sull’attività dell’Ispettorato antifrode del Ministero dei primi quattro mesi di emergenza Covid-19,  durante i quali la filiera agroalimentare ha continuato a fornire il suo apporto indispensabile ai consumatori e e non si è fermata neanche durante il lockdown, dalla produzione, alla trasformazione, alla vendita, continuando a garantire qualità, sicurezza ed eccellenza.
Oltre un terzo dei controlli sono stati svolti nell’area settentrionale del Paese, in particolare in Lombardia e Veneto, a garanzia delle maggiori e più consistenti produzioni Ig al mondo: il Grana padano, con oltre 5,2 milioni di forme e il “Sistema Prosecco”, con oltre 600 milioni di bottiglie prodotte (dati 2019).
Le irregolarità riscontrate, sono state in linea con gli indici registrati prima dello stato emergenziale, a dimostrazione del fatto che non si è speculato in un momento di particolare difficoltà per tutto il mondo.
“In questi quattro mesi l’agroalimentare italiano ha continuato a garantire sicurezza, trasparenza e qualità dimostrando di essere uno dei settori più strategici durante la pandemia di Covid-19. Gli uomini e le donne dell’Icqrf hanno continuato a vigliare per il bene della collettività e di quanti lavorano con impegno e sacrificio, contro le pratiche sleali e gli atteggiamenti speculativi che danneggiano le filiere sane. Le aziende, gli agricoltori, i braccianti agricoli con enorme senso di responsabilità non si sono mai fermati, neanche quando tutto il Paese era immobile, assicurando a tutti cibo sano e di eccellenza, tra enormi sacrifici e difficoltà”. Cosi la Ministra Teresa Bellanova. “Quando tutto era chiuso, come dimostrano i dati del Report, il settore agroalimentare ha retto. Adesso è nostro dovere scommettere sulla ripartenza e rilanciare tutto il comparto, fatto di tanti uomini e donne che non si sono mai tirati indietro ma hanno continuato a lavorare per consentire all’Italia di mantenere intatte le sue abitudini alimentari”.
Sotto la vigilanza dell’Ispettorato della tutela della qualità e repressione frodi, le filiere nazionali di qualità hanno infatti continuato le loro produzioni, facendo registrare, in questi quattro mesi: 3,3 milioni di cosce di prosciutto marchiate; 8 milioni di vaschette di prosciutto; 3,9 milioni di forme di formaggio marchiate e 13,7 milioni di kg di formaggio grattugiato; circa 2,6 milione di litri di olio DO/IG; circa 26 milioni di Aceto balsamico di Modena; 1,1 milioni di kg di riso, 7,7 milioni di kg di ortofrutta a DO/IG, 6,7 milioni di kg di Pasta.
Nel settore vitivinicolo, nel quadrimestre febbraio-maggio, quindi in piena pandemia, sono stati certificati 5,8 milioni di ettolitri di vino di qualità, l’equivalente di oltre 773 milioni di bottiglie. Il Prosecco, nelle sue tre denominazioni, è stato il vino più certificato: 1,2 milioni di ettolitri, l’equivalente di circa 160 milioni di bottiglie.
Non si è fermata neppure la filiera Bio: dal 1° febbraio 2020, sono entrati nel sistema dell’agricoltura biologica 2.068 nuovi operatori per una superfice pari a 71.921 ettari.
Nel dettaglio, il 66% dell’attività ispettiva è stata svolta nei settori vitivinicolo, oleario e lattiero-caseario, ma anche nelle carni, uova,  pasta, riso e, in generale, i prodotti alimentari preconfezionati, tutti alimenti che hanno subito uno sbalzo di consumi durante l’emergenza sanitaria.
Per quanto riguarda il monitoraggio dei canali eCommerce, che hanno registrato un grosso incremento di accessi nel quadrimestre febbraio – maggio, l’Icqrf ha operato 558 interventi per la rimozione, su Alibaba, Amazon e eBay, di inserzioni irregolari di prodotti agroalimentari.
Sul fronte sanzionatorio, nel periodo febbraio – maggio 2020,  la percentuale maggiore di sanzioni irrogate dall’Icqrf riguarda il settore vitivinicolo (286 provvedimenti emanati, pari ad oltre il 55% del totale), poi quello delle produzioni agroalimentari a denominazione registrata con poco più del 24% del totale (pari a 125 ordinanze), e infine con 51 provvedimenti e circa il 10% del totale, il settore concernente l’etichettatura dei prodotti alimentari. (il documento è stato inviato agli Associati)

FORMAZIONE STRATEGICA PER IL FUTURO DEL MADE IN ITALY
Bellanova: “Formazione strategica per il futuro del made in Italy agroalimentare. Cuochi e ristoratori ambasciatori della dieta mediterranea”
“Va rimarcato un messaggio semplice e chiarissimo: i cuochi, gli chef, gli addetti alla ristorazione sono gli ambasciatori della dieta mediterranea. Per questo dobbiamo formare quelle energie che devono costruire il futuro e rafforzare questo ruolo di paradigma della buona alimentazione che l’Italia rappresenta nel mondo”.
Così la Ministra Teresa Bellanova questa mattina nel corso dell’evento “Dal mare alla tavola attraverso le ragazze ed i ragazzi degli istituti alberghieri italiani”, durante il quale è stato siglato il protocollo d’Intesa tra AssoIttica Italia e Istituto Alberghiero Tor Carbone con l’obiettivo realizzare la “Rete Nazionale degli Istituti alberghieri dell’Ittico”: un network tra gli istituti alberghieri delle diverse regioni italiane per siglare un’alleanza tra filiera ittica, luoghi della formazione, nuove generazioni, ristorazione. 
“Dobbiamo investire sempre di più nella formazione, favorire la crescita di professionalità”, ha sottolineato Bellanova, “rafforzare l’attenzione verso gli istituti agrari, gli alberghieri, le facoltà universitarie di Agraria”, ma anche “modificare l’approccio verso lavori da molti considerati umili e che invece sono fondamentali, e che vanno sostenuti con la buona formazione”.
La ministra ha quindi voluto evidenziare ancora una volta l’importanza del settore agroalimentare, “la filiera della vita”, che in questi mesi non si è mai fermata, garantendo approvvigionamenti costanti nonostante le difficoltà di alcuni comparti, come quello ittico. 
“Durante la fase di lockdown – ha evidenziato Bellanova – abbiamo garantito un bene essenziale come il cibo e spazi di quotidiana normalità perché c’è stata una filiera che non ha mai smesso di lavorare. Facendo i conti con gravi difficoltà e ricadute negative come il blocco del canale ho.re.ca. E con i ristoranti chiusi, interi settori di eccellenza, come ad esempio l’ittica, hanno subito fortissimi contraccolpi. Ora dobbiamo ripartire. E nel farlo dobbiamo valorizzare il ruolo della ristorazione: i cuochi, gli chef, sono gli ambasciatori della dieta mediterranea”. 
“Investire sulla formazione di chi farà il cuoco o servirà un piatto a tavola è un tassello importante. L’Italia guadagnerà spazi di competizione nel mondo quanto più saranno i prodotti di eccellenza e la capacità di posizionamento: la promozione e la comunicazione sono fondamentali “, ha aggiunto Teresa Bellanova. 
E’ fondamentale quindi “rafforzare la cultura della somministrazione, incentivare un consumo consapevole dei prodotti ittici a livello domestico e nella ristorazione, sapere quando, come e perché è importante seguire una dieta ricca di prodotti ittici per una alimentazione sana. In questo cammino abbiamo bisogno di tutta la competenza e passione di voi dirigenti scolastici e docenti” – ha concluso la ministra rivolgendosi ai numerosi dirigenti e i docenti collegati in videoconferenza all’evento. 
Fonte Mipaaf

EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO
Adesso, anche Taiwan potrà assaporare le mele italiane. E’ stato approvato il 22 maggio da parte delle autorità taiwanesi, infatti, il Protocollo d’intesa per l’importazione di mele dall’Italia, risultato di un proficuo confronto iniziato nel 2016 tra le Autorità dell’Isola che conta circa 24milioni di abitanti ed il Servizio Fitosanitario Centrale, per stabilire le modalità operative per le esportazioni di mele dall’Italia.
Una “ottima notizia per le nostre imprese produttrici di mele”, commenta la Ministra Teresa Bellanova. “Che si aggiunge alla conclusione nel mese di aprile del negoziato con le Autorità thailandesi sempre per l’esportazione di mele italiane; alla sottoscrizione dei Protocolli d’intesa per l’importazione in Cina di riso e carni, trattativa anch’essa lunga e complessa, e ancor prima allo sblocco del mercato brasiliano per le nostre susine nel febbraio scorso. Mercati enormi, e segnali più che incoraggianti per le nostre imprese messe a dura prova in questi mesi dall’emergenza covid. La dimostrazione, peraltro, di un impegno e una determinazione da parte nostra ben oltre l’emergenza, per garantire alla nostra filiera e alle aziende tutto l’appoggio di cui hanno bisogno e la giusta prospettiva per il rilancio. Risultati frutto di lunghe ed impegnative attività negoziali che hanno visto la rete diplomatica, il Servizio fitosanitario nazionale, le aziende, tutte le istituzioni coinvolte, operare in modo coordinato e costante per il raggiungimento degli obiettivi”.
Adesso, dopo la conclusione positiva delle fasi negoziali, i Servizi Fitosanitari Regionali sono al lavoro per le verifiche dell’idoneità delle imprese interessate a partecipare ai programmi di esportazione, così da predisporre i previsti elenchi di aziende autorizzate ad esportare. 
Una volta inoltrati gli elenchi alle Autorità dei Paesi interlocutori, sarà possibile dare avvio alle esportazioni in tempo per la commercializzazione della produzione 2020.

FLOROVIVAISMO
“La giornata di oggi  (28.05.2020) non è solo un momento di ascolto, è il tempo delle scelte e dell’azione. Il settore florovivaistico rappresenta uno dei cuori della politica agricola nazionale. E la nostra attenzione non è mai venuta meno. Lo dimostra come mi sono battuta in prima persona per garantire la continuità delle attività di settore già dopo le prime misure di contenimento con la chiusura delle attività commerciali. Riuscendo anche così a limitare un minimo perdite che sappiamo essere ingenti”.
Lo ha ribadito la Ministra Teresa Bellanova concludendo stamane il Tavolo sul florovivaismo svoltosi in videoconferenza al Mipaaf.
Convocato per illustrare tutte le azioni espressamente dedicate presenti nel Decreto Rilancio, fare il punto con i diretti protagonisti criticità e difficoltà vissute in questi mesi dal settore, anticipare il progetto di una campagna di comunicazione nazionale a supporto della filiera per “far conoscere di più e meglio lo strumento del Bonus verde e che quindi stimoli i cittadini a utilizzarlo”. A dimostrazione di quanto, ha sottolineato Bellanova, “l’interesse per il settore non è di facciata ma di sostanza”.
“Nel Decreto rilancio”, ha detto la Ministra, passando a illustrare le misure, “che in questi giorni stiamo pianificando per portarlo all’intesa con le Regioni, c’è un primo strumento trasversale al quale possono accedere anche le imprese agricole per contributi a fondo perduto. Vale per le imprese fino a 5 milioni di euro di fatturato e garantisce un fondo perduto dal 20 al 10% delle perdite subite. Un primo importante segnale che abbiamo voluto per il settore, non esaustivo ma comunque rilevante. L’Agenzia delle entrate sta già elaborando i dati necessari e il Mef ci informa che da giugno sarà possibile l’invio delle domande”.
Dunque, il ristoro al reddito, possibile grazie allo stanziamento dei 500milioni per le filiere in crisi. “Su questo Fondo”, ha detto Bellanova, “inseriremo l’intervento di ristoro al reddito. Lo stiamo costruendo in queste ore e tenendo conto anche di quanto emerso oggi. I contatti con Regioni, le organizzazioni agricole, Agenzia dell’entrate per la quantificazione dei danni subiti sono già in corso, per garantire un ristoro equo. Che tenga conto dei danni subiti, guardando non solo al mese di aprile ma anche al periodo marzo-giugno. Ho chiesto agli Uffici di costruire un modello di rimborso semplice, efficace, e per una valutazione concreta delle perdite. Seguiremo l’esempio di altri Stati membri che la Commissione ha autorizzato alla luce dell’emergenza oltre la prefissata soglia dei 100mila euro”.
Infine, liquidità. “Per questo”, ha proseguito Bellanova, “abbiamo rafforzato gli strumenti, portando a 350 milioni di euro la dotazione per le garanzie Ismea. Naturalmente bisognerà tenere in conto le specificità. Siamo consapevoli del vero e proprio crollo sofferto dai fiori recisi per l’annullamento delle cerimonie e le difficoltà nell’export”.
Export, rapporto con Ice, campagna di comunicazione a sostegno del settore e del Bomnus verde sono stati dunque gli ultimi punti toccati nelle conclusioni.
“Ci faremo portavoce delle istanze della filiera per coordinare gli interventi all’estero e renderli efficaci. E intendiamo investire almeno 500mila euro per una campagna a supporto della filiera, per far conoscere di più e meglio anche lo strumento del Bonus verde, strumento che abbiamo difeso e sostenuto”.
“Non vogliamo perdere tempo”, ha concluso la Ministra, garantendo la massima celerità dal parte di tutto il dicastero.
Fonte Mipaaf

PIANO RIGENERAZIONE OLIVICOLA DELLA
Piano di rigenerazione olivicola della Puglia: con la pubblicazione delle istruzioni operativa oggi sul sito di Agea entra nel vivo l’attuazione della misura che destina 35 milioni ai frantoi oleari. Duplice l’obiettivo: indennizzare le imprese per i danni subiti, favorire il ripristino delle attività produttive.
Dopo la registrazione del Decreto Xylella da parte della Corte dei Conti e a pochi giorni dal successivo insediamento del Comitato di sorveglianza, via libera dunque alla prima misura a regia ministeriale preceduta, proprio per velocizzare i tempi destinati al ristoro dei frantoiani, da un intenso lavoro preliminare garantito da Agea.
“Ho espressamente chiesto ad Agea”, dice infatti la Ministra Teresa Bellanova, “di velocizzare quanto più possibile il lasso di tempo tra pubblicazione delle istruzioni operative e concessione concreta dell’aiuto economico alle imprese colpite dall’emergenza. Dopo anni di danni, e di paralisi dell’attività aziendale, velocizzare i tempi è un obbligo che deve investire l’intera attività istituzionale, quella ministeriale come, mi auguro, quella regionale. Per questo la pubblicazione odierna delle istruzioni operative per l’accesso alla misura è stata preceduta da un lavoro preliminare, contestuale all’emanazione del Decreto, che ha consentito l’avvio delle procedure amministrative e informatiche necessarie a gestire l’intero processo amministrativo. Un procedimento snello e semplificato che, peraltro, consente di sgravare le imprese nelle procedure di richiesta dell’aiuto”.
Con una dotazione pari a 35milioni di euro, la misura è destinata ai frantoi oleari, incluse le cooperative di trasformazione nel settore oleario con gli stabilimenti ubicati nell’area infetta da xylella, che hanno “ridotto o interrotto l’attività molitoria e subito un decremento della produzione di olive nella campagna di commercializzazione 2018-2019 o in quelle precedenti nel caso di chiusura dell’attività riconducibile alla xylella”.
Quanto al procedimento amministrativo, è scandito in quattro fasi: ricognizione preventiva, integrazione elenco dei beneficiari, presentazione della domanda precompilata, erogazione dell’aiuto. Di cui, appunto, la prima già espletata nella parte di competenza di Agea, per garantire la velocizzazione dei tempi di attuazione della misura.
“Grazie alle norme di semplificazione introdotte sui pagamenti degli aiuti nazionali presenti nel Cura Italia”, prosegue la Ministra Bellanova, “i beneficiari riceveranno un anticipo del 65per cento dell’aiuto dopo la presentazione della domanda, e fatti salvi i soli controlli preliminari sulla completezza delle informazioni e la loro conformità ai requisiti richiesti. Un’ulteriore velocizzazione per garantire quanto prima alle imprese il respiro economico dovuto”.
Dopo la pubblicazione dell’elenco dei potenziali beneficiari, le informazioni già acquisite dall’Amministrazione potranno essere integrate dalle imprese.
La fase della ricognizione consente in ogni caso anche a chi non risultasse indicato in elenco, di candidarsi per la fase istruttoria.
Domani, intanto, nuova riunione del Comitato di Sorveglianza, chiamato a valutare le proposte delle misure a regia regionale su reimpianti, riconversione verso altre colture, salvaguardia degli ulivi monumentali.
Fonte Mipaaf

CUMULABILITA’ DELLE PRESTAZIONI DI SOSTEGNO AL REDDITO
Question Time DEL 13-5-2020
“Il Governo oggi è tutto mirato a dare risposte concrete all’emergenza e alle difficoltà di milioni di imprese e famiglie. Le scelte economiche che si stanno facendo non hanno paragoni nella storia recente e proprio perché il contesto è eccezionale, serve coraggio”.
Lo ha detto la Ministra Teresa Bellanova intervenendo stamane nel corso del Question Time al Senato.
“Il Governo”, ha proseguito la Ministra, “è intenzionato a far sì che i percettori di reddito di cittadinanza possano stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020. Pretendere “l’immediato utilizzo” di queste persone sembra fuori luogo. Oltretutto ricordo a tutti noi che il lavoro agricolo è anche un lavoro di specializzazione, che non può essere svolto da chiunque, se non per alcune sue fasi”. 
Quanto ai fabbisogni occupazionali, se “le associazioni agricole parlano di una carenza di manodopera stagionale tra le 270 e le 350 mila unità”, ha proseguito Bellanova, “la scelta del Governo non comprende solo il settore agricolo, ma anche quello dell’assistenza domestica e familiare. Fare confusione sui numeri, quindi, non giova a nessuno. Questa non è questione di statistica, dietro alle cifre ci sono persone. Donne e uomini in condizioni di insicurezza e di fragilità. Donne e uomini che è nostro dovere sottrarre dalle mani criminali degli sfruttatori. Anche per garantire la sicurezza sanitaria delle comunità dove vivono. Perché qui vivono e non si cancellano con un tratto di penna o girandosi dall’altra parte. Non salvaguardarli significa fare un regalo alla criminalità”.
Quanto all’arrivo in Italia di lavoratori stagionali dai paesi dell’est europeo, “mi sono impegnata sin da subito in Europa”, ha concluso la Ministra Bellanova, “per i corridoi verdi e anche con alcuni Paesi come la Romania dove al momento, però, vige il coprifuoco. Sappiamo che migliaia di lavoratori stranieri, soprattutto dell’Est, finora occupati nelle nostre campagne come operai specializzati e stagionali, hanno fatto rientro nei loro Paesi. Stiamo lavorando perché si possa favorire un loro rientro in sicurezza, secondo le disposizioni sanitarie vigenti”.

ALIMENTI PER L’INFANZIA
Un Marchio di riconoscibilità a tutela della sicurezza degli alimenti italiani per l’infanzia.
Per valorizzare e promuovere la corretta alimentazione e l’adozione della dieta mediterranea nei primi 1000 giorni di vita delle bambine e dei bambini; per diffondere le buone pratiche di filiera che valorizzino la distintività del made in Italy sul mercato nazionale ed estero.
Lo hanno presentato oggi al Mipaaf la Ministra alle politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova, con Andrea Budelli, Presidente Continental Europe di Kraft Heinz, e Luigi Cimmino Caserta, Medical Detailing, Public&Government Affairs Manager.
Il Marchio rappresenta infatti uno dei tasselli più significativi del Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso anno tra il Ministero e Plasmon a sostegno della filiera agroalimentare italiana Made in Italy, garantendo concretamente innovazione e sostenibilità.
Non a caso l’impegno di Plasmon ad effettuare entro 5 anni investimenti di acquisto fino a 25mila tonnellate di materia prima italiana, e che già nel 2019 ha registrato l’incremento di oltre 2mila tonnellate di approvvigionamenti dalla filiera italiana nei comparti carne, frutta, verdure, cereali, latte, pesce, e olio, portando gli acquisti di materia prima nazionale da 16mila a oltre 18mila tonnellate.
“Il Bollo/Marchio di riconoscibilità a tutela degli alimenti per l’infanzia Made in Italy, presentato oggi, rappresenta l’esito di un percorso avviato assieme al MIPAAF per valorizzare la promozione di una corretta alimentazione nei bambini, contribuendo allo stesso tempo a incentivare le buone pratiche di filiera e la distintività dei prodotti italiani sul mercato internazionale. Plasmon, nel rinnovare l’impegno assunto con il MIPAAF di effettuare entro 5 anni investimenti di acquisto fino a 25.000 tonnellate di materia prima italiana, un obiettivo che già nel 2019 ha raggiunto traguardi considerevoli. Questo ci rende molto orgogliosi nel garantire sempre il meglio ai genitori per i loro bambini e, soprattutto in un momento come quello attuale, di continuare a investire nel futuro del nostro Paese”, ha detto Andrea Budelli, Presidente Continental Europe di Kraft Heinz, l’azienda che ha in portafoglio il brand Plasmon.
“Per noi”, ha affermato la Ministra Teresa Bellanova, è una priorità assoluta valorizzare la sicurezza dei prodotti alimentari per l’infanzia, rafforzare le filiere alimentari Made in Italy e promuovere la cultura della corretta alimentazione e adozione della dieta mediterranea nei primi 1000 giorni di vita dei bambini.
L’impegno proprio in questa direzione di Plasmon va sottolineato. Un impegno non scontato, che può essere da stimolo per tutto il settore. Assicurare ai più piccoli prodotti sani, sicuri e anche di origine di italiana è un valore aggiunto e per questo ho chiesto agli uffici di portare avanti anche l’azione di accompagnamento alla nascita del ‘marchio di riconoscibilità’ previsto dal protocollo. Il Marchio che presentiamo oggi, già disponibile sul sito del Ministero, è uno strumento a tutela dei bimbi che garantirà qualità e tracciabilità della Filiera Agroalimentare Italiana, valorizzando anche l’Export del Made In Italy. Come Governo siamo impegnati per rendere più forti e trasparenti i rapporti di filiera, dal campo fino alla tavola o alla pappa come in questo caso. E siamo impegnati anche a rilanciare i consumi e per il settore dell’infanzia dobbiamo fare i conti con tassi di natalità sempre più bassi”.
L’emergenza Covid, ha proseguito Bellanova, “ci ha messo davanti anche all’aumento delle richieste di aiuto da parte delle famiglie con bambini anche molto piccoli. Per loro abbiamo stanziato 2 milioni di euro per omogeneizzati dal Fondo indigenti e altri acquisti sono stati fatti con il Fondo Fead per latte, biscotti e alimenti per l’infanzia. Un atto doveroso che dovremo ancora rafforzare, anche attraverso la solidarietà della filiera. Assicurare cibo di qualità e sicuro al 100% è una delle priorità anche su questo fronte”.
Ulteriori approfondimenti su: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14027

AMMASSO FORMAGGI E CAGLIATE
Bellanova: “Provvedimento molto atteso. Sostegno concreto per fronteggiare le difficoltà della filiera lattiero-casearia” 
Formaggi ad indicazione geografica con una stagionatura corrispondente a quella minima stabilita dai relativi disciplinari, formaggi generici, cagliate: i produttori italiani potranno stoccare fino a un massimo di 12mila 654 tonnellate e le aziende interessate potranno presentare la richiesta a partire dal 7 maggio prossimo e fino al 30 giugno 2020, sulla base delle disposizioni che Agea coordinamento sta per impartire.
Così nella Circolare del Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali firmata oggi, dove vengono indicate le disposizioni sulla concessione di aiuti, successiva alla pubblicazione del Regolamento Delegato (UE) 2020/591 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L-140, del 4 maggio 2020).
“Si tratta di un Provvedimento molto atteso dalla filiera lattiero-casearia nazionale”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “particolarmente penalizzata in questi mesi dal crollo dei consumi di alcune tipologie di prodotti a seguito dell’emergenza da Covid-19, dovuto soprattutto al blocco del canale ho.re.ca e al calo dell’export”.
Per ogni ulteriore precisazione, si rimanda alla relativa Circolare Ministeriale nonché alle disposizioni operative di Agea. 

MIPAAF, EMERGENZA LAVORO AGRICOLO
“Già dalle prossime ore dobbiamo far sapere come un cittadino può candidarsi per svolgere lavoro agricolo, con quali competenze, in quali territori. Allo stesso modo dobbiamo far sapere alle imprese agricole e alle loro organizzazioni dove poter segnalare i loro fabbisogni e dove reperire lavoratori. Un discorso che vale per lavoratori italiani e stranieri, per cassaintegrati e percettori di sussidi. È uno sforzo da fare ora; tra pochi giorni sarà troppo tardi”.
E’ uno dei passaggi nella lettera che la Ministra Teresa Bellanova ha inviato, pochi minuti fa, alla collega del Lavoro Ministra Nunzia Catalfo, ponendo ancora al centro dell’attenzione le “questioni aperte sul fronte del lavoro agricolo”, l’aggravarsi  dei “problemi relativi al reperimento di manodopera stagionale, confermati da tutti gli interventi delle organizzazioni agricole e dal rialzo dei prezzi di alcuni prodotti”, il rischio di carenze nell’approvvigionamento di cibo se non sarà garantita la stagione dei raccolti e dei correlati aumenti di prezzo per i consumatori, già rilevati nei giorni scorsi dall’Istat.
Due le priorità che Bellanova consegna: “assicurare alle imprese e ai lavoratori l’accesso ai dispositivi di sicurezza sanitari per lo svolgimento dell’attività nei campi” e, contestualmente, “far emergere la disponibilità al lavoro e le richieste delle imprese agricole”. Per questo è necessario – come più volte ho sollecitato, prosegue la Ministra delle politiche agricole, “attivare e promuovere la piattaforma Anpal di intermediazione legale e consentire anche alle organizzazioni agricole di svolgere un ruolo attivo nell’incrocio dei dati”.
A questo proposito, Bellanova solleva il tema dell’implementazione dell’applicazione MyAnpal che la stessa Ministra Catalfo aveva assicurato ai tavoli di lavoro svolti in questi giorni con i Ministri Lamorgese e Provenzano. “Torno a chiedertelo”, scrive Bellanova, “anche in relazione alle informazioni emerse ieri sulla testata giornalistica Il Sole24ore, dove il Presidente dell’Anpal Parisi ha invece indicato nell’attivazione di un numero verde piuttosto che nella piattaforma l’intervento dell’Agenzia”.
L’obiettivo è evidente: “Garantire la legalità e il rispetto dei diritti delle imprese e dei lavoratori. L’incrocio legale di domanda e offerta”, evidenza Bellanova, “toglie alibi a chi persegue lo sfruttamento del lavoro, danneggiando con la concorrenza sleale migliaia di imprese oneste. A loro tutela serve un rafforzamento eccezionale delle difese e dei controlli, soprattutto in alcune aree di crisi. La piena attuazione del Piano di contrasto al caporalato è indispensabile. La regolarizzazione dal mio punto di vista andrebbe proprio a completare il pacchetto di azioni che sono urgenti. Per questo assicuro il massimo impegno del mio Ministero nella prosecuzione dei lavori, a partire dal piano dei fabbisogni e dal calendario delle colture sul quale il lavoro è stato già avviato. Allo stesso tempo credo sia utile verificare in tempi rapidi tutte le questioni aperte e anche la disponibilità di soluzioni alloggiative per i lavoratori stagionali che rientrano nei diversi progetti approvati con i fondi europei e nazionali. Collaboriamo”, invita la Ministra Bellanova, “per pianificare al meglio le esigenze e intervenire anche con i trasporti come stabilito insieme alla Ministra De Micheli”.
Fonte Mipaaf

VINO
“Mai consentirò che una bottiglia di vino siciliano DOP o IGP possa chiamarsi “Primitivo” esattamente come solo le DOP IGP Siciliane possono utilizzare il nome del vitigno “Nero d’Avola”, e questo nonostante quel vitigno possa essere coltivato in altre regioni che lo hanno inserito nell’elenco delle varietà raccomandate e autorizzate.
La legislazione Europea e i corrispondenti Decreti nazionali, come sa chi li conosce, proteggono i riferimenti territoriali, le cosiddette indicazioni geografiche, ma non creano la protezione giuridica delle varietà né impediscono che quelle uve possano essere coltivate anche altrove. Purtroppo questa è un’epoca in cui nessuno più studia o semplicemente si documenta ed è ben triste una politica che cavalca qualsiasi cosa pur di guadagnare un po’ di visibilità, ingenerando confusione e peraltro legittimando aspettative di tutti i generi. Eppure anche sul sito del Ministero è possibile reperire tutte le indicazioni necessarie proprio sulle Indicazioni geografiche che rappresentano una eccellenza indiscussa della nostra filiera alimentare e il legame inscindibile tra territori e eccellenze produttive, soprattutto nel caso del vini e delle oltre 500 cultivar che fanno del nostro Paese un unicuum”.
Così la Ministra Teresa Bellanova circa l’allarme ingenerato in Puglia dopo l’autorizzazione da parte della Giunta regionale siciliana alla coltivazione della varietà Primitivo sull’intero territorio regionale.
“In Sicilia, come in altre regioni italiane”, prosegue la Ministra, “non si può impedire, dopo necessaria sperimentazione, l’impianto di viti Primitivo ma i vini DOP e IGP ottenuti non potranno mai essere etichettati con l’indicazione in etichetta del nome del vitigno “Primitivo”.
Nel DM del 13 agosto 2012 (allegato 2) è infatti indicato senza equivoci come quella varietà “Primitivo” possa essere solo usata nell’etichetta di vini DOP o IGP della Puglia e delle regioni: Basilicata, Campania, Abruzzo, Umbria, Lazio e Sardegna.
Pertanto nulla vieta che anche la Sicilia, dopo adeguata sperimentazione, lo classifichi prima in osservazione e poi lo dichiari eventualmente idoneo alla coltivazione.
Resta il fatto che la coltivazione del vitigno Primitivo non consente in aree diverse dalle DOP e IGP indicate nel DM 13 agosto 2012 (allegato 2), l’uso del termine varietale sulla bottiglia di Primitivo.
Una accortezza maggiore sarebbe consigliata anche in questo caso perché non si ingenerino allarmi ingiustificati e conflitti tra Regioni, soprattutto del Mezzogiorno che, anzi, dovrebbero e potrebbero fare della qualità e della valorizzazione delle loro eccellenze una battaglia comune e una strategia di posizionamento globale”.

STOCCAGGIO CARNI
Via libera alle richieste delle aziende interessate allo stoccaggio delle carni. Una misura attivata con urgenza, sottolinea la Ministra Teresa Bellanova, “per venire incontro alla situazione di difficoltà del settore, legata in particolare alla chiusura del circuito ho.re.ca”.
Le disposizioni sulla concessione di aiuti sono indicate dalla Circolare del Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali, successiva alla pubblicazione del Regolamento (UE) 2020/595 e del Regolamento (UE) 2020/595 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L-140, del 4 maggio 2020. Circolare successiva agli atti di esecuzione adottati dalla Commissione europea che stabiliscono la possibilità di fruire degli aiuti per lo stoccaggio privato per carni bovine di animali di età uguale o superiore a otto mesi, sotto forma di quarti posteriori, anche disossati e carni ovine e caprine di animali sotto i 12 mesi di età, sotto forma di mezzene e carcasse.

Le disposizioni operative per la presentazione delle domande e per l’esecuzione delle operazioni di ammasso saranno impartite da Agea e dai singoli organismi pagatori.

EMERGENZA LAVORO AGRICOLO

“Già dalle prossime ore dobbiamo far sapere come un cittadino può candidarsi per svolgere lavoro agricolo, con quali competenze, in quali territori. Allo stesso modo dobbiamo far sapere alle imprese agricole e alle loro organizzazioni dove poter segnalare i loro fabbisogni e dove reperire lavoratori. Un discorso che vale per lavoratori italiani e stranieri, per cassaintegrati e percettori di sussidi. È uno sforzo da fare ora; tra pochi giorni sarà troppo tardi”.
E’ uno dei passaggi nella lettera che la Ministra Teresa Bellanova ha inviato, pochi minuti fa, alla collega del Lavoro Ministra Nunzia Catalfo, ponendo ancora al centro dell’attenzione le “questioni aperte sul fronte del lavoro agricolo”, l’aggravarsi  dei “problemi relativi al reperimento di manodopera stagionale, confermati da tutti gli interventi delle organizzazioni agricole e dal rialzo dei prezzi di alcuni prodotti”, il rischio di carenze nell’approvvigionamento di cibo se non sarà garantita la stagione dei raccolti e dei correlati aumenti di prezzo per i consumatori, già rilevati nei giorni scorsi dall’Istat.
Due le priorità che Bellanova consegna: “assicurare alle imprese e ai lavoratori l’accesso ai dispositivi di sicurezza sanitari per lo svolgimento dell’attività nei campi” e, contestualmente, “far emergere la disponibilità al lavoro e le richieste delle imprese agricole”. Per questo è necessario – come più volte ho sollecitato, prosegue la Ministra delle politiche agricole, “attivare e promuovere la piattaforma Anpal di intermediazione legale e consentire anche alle organizzazioni agricole di svolgere un ruolo attivo nell’incrocio dei dati”.
A questo proposito, Bellanova solleva il tema dell’implementazione dell’applicazione MyAnpal che la stessa Ministra Catalfo aveva assicurato ai tavoli di lavoro svolti in questi giorni con i Ministri Lamorgese e Provenzano. “Torno a chiedertelo”, scrive Bellanova, “anche in relazione alle informazioni emerse ieri sulla testata giornalistica Il Sole24ore, dove il Presidente dell’Anpal Parisi ha invece indicato nell’attivazione di un numero verde piuttosto che nella piattaforma l’intervento dell’Agenzia”.
L’obiettivo è evidente: “Garantire la legalità e il rispetto dei diritti delle imprese e dei lavoratori. L’incrocio legale di domanda e offerta”, evidenza Bellanova, “toglie alibi a chi persegue lo sfruttamento del lavoro, danneggiando con la concorrenza sleale migliaia di imprese oneste. A loro tutela serve un rafforzamento eccezionale delle difese e dei controlli, soprattutto in alcune aree di crisi. La piena attuazione del Piano di contrasto al caporalato è indispensabile. La regolarizzazione dal mio punto di vista andrebbe proprio a completare il pacchetto di azioni che sono urgenti. Per questo assicuro il massimo impegno del mio Ministero nella prosecuzione dei lavori, a partire dal piano dei fabbisogni e dal calendario delle colture sul quale il lavoro è stato già avviato. Allo stesso tempo credo sia utile verificare in tempi rapidi tutte le questioni aperte e anche la disponibilità di soluzioni alloggiative per i lavoratori stagionali che rientrano nei diversi progetti approvati con i fondi europei e nazionali. Collaboriamo”, invita la Ministra Bellanova, “per pianificare al meglio le esigenze e intervenire anche con i trasporti come stabilito insieme alla Ministra De Micheli”.
Fonte Mipaaf

TESTO UNICO DELLE FORESTE
Bellanova: “Grande attenzione agli uomini  e alle donne che operano in questo importante settore”.
La Ministra Teresa Bellanova ha firmato due decreti attuativi del Testo unico delle foreste e delle filiere forestali ( D lgs 34 del 2018) , dopo l’intesa raggiunta nelle scorse settimane in Conferenza Stato/ Regioni.
Si tratta del Decreto che disciplina i criteri minimi per la formazione professionale degli operatori forestali e del Decreto che delinea i criteri minimi nazionali per l’iscrizione agli albi regionali delle imprese che eseguono lavori e servizi nel settore forestale ed ambientale, previsti dall’art 10 del Testo unico delle foreste e delle filiere forestali.
“Avviare l’attuazione del Testo unico delle foreste con il riconoscimento dei criteri per i percorsi formativi degli operatori forestali e con la creazione di albi delle imprese uniformi in tutta Italia”, dice Bellanova, “conferma l’attenzione ed il sostegno del Ministero delle politiche agricole e forestali alle donne ed agli uomini che operano con professionalità in un settore così delicato ed importante per il nostro Paese, in particolare per le aree interne “.
La multifunzionalità delle foreste ed il loro immenso contributo al capitale naturale nazionale richiedono competenze molto ampie, che è giusto siano riconosciute e valorizzate.
“Sottolineo altresì con estrema soddisfazione”, conclude la Ministra Bellanova “le modalità con cui si è arrivati alla stesura dei Decreti, con un intenso lavoro di concertazione preventiva che ha coinvolto tutti i componenti della filiera forestale e del legno. Un modello virtuoso, che porterà sicuramente a breve ad altri risultati di grande rilievo, attesi da tutta la filiera foresta- legno”.

AGEA, EROGATI 249MILIONI
249milioni di euro per oltre 138mila beneficiari con decreti di pagamento nell’ambito della domanda unica, dello sviluppo rurale, del vino, dei programmi operativi.
Sono i numeri e il raggio d’azione che restituiscono il lavoro di Agea nelle ultime tre settimane nell’erogazione degli aiuti agli agricoltori.
Entrando nel dettaglio, ecco il quadro di sintesi: domanda unica, in particolare per l’annualità 2019, 100.767 beneficiari per 78.7 milioni; programmi regionali di sviluppo rurale (PSR) e che vedono Agea come organismo pagatore, 103.3 milioni; programmi nazionale di sviluppo rurale, misura assicurativa, 18.235beneficiari per 40.1 milioni; promozione paesi terzi, oltre 9.5milioni; programmi di miglioramento della qualità dell’olio d’oliva, oltre 6.8 milioni; programmi operativi, oltre 6.8 milioni; ristrutturazione vigneti, 4.2 milioni; distillazione, 115mila euro.
“Consapevoli di quanto la liquidità per le aziende sia essenziale soprattutto in questo momento, continuiamo a lavorare a marce forzate nei pagamenti in favore delle imprese agricole”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “e rilevo il grande lavoro che Agea sta svolgendo. Un impegno che abbiamo assunto e che porteremo avanti con puntualità e determinazione anche nelle prossime settimane. Con i pagamenti di quest’ultimo periodo, ammontano complessivamente a 414 milioni di euro le somme erogate e sono oltre 211 mila sono le aziende agricole che ne hanno beneficiato”

SISTEMA DELLE INDICAZIONI GEOGRAFICHE
“Il sistema delle Indicazioni geografiche è e resta un perno fondamentale delle politiche di sviluppo agroalimentare del Paese. Un vero e proprio mondo fatto di eccellenza e di enorme forza competitiva che dobbiamo assolutamente difendere.
E’ il motivo per cui nelle scelte sull’etichettatura nutrizionale facoltativa abbiamo detto con forza che le Dop e le Igp vanno escluse. Non possiamo confondere il consumatore con i semafori sui prodotti quando c’è un marchio europeo che ne certifica la qualità.
Adesso, dobbiamo continuare a lavorare insieme perché non una delle aziende che producono qualità sia indebolita dalla crisi attuale, per rafforzare le filiere e i rapporti tra produttori primari e trasformatori potenziando e moltiplicando il valore del sistema geografico e il legame inscindibile cibo-territorio, non arretrando, anzi, nella battaglia al falso cibo e alle imitazioni delle nostre indicazioni geografiche.
A difesa delle indicazioni geografiche alcune iniziative sono già nel Cura Italia: penso al Fondo indigenti dove come sapete ho proposto ci fosse uno stanziamento da 50 milioni di euro di cui 27 andranno a prodotti Dop come formaggi, prosciutti e salumi. Mentre stiamo lavorando per rendere immediatamente operativo il pegno rotativo per i prodotti DOP e IGP, compresi vini e bevande spiritose. Abbiamo già predisposto lo schema di decreto e avremo bisogno dell’aiuto dei Consorzi per individuare le caratteristiche di ogni prodotto da sottoporre a pegno. Uno strumento che può dare una mano sul fronte della liquidità”.
Così la Ministra Teresa Bellanova nel corso dell’incontro svoltosi nel pomeriggio in videoconferenza con OriGin Italia, con al centro le proposte strategiche del Settore Dop – Igp avanzate dall’Associazione che riunisce 64 Consorzi in rappresentanza di oltre il 90 per cento delle produzioni italiane ad indicazione geografica. 
“Sebbene la filiera alimentare in questi mesi stia continuando a lavorare con grande determinazione e responsabilità, la sofferenza di alcuni importantissimi segmenti di eccellenza anche in seguito al blocco del segmento ho.re.ca. e alla riduzione dell’export è evidente ed è dato che ho già posto all’attenzione dell’intero Governo”, ha proseguito la Ministra a chiusura dell’incontro che ha visto tra gli altri la partecipazione di Nicola Cesare Baldrighi, presidente OriGin Italia, Cesare Mazzetti, Presidente Fondazione Qualivita, Mauro Rosati, Direttore generale Qualivita, e dell’europarlamentare Paolo De Castro.
“Proprio per questo”, ha concluso Bellanova, “in queste settimane abbiamo analizzato e concesso diverse deroghe ai disciplinari e c’è sempre la mia piena disponibilità e quella di tutta l’Amministrazione ad affrontare le criticità in corso, così come ad accogliere le proposte a tutela di un segmento che nel mondo rappresenta la qualità italiana. E sulla promozione, che dovrà essere obbligatoriamente la priorità delle prossime settimane, credo sia assolutamente necessario coordinarsi e essere protagonisti con un contributo di progetti e idee al tavolo del Ministero degli Esteri”.

PIANO RIGENERAZIONE OLIVICOLA DELLA PUGLIA
Si è insediato stamane al Ministero delle Politiche agricole il Comitato di sorveglianza istituto nell’ambito del Piano di rigenerazione olivicola della Puglia e composto dai rappresentanti designati da Mipaaf, Mise, Sud e Coesione territoriale, Regione Puglia.
Al centro della discussione, svoltasi in videoconferenza, le varie proposte attuative e lo stato di avanzamento dell’intero Piano Xylella.
Particolare attenzione è stata rivolta alle misure finalizzate a ricompensare il settore produttivo danneggiato dall’emergenza e a rigenerare il tessuto produttivo e il paesaggio salentino e pugliese. Tra le altre quelle rivolte a frantoi, indennizzi agli agricoltori, reimpianti.
Nei prossimi giorni verrà attivata attraverso Agea la prima misura a regia ministeriale che impegna 35milioni di euro a favore dei frantoi, mentre nella prossima riunione saranno valutate le proposte delle misure a regia regionale su reimpianti, riconversione verso altre colture, salvaguardia degli ulivi monumentali.
Il Comitato ha adottato un regolamento interno di gestione.
“Con l’insediamento formale del Comitato, e dopo mesi di attività in cui le diverse misure hanno prese forma”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “entra nella fase attuativa il Piano per la rigenerazione olivicola della Puglia. Un momento importante, a maggior ragione dinanzi all’emergenza prodotta dal coronavirus, perché anche dalla qualità di questa fase dipenderà il futuro dell’agricoltura, non solo pugliese”.
Fonte Mipaaf

AZIENDE AGRICOLE: VENDITA POSSIBILE IN COMUNI DIVERSI PER QUELLE AUTORIZZATE ALLA VENDITA DIRETTA 
Le imprese agricole autorizzate alla vendita diretta, penalizzate dalle limitazioni imposte agli spostamenti in queste settimane, possono proseguire la loro attività organizzando punti vendita in Comuni anche diversi da quelli in cui è situata l’azienda, purché i luoghi in cui si svolge l’attività commerciale siano adeguatamente organizzati per assicurare il distanziamento sociale previsto dalle prescrizioni sanitarie.
Lo precisa la faq pubblicata sul sito del Governo nella Sezione Agricoltura, Allevamento e Pesca, affrontando le criticità delle imprese agricole autorizzate alla vendita diretta in azienda che in queste settimane, per le limitazioni imposte agli spostamenti delle persone, non possono essere raggiunte dai propri clienti, con notevole danno a causa della riduzione delle vendite.

SICUREZZA ALIMENTARE, APPROVVIGIONAMENTI, QUALITÀ DEI PRODOTTI, SOSTENIBILITÀ DEL LAVORO; LE NOSTRE PRIORITÀ
Sicurezza alimentare e garanzia degli approvvigionamenti, qualità e salubrità delle produzioni, sicurezza e sostenibilità del lavoro in agricoltura: sono le priorità per il post Covid che la Ministra Teresa Bellanova ha posto all’attenzione dei Ministri dell’Agricoltura del G20 nel corso della riunione straordinaria sull’emergenza convocata in videoconferenza dalla Presidenza saudita. 
 Sollecitando la stessa Presidenza a promuovere anche nei prossimi mesi analoghi momenti di confronto, per “individuare proposte, strategie e misure che possano servire per affrontare, gestire e superare l’emergenza”
“Come Paesi del G20″, ha detto Bellanova, abbiamo un compito importante: lavorare insieme e cooperare con il massimo impegno per individuare proposte, strategie e misure che possano servire per affrontare, gestire e superare l’emergenza”.
E’ necessario, ha proseguito la Ministra, “lavorare per evitare restrizioni commerciali non giustificate dall’emergenza e garantire che i mercati siano aperti, trasparenti e prevedibili. Così come attivare e rafforzare misure necessarie per sostenere e garantire adeguata disponibilità di cibo ai cittadini più vulnerabili ed evitare e limitare sprechi e perdite alimentari nella catena produttiva”.
Quindi: emergenza legata alla disponibilità della forza lavoro, “che stiamo affrontando”, ha concluso la Ministra, mettendo in atto “meccanismi per facilitare e sostenere le assunzioni di lavoratori”.
L’incontro dei Ministri G20 si è concluso con una dichiarazione finale. 
Giornata mondiale della terra. Il MIPAAF rende pubblico l’elenco completo degli alberi monumentali d’Italia in formato shapefile.
Bellanova: “Così rendiamo omaggio al nostro straordinario patrimonio ambientale e culturale e ai patriarchi verdi” 22-04-2020
In occasione della Giornata mondiale della Terra, che si celebra oggi in tutto il mondo, il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende pubblico l’Elenco degli alberi monumentali d’Italia in formato shape. 
Importabile nei più comuni programmi GIS (Geographic Information System), il file consente di visualizzare la distribuzione sul territorio italiano degli oltre 3200 alberi censiti nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia, creato e costantemente aggiornato dalla Direzione generale foreste del Ministero grazie alla collaborazione di Regioni, Province autonome e Comuni italiani.  Oltre alla precisa localizzazione, il file permette l’interrogazione delle informazioni associate ad ogni albero monumentale e pubblicate nell’ Elenco. 
Il file viene inviato su richiesta attraverso la compilazione digitale di un modulo nel sito del Mipaaf:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11260
Lo stesso modulo può essere utilizzato per la richiesta della base dati nazionale in formato excel e del modulo didattico sugli Alberi monumentali d’Italia.
“In un periodo di difficoltà come quello che stiamo attraversando” afferma la Ministra Bellanova “non smettiamo di occuparci degli alberi e dei boschi, anche attraverso i patriarchi verdi che rendono straordinario il nostro patrimonio ambientale e culturale e che attendono la nostra visita, insieme al territorio rurale che li ospita, non appena potremo tornare a percorrere i sentieri e le strade della nostra Italia meravigliosa”.
Fonte Mipaaf

MIPAAF, AMMASSO PRIVATO
BELLANOVA: “NEL PROSSIMO DL LA PROPOSTA DI UN FONDO PER COMPENSARE PARZIALMENTE LE SPESE DI STOCCAGGIO E STAGIONATURA DEI FORMAGGI”
“Siamo ben consapevoli delle difficoltà che le misure di contenimento adottate per fronteggiare l’emergenza in atto stanno causando all’intero settore agricolo e agroalimentare. Chiusura delle mense, chiusura del canale ho.re.ca, rallentamento delle esportazioni stanno influendo in modo determinante su molti settori rilevanti per la nostra filiera alimentare. Una criticità che ovviamente ci vede fortemente impegnati. Abbiamo inviato alla Commissione europea un documento, concordato e predisposto con le Regioni, per attivare l’ammasso privato per formaggi, burro, carni bovine, suine, ovicaprine, predisposto e concordato con le regioni. Attendiamo il riscontro dalla Commissione”.
Così la Ministra Teresa Bellanova nel corso dell’incontro odierno svoltosi in video conferenza con gli Assessori regionali.
“E proprio per alleggerire il peso finanziario che incide sulle imprese produttrici”, ha anticipato Bellanova, “nel prossimo Decreto legge proporremo un fondo finalizzato a compensare parzialmente le spese di stoccaggio e di stagionatura dei formaggi destinati ad essere immessi in commercio dopo la loro fabbricazione”.​ 

ROTAZIONI BIOLOGICHE IN AGRICOLTURA
La Ministra Teresa Bellanova ha firmato, nei giorni scorsi e dopo il via libera dalla Conferenza Stato-Regioni, il cosiddetto “Decreto Rotazioni”, provvedimento molto atteso dalle aziende impegnate nell’agricoltura biologica e che punta a fare chiarezza su uno degli aspetti centrali del metodo biologico, quello degli avvicendamenti colturali.   “Abbiamo accelerato l’emanazione del Decreto per dare le giuste certezze agli agricoltori che devono pianificare la propria attività”, dice la Ministra Bellanova. “Considerata la complessità del tema, è stato infatti un provvedimento a lungo discusso con le Regioni e le rappresentanze del settore”.   “L’Italia”, prosegue la Ministra, “pur nel rispetto delle peculiarità territoriali, si è dotata di norme chiare e trasparenti a livello nazionale in materia di rotazioni in agricoltura biologica, fornendo ulteriori garanzie ai consumatori che fino ad oggi hanno costantemente premiato il biologico italiano. Un settore che negli ultimi anni fatto registrare una costante crescita, come testimonia l’incremento dei terreni destinati a queste coltivazioni, e che rende il nostro Paese leader europeo per numero di operatori biologici. Adesso, e proprio per questo abbiamo prorogato al 31 maggio i termini di partecipazione ai bandi per le Mense biologiche, dobbiamo fare di tutto perché l’emergenza sanitaria in corso non metta a repentaglio i successi raggiunti. E approvare presto la legge sul biologico”.   ​       

AGRICOLTURA BIOLOGICA IN ITALIA 
 Secondo i dati elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica), ultimi disponibili quelli relativi al 2018, in Italia le superfici biologiche raggiungono quasi i 2 milioni di ettari, con un incremento rispetto al 2017 di quasi il 3%, ovvero 49 mila ettari in più in soli 12 mesi: una crescita non solo in termini di superfici ma anche di soggetti coinvolti nel settore, che hanno raggiunto le 79.000 unità, con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre il 4%. Dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati di oltre il 75%, e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%. L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2018 il 15,5% della SAU nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE, che nel 2017 si attestava al 7,0. Altrettanto importante l’evoluzione del settore relativamente ai consumi, che crescono da 5 anni (dati Ismea) senza soluzione di continuità, registrando un aumento del +102 per cento rispetto al 2013.
Fonte Mipaaf

PUBBLICATI I REPORT CANTINA ITALIA E FRANTOIO ITALIA
Oltre 54 milioni di ettolitri di vino, 5.9 milioni di ettolitri di mosti e oltre 260mila ettolitri di vino.
E’ la quantità di prodotti in giacenza negli stabilimenti enologici italiani alla data del 31 marzo mentre lo stock di olio in Italia ammonta a 371.251 tonnellate, di cui il 68,7 % e’ rappresentato da Olio Extra Vergine di Oliva: il 64,1% Italiano, il 30,7% di origine Ue e il rimanente marginale Extra Ue e oli blend.
Sono on line sul sito del Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali i Report Cantine Italia e Frantoi Italia, le banche dati su Vino e Olio, redatte ogni quindici giorni dall’Icqrf, l’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Mipaaf.
Report che consentono agli operatori la massima conoscenza delle giacenze, quindi la possibilità di prevenire fenomeni speculativi, e che proprio per questo verranno pubblicati settimanalmente, considerato il particolare momento di emergenza.
I dati aggiornati al 31 marzo, per quanto riguarda il settore vino e mosti, registrano una quantità di prodotti in giacenza leggermente inferiore rispetto alla stessa data dello scorso anno. Nel dettaglio, oltre il 57% del vino in Italia è fisicamente detenuto nelle regioni del Nord. In Veneto è presente quasi il doppio del vino di Puglia e Sicilia messe assieme. I vini da tavola costituiscono circa il 20% del totale (11,2 milioni di elettroliti). Nonostante il gran numero di DO presenti (526), 10 denominazioni costituiscono il 40,8% del totale dei vini a DO presenti; le prime 20 denominazioni rappresentano oltre la metà del totale delle DO (57,0%).
L’ICQRF stima che la banca dati contenga almeno il 95% del vino e dei mosti detenuti in Italia.
Per quanto riguarda il report Frantoio Italia, la giacenza di olio extra vergine di oliva nazionale è superiore rispetto a un anno fa; oltre la metà (58%) è conservata nelle regioni del Sud Italia, con il significativo contributo delle regioni Puglia e Calabria (39,8% e 10,3%, rispettivamente).
A livello provinciale, da segnalare il 18,7% delle giacenze nella provincia di Bari e il 10,0% in quella di Barletta-Andria-Trani.
E’ possibile reperire i report in Italiano e in Inglese ai seguenti link: 
Cantina Italia: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15295
Frantoio Italia: https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/15282

LINEE GUIDA PER GLI INTERVENTI DI CURA E SALVAGUARDIA DEGLI ALBERI MONUMENTALI 
Pubblicate sul sito del Ministero delle Politiche agricole le “Linee guida per gli interventi di cura e salvaguardia degli alberi monumentali” approvate il 31 marzo scorso con Decreto del Capo Dipartimento per le politiche europee, internazionali e dello sviluppo rurale.
Sono ormai ben 3226, diffusi in ogni Regione d’Italia, gli alberi monumentali inseriti nell’elenco, curato dalla Direzione generale foreste su segnalazione delle Regioni e Province autonome.
Dal 2013 il legislatore italiano ha sancito che anche alcuni alberi possono a buon diritto rientrare tra i beni “che hanno cospicui caratteri di bellezza naturale, singolarità geologica o memoria storica” e possono quindi a buon diritto fregiarsi del titolo di “monumento”.
Si tratta di alberi singoli, in viali, in parchi e giardini ed anche nei boschi, di specie nostrali o esotiche, di proprietà pubbliche e anche private che contribuiscono a testimoniare la grande biodiversità presente in Italia, arricchendone il paesaggio cui spesso contribuiscono in misura straordinaria.
Esemplari unici per maestà, bellezza dei fiori e delle foglie, rilevanti dimensioni, età.
Molto spesso si tratta infatti anche di alberi che vegetano da cento e più anni, e necessitano di attenzioni e cure speciali.
Proprio per garantire la massima tutela agli esemplari monumentali e con l’obiettivo di fornire criteri di univocità utili alla loro salvaguardia, sono state elaborate dalla Direzione generale delle Foreste le Linee guida.
Le indicazioni contenute sono frutto di esperienze consolidate e competenze condivise a più livelli e di un processo di consultazione pubblica, durato un anno, che ha coinvolto moltissimi portatori di interesse, tra cui Regioni, Province autonome e professionisti e tecnici del settore. 
Il documento è stato inoltre aggiornato alla luce dell’emanazione di una recentissima Circolare ministeriale, firmata il 5 marzo 2020, relativa ai procedimenti amministrativi per la tutela e salvaguardia degli alberi monumentali.
Le Linee guida, rivolte prevalentemente ai proprietari dei grandi alberi ma anche alle imprese addette alla loro cura e ai funzionari tecnici dei Comuni, non sono un manuale tecnico-scientifico ma hanno lo scopo di fornire uno spettro di buone pratiche a cui fare riferimento nella gestione del patrimonio arboreo monumentale.
Rispondono, inoltre, all’esigenza di consolidare un linguaggio tecnico comune, definendo i parametri qualitativi minimi che dovrebbero sottendere ad ogni intervento di carattere arboricolturale rivolto agli alberi monumentali.
L’Elenco aggiornato degli alberi monumentali è consultabile all’indirizzo:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11260
Le Linee guida sono consultabili all’indirizzo:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13732
La circolare sui procedimenti amministrativi è consultabile all’indirizzo:
https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/13520

LAVORO AGRICOLO
“Una semplificazione opportuna per fronteggiare l’emergenza di manodopera in questa fase complessa”.
Così la Ministra Teresa Bellanova commenta l’emendamento approvato in Commissione bilancio al Senato che introduce una notevole semplificazione in tema di visita medica a vantaggio del lavoratore agricolo stagionale, senza incidere in modo negativo sulla sicurezza e sulla tutela della salute.
La modifica normativa, una volta approvata dal Parlamento, consentirà infatti di potere fruire di una validità annuale della visita medica, permettendo al lavoratore risultato idoneo di prestare la propria attività anche presso diverse imprese agricole (nell’arco di quel periodo di tempo) per lavorazioni che presentano i medesimi rischi, senza la necessità di ulteriori accertamenti medici.
Un vincolo burocratico in meno e più possibilità per aziende agricole e lavoratori di far fronte all’emergenza di carenza di manodopera in questa fase complessa.

ANTICIPI PAC – SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE
“Con l’emendamento approvato nella notte in Commissione bilancio del Senato su nostra proposta, diamo un aiuto concreto e immediato al settore agricolo concedendo liquidità alle imprese. Siamo fiduciosi che il Parlamento lo trasformi presto in legge”, così la Ministra Bellanova esprime la sua soddisfazione per l’accoglimento di una disposizione molto attesa dal mondo agricolo.
L’emendamento consente alle aziende agricole di ottenere in forma semplificata, già a partire dal mese prossimo, e quindi prima della presentazione delle domande uniche, una anticipazione degli aiuti diretti del primo pilastro della PAC, con fondi nazionali, in misura pari al 70 per cento del valore dei titoli in portafoglio, calcolata sulla base dei dati in possesso della pubblica amministrazione, presenti nel fascicolo aziendale delle aziende agricole.
Anche sugli aiuti nazionali l’emendamento consente di accelerare l’erogazione delle risorse attese dalle aziende agricole, concedendo la possibilità di pagare gli aiuti in due fasi, di acconto e di saldo, consentendo alle pubbliche amministrazioni che gestiscono gli aiuti di versare immediatamente gli acconti e di eseguire i controlli previsti al momento del pagamento dei saldi.
“Ora lavoriamo con la Commissione Europea per agevolare i controlli e semplificare le varie procedure di erogazione degli aiuti PAC attraverso l’utilizzo delle più moderne tecnologie, potenziando i sistemi di controllo a distanza, anche grazie al supporto delle immagini satellitari ad alta risoluzione fornite dal programma europeo Copernicus e le foto Geo Tag fornite direttamente dagli agricoltori”, ha concluso la Ministra Bellanova.

ESPORTAZIONI DI RISO ITALIANO IN CINA
Via libera all’accordo sull’esportazione di riso italiano in Cina.
E’ stato sottoscritto oggi a Pechino il protocollo fra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, rappresentato dall’ambasciatore italiano in Cina Luca Ferrari, e l’Amministrazione generale delle Dogane della Repubblica popolare cinese, che consente l’esportazione in Cina di riso da risotto.
Un’intesa che corona concretamente un negoziato diplomatico e tecnico andato avanti per anni con il coinvolgimento del Servizio fitosanitario nazionale, condotto insieme alle rappresentanze dei risicoltori e delle imprese risiere italiane.
“E’ un accordo rilevante a cui tenevamo in modo particolare”, sottolinea la Ministra Teresa Bellanova, “che stabilisce i requisiti fitosanitari da soddisfare per esportare riso da risotto italiano in Cina e consente, di fatto, l’apertura di questo importantissimo mercato per un prodotto di punta della nostra agricoltura. Come si ricorderà, avevo previsto di recarmi a Pechino per sottoscrivere personalmente l’intesa. Di fronte alle restrizioni alle visite all’estero indotte dal Coronavirus, di concerto con la Farnesina ho deciso di autorizzare l’Ambasciatore Luca Ferrari a firmarlo in mia rappresentanza con il Ministero delle Dogane cinese, rafforzando in tal modo le relazioni bilaterali tra Italia e Cina in ambito agricolo.
Il riso italiano è apprezzato in tutto il mondo: ottenere questo riconoscimento anche dalla Cina lancia un messaggio di fiducia e incoraggiamento ai tanti risicoltori e alle imprese italiane impegnati a garantire le forniture di cibo sano e di alta qualità”.
Con le oltre 200 varietà iscritte al registro nazionale, ognuna con le proprie peculiarità, l’Italia rappresenta il leader del settore nell’Unione Europea, assicurando oltre il 50% della produzione di riso europeo.
Il riso italiano si distingue da quello coltivato nel resto del mondo grazie a varietà tipiche e apprezzatissime come il Carnaroli, l’Arborio, il Vialone Nano, il S. Andrea e il Baldo.
Produzioni di eccellenza, valorizzate grazie ai marchi DOP e IGP che riconoscono le specificità dei territori di origine, come la Baraggia biellese e vercellese, o le aree geografiche tipiche del Carnaroli pavese, il Vialone Nano veronese, il riso del Delta del Po.
Con l’accordo siglato oggi, le qualità del riso italiano da risotto vengono ulteriormente riconosciute e potranno, sempre più, esser apprezzate anche dai cittadini cinesi,
i maggiori consumatori al mondo di questo alimento.
Secondo la FAO, la Repubblica popolare cinese è il primo produttore mondiale di riso, seguito dall’India.
Fonte Mipaaf

FLOROVIVAISTI
“La vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco. La risposta al quesito, data dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, la stessa autorità che ha emanato il Decreto, è chiara e netta”. Così la Ministra Teresa Bellanova su fb in risposta alle sollecitazioni arrivate in questi giorni dal comparto florovivaistico, sottolineando il testo della faq già presente sul sito del Governo, pubblicandolo a margine del messaggio fb.
“Mi avete scritto in tanti, cittadini, piccoli imprenditori ma anche associazioni di categoria, chiedendomi delucidazioni circa il via libera che ho dato nei giorni scorsi alla vendita di fiori e piante da parte non solo dei vivai ma anche dei fioristi”, scrive Teresa Bellanova. E ancora: “Mi si pone il problema per cui il codice Ateco dei fiorai non è compreso nell’elenco delle attività che possono aprire contenuto nel DPCM #IoRestoaCasa.
Obiezione comprensibile. La risposta è chiara e netta: la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale, o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco.
Purtroppo è tutt’altro che semplice districarsi tra norme, interpretazioni autentiche e soprattutto successive applicazioni da parte di funzionari regionali, comunali o, ad esempio, agenti della polizia municipale che si trovano a dover capire se un negozio di fiori possa o non possa stare aperto. Sconfiggeremo sicuramente il coronavirus, verrebbe da dire, ma la burocrazia è più dura a morire”.
Da questo l’invito che la Ministra rivolge: “Mostrate ai funzionari del vostro Comune la risposta della Presidenza del Consiglio per provare a superare le naturali resistenze che dovessero sorgere, dovute anche solo ad una comprensibile prudenza. La mia insistenza deriva solo dalla necessità di assicurare quanti più canali di vendita possibili ad un settore importantissimo, quello del florovivaismo, che, al netto dei canali di commercializzazione, dà lavoro a 100mila persone e che in questi mesi fa una buona parte del suo fatturato annuale”.
Per concludere: “Questa crisi ci sta portando via persone care e limitando la libertà di uscire di casa, di vedere i propri amici, di portare un saluto a familiari anziani. Sta impedendo a molte persone di lavorare e contribuire al bilancio familiare. Portare fiori e piante nelle nostre case, sui nostri balconi, nei nostri giardini può essere un modo per regalarci un po’ di bellezza in queste giornate passate a casa, aiutando nel contempo un settore che è realmente in crisi e che rischia di buttare al macero gran parte della produzione di questa stagione”.

RIGENERAZIONE OLIVICOLA DELLA PUGLIA
Bellanova: “Nuovo importante tassello nell’attuazione del piano”.
E’ stato firmato dalla Ministra Teresa Bellanova stamane il Decreto che istituisce il Comitato di Sorveglianza del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, con l’obiettivo di garantirne la corretta attuazione.
Ne fanno parte: Giuseppe Blasi, Capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale, Presidente, per il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; Carmelo Petraglia, designato dal Ministero per il Sud e la Coesione territoriale; Debora Rogges, indicata dal Ministero dello sviluppo economico; Gianluca Nardone, Direzione Agricoltura della Regione Puglia.
“Nonostante il grave periodo che stiamo attraversando”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “in questi mesi i nostri Uffici hanno continuato a lavorare con la determinazione di sempre sull’attuazione del Piano per la rigenerazione olivicola della Puglia, approvato in Conferenza Stato-Regioni e adesso in attesa della registrazione della Corte dei Conti.
Il cronoprogramma delle singole azioni è già nero su bianco”, prosegue la Ministra, “e prosegue il lavoro su indennizzi agli agricoltori e ai frantoi. Così il confronto tecnico con la Regione per mettere a punto i contenuti delle altre misure e finalizzare i bandi.
Da oggi entra nella sua piena operatività un organismo importante come Il Comitato di Sorveglianza chiamato a garantire sulla corretta e puntuale attuazione del Piano, perché le singole azioni possano al più presto ottenere i risultati attesi.
Nel frattempo abbiamo pubblicato, e prorogato per l’emergenza coronavirus, il bando sui Distretti del cibo e quello per il finanziamento di Contratti di distretto nell’area colpita dalla xylella per un importo complessivo di oltre 30milioni, garantendo ulteriori importanti risorse a un territorio già pesantemente colpito e messo alla prova da questa emergenza”.

OCM VINO, OLIO, ORTOFRUTTA, ZOOTECNIA, APICOLTURA
Ocm vino, ortofrutta, olio, zootecnia, apicoltura. Approvato nella odierna Conferenza Stato-Regioni il Decreto del Ministero Politiche Agricole relativo alle proroghe e semplificazioni nell’attuazione dei relativi programmi per consentire alle aziende di realizzare gli investimenti e le attività già programmate, fronteggiando in questo modo l’emergenza in atto.
“E’ un impegno preso con imprese, associazioni e Regioni che manteniamo”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “mettendo al riparo in questo modo i progetti messi in campo e il futuro stesso delle aziende, e avendo ben presenti le esigenze di necessaria flessibilità nell’attuazione degli investimenti legate a questo particolare momento.
In questo modo ogni impresa avrà più tempo a disposizione su domande, rendicontazioni, realizzazione delle attività. Nella certezza che, una volta terminata l’emergenza, quanto previsto potrà comunque essere realizzato con i risultati attesi e anche in questo modo le aziende di queste importanti filiere avranno una importante carta in più per il rilancio”.

CONFERENZA STATO-REGIONI
Le misure da adottare sul territorio nazionale per la prevenzione, il controllo, il contrasto alla diffusione della cimice asiatica e per avviare le procedure di indennizzo dei danni agli agricoltori non appena completata la delimitazione e la dichiarazione dello stato di calamità naturale a carico delle Regioni interessate. E’ quanto prevede il Decreto del Ministro delle Politiche Agricole, condiviso con Regioni e mondo produttivo, approvato nella seduta odierna della Conferenza Stato Regioni.
Il decreto prevede anche precise modalità di contrasto alla cimice concordate a livello nazionale con tutti i Servizi Fitosanitari regionali e con le strutture tecnico-scientifiche presenti sul territorio.
Un atto organico, con l’obiettivo di affrontare questa emergenza in tutti i suoi aspetti mettendo in campo i vari strumenti possibili, dal sostegno alle imprese alla prevenzione al contrasto della diffusione alla informazione.
Contestualmente, sempre nella odierna Conferenza Stato-Regioni, arriva anche il via libera al Decreto del Ministero dell’Ambiente per l’utilizzo della vespa-samurai, antagonista naturale della cimice asiatica.
“Gli interventi a sostegno delle aziende colpite dalla cimice e gli strumenti per combatterla sono ora nella disponibilità delle imprese e dei territori”, commenta la Ministra Teresa Bellanova, “a conclusione di un percorso condiviso sin dall’inizio con tutti i soggetti coinvolti da questa emergenza. In questi mesi” aggiunge la Ministra Teresa Bellanova, “i nostri Uffici hanno lavorato intensamente, in una relazione costante con l’Europa e con le Regioni.
Abbiamo sempre sostenuto come questa fosse un’emergenza nazionale ed europea, strettamente connessa anche al grande tema dei cambiamenti climatici. Quelle imprese e quei territori hanno diritto a tutta la nostra attenzione. Un’attenzione che continueremo a garantire in tutti i modi”.

ETICHETTATURA, MIPAAF E MISE
Bellanova e Patuanelli: “Avanti con la trasparenza, serve origine obbligatoria per tutti gli alimenti in Europa”
Prorogato fino al 31 dicembre 2021 l’obbligo di indicazione dell’origine del grano per la pasta di semola di grano duro, dell’origine del riso e del pomodoro nei prodotti trasformati.
I Ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, hanno firmato oggi il decreto ministeriale che prolunga i provvedimenti nazionali in vigore oltre il 1° aprile, data di entrata in applicazione del regolamento europeo 775 del 2018.
“L’Italia – hanno dichiarato i Ministri Bellanova e Patuanelli – si conferma all’avanguardia in Europa per la trasparenza delle informazioni al consumatore in etichetta. Non possiamo pensare a passi indietro su questa materia e per questo abbiamo deciso di andare avanti. Diamo certezze alle imprese di tre settori chiave per l’agroalimentare italiano. Chiediamo anche all’Europa di fare scelte coraggiose nell’ambito del Green Deal e della strategia ‘Farm to Fork’, introducendo a livello europeo l’obbligo di indicare l’origine per tutti gli alimenti. Chiediamo ancora una volta alla Commissione di andare incontro anche alle richieste delle imprese, che oggi devono fronteggiare i danni da COVID-19, e di spostare di almeno un anno l’applicazione del regolamento 775. Una norma che non ci piace e alla quale oggi, con tante imprese che producono imballaggi chiuse in Europa, è difficile adeguarsi”.
COSA SI TROVA SULLE ETICHETTE ITALIANE
GRANO/PASTA
Il decreto grano/pasta prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
b) Paese di molitura: nome del Paese in cui il grano è stato macinato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE;
c) se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.
RISO
Il provvedimento prevede che sull’etichetta del riso devono continuare a essere indicati:
a) “Paese di coltivazione del riso”;
b) “Paese di lavorazione”;
c) “Paese di confezionamento”.
Se le tre fasi avvengono nello stesso Paese è possibile utilizzare la dicitura “Origine del riso: Italia”.
Anche per il riso, se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
POMODORO
Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia devono continuare ad avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
a) Paese di coltivazione del pomodoro: nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato;
b) Paese di trasformazione del pomodoro: nome del paese in cui il pomodoro è stato trasformato.
Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE.
Se tutte le operazioni avvengono nel nostro Paese si può utilizzare la dicitura “Origine del pomodoro: Italia”.
ORIGINE VISIBILE IN ETICHETTA
Le indicazioni sull’origine devono essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.​
Fonte Mipaaf

IMPEDIRE SPRECHI ALIMENTARI
“Dobbiamo assolutamente evitare sprechi di ogni natura. Nei giorni scorsi ho detto non un litro di latte deve essere sversato. La filiera del latte, come quella degli allevamenti in generale, è tra le più esposte. Non si possono fermare, gli animali hanno bisogno di cura quotidiana. 
Vanno affrontanti adeguatamente due problemi: sovrapproduzione e mancanza di cibo per fasce importanti della nostra popolazione.
Anche per questo la scorsa settimana in un solo giorno insieme alla ministra Catalfo abbiamo firmato un decreto che stanzia 6 milioni di euro per acquistare 180mila quintali di latte. Lo salviamo dallo spreco e lo distribuiremo alle persone indigenti. Ho preteso che nel Decreto ci fossero 50 milioni di euro per garantire il cibo alle persone più fragili perché nei momenti di difficoltà noi non dobbiamo lasciare da solo nessuno.  Il che significa aiutare i produttori a non distruggere la merce per la quale hanno lavorato e sostenere le fasce più deboli.
Nel decreto Cura Italia abbiamo inserito anche un fondo da 100 milioni di euro per sostenere la liquidità delle aziende. Ora pensiamo all’emergenza ma ci sarà bisogno di interventi imponenti per il dopo. E la filiera agroalimentare dovrà avere uno spazio centrale perché assicura il cibo necessario”.

BANDI DI PECORINO DOP AGLI INDIGENTI
Sono stati aperti IL 23/3/2020 da Agea due bandi del valore complessivo di 14 milioni di euro per l’acquisto di Pecorino dop da destinare alle persone indigenti attraverso la rete degli enti caritativi. I due bandi, di pari valore, sono studiati per consentire una consegna regolare e scaglionata entro l’anno. La prima procedura prevede la chiusura delle consegne entro 90 giorni lavorativi dalla stipula del contratto; mentre la seconda procedura prevede l’inizio delle consegne il 1° settembre 2020 e la chiusura il 31 dicembre 2020.
“Con questa operazione – ha dichiarato la Ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova – proseguiamo nell’attuazione degli strumenti a favore della filiera del latte ovino e a sostegno del reddito anche dell’anello più debole che sono i pastori. Con i 14 milioni di euro che derivano dal Decreto emergenze agricole riusciremo ad acquistare più di 15mila quintali di formaggio pecorino da destinare ai più bisognosi. Un’operazione che abbiamo coordinato insieme agli enti caritativi ed Agea. Davanti a una crisi come quella che stiamo vivendo oggi è fondamentale proseguire l’attività e utilizzare ogni strumento a nostra disposizione per sostenere le filiere agroalimentari”.

FLOROVIVAISMO SALVO
“Il grido di allarme che si è levato in questi giorni dal settore florovivaistico non è rimasto inascoltato. Semi, piante, piante da frutto, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, potranno essere prodotti, trasportati, commercializzati. E i negozi per la vendita resteranno aperti. Dovunque. Non solo nella Grande distribuzione”.
Così la Ministra Teresa Bellanova, nel commentare la faq pubblicata nella notte che esplicita con chiarezza le attività florovivaistiche consentite ai sensi del Dpcm, articolo 1, comma 1, lettera f, del 22 marzo scorso.
“Per prodotti agricoli si intendono, e non poteva essere diversamente”, dice la Ministra, “le attività florovivaistiche, che rientrano nel raggio delle coltivazioni agricole. Un segmento rilevante, come testimoniano i numeri: 100mila addetti in 27mila aziende per oltre 2.5miliardi di euro di fatturato oltre l’indotto, tra cui la parte relativa alla commercializzazione.
Il lavoro congiunto svolto in questi giorni dai nostri uffici con quelli del Ministero dello Sviluppo economico, e con il contributo importante delle Associazioni, mette in salvo un settore determinante per il nostro Paese, fondamentale per la nostra agricoltura. Le associazioni hanno temuto di dover mandare al macero tonnellate e tonnellate di merce. Non sarà così. Adesso possiamo concentrarci su come garantire al settore, anche nel prossimo Decreto legge, ulteriore tranquillità per imprese e lavoratori”.
Fonte Mipaaf

NOCCIOLA
Superata l’emergenza legata alla pandemia Coronavirus, si darà avvio al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali al gruppo di lavoro sulla nocciola italiana, propedeutico all’istituzione del tavolo della filiera corilicola. La conferma arriva oggi dalla videoconferenza tra il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate e il Presidente dell’Associazione nazionale Città della Nocciola, Rosario D’Acunto, a cui aderiscono 258 Comuni in Italia. L’esigenza è emersa durante la XV assise nazionale tenutasi lo scorso novembre ad Ucria in Sicilia.
“È importante dare avvio al confronto dell’intera filiera- dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Giuseppe L’Abbate – Lo scenario del comparto, rispetto al Piano del Settore Corilicolo 2010-2012, si è profondamente evoluto con la conseguente necessità di un confronto per politiche unitarie e condivise. Qualità, aggregazione e innovazione devono essere le direttrici per il futuro ed il Ministero è pronto a svolgere il proprio ruolo di guida e sintesi”.
“Ci troviamo di fronte ad uno scenario nuovo – afferma il Presidente Rosario D’Acunto – con emergenze attuali e del passato che richiedono una governance e una regia nazionale. Le aziende del settore vanno sostenute, valorizzando la nocciola italiana nelle etichette e i territori di produzione come nuove destinazioni turistiche enogastronomiche”.
Oggi, con 71mila ettari, l’Italia conta per l’11% della superficie mondiale coltivata mentre con una produzione oscillante tra 100mila e 130mila tonnellate, pari al 13%, rappresenta il secondo produttore mondiale di nocciole dopo il “gigante” Turchia. Il predominio mondiale turco, però, è prettamente quantitativo e vede i nostri nocciolicoltori avvalersi di tecniche di produzione più moderne con tecnologie decisamente più avanzate. 
Dal 1961 ad oggi, la produzione di nocciole è aumentata ad un ritmo medio molto sostenuto (+6,3% annuo) ma la vera forte espansione della corilicoltura italiana si è avuta negli ultimi 20-25 anni, legata soprattutto alla sempre più crescente domanda da parte del comparto dolciario, cui la nostra produzione è pressoché interamente destinata. Uno sviluppo concentratosi principalmente nei territori di nove province presenti in Lazio, Piemonte, Campania e Sicilia. 
“La corilicoltura italiana coinvolge oltre 70.000 imprese – conclude il Sottosegretario Giuseppe L’Abbate – Ben si comprende, pertanto, l’importanza di attuare politiche di salvaguardia della qualità e di abbattimento dei costi di produzione da parte delle aziende. Diviene sempre più necessario pertanto rafforzare la cooperazione, supportare l’innovazione tecnologico-scientifica ed intensificare gli sforzi per una maggior integrazione nella filiera”. 

AGROINDUSTRIA, AGRICOLTURA E PESCA
Il tetto per gli aiuti di stato viene innalzato, eccezionalmente e fino al 31 dicembre di quest’anno, a 800mila euro per l’agroindustria, 100mila euro per l’agricoltura, 120mila euro per la pesca e l’acquacoltura. E’ il contenuto della comunicazione della Commissione europea che risponde così al segnale di allarme lanciato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali alle Istituzioni europee per il grave impatto dell’emergenza Covid -19 sui settori agricolo, agroalimentare, della pesca e dell’acquacoltura.
Il lavoro svolto in questi giorni di concerto tra Uffici del Mipaaf con la Commissione per la revisione urgente della normativa sugli aiuti di Stato e delle norme quadro sui fondi europei inizia a dare i primi risultati.
 E quello dell’innalzamento del tetto per gli aiuti di stato per la filiera alimentare è di certo uno tra i più rilevanti.
 Si comprende dunque la soddisfazione della Ministra Teresa Bellanova, che parla di “primo passo importante” sottolineandone le importanti ricadute: “è una decisione che consentirà maggiore efficacia negli interventi a favore del settore, anche se serve un intervento economico coordinato e urgente dell’Europa per il settore primario di tutti gli Stati membri e italiano in particolare.”
“Sono ben consapevole di come l’emergenza”, prosegue la Ministra Bellanova, “stia determinando forti criticità all’intera filiera e un calo notevole della domanda di alcuni prodotti, come ad esempio i freschi, anche in seguito alla chiusura dei luoghi della ristorazione. Mentre continuo a sollecitare la distribuzione a sostenere i nostri prodotti e le nostre aziende, perché sui banchi il fresco continui ad avere la giusta centralità, voglio mandare un messaggio chiaro alle nostre imprese e ai lavoratori del settore: siamo tutti al lavoro per loro. Il Ministero non chiude. I nostri Uffici continuano a lavorare con grande impegno, e questa notizia lo evidenzia. Le istituzioni europee stanno dimostrato la dovuta attenzione alle nostre richieste e la risposta della Commissione è l’inizio di un percorso che dobbiamo fare insieme. Il segnale che giunge è positivo, anche se intendiamo lavorare perché il testo sia migliorato. Continueremo con costante impegno perché le donne e gli uomini del nostro alimentare non si sentano soli”.​
Fonte Mipaaf

DOMANDE INDENNIZZI AVIARIA
È stata prorogata di un mese, al prossimo 16 aprile, la presentazione delle domande sugli indennizzi per i danni determinati dall’influenza aviaria a sostegno del mercato avicolo nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia.
 Considerando le difficoltà che sta vivendo il settore agroalimentare a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus e le più ampie ricadute che si stanno determinando l’Agea, di concerto con il Mipaaf, ha infatti prorogato il termine di presentazione delle domande, fissate inizialmente per marzo.
“In questo momento di grande difficoltà, il nostro compito è affrontare immediatamente le criticità, semplificare e snellire la burocrazia che pesa sulle imprese agricole, garantire liquidità alle imprese”. Cosi la Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova. “Per questo, di concerto con Agea abbiamo immediatamente colto le richieste del settore e delle associazioni di categoria. La difficoltà del settore agricolo è evidente”, continua la Ministra Teresa Bellanova, “e bisogna fare di tutto per allentare la morsa che stringe imprese e lavoratori”.

PRODOTTI ALIMENTARI BLOCCATI
“Sui nostri prodotti alimentari bloccati nella notte ai confini con la Croazia, dopo aver sventato in parte il rischio del blocco per quelli alla frontiera del Brennero, abbiamo già attivato la nostra rete diplomatica. Le ulteriori segnalazioni giunte in queste ore dalle associazioni di categoria, dal Gruppo Veronesi e altri importanti player sono, oltre che evidentemente allarmate, fin troppo eloquenti.
Siamo al lavoro insieme a Ministero della Salute e Ministero dei Trasporti perché le nostre merci e i nostri prodotti alimentari non siano penalizzati da richieste e comportamenti irricevibili.
E stiamo sensibilizzando con le nostre Ambasciate, in accordo con la Farnesina oltre che come ovvio il Presidente del Consiglio, le autorità degli altri Paesi di quanto sta accadendo alle frontiere e anche della minaccia che la grande distribuzione tedesca possa non accettare le merci se gravate da ritardi.
E’ necessario e urgente che la Commissione Europea richiami tutti i Paesi membri al rispetto delle regole del mercato unico e alla leale collaborazione perché comportamenti di questa natura, ancorché assunti da singole catene distributive, non si traducano in pratiche e concorrenza sleale, mettendo a rischio i nostri prodotti – soprattutto la catena del fresco -e le nostre imprese, già gravate da una situazione eccezionale di criticità.
Abbiamo lavorato senza sosta, in queste settimane, per garantire il corretto funzionamento della filiera alimentare, mettendo in sicurezza per quanto possibile la sopravvivenza di imprese e lavoratori. Ci aspettiamo che l’Europa, considerato come l’emergenza da coronavirus sia mondiale, comprenda a pieno questo sforzo. Le parole della Commissaria Von der Leyen, siamo tutti italiani, ci autorizzano a crederlo”. Così la Ministra Teresa Bellanova.

CIMICE ASIATICA
È stato dichiarato lo stato di calamità a seguito dell’infestazione di cimice asiatica (Halyomorpha halys) che ha colpito i territori delle Regioni Lombardia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna, causando danni alle produzioni agricole nel corso del 2019.
Sulla base delle richieste regionali, integralmente accolte da questo Ministero, gli agricoltori situati nei territori delimitati potranno far fronte ai danni subiti grazie agli aiuti contemplati dal Fondo di Solidarietà Nazionale appositamente finanziato con 80milioni nell’ultima Legge di bilancio per il ristoro dei danni provocati dalla cimice asiatica. In particolare potranno essere concessi:  contributi in conto capitale fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile ordinaria, prestiti ad ammortamento quinquennale per le maggiori esigenze di conduzione aziendale  nell’anno in cui si è verificato l’evento ed in quello successivo, proroga delle rate delle operazioni di credito in scadenza nell’anno in cui si è verificato l’evento calamitoso, esonero parziale (fino al 50%) dal pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali propri e dei propri dipendenti.
Le domande di intervento dovranno essere presentate alle Regioni competenti entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
Per le altre Regioni le cui richieste sono in fase di integrazione, il Ministero sta procedendo con le relative istruttorie per giungere nei prossimi giorni alla Dichiarazione dello stato di calamità.

LATTE
“Abbiamo proposto al Tavolo indigenti del Ministero, e in particolare agli enti caritativi, di destinare 6 milioni di euro all’acquisto di latte UHT, prodotto da latte crudo raccolto nel periodo di maggior rischio di spreco, per la relativa distribuzione gratuita alle persone più bisognose. Si tratta di un’operazione forte contro il rischio di spreco alimentare che si sta verificando in queste giornate in conseguenza della diffusione del Coronavirus. Non vogliamo sia buttato nemmeno un litro di latte buono, sicuro e garantito. Per questo faccio appello a tutto il Tavolo perché si approvi la misura e per metterla in campo a stretto giro a tutela di allevatori e produttori di latte. Con queste risorse possiamo arrivare a circa 180mila quintali di latte salvato dallo spreco e destinato ai più bisognosi. Colgo questa occasione per ringraziare anche migliaia di volontari che in queste ore stanno assicurando continuità anche nell’assistenza ai più fragili, insieme alla protezione civile”.
Così la Ministra Teresa Bellanova nel corso dell’incontro con associazioni e organizzazioni della filiera lattiero-casearia svoltosi nel pomeriggio odierno e appena conclusosi, durante il quale si è fatto il punto sulle principali urgenze del settore legate alla necessità di contenimento del Coronavirus.
“Continuiamo ad essere in strettissimo contatto con le associazioni e le filiere”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “condividendo punto per punto di quanto si rende necessario. L’urgenza che ci muove è duplice: fronteggiare l’emergenza e impedire che questo stato di cose pregiudichi la vita di un settore strategico per il nostro-Paese ed essenziale per i cittadini. Il bene-cibo non può essere messo in discussione. Per questo continuo ad invitare le aziende a mantenere la lealtà nei rapporti di filiera, i consumatori ad acquistare prodotti italiani, e rivolgo anche alla distribuzione un appello in questa direzione. Sostenere la filiera alimentare italiana oggi è inderogabile”.
Fonte Mipaaf

CONTRASSEGNI VINI A DOCG E DOC
Il 27 febbraio è stato firmato dalla Ministra Teresa Bellanova il decreto attuativo dell’art.48, comma 9, del Testo Unico del Vino. Un decreto atteso da tempo dalla filiera vitivinicola, con cui vengono stabilite caratteristiche, diciture, modalità per la fabbricazione, l’uso, la distribuzione, il controllo e il costo dei contrassegni per i vini a Denominazione protetta, nonché le caratteristiche e le modalità applicative dei sistemi di controllo e tracciabilità alternativi. “Con questo Decreto”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “rafforziamo la tutela delle produzioni di eccellenza nazionale, semplifichiamo il processo di acquisizione delle cosiddette fascette, riducendo costi e tempistica, aggiungiamo un ulteriore tassello per confermare il primato della qualità. In sintesi, alcuni degli obiettivi prioritari che abbiamo ribadito, in accordo con l’intero settore, anche nell’ultimo incontro del gennaio scorso, finalizzato a condividere il percorso di insediamento della Cabina di Regia del Vino”.   Con il Decreto, dunque, si definiscono le caratteristiche della cosiddetta “fascetta”, recante il sigillo della Repubblica, apposta su molti vini a DOC e su tutti i vini a DOCG, confermando che la Fascetta ha natura di “contrassegno di Stato”, a garanzia delle produzioni di eccellenza nazionali.   Nel dettaglio, il testo introduce alcune misure di semplificazione del processo di acquisizione dei contrassegni da parte degli operatori ed opera una sensibile riduzione dei relativi costi e della tempistica di distribuzione. In particolare:  * la riduzione dei costi dei contrassegni (da un minimo del 12 % fino ad un massimo del 20%) rispetto a quelli attualmente sostenuti dagli operatori; * la possibilità per le aziende di ritirare uno stock di contrassegni corrispondente al quantitativo di vino atto a divenire DO detenuto dall’imbottigliatore (il precedente decreto prevedeva la consegna di fascette solo in base al prodotto certificato). In tal modo le aziende potranno avere più rapidamente a disposizione le fascette necessarie;  * l’introduzione di un nuovo formato di contrassegno di piccole dimensioni per rispondere alle esigenze manifestate in tal senso dalle imprese in relazione alla varietà dei formati delle bottiglie. Il Decreto reca, altresì, le disposizioni per l’attuazione del Sistema di controllo e tracciabilità telematico per i vini confezionati a D.O.C. e a I.G.T., ai sensi dell’articolo 48, comma 8, della legge. L’articolo definisce le caratteristiche e la gestione del sistema di tracciabilità alternativo al sistema delle “fascette”.

LE MISURE PER L’AGROALIMENTARE
Garantire liquidità alle imprese agricole per estinguere i debiti bancari attraverso mutui a tasso zero. Tutela del Made in Italy agroalimentare nel mondo con l’introduzione di sanzioni contro pratiche commerciali sleali che colpiscono le nostre imprese e i nostri prodotti, danneggiandone la reputazione. Sostegno ai lavoratori del settore agricolo con la cassa  integrazione in deroga. Sostegno alle aziende agricole che esercitano attività agrituristiche con la sospensione di tutti i versamenti contributivi, previdenziali, e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Sono le misure per l’agroalimentare all’interno del Dl varato stanotte dal Consiglio dei Ministri. 
“Si tratta di prime urgenti  misure a sostegno delle imprese del settore agroalimentari e per contrastare ogni forma di pratica e concorrenza sleale che saranno ampliate e rafforzate rapidamente con i prossimi  provvedimenti “, dice la Ministra Teresa Bellanova. E ancora: “Con la Task Force istituita presso il Ministero siamo in contatto continuo con tutte le organizzazioni del settore, le rappresentanze dei lavoratori, la distribuzione, le associazioni degli agriturismi per raccogliere esigenze e criticità da affrontare. Una cosa è certa: dobbiamo assolutamente sostenere agricoltura e agroalimentare italiani per non bruciare le ottime performances registrate in questi anni, e impedirne l’esposizione a ogni forma di ricatto commerciale e di concorrenza sleale”.

ETICHETTE
“Abbiamo bisogno di scelte coraggiose, se vogliamo ridare slancio all’azione dell’Europa a partire dall’attuazione del Green deal e della nuova Politica agricola comune post 2020. Due sfide cruciali che ne incrociano un’altra: la trasparenza delle informazioni in etichetta. Sono aspettative alle quali è nostro dovere rispondere perché riteniamo che la piena informazione sia un diritto dei cittadini. Insieme a Francia, Spagna, Grecia, Portogallo, Lituania, Romania, Finlandia abbiamo in corso sperimentazioni dell’obbligo di etichettatura per diverse tipologie di prodotti come latte, formaggi, carni trasformate, pasta, riso, derivati pomodoro. Nei nostri Paesi oggi i cittadini possono conoscere sempre da dove provengono il latte, il grano, il riso o il pomodoro utilizzati come ingredienti. Riteniamo che nelle more della presentazione e, soprattutto, dell’attuazione della nuova strategia “Farm to fork”, sia necessario poter proseguire l’esperienza delle sperimentazioni nazionali.
In passato si è scelto di prendere decisioni in tema di etichettatura solo in conseguenza di gravi scandali alimentari. Abbiamo informazioni complete sulle carni, perché c’è stata la BSE. Non crediamo sia giusto aspettare un nuovo scandalo, ma che si possa agire con coraggio nel senso richiesto dai cittadini in tutta Europa. Per questo riteniamo che il regolamento Ue 775/2018, destinato ad entrare in vigore il 1° aprile, non dia risposte sufficienti”.
Così nella lettera sottoscritta dalla Ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, e dal Ministro dello sviluppo economico, Stefano Patuanelli, inviata oggi ai Commissari Ue alla salute, Stella Kyriakides, e all’agricoltura, Janusz Wojciechowski. L’Italia chiede quindi che sia esteso l’obbligo di origine delle materie prime in etichetta a tutti gli alimenti, a partire da una scelta rapida sui prodotti sui quali si è già sperimentato in questi anni come latte, formaggi, carni trasformate, pasta, riso, derivati pomodoro. In quest’ottica i Ministri hanno notificato a Bruxelles la proroga fino al 31 dicembre 2021 del decreto su latte e formaggi e sono pronti ad avanzare sulla proroga degli altri decreti nazionali con la stessa scadenza.  
“Siamo convinti che si debba avanzare su questo fronte – proseguono nella lettera i Ministri – dando anche risposta all’iniziativa dei cittadini europei che ha raccolto oltre 1,1 milioni di firme in 7 Stati membri e che chiede di estendere l’obbligo di indicazione della materia prima in tutti gli alimenti. Appoggiamo con convinzione questa posizione e riteniamo che nella strategia “Farm to Fork” questo debba essere un tema centrale. Proprio perché si chiama ‘dal campo alla tavola’, l’origine obbligatoria declina al meglio questa locuzione, perché in etichetta il consumatore abbia la percezione dell’intero percorso di tracciabilità”.

PROROGA PER LE DOMANDE PAC E SCADENZE PSR
La sollecitazione è giunta in questa settimana da imprese agricole, associazioni di categoria, rappresentanti dei lavoratori, Regioni.
Così, al termine di una prima analisi dello stato dell’arte effettuata dalla Task Force insediata al Ministero delle Politiche Agricole, alimentari e Forestali per fronteggiare le criticità vissute dal settore in seguito all’emergenza corona virus, dal Mipaaf è già stata inviata alla Commissione Agricoltura dell’Unione Europea una richiesta finalizzata a posticipare di un mese le scadenze per le domande PAC; a prorogare al 15 ottobre alcune scadenze relative ai pagamenti diretti e al 31 dicembre i pagamenti delle misure a superficie dei Programmi di Sviluppo Rurale Regionali; a prorogare l’attuazione dei programmi di promozione e dei programmi di sostegno delle OCM.

“La difficoltà che sta attraversando il settore è evidente”, dice la Ministra Teresa Bellanova, “e bisogna fare di tutto per allentare la morsa che stringe imprese e lavoratori. Le richieste che facciamo a Bruxelles vanno in questa direzione e soprattutto tendono ad impedire che possano vanificarsi risultati e sforzi di anni. Lo slittamento di una iniziativa pubblica significa mandare in fumo investimenti e lavoro rilevanti, ed è un problema che va assolutamente affrontato. Così i problemi nella gestione di alcune misure dei Piani di Sviluppo regionali. Altra storia la Puglia. Lì dobbiamo evitare che l’agricoltura pugliese paghi un danno troppo alto per i milioni e milioni che la Regione non è stata capace di spendere e che rischiano il definanziamento”. 

Nel testo si evidenziano, puntualmente, le difficoltà vissute dal settore in queste settimane: logistica e trasporti, anche verso Paesi extra-Ue; difficoltà nell’attuazione “dei programmi di promozione ed informazione dei settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olio di oliva, frutta e latte nelle scuole” con il rinvio di numerosissime manifestazioni pubbliche; rischio impasse nell’attuazione dei programmi di sostegno delle OCM; penalizzazioni delle attività commerciali con “riflessi pesanti” anche sul valore della produzione commercializzata; difficoltà nella gestione delle misure dello Sviluppo rurale anche per i possibili slittamenti delle necessarie verifiche da parte degli Organismi pagatori.
Proprio su quest’ultimo aspetto l’ultimo passaggio dedicato alla Puglia per sottolineare come “il mutato scenario sta rallentando le azioni messe in campo dalle Autorità regionali per completare le procedure di erogazione dei contributi previsti dal Psr, a suo tempo sospese a causa del contenzioso generatosi”.
Fonte Mipaaf

ILLECITI AGROALIMENTARI
Da oggi uno strumento in più per la tutela dei prodotti made in Italy, le indicazioni geografiche, i consumatori. E soprattutto per il riconoscimento del valore prioritario della identità dei cibi, uno degli elementi fondativi alla base della Dieta Mediterranea patrimonio dell’umanità.Con la riforma, proponente il Ministro Bonafede e co-proponente la Ministra Teresa Bellanova, approvata stasera dal CDM, si rafforzano gli strumenti normativi contro illeciti agroalimentari: frodi, contraffazioni e agropiraterie. “Il falso made in Italy”, ricorda la Ministra Bellanova, “costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di export dei prodotti autentici. Un vero e proprio furto di identità che danneggia i nostri produttori, mina la salute dei consumatori, ingannandoli, rischia di incrinare la reputazione del Paese. Oggi, con questo testo che prende le mosse da una proposta della Commissione Caselli, si garantisce l’effettiva tutela dei prodotti alimentari, si rielabora il il sistema delle sanzioni, si amplia la sfera delle tutele. Non a caso fin dal mio insediamento al Ministero ho sostenuto la necessita di rafforzare ulteriormente il sistema di controlli che già oggi ci pone fra i migliori al mondo per poter tutelare di più e meglio le nostre indicazioni geografiche e i nostri marchi e sconfiggere la concorrenza sleale che avvelena le filiere e produce distorsioni inaccettabili di mercato. Per questo un grazie a Giancarlo Caselli e a tutti i componenti dell’Osservatorio Agromafie che con il loro lavoro hanno contribuito in modo determinante alla definizione delle nuove norme”.

SEQUESTRATI NEL LAZIO OLTRE UN MILIONE DI LITRI DI VINO
L’ICQRF, sotto il coordinamento della procura della repubblica di Tivoli, ha condotto nella giornata a cavallo tra il 20 e 21 febbraio nel Lazio una rilevante operazione a tutela dei consumatori e della qualità del vino italiano.
Presso una cantina clandestina e un altro sito produttivo sono stati sequestrati oltre un milione di litri di “vino” sfuso e in bottiglia, per un valore commerciale di oltre un milione di euro.
Nell’operazione, condotta da 30 ispettori dell’ICQRF Lazio, sono stati rinvenuti e sequestrati anche prodotti per la sofisticazione (aromi sintetici, starter di fermentazione, nutrienti, coloranti…), sebbene non pericolosi per la salute.
Sequestrate anche attrezzature e cisterne utilizzate per l’attività di produzione illecita di vino.
L’operazione ha avuto successo anche grazie l’intensa attività analitica svolta dai laboratori dell’ICQRF che hanno riscontrato nei campioni prelevati nel corso delle indagini la presenza di zuccheri estranei all’uva e di acqua aggiunta. 

CORONAVIRUS
Definiti incontri con organizzazioni di settore, distribuzione e parti sociali
“Seguiamo con grande attenzione l’evolversi della situazione monitorando le notizie che momento dopo momento giungono anche dal settore agricolo e agroalimentare. Per questa ragione, dopo una mattinata di confronto con il Gabinetto, i Capi dipartimento e gli Uffici del Ministero, abbiamo condiviso l’attivazione di una Task Force presso il Mipaaf e già definito un primo calendario di incontri con organizzazioni di settore, distribuzione, parti sociali, Regioni”: così la Ministra Teresa Bellanova, pochi minuti fa.
“Siamo consapevoli della delicatezza del momento e anche dello stato di ansia e legittima preoccupazione che attraversa il Paese e in particolar modo alcuni territori. Allo stesso tempo i cittadini devono sapere che come Governo siamo fortemente impegnati, ognuno per le sue competenze, sulla tutela e salvaguardia della salute e soprattutto sul contenimento dei rischi. Discuteremo con le imprese e tutti i soggetti della filiera agroalimentare, distribuzione inclusa, per comprendere la strumentazione migliore da mettere in campo e le priorità da affrontare. Innanzitutto la salute dei cittadini, che mi sento comunque di rassicurare perché i nostri sistemi di controllo sono tra i migliori al mondo e i nostri prodotti sicuri, ma al contempo la tenuta del nostro sistema economico e produttivo, che deve comunque essere considerata una priorità assoluta. Corriamo rischi non indifferenti che dobbiamo essere capaci, come Governo e come Paese, tutti insieme, di ridurre al minimo”.

“E’ essenziale uniformare il livello dei controlli in tutta l’Unione Europea. Basta polemiche. E’ il tempo della responsabilità e del lavoro di tutti, nell’interesse dei cittadini e del paese”. Così la ministra Teresa Bellanova stamattina in riunione con i colleghi del governo, i presidenti di regione e gli staff tecnici presso la sede della Protezione Civile per fare il punto sulla vicenda coronavirus. ” La nostra priorità è salvaguardare la salute dei cittadini, fornire un’informazione corretta e trasparente, e garantire la tenuta della nostra economia. Per questo,”  ha concluso la ministra “dobbiamo lavorare uniti, e assicurare un’azione di governo fondata su chiarezza, coerenza e armonia delle decisioni”
Fonte Mipaaf

SPECIALE FRUIT LOGISTICA
Sinergia con Ice per la promozione del made in Italy agroalimentare. Aprire nuovi mercati
“Sull’export abbiamo avviato un lavoro comune con il Presidente dell’Ice per studiare insieme azioni di sistema per la promozione del made in Italy agroalimentare, così come stiamo lavorando a testa bassa per aprire nuovi mercati, rimuovendo le barriere che ci sono”. Ha dichiarato la Ministra Teresa Bellanova nel corso del suo intervento all’inaugurazione della collettiva “Italy – the Beauty of Quality” presso lo spazio ICE-CSO del Fruit Logistica, in corso a Berlino. “Non è un lavoro facile, soprattutto non è un lavoro rapido come vorremmo. Spingeremo su tutti i dossier al massimo: dal kiwi alle mele, alle pere e a tutti i prodotti a cui possiamo garantire nuovi spazi. In mercati di grande potenziale come Messico, Colombia, Vietnam e la stessa Cina, nonostante questa fase difficile”. Ha concluso la Ministra. 

CONSULTA CLIMATICA PER LE PRIORITA’ AGRICOLE
“Dobbiamo affrontare il cambiamento climatico anche per far fronte ai nuovi flagelli che porta nelle nostre campagne come la cimice asiatica e la xylella”. Cosi la Ministra Teresa Bellanova intervenendo all’inaugurazione della collettiva “Italy – the Beauty of Quality” presso lo spazio ICE-CSO del Fruit Logistica.
“Siamo intervenuti sulla cimice asiatica con uno stanziamento iniziale di 80 milioni di euro per il ristoro dei danni. Sulla xylella, nei giorni scorsi dopo la Conferenza Stato Regioni, finalmente abbiamo fatto partire il Piano di rigenerazione olivicola in Puglia: 300 milioni di euro di risorse a disposizione del settore. E stiamo chiedendo all’Europa di farsene carico. Perché sono emergenze europee”, ha ribadito la Ministra. “Questo mese partirà al ministero la Consulta contro la crisi climatica e per le priorità agricole. Non ho dubbi che anche voi saprete dare un contributo di merito in quella sede dove chiameremo organizzazioni, università, imprese a confrontarsi per scrivere il piano strategico nazionale. Il futuro dell’agricoltura è il futuro dell’Italia”.

SICUREZZA ALIMENTARE
“La sicurezza alimentare non si tocca e non è merce di scambio per nessun accordo commerciale. È un diritto inalienabile dei cittadini”, cosi la Ministra Teresa Bellanova intervenendo all’inaugurazione della collettiva “Italy – the Beauty of Quality” presso lo spazio ICE-CSO del Fruit Logistica, in corso a  Berlino. “L’Italia – ha aggiunto la Ministra – vuole mercati aperti con regole certe. I dazi non sono lo strumento del futuro delle relazioni mondiali e quando gli Stati Uniti alzano i dazi sui prodotti della Dieta mediterranea non fanno un danno solo ai nostri produttori ma danneggiano i loro consumatori privandoli di un’alimentazione sana e garantita”. 
Fonte Mipaaf

BENESSERE ANIMALE
“Siamo fortemente convinti che l’etichettatura degli alimenti, regolamentata a livello europeo, può agire da volano per il miglioramento dei nostri sistemi di allevamento, ridurre il consumo dei farmaci, e migliorare la qualità dei prodotti e il livello di fiducia dei consumatori”. Così pochi minuti fa la Ministra Teresa Bellanova, intervenendo al Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e pesca in corso a  Bruxelles sul tema dell’etichettatura sul benessere animale. 
“Fornire un’informazione al consumatore, la più completa possibile, per consentire una scelta consapevole dell’alimento, non solo per quanto concerne gli aspetti alimentari e nutrizionali ma anche sulle principali questioni etiche, sta diventando un fattore di competitività da non sottovalutare”, ha evidenziato la Ministra Bellanova. “La mancanza di una normativa comunitaria in materia ha stimolato la proliferazione di numerose regole produttive che, oltre a disorientare il consumatore, stanno mettendo in crisi il sistema allevatoriale, spesso costretto a mettere in atto impegni diversi a seconda delle principali catene distributive”.
“Anche a nostro avviso quindi – ha sottolineato la Ministra  – è giunto il momento di introdurre un sistema di etichettatura trasparente, basato sul rigoroso rispetto di regole produttive in grado di valorizzare le migliori pratiche zootecniche e, nel rispetto della biosicurezza, l’allevamento all’aperto, soprattutto quello transumante, la cui pratica è stata recentemente riconosciuta anche dall’Unesco.
“In Italia, in collaborazione con Ministero della Salute e le Regioni, stiamo puntando ad una completa integrazione delle azioni di programmazione con quelle di controllo attuate lungo le filiere produttiva – ha messo in evidenza la Ministra – e  intendiamo utilizzare, a supporto del sistema di certificazione ed etichettatura dei prodotti di origine animale, il sistema di misurazione del benessere animale “Classyfarm”, presentato ai Capi servizi veterinari nel corso della riunione di Helsinki nel novembre scorso”
“Il benessere animale – ha concluso Bellanova  – gioca un ruolo di primo piano nel miglioramento della sostenibilità delle produzioni zootecniche e nella lotta contro la resistenza antimicrobica e rappresenta quindi uno degli obiettivi chiave da raggiungere nel prossimo ciclo di programmazione della Politica agricola comune, sia per sostenere la competitività delle diverse filiere zootecniche che per la gestione delle problematiche sanitarie. Per questo servono adeguati sostegni economici pubblici per gli allevatori”.

IN DIRITTURA D’ARRIVO IL COLLEGATO AGRICOLO
“Semplificazione, competitività, qualità e tutela del consumatore, lavoro agricolo, pesca: sono queste le cinque aree di azione intorno a cui stiamo costruendo il Collegato agricolo che presenteremo nei prossimi giorni alle organizzazioni di settore e al Parlamento”. E’ quanto ha annunciato la Ministra Teresa Bellanova oggi a Verona, nel corso dell’intervento alla Giornata inaugurale di FierAgricola. “Il Collegato”, ha affermato la Ministra Bellanova, “è l’occasione per scrivere pagine importanti di futuro dell’agricoltura e sono certa che avrò il vostro sostegno, il vostro contributo di idee e di proposte”

FRUIT LOGISTIC – BERLINO
Subito dopo visita nei padiglioni dove sono presenti gli espositori italiani.
In serata partecipazione all’Evento Confagricoltura presso l’Ambasciata d’Italia
 La Ministra alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sarà domani a Berlino, fino al 7 capitale dell’ortofrutta, per partecipare all’inaugurazione della collettiva “Italy – the Beauty of quality”, presso lo spazio ICE – Centro Servizi Ortofrutticoli Italy.
Successivamente la Ministra Bellanova si soffermerà negli spazi dove è presente l’Italia, che quest’anno conta 545 espositori con aziende dedicate non solo al prodotto fresco ma sempre di più specializzate anche nel campo delle soluzioni tecnologiche, stoccaggio e movimentazione dei prodotti.
Infine, la Ministra Bellanova parteciperà al tradizionale Evento Confagricoltura, presso l’Ambasciata d’Italia. L’intervento della Ministra concluderà la discussione su “Ortofrutta italiana e nuove frontiere” che aprirà la serata.
Fonte Mipaaf

AGROALIMENTARE
CIMICE ASIATICA
“Quando sono arrivata al Ministero delle Politiche Agricole sul Fondo di solidarietà non c’era un euro. Oggi possiamo contare su 80milioni per l’emergenza cimice asiatica. Emergenza su cui siamo impegnati senza soste insieme alle Regioni per costruire azioni concrete e fattive. Come la delimitazione delle aree colpite. La risposta positiva che abbiamo avuto dall’Abi, che ringrazio, su moratoria dei mutui e sospensione delle rate oltre i 12 mesi. O come il piano straordinario sulla vespa samurai, antagonista naturale, che sta andando avanti per cui i primi lanci si faranno nei prossimi mesi, quando le condizioni climatiche saranno favorevoli”. Così la Ministra Teresa Bellanova partecipando oggi ad un incontro con le organizzazioni di categoria alla Regione Emilia Romagna, con il Presidente Bonaccini e l’assessore al ramo Caselli.
“Non sono abituata a fare polemiche dalla veste istituzionale ma poichè ascolto dichiarazioni roboanti vorrei ripristinare la verità”, ha proseguito la Ministra Bellanova. “Vorrei ricordare allora che il 21 dicembre abbiamo ad esempio sbloccato oltre 63 milioni di euro destinati alle imprese agricole danneggiate da eventi calamitosi dal  2013 al 2018, e di queste 19 milioni all’Emilia Romagna. Risorse che adesso sono nella piena disponibilità degli agricoltori. Che per le calamità del novembre 2019 abbiamo destinato altri 47milioni 120mila il 17 gennaio scorso e con il Milleproroghe restituiamo circa 21 milioni a questa Regione, per somme anticipate su calamità avvenute prima del 2003”.
“Nel frattempo”, ha concluso la Ministra, “va avanti serratamente anche il confronto con l’Europa. Ieri il nostro progetto di regolamento è stato esaminato a Bruxelles con buoni risultati, sulla selezione delle aree colpite, su risorse e misure, per cui è previsto un incremento di risorse che verranno destinate anche alla prevenzione, con l’installazione di reti di protezione per le quali abbiamo chiesto di innalzare il contributo pubblico all’80 per cento”. 
CIMICE ASIATICA
“Nella riunione svoltasi il 21/01/2020 a Bruxelles e dedicata all’esame della bozza di regolamento relativa all’emergenza Cimice asiatica, gli Uffici del Mipaaf hanno già argomentato con solide ragioni la necessità di inserire il Piemonte nell’elenco delle Regioni interessate. E questo anche in ragione del fatto che molte Organizzazioni dei produttori riconosciute in Italia hanno un carattere interregionale”. Così la Ministra alle Politiche Agricole  Teresa Bellanova.
VERSO LA CABINA DI REGIA DEL VINO. BELLANOVA
Analisi e valutazione del settore e degli scenari degli scambi internazionali; stato di attuazione del Testo unico del vino; confronto per l’Istituzione della Cabina di regia del vino. Sono stati questi i temi in discussione nel corso dell’incontro con il settore vitivinicolo presieduto dalla Ministra Teresa Bellanova e conclusosi pochi minuti fa al Ministero delle Politiche agricole.
Un incontro espressamente finalizzato a condividere con l’intero settore l’istituzione della Cabina di regia del vino, già annunciata nei mesi scorsi in diverse occasioni dalla stessa Ministra.
“Un settore così strategico e importante”, ha detto Bellanova introducendo i lavori, “ha bisogno di un luogo dove affrontare le criticità, valutare con attenzione le strategie di valorizzazione, maturare un confronto vero con tutte le parti interessate per un progetto complessivo di futuro del settore. Se il vino italiano costituisce uno dei nostri comparti di maggiore successo, sono altrettanto evidenti le problematiche che ne frenano l’enorme potenziale. Siamo stabilmente il primo produttore al mondo di vino: come facciamo a vincere anche la sfida del valore?  Tanto è stato fatto, se penso soprattutto a quanto vino del Sud oggi parta per i mercati internazionali con bottiglie che portano il nome del territorio d’origine: come possiamo fare meglio? Come reagire al rischio dei dazi Usa? Il 30 incontrerò il Ministro americano dell’Agricoltura e ribadirò con forza la nostra posizione: il vino italiano non si tocca”.
Quanto alla Cabina di regia: “Ascolto, condivisione e partecipazione saranno parole chiave per trovare insieme le soluzioni più utili a risolvere i problemi e a dare maggiore slancio a questo settore strategico”, ha proseguito la Ministra Bellanova. “Per costituirla non sarà il ministero a fissare da solo priorità e componenti. Lo decideremo insieme, perché voglio creare uno strumento utile. Semplificare è un dovere. Ma è facile a dirsi e difficile da praticare. Non voglio assumere impegni generici, chiedo a voi e poi a chi farà parte della Cabina di regia di indicare quali adempimenti, quali circolari, quali decreti complicano la vita delle imprese. Li dobbiamo cambiare insieme”.
Quanto al Testo unico sul vino: “Avere prodotto un solo testo di riferimento per il settore è un fatto importante. A distanza di 3 anni però mancano alcuni decreti attuativi. Ho chiesto un dossier dettagliato sul perché non siano stati ancora emanati. E su quelli fatti dovremo valutare l’efficacia delle scelte fatte, come prevede la stessa norma. Ecco perché ribadisco la necessità della Cabina di regia, sarà il luogo ideale anche per questo lavoro”
OPERAZIONE DIONISO
“L’operazione condotta alle prime luci dell’alba del 22/01/2020 nella zona dell’Oltrepò Pavese, culminata con sette arresti per un sofisticato sistema di alterazione del vino e frode fiscale, conferma quanto il nostro sistema dei controlli sia efficiente e coordinato e testimonia l’enorme attenzione che l’Italia pone nel tutelare le proprie produzioni di qualità.
Insieme alla Magistratura, ringrazio ancora gli Ispettori dell’ICQRF, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza, per il quotidiano impegno a tutela delle nostre produzioni”.
EMERGENZA CIMICE ASIATICA
Il Comitato esecutivo dell’ABI ha accolto l’invito della Ministra delle Politiche Agricole, Sen. Teresa Bellanova, a sensibilizzare le banche sull’opportunità di applicare le misure di favore previste nell’Accordo per il Credito 2019, ove ne ricorrano le condizioni indicate nello stesso Accordo e, in particolare, di sospendere il pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti in essere per le imprese agricole danneggiate dalla cimice asiatica per un periodo anche superiore a quanto previsto in via generale dall’Accordo.
“Tutelare nel modo migliore il reddito delle imprese agricole è decisivo”, afferma la Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, “e ringrazio l’Abi per l’attenzione che sta dedicando a chi è colpito dalla cimice asiatica. In legge di bilancio abbiamo stanziato 80 milioni di euro per gli indennizzi e ora questa disponibilità delle banche ad andare oltre i 12 mesi di moratoria previsti dall’accordo sul credito rappresenta un altro tassello di azione importante. Il Ministero continuerà a mantenere alta l’attenzione su una piaga che va contrastata con ogni mezzo”.
“Questa iniziativa”, aggiunge il Presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, “vuole essere è un fattivo contributo del mondo bancario per favorire il mantenimento della capacità produttiva del settore ortofrutticolo in una situazione di particolare difficoltà”.
In particolare, l’Accordo per il Credito 2019 sottoscritto dall’ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese prevede: la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio lungo termine anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie; l’allungamento della durata dei mutui, dei finanziamenti a breve termine e delle operazioni di credito agrario di conduzione ex art. 43 del TUB (perfezionato con o senza cambiali).
Nel frattempo il Ministero delle politiche agricole segnala che in attesa che le Regioni diano attuazione alla possibilità di ricorrere alle agevolazioni del Fondo di solidarietà nazionale, secondo quanto previsto dalla Legge di bilancio, è stato previsto in via straordinaria che le imprese danneggiate dalla cimice asiatica possano contare sulla garanzia ISMEA – rilasciata secondo procedure preferenziali e semplificate – in relazione a finanziamenti non finalizzati, con ammortamento quinquennale e preammortamento di due anni.
La garanzia è concessa nella misura fissa del 70% e con il pagamento della commissione agevolata nei limiti del de minimis.

DAZI USA SULL’AGROALIMENTARE ITALIANO, BELLANOVA INCALZA NUOVAMENTE HOGAN: “MISSIONE A WASHINGTON SCONGIURI RISCHI IMMINENTI. ASSOLUTAMENTE URGENTE FONDO UE PER SOSTENERE SETTORI COLPITI E CALMIERARE I DANNI.”
Non un minuto da perdere e un’azione forte dell’Europa.Utilizzare tutte le armi della diplomazia politica nel corso della missione del Commissario europeo Hogan a Washington, che avrà inizio martedì prossimo, per scongiurare la penalizzazione dell’agricoltura e dell’agroalimentare europei. Costituire immediatamente un Fondo ad hoc, senza assolutamente intaccare le risorse Pac, per affrontare questa e altre crisi commerciali e soprattutto, nell’immediato, sostenere le aziende dell’agroalimentare italiano ed europeo colpite ingiustificatamente dai dazi.
Infine, ma non ultimo: mantenere l’unità d’azione europea e la coesione tra gli stati membri che la strategia dell’amministrazione statunitense sta a colpi di dazi tentando di minare.
E’, in estrema sintesi, il contenuto della lettera inviata ieri al Commissario europeo Phil Hogan dalla Ministra alle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova.
Che afferma: “Dopo la prima lettera di ottobre, e i numerosi incontri istituzionali a Bruxelles, ho ritenuto urgente sollecitare ancora una volta il Commissario Hogan in vista della sua imminente missione a Washington. Bisogna mettere in campo ogni sforzo negoziale per scongiurare la penalizzazione che rischia di colpire ulteriormente da subito, e con un peso che si annuncia infinitamente maggiore del precedente, l’agricoltura e l’agroalimentare europei. Non è accettabile che agricoltori e imprese paghino dazi addirittura al cento per cento del valore come quelli previsti dalla revisione in corso delle misure. Sarebbe una debacle, che dobbiamo assolutamente scongiurare. Ed è assolutamente necessario costituire un Fondo europeo per sostenere le imprese. Prendendo le risorse dal bilancio europeo e non dai fondi agricoli, perché altrimenti l’agricoltura pagherebbe due volte. Bisogna agire con assoluta urgenza e fare seguire azioni concrete ad impegni e assicurazioni verbali più volte rimarcati. Le nostre imprese hanno già pagato l’embargo russo e non sanno cosa aspettarsi da Brexit. E noi non possiamo muoverci solo dopo che il disastro è accaduto. Dobbiamo farlo prima e dobbiamo farlo subito”.
Per questo, scrive la Ministra Teresa Bellanova a Hogan, bisogna “mantenere l’unità d’azione dell’Unione Europea e la coesione tra Stati membri. Coesione che rischia invece di venire meno, laddove le nuove misure venissero a colpire in maniera sproporzionata alcune categorie di prodotti agroalimentari europei: nel nostro caso, dopo aver gravemente danneggiato il lattiero-caseario, l’ampliamento ipotizzato nella lista finirebbe per colpire nostre filiere strategiche come quelle viti-vinicole, delle carni lavorate, dell’olio di uliva e degli agrumi. L’impatto non sarebbe sostenibile per le nostre imprese che hanno investito molto in questi anni e che, senza adeguate misure compensative, resterebbero di fatto escluse dal mercato americano”.
Ecco allora la seconda priorità, ormai indifferibile dinanzi al quadro che si annuncia: la costituzione a livello europeo di uno strumento adeguato di intervento “in grado di affrontare crisi commerciali come questa, senza intaccare le risorse della PAC”.

PIANO STRAORDINARIO PER LA RIGENERAZIONE OLIVICOLA DELLA PUGLIA
MIPAAF, BELLANOVA: “INDENNIZZI, INVESTIMENTI, RICERCA.PAROLE CHIAVE DELLA RIGENERAZIONE OLIVICOLA PUGLIESE”
Condivisione sul Piano da Istituzioni e Associazioni.Più risorse per indennizzi ad agricoltori e frantoi

Indennizzi, investimenti, ricerca. Sono le parole chiave della rigenerazione olivicola della Puglia che la Ministra alle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova ha voluto ribadire ancora una volta oggi, aprendo l’incontro convocato con istituzioni e associazioni per l’illustrazione del Piano straordinario.
Conclusosi pochi minuti fa l’incontro, svoltosi in un clima sereno e propositivo, ha confermato l’impianto del Piano, così come illustrato nei giorni scorsi dalla stessa Ministra. Nessuna modifica all’impianto delle misure, tranne nell’aumento delle risorse sugli indennizzi ad agricoltori e frantoiani.
A partire da questo aspetto, in apertura, è stata proprio la Ministra Bellanova ad esplicitare la ratio della strategia: “Questo piano è degli agricoltori, ma a chi chiede che le risorse vadano solo a questa misura”, ha detto, “ricordo che la norma impone una scelta diversa. Questo non è possibile”.
Quindi investimenti. “Per rigenerare l’olivicoltura e l’agricoltura servono imprese agricole che investano”, ha proseguito Bellanova, “che possano fare i reimpianti, piantare altre colture, lavorare in ottica di territorio con imprese di trasformazione e commercializzazione. Per questo sono previste misure specifiche. E anche la parte sui contratti di distretto, per favorire la progettazione territoriale. Serve o no riprogettare un territorio dove prima c’era una coltura identitaria e adesso il deserto? Io rispondo sì. E’ necessario capire dove, cosa e quali procedure gli agricoltori devono affrontare per fare il loro mestiere. Ho chiesto al mio ufficio legislativo di lavorare con Beni culturali, Ambiente e Regione per chiarire definitivamente cosa è consentito e cosa no. Abbiamo fatto un protocollo che ha sbloccato i reimpianti di ulivi con le 2 specie resistenti. Credo si debba ripartire dall’ulivo ma che gli agricoltori devono essere liberi di fare impresa, rispettando le norme”.
Infine la ricerca, vera e propria chiave di volta: “E’ essenziale”, ha concluso la Ministra Bellanova, “nel dare prospettiva alla rigenerazione agricola. Servono risorse adeguate ma soprattutto dobbiamo trovare un coordinamento. Con un obiettivo chiaro: la ricerca deve aiutare gli agricoltori. Non essere fine a sé stessa, non essere scoordinata, non essere in competizione. È indispensabile. Se oggi si può sperare nella tenuta di due specie individuate come resistenti è perché si è fatta ricerca”.

PRESENTAZIONE STRATEGIA NAZIONALE MIPAAF SU RISPARMIO IDRICO, TUTELA TERRITORIALE, LOTTA AL DISSESTO IDROGEOLOGICO
67 INTERVENTI IN CORSO DI REALIZZAZIONE E 52 DA ATTIVARE NEL 2020 PER OLTRE UN MILIONE DI RISORSE COMPLESSIVE

BELLANOVA : “ACQUA RISORSA CENTRALE IN AGRICOLTURA.
STRATEGICHE LE POLITICHE DI GESTIONE E TUTELA.
INVESTIRE PRESTO E BENE LE RISORSE, SBLOCCARE I CANTIERI PER FAR RIPARTIRE IL PAESE:
ITALIA SHOCK SIGNIFICA QUESTO”
Una programmazione imponente, per risorse investite, impatto dei cantieri avviati, territori coinvolti. E’ quella della Strategia nazionale per il risparmio idrico, la tutela territoriale, la lotta al dissesto idrogeologico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali illustrata stamane alla presenza della Ministra Teresa Bellanova dal Dipartimento Politiche europee e internazionali e per lo Sviluppo Rurale del Mipaaf, con interventi di  Giuseppe Blasi, Capo dipartimento Politiche europee e internazionali e per lo Sviluppo Rurale; Emilio Gatto, Direttore Generale Sviluppo Rurale; Simona Angelini, Dirigente Ufficio Irrigazione e bonifica, e la comunicazione di Francesco Vincenzi, Presidente Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni.
Suddivisa nei bienni 2018-2019 e 2020, la Strategia ha visto nel primo biennio finanziati sessantasette progetti di rilevanza nazionale nel settore della bonifica e del risparmio idrico in agricoltura per complessivi 629 milioni di euro attraverso il Programma di sviluppo rurale nazionale (PSRN); il Fondo sviluppo e coesione; la Legge di bilancio (infrastrutture strategiche) 2017 che aveva istituito il Fondo per le infrastrutture strategiche.
Tutti in fase di esecuzione: l’immediata cantierabilità era infatti una delle condizioni per partecipazione alla selezione indetta, il che ha consentito ai beneficiari, in gran parte Consorzi di bonifica, di essere immediatamente operativi.
Nel 2020 a partire dalle prossime settimane, al via una nuova importante tranche di interventi, per circa 500 milioni di euro e la realizzazione di 52 progetti, grazie anche all’importante lavoro di attrazione delle risorse svolto dal Mipaaf in questi mesi.
Nella Strategia nazionale illustrata stamane rientrano inoltre la Banca dati degli Investimenti irrigui e il Sistema Informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura. Realizzata nel 2018 dal CREA in collaborazione con le Regioni la Banca Dati, obiettivo della Banca dati è supportare nella maniera più ampia possibile la programmazione degli interventi finalizzati alla riduzione dei rischi in agricoltura, sia in relazione alla scarsità idrica, sia al dissesto. Anche attraverso la connessione con il Sistema informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura (SIGRIAN), anch’esso gestito dal CREA, database nazionale unico di riferimento per la raccolta di dati e informazioni sull’uso irriguo dell’acqua a scala nazionale, importante anche nella definizione di modelli di certificazione sulla sostenibilità, in particolare per quanto concerne l’utilizzo della risorsa idrica (cosiddetta impronta idrica).
“Come illustrato stamane”, ha detto nel suo intervento conclusivo la Ministra Bellanova,  “una parte consistente dei fondi utilizzati per l’attuazione dei progetti rinviene da quel Fondo Infrastrutture costituito con la Legge di bilancio del 2017, che non a caso individuava proprio nel dato infrastrutturale nel nostro Paese uno dei punti, se non quello più rilevante e strategico, sui cui intervenire senza indugi. Era la stessa logica che aveva informato e dato vita a due intuizioni straordinarie poi sciaguratamente cancellate: Casa Italia e Italia Sicura.
Straordinarie perché, dinanzi a cambiamenti climatici così evidenti e dagli esiti spesso devastanti, con le gelate al sud e la siccità al nord, e alla pervasività del dissesto idrogeologico, non possiamo pensare di agire solo quando il disastro è accaduto.
Per questo, in virtù della lungimiranza che caratterizzava quelle strutture rivelatesi un successo, quanto presentiamo oggi lo leggo a giusta ragione in quel solco, ulteriore conferma della giustezza e valenza.
Quando parliamo di Italia shock, delle proposte che in questo mese presenteremo ai nostri partner di governo, diciamo: abbiamo le risorse, abbiamo i progetti immediatamente cantierabili, lavoriamo per mettere a valore presto e bene le une e gli altri. Non è civile un paese dove un’opera pubblica anche di pochi chilometri ha bisogno di anni per vedere la luce con un costo enorme per i cittadini e la loro qualità della vita.
Le decine di opere in fase di realizzazione che oggi stiamo illustrando dimostrano che è possibile. Qui l’abbiamo fatto e stiamo continuando a farlo, anche con una capacità forte di attrazione delle risorse per proseguire nel programma avviato, il che si traduce non solo, come è evidente, nel raggiungimento degli obiettivi individuati, contrasto al dissesto idrogeologico e riduzione dei rischi legati alla scarsità idrica, ma soprattutto in nuova salvaguardia e tutela del paesaggio”.Il video della presentazione, avvenuta il giorno 8.1.2020 presso la Sala Nassirya del Comando Carabinieri per la tutela agroalimentare è disponibile al link:
https://tinyurl.com/yjy2xos3
Fonte mipaaf

ORIGINE OBBLIGATORIA DELLE MATERIE PRIME IN ETICHETTA
Rendere obbligatoria in Europa l’origine delle materie prime in etichetta su tutti gli alimenti.
Lo ha ribadito IL 16.12.19 la Ministra delle Politiche Agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova da Bruxelles, intervenendo al Consiglio dei Ministri Agricoltura e Pesca.
“E’ un diritto dei cittadini che va garantito”, ha affermato la Ministra Bellanova, “e una questione di trasparenza.  Per cambiare l’Europa e renderla più forte bisogna cambiare passo. Per questo insieme ai colleghi di Francia, Spagna, Portogallo e Grecia chiediamo alla commissione Ue di rendere più forte la legge europea sull’etichettatura. Credo sia positivo che molti Stati Membri abbiano concordato con la nostra posizione. L’apertura della Commissaria Kyriakides sia un’occasione sulla quale lavorare in vista di aprile 2020 e della strategia “Farm to Fork”. Non c’è più tempo da perdere. Il regolamento 775 del 2018 e la scelta di un regime facoltativo di etichettatura ci trova contrari e riteniamo non soddisfacenti le soluzioni scelte. La sperimentazione che in molti abbiamo in corso su latte, formaggi, carni trasformate, pasta, riso, pomodori, non può terminare con l’entrata in applicazione del regolamento. E’ necessario lavorare insieme rapidamente perché questi prodotti indichino obbligatoriamente l’origine della materia prima. Non crediamo sia il caso di attendere un nuovo scandalo alimentare per avere una norma di buonsenso come accaduto con tutti gli alimenti che hanno già l’etichetta di origine obbligatoria in Europa”.
Quanto ai sistemi di etichettatura a semaforo, ha aggiunto la Ministra Teresa Bellanova, “lo dico con chiarezza: i sistemi di etichettatura o con bollini rossi non ci piacciono. Non danno informazioni nutrizionali corrette ai cittadini e penalizzano in maniera discriminante tanti prodotti della dieta mediterranea o grandi dop italiane e di altri Paesi. Come possiamo dire di promuovere la qualità dei territori con le DOP e IGP, se poi sulla confezione insieme al marchio di qualità europeo si trova un bollino rosso di bocciatura? Non è accettabile. In Italia stiamo completando la sperimentazione di un sistema a batteria che dica al consumatore quale percentuale di fabbisogno giornaliero degli elementi nutritivi ha raggiunto. Dobbiamo guardare allo stile alimentare, a un equilibrio per le diete sane. E l’Italia, che insieme al Giappone è uno dei Paesi con la maggiore longevità al mondo, ha qualcosa da dire su questa materia”.
Fonte Mipaaf

PROMOZIONE DEL VINO SUI MERCATI DEI PAESI TERZI
Il Comitato di gestione vino svoltosi il 05.12.2019 a Bruxelles ha dato via libera alle proposte di regolamento che apportano alcune modifiche sostanziali alla misura della promozione del vino sui mercati dei paesi terzi per fronteggiare l’imposizione dei dazi statunitensi nei confronti di alcuni prodotti agricoli europei.
Si tratta di tre proposte di regolamento che rendono la gestione della promozione più flessibile, consentendo ai beneficiari dei contributi di apportare modifiche ai progetti di promozione approvati, comprese quelle che riguardano i  paesi target oggetto delle azioni promozionali, nonché di realizzare progetti di promozione per un periodo superiore ai  5 anni per ciascun paese terzo, superando così il  limite attualmente fissato.
Inoltre, viene consentito l’incremento della percentuale di contribuzione dell’Unione europea, portandola dall’attuale 50% al 60%, riducendo la partecipazione finanziaria dell’impresa  al 40% delle spese effettivamente sostenute. In questo modo si cerca di sostenere i produttori italiani ed europei a mantenere le quote di mercato faticosamente guadagnate in un Paese come gli USA, che rappresenta uno dei nostri maggiori mercati di export per il vino.
“Una decisione che va incontro alle nostre sollecitazioni in questi mesi all’Europa, e che accogliamo con grande favore. Proteggere il made in Italy è la nostra priorità”, afferma la Ministra Bellanova”.Saldo Imu agricola: le agevolazioni per i terreni agricoli

CIMICE ASIATICA
“Grave errore la mancata autorizzazione. Serve deroga nazionale per tutela dei nostri agricoltori”
“La mancata autorizzazione all’utilizzo del chlorpyrifos-methyl, al momento l’unico rimedio contro la cimice asiatica, è un grave errore dell’UE”.
Lo afferma la Ministra Teresa Bellanova che a Bruxelles, in questi mesi, si è fatta portavoce delle esigenze del sistema produttivo italiano del centro-nord gravemente colpito dall’emergenza.
“So bene”, afferma la Ministra, “come per i nostri produttori e per l’intera filiera sia importante disporre di efficaci mezzi di difesa fitosanitaria per il controllo dell’emergenza almeno fino a quando non saranno disponibili misure alternative. Per questo serve con urgenza una deroga nazionale sulla quale dovremo lavorare con il Ministro Speranza. La cimice asiatica è un’emergenza europea, connessa com’è alla crisi climatica, per questo all’Europa chiediamo uno sforzo e siamo già impegnati con i nostri uffici, per negoziare una deroga con Bruxelles”. 
Fonte Mipaaf

IL BONUS VERDE CI SARÀ’
“Lo voglio ribadire qui a Matera: il bonus verde ci sarà. Era impensabile per me pensare a una manovra green senza il bonus verde”. Lo ha detto poco fa la Ministra Teresa Bellanova da Matera intervenendo all’iniziativa Coldiretti su “cibo e cultura”.
“Abbiamo fatto uno sforzo come Ministero”, ha proseguito la Ministra, “e con nostre risorse abbiamo garantito la proroga della misura. Ora mi auguro che tante cittadine e tanti cittadini utilizzino questa occasione per piantare alberi, rinnovare giardini e terrazzi, scegliendo i prodotti dei florovivaisti italiani, un nostro orgoglio. Anche così potremo lavorare sulla crisi climatica e rendere le nostre città più verdi e più inclusive. E per questo i Piani del verde dovrebbero divenire una priorità nelle progettazioni urbanistiche territoriali”. 

TAVOLO OLIO
“La sfida più grande che abbiamo davanti è quella del valore. Abbiamo convinto i consumatori a spendere 10 euro e più per una bottiglia di vino che dura un pasto, non riusciamo a convincerli a spenderne 8 per una bottiglia di olio che dura 3 o 4 settimane. Abbiamo più di 500 cultivar, un patrimonio di biodiversità che non ha eguali: se non viene valorizzato adeguatamente rischia di essere un problema”.
Lo ha affermato la Ministra Teresa Bellanova nel corso del Tavolo Olio al Mipaaf convocato per un confronto sulla situazione attuale e sulle prospettive di settore.
“È sul valore che prima di tutto dobbiamo lavorare”, ha proseguito la Ministra, “e in questo. L’alleanza con il consumatore è strategica. Lo abbiamo abituato a vedere sempre l’olio in offerta. Svilendo spesso il prodotto. Non dico che il prezzo deve essere inaccessibile ma così la filiera non regge. Su questo chiediamo a GDO e ristoratori di darci una mano, di fare da tramite con i cittadini per un patto dell’olio.
E anche nella ristorazione serve più cultura dell’olio, dall’offerta al cliente al suo utilizzo in cucina. I ristoranti possono diventare i primi avamposti del cambiamento culturale, perché se valorizziamo lì il prodotto i benefici andranno a ricadere su ogni segmento. L’olio va considerato come un alimento e non solo come un semplice condimento”.
Infine, il ruolo strategico della comunicazione. “Con Ismea”, ha concluso la Ministra, “abbiamo lanciato una campagna di comunicazione dal titolo “Olio su Tavola – I Capolavori dell’extravergine” che lega il tema dell’arte all’olio, a confermare che Italia è sinonimo di cultura e di olio d’oliva. Un’azione di comunicazione che andrà avanti per tutto il 2020 e che chiedo a tutti voi di condividere il più possibile”.

RIUNITO AL MIPAAF IL TAVOLO OLIO
Commissione unica nazionale, controlli e sui furti “collaborazione con la ministra Lamorgese

“Se siamo qui oggi è perché c’è una tensione di mercato importante di cui voi conoscete meglio di me le cause e perché, evidentemente, dobbiamo affrontare più di qualche disfunzione. Non ci si può costantemente limitare a fotografare quello che non funziona. Dobbiamo costruire soluzioni. Questo incontro e gli altri che seguiranno ha questo obiettivo: disegnare insieme una nuova strategia per l’olio italiano. Facendoci carico dei limiti evidenti ma anche delle straordinarie potenzialità. Ad iniziare dal ruolo che devono avere innovazione e ricerca, per rendere qualitativamente sempre più competitivo il settore. La nostra sarà una novità vera”.
Così la Ministra Teresa Bellanova introducendo stamane il Tavolo Olio convocato al Mipaaf per un confronto sulla situazione attuale e sulle prospettive di settore.
“Proprio perché abbiamo l’esperienza più che positiva di altri segmenti”, ha proseguito la Ministra Bellanova, “io dico: OCM olio come per il vino. Alla Commissione europea abbiamo chiesto di potenziare l’OCM olio con contributi diretti agli agricoltori per la ristrutturazione, la riconversione e l’impianto di nuovi oliveti, l’ammodernamento dei frantoi oleari. Ma anche per interventi volti alla conservazione del paesaggio, al miglioramento della sostenibilità ambientale, alla formazione e al trasferimento delle innovazioni. La dotazione finanziaria di 34,59 milioni di euro dovrà essere incrementata attraverso un trasferimento di fondi dallo Sviluppo Rurale”.

Quindi, per l’individuazione trasparente del prezzo unico indicativo di riferimento a livello italiano, la Ministra ha proposto, raccogliendo l’adesione dei presenti, l’attivazione della Commissione Unica nazionale. “Nel giro di dieci giorni”, ha ribadito, “attiveremo un tavolo tecnico per procedere”.

Quanto ai controlli a tutela del prodotto italiano, “per difendere l’olio italiano dobbiamo mettere fuori gioco chi inganna i consumatori”, ha affermato Bellanova. “Per questo voglio ringraziare l’Icqrf del lavoro che fa su questo fronte così come gli altri organismi di controllo, perché il falso olio è un nemico da battere. Allo stesso modo c’è bisogno di più protezione, perché i casi di furti che riempiono le pagine di cronache queste settimane sono allarmanti. Su questo punto ci confronteremo presto anche con la Ministra Lamorgese”.

Durante la riunione è emersa anche la proposta di rivedere alcuni parametri per la classificazione dell’olio extravergine d’oliva in seno al Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi). La Ministra Bellanova si è detta disponibile ad approfondire, perché la difesa della competitività dell’olio extravergine made in Italy è una priorità assoluta. “Peraltro anche sul sistema delle nomine del Coi”, ha aggiunto, “abbiamo più di qualche perplessità”.
Fonte Mipaaf

EMERGENZA CIMICE ASIATICA
Segnale importante, per le imprese dell’agroalimentare coinvolte nell’emergenza cimice asiatica, dall’incontro svoltosi stamane al Mipaaf tra la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova e il Presidente dell’ABI Antonio Patuelli. Al centro del confronto, che segue l’istruttoria in queste settimane condotta dagli Uffici tecnici del Ministero e dell’Abi, l’ipotesi di sospensione delle rate fino a 24 mesi senza pagamento della quota capitale e la traslazione fin a 24 mesi dei piani di ammortamento
“Abbiamo voluto fortemente questo confronto”, ha detto la Ministra Teresa Bellanova, “per venire incontro e poter rispondere positivamente alle tante esigenze delle imprese dell’agroalimentare nei territori colpiti dall’emergenza cimice asiatica. Preoccupazioni ed esigenze che continuo a raccogliere negli incontri pubblici e che erano già emerse con forza sia al Tavolo con le Regioni che nell’incontro tenuto nella Prefettura di Ferrara con le Istituzioni territoriali e l’intera filiera. Oggi dico a quelle imprese e a quei territori: stiamo mantenendo gli impegni e puntiamo alla moratoria dei mutui e a una sospensione delle rate fino a 24 mesi. Un segnale preciso ma soprattutto incisivo, che si aggiunge a quanto già abbiamo previsto in Legge di bilancio con lo stanziamento di 80milioni in tre anni. Poter prevedere un allungamento dei tempi di sospensione delle rate fino a 24 mesi lo ritengo un obiettivo importante che dà respiro alle imprese colpite dalla cimice asiatica.
Ringrazio il Presidente dell’Abi per la sensibilità dimostrata nel corso dell’incontro”.
Fonte Mipaaf

TAVOLO NAZIONALE LATTE OVINO
Al Tavolo nazionale del latte ovino svoltosi in mattinata al Mipaaf le risposte e le proposte sono arrivate.
Dalla Grande distribuzione, disponibile a proseguire nel sostegno alla promozione dei prodotti derivati da latte ovino a partire dalle Dop.
Dal sistema bancario, in questo caso il Banco di Sardegna, a individuare strumenti per il credito per i pastori e le start up agricole.
Dall’intero Tavolo, che ha accolto positivamente l’invito della Ministra Bellanova per la costituzione di gruppi di lavoro tematici su credito, innovazione di filiera, trasparenza, promozione nazionale e internazionale, per rafforzare e arricchire, ma anche semplificare e velocizzare, la formula del tavolo nazionale.
“Questo non vuole essere un tavolo emergenziale ma di programmazione”, ha affermato la Ministra Teresa Bellanova all’apertura dei lavori. “L’obiettivo è capire come fare meglio sul lungo periodo, porre le basi per individuare azioni e proposte strutturali per dare futuro a questa filiera essenziale. Che in molti territori oggi qui presenti significa identità e tenuta sociale”.
Quindi la sintesi del lavoro svolto in questi mesi a partire da una premessa: “È mio dovere attuare le norme previste dal decreto emergenze agricole e su questo stiamo lavorando: il bando sul pecorino da destinare agli indigenti, per 14 milioni di euro, è stato registrato dalla Corte dei Conti e inviato alla Gazzetta ufficiale per la pubblicazione. Ho firmato il decreto per lo stanziamento di 10 milioni di euro per i contratti di filiera nel settore, dopo l’intesa con le Regioni, ed è alla firma del Ministro Gualtieri. Lo schema predisposto per la tracciabilità del latte è stato inviato alla conferenza stato regioni e sarà oggetto a breve di riunioni tecniche, costituendo un momento di cambiamento molto importante. Nessuno, io credo, deve temere la trasparenza. Anzi proprio questo valore deve aiutarci a rilanciare anche i rapporti di fiducia nella filiera, che negli ultimi anni si sono oggettivamente complicati negli ultimi anni”.
“La filiera”, ha poi sottolineato la Ministra Bellanova, “non è completa se non interloquiamo con chi porta al consumatore il frutto del lavoro prima allevatoriale e poi industriale. Alla grande distribuzione chiediamo di valorizzare le produzioni a base di latte ovino, a partire dalle grandi DOP, dando continuità all’operazione che lo scorso anno è stata avviata sull’onda della protesta e che ha portato una maggiore attenzione dei cittadini rispetto al prodotto”
Infine, il sistema bancario: “Con il pegno rotativo”, ha ricordato la Ministra Bellanova, “è stato fatto un passo in avanti, ora credo sia tempo anche per rimettere nel circuito del credito gli allevatori. I 5 milioni di euro previsti dal dl emergenze agricole per gli interessi possiamo qualificarli meglio in questa direzione”.
Fonte Mipaaf

SISTEMA NAZIONALE INTEGRATO DI GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA 
“La gestione del rischio è uno dei pilastri fondamentali per dare concreta tutela del reddito ai nostri agricoltori. Se avanzeremo su questo fronte, tutta la nostra agricoltura potrà fare un passo in avanti verso la produzione di cibo sano, sicuro e sostenibile. Sostenibilità ambientale, sociale, economica”.
Così la Ministra Teresa Bellanova concludendo nel pomeriggio di oggi il convegno internazionale “La gestione del rischio nella PAC post 2020: proposte e fabbisogni del territorio”.
“Per far fronte ad eventi meteorologici estremi e alle sempre più frequenti emergenze fitosanitarie, fenomeni entrambi collegati ai cambiamenti climatici”, ha proseguito la Ministra Bellanova, “il settore agricolo ha oggi a disposizione due tipologie di strumenti di intervento: uno a livello di prevenzione, le assicurazioni agevolate e i fondi di mutualizzazione, e uno di compensazione, il “Fondo di solidarietà nazionale”. Strumenti caratterizzati da punti di forza e di debolezza. L’esigenza di intervenire riorganizzando il sistema appare non più rinviabile.
È necessaria una riforma radicale del decreto legislativo 102, la norma che regolamenta il Fondo di solidarietà nazionale.  Abbiamo un collegato agricoltura alla legge di bilancio, capiamo insieme se è quello lo strumento più rapido di azione. Io ritengo che questa azione debba avere priorità assoluta, conta quanto tutto quello che il governo sta mettendo in campo per la lotta al dissesto idrogeologico. Ne è parte integrante e come tale va considerato.
Dobbiamo pensare ad una riorganizzazione del sistema, per passare da quello attuale ad un vero e proprio sistema nazionale integrato di gestione del rischio in agricoltura, tramite un’azione congiunta tra Amministrazione centrale, Regioni e Province autonome. Con questo obiettivo, ritengo opportuno attivare un tavolo specifico su queste tematiche, in seno ai Gruppi di lavoro per la definizione del Piano strategico della PAC post 2020″.
“La discussione odierna”, ha concluso la Ministra Bellanova, “conferma l’esigenza di rafforzare l’intervento pubblico per gestire le conseguenze negative di rischi catastrofali. La proposta elaborata dall’Ismea e dagli uffici del Ministero per l’istituzione di un Fondo di Mutualità Nazionale a tutela di tutte le aziende agricole italiane è un’ipotesi molto interessante sulla quale ritengo opportuno avviare una riflessione immediata. Questo nuovo sistema crea i presupposti per superare la sperequazione nella distribuzione delle risorse finanziarie fra territori e filiere produttive, consentendo a tutte le imprese agricole di avere una “rete di sicurezza” per la lotta ai cambiamenti climatici. L’iniziativa, che si inserisce nel percorso di sviluppo e ammodernamento del Fondo di Solidarietà Nazionale, dovrebbe essere finalizzata nell’ambito della riforma della PAC a migliorare la capacità di intervento pubblico nella stabilizzazione dei redditi degli agricoltori. Con questa finalità, in occasione dell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri dell’agricoltura europei, ho proposto l’attivazione di un fondo di mutualizzazione. Le domande le conosciamo. È il tempo delle risposte”.
Fonte Mipaaf

FILIERA DEL POMODORO
“Voglio dirlo con forza: la filiera del pomodoro non è una filiera sporca. Per noi non esistono filiere sporche, ci sono aziende che commettono reati e come tali vanno punite. Siamo contrari alle presunzioni di colpevolezza. Il tema è questo: il valore della reputazione. E spesso basta una mela marcia a compromettere tutta la credibilità del settore. Per questo è nostro dovere impegnarci a fondo”. 
Così la Ministra Teresa Bellanova oggi a Napoli al Congresso annuale dell’Anicav “Il Filo rosso del pomodoro tra futuro e mercato La reputation come Asset strategico per il comparto”.
“La vostra iniziativa di dare ancora trasparenza sull’origine in etichetta anche dopo l’entrata in applicazione del regolamento 775 mi trova d’accordo. Se vogliamo avere una reputazione forte, dobbiamo dire al consumatore che la trasparenza è un valore, è un diritto. Nessuno può averne paura”- ha ribadito Bellanova – “Così come devono poter conoscere da dove proviene la materia prima dei cibi che acquistano, è importante che i cittadini conoscano il valore del prodotto. Se si abituano a comprare a costi che nemmeno coprono quelli di produzione allora avremo un problema enorme: quel risparmio lo sta pagando qualcuno”.
Sul fronte del Caporalato la Ministra ha sottolineato il dovere di combattere i caporali e insieme le pratiche sleali di mercato: “Vogliamo accelerare il recepimento della direttiva UE in materia e coordinarla con la nostra legge nazionale. Daremo un testo solo alle aziende, condiviso e con meno dubbi di interpretazione possibile. Sapendo che le pratiche sleali rappresentano un punto di assoluta debolezza nei rapporti della filiera e per questo devono essere vietate. Le aste al doppio ribasso, per esempio, pur non essendo in quella direttiva, sono caporalato in giacca e cravatta e per questo appoggio la legge che le vieta. È stata approvata alla Camera in prima lettura e spero che al Senato possa divenire definitivo il testo”.
Quanto al progetto che vede partecipe Anicav insieme alla Borsa merci telematica per costruire una piattaforma di intermediazione legale della manodopera a partire dalla filiera del pomodoro a Foggia la ministra Bellanova ha concluso: “Credo molto nel progetto. È vero che la raccolta meccanizzata è ora a livelli percentuali importantissimi, è pure vero che però dove ancora si pratica quella manuale è meglio avere strumenti di assoluta legalità. Dalla prossima campagna di raccolta partirà la sperimentazione della piattaforma e mi auguro sarà un progetto da diffondere come buona pratica”.
Fonte Mipaaf

INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ PILASTRI DI UN NUOVO MODELLO AGRICOLO 
“Innovazione e sostenibilità, legata non solo al mondo del biologico, sono due pilastri sui quali dobbiamo costruire il nuovo modello agricolo italiano. Una sfida epocale, perché la crisi climatica sta già producendo i suoi effetti a livello globale. Lo vediamo anche da noi: le alluvioni che flagellano il Paese, le gelate al sud, la siccità al nord, tempeste in grado di spazzare via milioni di alberi in un solo giorno. E noi dobbiamo farci carico dei cambiamenti climatici in modo determinato”. Così la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova intervenendo stamane a Torino al Convegno “Agroalimentare Bio 4.0”.

“L’agricoltura”, ha detto ancora la Ministra, “deve essere parte della soluzione. Dobbiamo contenere il più possibile l’impatto ambientale delle nostre produzioni e promuovere approcci sostenibili dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Senza la sostenibilità economica, le altre due non reggono comunque. Per questo voglio lavorare per dare piena tutela al reddito degli agricoltori. Solo se aiutiamo le imprese a essere competitive, ad affrontare il mercato, se semplifichiamo loro la vita, potremo avere un’agricoltura in grado di preservare l’ambiente e rispettare i lavoratori. La transizione ecologica che abbiamo davanti ci dovrà portare da un’economia lineare a un’economia circolare. E la tecnologia sarà indispensabile in questo percorso, anche e soprattutto in agricoltura”.
“Tecnologia ed ecologia devono andare insieme”, ha proseguito Bellanova. “Le esperienze di cui discutiamo oggi dimostrano come attraverso l’innovazione si possano ottenere risultati importanti dal punto di vista del risparmio di bilancio e del miglioramento della sostenibilità ambientale. Meno acqua sprecata con l’irrigazione di precisione, meno sostanze chimiche con il controllo 4.0, meno trattamenti con l’analisi. Ci sono opportunità importanti nello sviluppo di soluzioni sempre più adatte alle nostre colture. Sarà importante che tanti giovani, tante nuove start up provino a confrontarsi con le esigenze di futuro del mondo agricolo.”

SEMPLIFICAZIONE IN AGRICOLTURA E SVOLTA DIGITALE
“Dobbiamo fare in modo di accompagnare al meglio il cambiamento necessario. Gli agricoltori oggi, spesso senza accorgersene, sono grandissimi produttori non solo di cibo, ma di dati. E la gestione di questi dati è fondamentale per indirizzare al meglio le buone pratiche di coltivazione. Come gestirli? Credo sia centrale interrogarsi su questo. Mi chiedo come può lo Stato rinnovarsi per essere all’altezza della sfida. Perché la capacità di analizzare e utilizzare questi dati sarà decisiva per guidare le scelte amministrative e politiche dei prossimi anni. Più conosciamo a fondo le esigenze delle nostre filiere e delle nostre agricolture, meglio potremo pensare di dare risposte.” Così la Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova intervenendo stamane a Torino al Convegno “Agroalimentare Bio 4.0”.
“Dobbiamo aumentare gli sforzi per portare la banda ultralarga nelle aree rurali perché la connessione veloce a Internet è indispensabile per fare impresa ovunque” ha spiegato Bellanova. “Penso alla necessità di unificare le banche dati pubbliche, di Agea, Ismea, Inps, regioni, perché  l’agricoltore non debba passare il suo tempo a riempire mille volte gli stessi moduli. La stessa banca dati del biologico, il Sinab, deve dialogare con tutti gli altri sistemi. La semplificazione passa anche dalla svolta digitale”. Ha concluso la Ministra
Fonte Mipaaf

FONDO ISMEA 
“Diamo sostegno a quasi 150 milioni di euro di nuovi investimenti nelle filiere agroalimentari italiane, in imprese che arriveranno a fatturare quasi 400 milioni di euro anche grazie a questo aiuto. Ringrazio Ismea per il lavoro importante portato avanti con questo primo sblocco di finanziamenti, che dimostra la vitalità di un settore trainante per l’economia nazionale. Questo strumento aiuta a fare innovazione, a dare sviluppo nei territori e porterà alla nascita di nuovi posti di lavoro”.

Così la Ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova commenta la delibera di ISMEA dei primi 63 milioni di euro di interventi dei 100 milioni stanziati con il bando per gli Interventi finanziari a condizioni agevolate per il settore agricolo ed agroindustriale.

MALTEMPO
“Come è evidente dalle notizie che giungono, anche l’agricoltura è duramente colpita dal maltempo di queste ore. Stiamo seguendo con preoccupazione le esigenze dei diversi territori – assicura la ministra Bellanova – e siamo pronti a collaborare con le Regioni maggiormente colpite per  il censimento dei danni e per dichiarare lo stato di eccezionale avversità atmosferica. Servirà ad attivare gli strumenti del Fondo di solidarietà nazionale, a partire dalla sospensione delle rate dei mutui e dei contributi previdenziali per le imprese agricole. Incontreremo già nei prossimi giorni l’Abi per un’azione comune anche su questo fronte, perché dobbiamo aiutare le aziende a superare l’emergenza”.
Fonte Mipaaf

L’AGRICOLTURA TORNA PROTAGONISTA
MANOVRA, 600 MILIONI DI EURO PER L’AGRICOLTURA NELLA LEGGE DI BILANCIO 2020-2022 BELLANOVA: NO A NUOVE TASSE PER AGRICOLTORI CON AZZERAMENTO IRPEF AGRICOLA. INTERVENTI PER GIOVANI, DONNE E MADE IN ITALY
Le principali novità della Legge di Bilancio 2020 per il settore agricolo e agroalimentare sono state illustrate stamane dalla Ministra Teresa Bellanova.

“L’agricoltura”, ha affermato la Ministra Bellanova, “è tornata nell’agenda economica da protagonista e ha avuto l’attenzione che merita, pur in un contesto di risorse limitate. Nei tre anni investiremo 600 milioni di euro per il sostegno al settore, con risorse che si aggiungono a quelle già attive. Abbiamo mantenuto l’impegno di non aumentare le tasse agli agricoltori. Per questo sono soddisfatta dell’azzeramento dell’Irpef per chi vive di agricoltura, che significa quasi 200 milioni di euro che lasciamo alle imprese per investire.
Credo molto nelle energie che donne e giovani possono mettere al servizio dell’agricoltura italiana. E abbiamo dedicato a loro due misure: il bonus ‘donna in campo’ per erogare mutui a tasso zero per le imprenditrici e per gli under 40 sarà lo Stato a pagare i contributi per chi apre una nuova attività.
Abbiamo stanziato anche 30 milioni di euro per il sostegno alle filiere e all’autentico Made in Italy e c’è una dotazione per affrontare l’emergenza della cimice asiatica da 80 milioni di euro. Su questo fronte sappiamo che servirà fare ogni sforzo per aiutare le aziende colpite. Per la pesca abbiamo recuperato i ritardi e garantito l’indennità 2019 per i pescatori e lavoriamo per rendere strutturale la misura. Sono convinta che in Parlamento potremo ulteriormente rafforzare gli interventi per il settore con un confronto operativo e costruttivo con tutte le forze politiche”.

LE PRINCIPALI MISURE AGRICOLE 

AZZERATA IRPEF AGRICOLA, 200 MILIONI DI EURO DI TASSE IN MENO PER AGRICOLTORI
Confermato l’azzeramento dell’Irpef per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. La misura vale 200 milioni di euro annui e si aggiunge alla cancellazione stabile dell’Imu sui terreni agricoli e dell’Irap, per un beneficio fiscale complessivo da 1 miliardo di euro. 

CIMICE ASIATICA, 80 MILIONI DI EURO PER RISTORO DEI DANNI ALLE IMPRESE
80 milioni di euro nel triennio per ristoro dei danni provocati dalla cimice asiatica. È questa la dotazione destinata al Fondo di solidarietà per intervenire a supporto delle imprese danneggiate dalla diffusione dell’insetto, in particolare nelle regioni del nord. 

GIOVANI, AZZERAMENTO CONTRIBUTI PREVEDENZIALI PER CHI VUOLE DIVENTARE IMPRENDITORE AGRICOLO
Per i giovani che aprono una impresa agricola sarà lo Stato a pagare i contributi previdenziali per i primi 24 mesi. 44 milioni di euro di spesa per far nascere nuove giovani imprese e per semplificare la vita alle start up agricole condotte da under 40. 

BONUS “DONNE IN CAMPO”, MUTUI A TASSO ZERO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE IN AGRICOLTURA
Un fondo rotativo da 15 milioni di euro per garantire mutui a tasso zero per le donne che sono imprenditrici agricole o che lo vogliono diventare. Una misura concreta per favorire gli investimenti al femminile nel settore primario, dove oggi una impresa su tre è condotta da una donna. 

FONDO PER LA COMPETITIVITÀ, 30 MILIONI DI EURO PER IL SOSTEGNO DELLE FILIERE AGRICOLE
30 milioni di euro complessivi nel biennio 2020-2021 a sostegno dell’agroalimentare Made in Italy, con interventi per il rafforzamento della competitività delle filiere, a partire dalle produzioni d’eccellenza e dai mercati più importanti. Per la filiera grano pasta sono previsti 30 milioni di euro per i contratti di filiera, a cui si aggiungono 10 milioni del 2019. 

GARANZIE PER LE NUOVE TECNOLOGIE, L’AGRICOLTURA DI PRECISIONE E LA BLOKCHAIN
30 milioni di euro finalizzati ad azzerare il costo delle garanzie per gli imprenditori agricoli e per facilitare l’accesso al credito per gli investimenti in innovazione tecnologica, agricoltura di precisione e tracciabilità dei prodotti. 

PESCA, ASSICURATA LA COPERTURA INDENNITÀ 2019 PER FERMO OBBLIGATORIO
È confermata la copertura per garantire l’indennità del fermo pesca obbligatorio per i lavoratori dipendenti.Nella legge di bilancio viene assicurata la copertura ai lavoratori della pesca dell’indennità 2019, recuperando i ritardi precedenti dal momento che la misura non risultava coperta. Sarà dunque assicurato il riconoscimento dell’indennità giornaliera pari a 30 euro per il periodo di sospensione dell’attività lavorativa nel 2019. 

COLLEGATO AGRICOLTURA
È previsto un disegno di legge collegato alla manovra dedicato al settore agricolo. Si tratta di uno strumento utile per il mondo agricolo e agroalimentare con il primo obiettivo che è semplificare. Insieme a questo il Collegato sarà utilizzato per dare prospettiva e futuro alle imprese agricole e si dovrà coordinare con il lavoro per il Piano strategico nazionale.   

PROTOCOLLO PER SEMPLIFICARE I REIMPIANTI DEGLI ULIVI
La notizia oggi 9.11.2019 nel corso del Convegno a Leverano su “Nuova agricoltura, identità territoriale, tutela del paesaggio e dell’ambiente”.

“Voglio condividere con voi qui oggi una novità importante: proprio ieri abbiamo definito un protocollo d’intesa per semplificare e sbloccare i reimpianti degli ulivi. Rimuoviamo il vincolo paesaggistico e consentiamo ai proprietari dei terreni di impiantare di nuovo gli ulivi”. A darne notizia la stessa Ministra Teresa Bellanova, pochi minuti fa, da Leverano, a colloquio con alcune imprese prima di intervenire al Convegno “Nuova agricoltura, identità territoriale, tutela del paesaggio e dell’ambiente”, nell’ambito della 22°esima Edizione di “Novello in Festa”.
“Ci siamo riusciti”, ha detto ancora la Ministra, “grazie al dialogo e all’attenzione del Ministero dei beni culturali e del Ministro Franceschini che voglio qui ringraziare. Sembrava un risultato lontano, sembrava ci volesse una norma, è bastato il buon senso e la voglia di governare affrontando e risolvendo i problemi. Ora, credo sia fondamentale che la Giunta della Regione Puglia dia a sua volta il via libera definitivo lunedì”.
La xylella, ha proseguito la Ministra Teresa Bellanova, “è una calamità che mina la nostra identità e proprio per questo è nostro dovere essere più forti, più uniti, più determinati. In questi primi due mesi da Ministra ho voluto affrontare subito questo dossier, mettendo al bando le polemiche, per guardare al futuro. Pensando proprio alle parole chiave di questo convegno: tutela del paesaggio, identità del territorio. Stiamo scrivendo il piano di rigenerazione dell’agricoltura del Salento, che condivideremo con tutti: dovrà essere non solo scritto ma attuato dal basso. Da tutti noi, dagli agricoltori che sono i custodi di questa terra. Abbiamo risorse importanti, più di 300 milioni di euro, anche se sappiamo che molto dovrà essere fatto e a lungo. Nelle prossime settimane presenteremo il piano e il bando per il contratto di distretto della Xylella, che potrà essere utile a una nuova progettazione territoriale, partendo proprio dall’olivicoltura e costruendo basi solide per il futuro agricolo della nostra terra”.

COLLABORAZIONE – AGROALIMENTARE ITALIA – INDIA
Rafforzare il dialogo e le attività di collaborazione nel settore agricolo tra Italia e India; potenziare la presenza dell’agroalimentare italiano sul mercato indiano, riequilibrando la bilancia commerciale; ampliare le possibilità di cooperazione nel settore dei macchinari agricoli e della conservazione e trasformazione agroalimentare, dove l’Italia è leader mondiale; potenziare lo scambio delle best practices in materia di ricerca agricola e di sviluppo rurale.
Sono stati questi i temi al centro dell’incontro stamane tra la Ministra delle Politiche Agricole Teresa Bellanova e il Ministro dell’Agricoltura indiana Narendra Singh Tomar, a latere dell’Ottava Sessione dell’Organo direttivo del Trattato internazionale sulle risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura della FAO.
“L’Italia”, ha sottolineato la Ministra Bellanova nel corso del colloquio, “può offrire prodotti di qualità di grande interesse per il mercato indiano, come vino, olio di oliva, formaggi, giusto per citare alcuni dei prodotti più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare. E di sicuro può, anche rispondendo alle vostre sollecitazioni ribadite stamane, potenziare lo scambio delle best practices nel campo della ricerca, del trasferimento di tecnologie e servizi per quanto riguarda il settore dei macchinari agricoli e della trasformazione agroalimentare, anche grazie alla grande capacità di adattamento delle nostre imprese ai diversi fabbisogni”.
Nel corso dell’incontro si è fatto inoltre riferimento al Protocollo di collaborazione in campo agricolo e fitosanitario, sottoscritto nel dicembre 2017 a Nuova Delhi, grazie al quale sono state individuate alcune tematiche di reciproco interesse rispetto alle quali le Istituzioni dei due Paesi possono lavorare nell’intento di favorire un sempre maggiore coinvolgimento delle imprese e delle associazioni di categoria.
A conclusione, il Ministro Singh ha invitato la Ministra Bellanova a recarsi in visita in India nei prossimi mesi. Invito che la Ministra ha subito accolto con grande interesse e disponibilità.
Fonte Mipaaf



TAVOLO DELLA FILIERA GRANO PASTA
Tra i punti qualificanti Piano decennale di stoccaggio e innovazione, azioni per la trasparenza sul prezzo e la trasparenza sull’origine, campagna di comunicazione per la pasta, lotta agli sprechi alimentari e sostegno agli indigenti

“Scrivere insieme” da qui all’inizio dell’anno un Piano strategico per la filiera grano/pasta che guardi al 2030 e che abbia come aree prioritarie contratti di filiera, investimenti sui siti di stoccaggio, ricerca e innovazione, trasparenza sul prezzo, trasparenza sull’origine, sostegno alla comunicazione della pasta in Italia e all’estero, lotta agli sprechi alimentari.

Sono i punti con cui la Ministra Teresa Bellanova ha voluto aprire nel pomeriggio del 28.10.2019 l’incontro al Mipaaf con i rappresentanti della filiera del grano e della pasta.

“Parto dai contratti di filiera”, ha detto Bellanova, “per dirvi che nella legge di bilancio abbiamo stanziato complessivamente 30 milioni di euro dal 2020 al 2022 per l’aiuto de minimis per il grano, cui si aggiungono 10 milioni di euro per il 2019 che copriamo con risparmi sul bilancio del Ministero. E anche sui pagamenti pregressi ho chiesto di accelerare”.

“Sul prezzo”, ha proseguito la Ministra, “stiamo per avviare la sperimentazione per un prezzo indicativo nazionale attraverso lo strumento della Commissione unica mentre per quanto concerne la trasparenza sull’origine di certo non vogliamo fare passi indietro rispetto all’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine del grano in vigore fino al 2020. È un provvedimento che garantisce informazioni trasparenti al consumatore e può aiutare a valorizzare proprio i rapporti tra chi trasforma e chi coltiva. Incontrerò presto la nuova Commissaria europea alla Salute anche per un confronto su questo aspetto”.

Quindi, campagna di comunicazione per la pasta, per sensibilizzare i consumatori sull’importanza del lavoro che si fa per avere un prodotto così buono, “Vi abbiamo destinato  1 milione di euro e riteniamo che sul messaggio comunicativo e sui contenuti della campagna debba essere il gruppo operativo di questo tavolo a lavorare. Così come un nostro impegno assoluto è quello della lotta agli sprechi alimentari e al sostegno agli indigenti. Anche in questa sede voglio ringraziare Unionfood per la donazione fatta venerdì a Sant’Egidio: un bell’esempio di solidarietà. Lavoriamo per azzerare lo spreco, chiedo a tutti i livelli chiedo di intervenire su questo aspetto”.

Infine, siti di stoccaggio e innovazione. “I siti di stoccaggio in Italia sono ormai da rinnovare. Se vogliamo fare grande qualità, non possiamo non innovare”, ha sottolineato la Ministra Bellanova. “Se guardiamo in prospettiva in 10 anni possiamo pensare di rinnovare molte strutture con un’utile collaborazione tra pubblico e privato. Allo stesso tempo dobbiamo investire sull’agricoltura di precisione e sulla ricerca. Il futuro di questa filiera dipende anche dalla sua capacità di adattamento alla crisi climatica, così come dalla capacità di abbassare il proprio impatto ambientale. Sappiamo di molte sperimentazioni in corso, crediamo che questo tavolo possa aiutare anche nello scambio di esperienze e nell’indirizzare dove serve gli sforzi della ricerca pubblica”.
Fonte Mipaaf

TABACCHICOLTURA
“Questo è un settore importante per il nostro Paese e il tabacco dell’Alto Tevere fa parte del patrimonio non solo paesaggistico ma identitario e culturale del territorio. Un comparto  importante, capace in questo territorio di fare aggregazione, di organizzare un rapporto diverso con la trasformazione, di razionalizzare la filiera. Naturalmente tutto questo non basta e bisogna affrontare il rapporto con le multinazionali. Abbiamo fissato l’incontro con Japan Tobacco International per il 30 ottobre prossimo e il 31 con British American Tobacco. In quella sede discuteremo del rinnovo degli accordi. Sarà una discussione tecnica, con l’obiettivo chiaro di tutelare i produttori agricoli di tabacco italiani. Voglio essere chiara: noi non possiamo accettare accordi al ribasso. Chi realizza 2.6 miliardi di euro di fatturato netto in Italia deve acquistare tabacco italiano”. Così la Ministra Bellanova, oggi in Umbria per incontrare le imprese del comparto.
Fonte : Mipaaf

GIORNATA MONDIALE ALIMENTAZIONE 
“Vogliamo impegnarci per ridurre gli sprechi alimentari, sostenere un’economia circolare, combattere la fame, combattere le disuguaglianze. La lotta agli sprechi alimentari è un nostro obiettivo ineludibile. Solo in Italia lo spreco di cibo vale 12 miliardi. Con il nostro Ministero e con il Ministero del Lavoro garantiamo già adesso l’assistenza alimentare a oltre 2 milioni di persone indigenti. Dobbiamo fare di più. Bisogna per questo rilanciare il lavoro avviato con la Legge 166 del 2016, di riduzione delle filiere produttive e di educazione delle famiglie, considerato che il 50 per cento dello spreco avviene dentro le mura di casa. Ho già convocato per il 5 novembre il Tavolo di contrasto agli sprechi alimentari e di assistenza alimentare agli indigenti per un confronto con i componenti e per fissare un calendario operativo dei lavori”. Così la Ministra Bellanova che il 16.10.2019
 ha partecipato alla Giornata Mondiale dell’alimentazione.
Fonte : mipaaf

AGRIFISH A LUSSEMBURGO

Consiglio dei Ministri agricoltura e Pesca a Lussemburgo
Cimice asiatica: Hogan assicura disponibilità a valutare interventi
Dazi: per i formaggi italiani possibili interventi eccezionali

Danni al settore agricolo italiano provocati dalla diffusione della Cimice asiatica e danni all’agroalimentare italiano derivanti dai dazi: questi, tra gli altri, i temi che su proposta italiana sono stati discussi nel Consiglio dei Ministri Agricoltura e Pesca riunito a Lussemburgo.

La Cimice asiatica, è stato ribadito, ha colpito soprattutto le Regioni del Nord Italia, in particolare i frutteti, che hanno registrato ingenti perdite produttive per mancata raccolta. Si stimano complessivamente circa 500 milioni di euro di danni al settore ortofrutticolo, tra mancati redditi e danni indiretti.

Dinanzi a questa situazione e considerato l’importante ruolo che possono svolgere le Organizzazioni dei produttori, l’Italia ha chiesto alla Commissione di valutare con urgenza ogni possibile soluzione. In particolare, nell’ambito del regolamento dell’OCM n. 130872013, per garantire alle Organizzazioni dei produttori la necessaria flessibilità per adattare gli strumenti disponibili e salvaguardare al meglio le relative risorse finanziarie nei programmi operativi.

In risposta alle richieste italiane, il Commissario Hogan ha assicurato la piena disponibilità della Commissione a valutare le richieste che saranno presentate nel quadro dell’Organizzazione di mercato del settore ortofrutta.

Quando ai dazi USA, tema anche questo discusso su sollecitazione italiane, Hogan si è detto fiducioso per la ricerca di una soluzione negoziale, nonostante il limitato tempo a disposizione, anche perché nessuna delle parti avrebbe interesse ad avviare una guerra commerciale. Va in questa direzione, la proposta presentata dalla Commissione alla controparte USA nel luglio 2019.

Tuttavia, ove non fosse possibile raggiungere l’accordo, la Commissione è pronta ad attivare misure appropriate, per tutelare i prodotti di punta dell’agroalimentare europeo.

Per quanto concerne i formaggi di qualità Italiani, la Commissione ha dichiarato la piena disponibilità ad attivare interventi eccezionali come lo stoccaggio privato e misure specifiche di promozione all’export extra UE, cui saranno assegnate risorse dedicate.

UTILIZZAVANO SENZA AUTORIZZAZIONE IL NOME PROSECCO
“I furti di identità non possono essere consentiti”.
Così la Ministra Teresa Bellanova commenta il  sequestro amministrativo avvenuto oggi per “utilizzo di nomi di vini Dop, senza autorizzazione del Consorzio”, di centinaia di confezioni di snack di “patatine al Prosecco “a marchio Pringles, in vendita in una catena di supermercati veneta che a sua volta aveva acquistato il prodotto da una Società Olandese.
Le patatine utilizzavano infatti senza autorizzazione il nome Prosecco e, peraltro, recavano negli ingredienti  una non meglio precisata “polvere di prosecco”.
“Il sequestro di oggi”, prosegue la Ministra Bellanova, “testimonia l’impegno forte del Ministero e dell’ICQRF, la nostra Autorità per la lotta alle frodi e la tutela della qualità, nel combattere l’usurpazione di nomi protetti italiani. Azione che avviene sia in Italia, dove esiste una legislazione organica a tutela delle indicazioni geografiche, sia all’estero e sul web”.
Fonte : mipaaf

NO AL FALSO CIBO, OBBLIGO ORIGINE MATERIE PRIME IN ETICHETTA
“Diciamo no al falso cibo! Anche per questo sosteniamo con convinzione in Europa la necessità di rendere obbligatoria l’origine delle materie prime degli alimenti in etichetta. Solo così si costruisce un’alleanza tra produttori e cittadini. Per noi la trasparenza è un diritto e va garantito”. 
Così la Ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova commenta la raccolta di 1,1 milioni di firme sulla petizione di Coldiretti per estendere l’obbligo di indicare l’origine in etichetta a tutti gli alimenti con la petizione europea “Eat original! Unmask your food” (Mangia originale, smaschera il tuo cibo).
Fonte : mipaaf

VALORIZZARE SEMPRE DI PIÙ L’AGRICOLTURA
“Il lavoro dell’agricoltore va valorizzato, non penalizzato”: così la Ministra Teresa Bellanova, oggi alla Camera rispondendo al question time degli on. Gadda, Fregolent, Mor.
“E’ un lavoro essenziale”, ha precisato la Ministra, “nella custodia dei suoli, nella lotta al dissesto idrogeologico, nella conservazione del nostro patrimonio di biodiversità e paesaggistico.
Il Made in Italy è questo. Per farlo servono visione progettuale e risorse adeguate.
Come sapete, nei prossimi mesi entrerà definitivamente nel vivo il dibattito sulle riforme del bilancio europeo e della Politica agricola comune. In questo ambito i temi della sostenibilità ambientale ed economica, della riduzione delle emissioni, dell’economia circolare, dell’agricoltura di precisione, della qualità e sicurezza alimentare dovranno essere tenuti sempre al centro dell’attenzione.
Le risorse europee post 2020 non dovranno essere inferiori a quelle della programmazione precedente e dovranno essere indirizzate prioritariamente per sostenere investimenti che abbassino l’impatto sull’ambiente attraverso ricerca e tecnologie avanzate. L’innovazione è una chiave di futuro della produzione di cibo”.
Contemporaneamente, grande attenzione ai consumatori. “Per rendere questi processi realmente competitivi rispetto alla concorrenza internazionale”, ha concluso la Ministra Teresa Bellanova, “occorre mettere il consumatore sempre nelle condizioni di decidere consapevolmente cosa mangiare, informandolo correttamente sulla provenienza delle materie prime, sui processi produttivi seguiti e sull’impatto dell’intera catena alimentare. Posso garantire il massimo impegno mio e del Ministero su queste tematiche in un dialogo costante e proficuo con il Parlamento”.

“LAVORIAMO INSIEME PER RISPOSTE CONCRETE AGLI AGRICOLTORI”
Assoluta disponibilità a un lavoro condiviso nel pieno rispetto della reciproca autonomia; incontri mensili per ottimizzare il confronto sui temi; bando alla logica emergenziale a vantaggio della definizione di piani di interventi concreti e rigorosi.

Si è aperto con un richiamo al metodo di lavoro l’incontro di stamane (26.09.2019) al Mipaaf della Ministra Bellanova con gli Assessori regionali all’Agricoltura con all’ordine del giorno: Politica Agricola Comune, revisione del Quadro finanziario poliennale per il periodo post 2020, emergenza cimice asiatica.
“Dalla qualità delle scelte che saremo capaci di assumere”, ha proseguito la Ministra Bellanova prima di entrare nel vivo del confronto, “dipende non la nostra fortuna personale ma la qualità della vita di aziende, lavoratori, cittadini. Per questo chiedo a tutti noi di lasciare perdere le polemiche per concentrarci sul lavoro da fare.

E’ tanto, ed esige soluzioni. E ovviamente non partiamo da zero”.
Sul tema Bilancio post 2020, Bellanova ha dunque affermato: “le nostre priorità sono due: recuperare i tagli ipotizzati in particolare sullo sviluppo rurale; disinnescare la “mina” convergenza esterna, che comporterebbe ulteriori tagli ai pagamenti diretti. Abbiamo già colto segnali positivi anche nell’informale di Helsinki, la conferma dovremmo averla nelle prossime settimane in vista del Vertice di metà ottobre. La Pac post 2020 deve saper riconoscere le differenze delle agricolture europee, territorio per territorio. Per questo voglio attivarmi a Bruxelles perché l’agricoltura mediterranea sia non solo rispettata ma valorizzata. Sono convinta che sostenibilità ambientale ed economica devono andare di pari passo, a maggior ragione considerato il ruolo dell’agricoltura nel contrasto all’emergenza climatica. Il mio pensiero è noto, non possiamo pensare di penalizzare l’agricoltura e gli agricoltori se vogliamo farne un settore realmente attrattivo e portatore di futuro. Tema cui si collega l’etichettatura: insistere per valorizzare sempre più e meglio a livello commerciale i prodotti agricoli ottenuti con regole produttive più rigorose. Il Piano strategico nazionale previsto dalla bozza di riforma, infine, dovrà essere un’occasione da costruire insieme”.
Su questo la Ministra ha sollecitato una proposta unitaria: “se è chiaro a tutti che indietro non si torna, è necessario definire il punto di equilibrio; non possiamo continuare a dire no senza una contro proposta, né rischiare un negoziato dove non siano chiare la nostra posizione e le soluzioni che avanziamo”.

Dal punto di vista tecnico sul negoziato sono stati evidenziati i progressi importanti su questioni strategiche: agricoltore attivo, semplificazione, sostegno redistributivo, capping, piccoli agricoltori, disciplina finanziaria e interventi settoriali, in particolare sull’olio di oliva. Rimangono ancora da affrontare problemi-chiave come la nuova architettura verde, su cui l’attenzione politica sta crescendo continuamente.
Quindi, emergenza cimice asiatica: “Abbiamo ben chiaro”, ha concluso la Ministra Bellanova, “la gravità del problema e il danno che significa. Le nostre strutture sono a disposizione per costruire le azioni comuni necessarie. Questa non è una emergenza regionale ma nazionale ed europea, e per questo intendo discuterne anche a Bruxelles. Garantisco fin d’ora grande attenzione e massimo impegno”.
Fonte : mipaaf

AGRICOLTURA STRATEGICA PER OBIETTIVI AGENDA 2030
L’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. La sostenibilità ambientale deve però essere coniugata sempre alla sostenibilità economica dei processi produttivi, senza la quale le imprese agricole non sarebbero messe nelle condizioni di operare al meglio. Questi i temi al centro del dibattito del consiglio informale dei Ministri dell’Agricoltura riuniti oggi a Helsinki sotto la Presidenza finlandese.
In questo contesto, è stata analizzata anche la proposta di riforma della Politica agricola comune post 2020 ed evidenziata l’esigenza di prevedere la necessaria sussidiarietà e flessibilità, perché l’agricoltura europea è molto diversa da regione a regione. Occorre inoltre tenere sempre presente l’obiettivo della semplificazione, evitando le complesse sovrapposizioni di azioni e misure con i tre livelli di impegno previsti dalla proposta di riforma: condizionalità rafforzata, eco-schema, misure agro-ambientali del secondo pilastro.
Sono alcune delle questioni sollevate stamane dalla Ministra Teresa Bellanova nel corso della riunione di Helsinki.
“Affrontare insieme la crisi climatica in atto è fondamentale – ha affermato la Ministra – e l’Italia vuole essere in prima fila con un modello di agricoltura sostenibile a livello economico, sociale e ambientale. I nostri suoli vanno protetti e curati, perché possono essere una delle chiavi fondamentali per invertire la rotta. Sul piano operativo, non esiste una ricetta buona per tutte le agricolture europee perché le misure per aumentare il contenuto di sostanza organica nei terreni sono profondamente diverse da regione a regione. Per questo crediamo che ogni Stato membro deve avere la possibilità, nell’ambito del proprio Piano strategico, di definirne una lista in grado di rappresentare la migliore soluzione possibile per aumentare la percentuale di carbonio nei suoli. Proponiamo impegni flessibili e adattabili alle diverse realtà territoriali. Pensiamo per esempio al ruolo importante dei pascoli permanenti, agli allevamenti estensivi che utilizzano pascoli legati a pratiche tradizionali, alle buone pratiche nei frutteti, alla gestione forestale sostenibile e all’utilizzo dei prodotti legnosi derivati”.
“Se i futuri Piani strategici della PAC consentiranno questi adattamenti – ha concluso Bellanova – avremo posto basi più solide per rendere più moderna l’agricoltura. Con risposte utili per le imprese agricole che dovranno essere consapevoli dell’importanza delle sfide che hanno di fronte e anche del loro ruolo primario. Non bisogna dimenticare, infine, che il contenimento delle emissioni di gas serra in agricoltura è un tema globale, non solo europeo. Per questo le politiche commerciali dell’Unione dovranno necessariamente considerare questi aspetti negli accordi commerciali con i Paesi terzi e l’Unione europea dovrà pretendere, nel rispetto del principio di reciprocità, garanzie equivalenti per i prodotti importati, in termini di sostenibilità ambientale, qualitativa e di sicurezza alimentare”.
A latere della riunione, la Ministra Bellanova ha incontrato il collega francese Didier Guillaume al quale ha ribadito la forte contrarietà italiana a eventuali tagli di bilancio sulla Pac, la necessità di semplificare le norme a favore degli agricoltori e riequilibrare la dotazione per l’Italia alla luce delle penalizzazioni subite con l’attuale programmazione, la necessità di rafforzare nel primo pilastro gli interventi settoriali e quella di salvaguardare ruolo e competenze delle Regioni, oggi penalizzate dalla proposta della Commissione.
Si è discusso anche di etichettatura dei prodotti alimentari, tema su cui la Ministra Bellanova ha ribadito l’importanza della trasparenza sull’indicazione dell’origine di tutti i prodotti agricoli.
Fonte : mipaaf

Agricoltura, agro-alimentare, agroindustria al centro del Paese
“Agricoltura, agro-alimentare, agro-industria, al centro dell’agenda del Paese; relazione costante con i territori; risposte ai tanti bisogni e alle tante criticità del settore ad iniziare dalle emergenze xylella e cimice asiatica e dall’urgenza di mettere mano alla rigenerazione del paesaggio salentino; piena applicazione della parte sulla prevenzione della legge contro il caporalato per spezzare una volta per tutte il legame malato tra caporali e lavoratori, caporali e imprese; fermezza e autorevolezza in Europa per sostenere sempre più la qualità e l’eccellenza delle nostre imprese, non ultimi tipicità e identità territoriali: sono stati i temi di questo intensissimo fine settimana.
Affrontati nell’incontro – utilissimo e prezioso – con l’europarlamentare Paolo De Castro, grande conoscitore del settore, già Ministro dell’Agricoltura nel nostro Paese e nella scorsa legislatura europea primo vice-presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale (dopo averla presieduta dal 2009 al 2014); in quello con le organizzazioni di categoria e dei lavoratori incontrate a Grottaglie, negli incontri con la stampa durante l’inaugurazione della Fiera del Levante, dove ho visitato gli stand dedicati all’agroalimentare; nel saluto pieno di affetto ieri mattina al Pd provinciale di Lecce; nell’intervista pubblica ieri sera a Grottaglie, per la Festa dell’Unità.
Un messaggio ho voluto sottolineare: lavorerò perché questo sia a pieno titolo un settore attrattivo per le nuove generazioni, non solo a garanzia dei passaggi generazionali ma anche per quei ragazzi e quelle ragazze che vogliono costruire il loro futuro nel nostro Paese mettendo a disposizione competenza, entusiasmo, passione.
Capace di attrarre occupazione qualificata e occupazione femminile soprattutto come dimostra proprio l’altissima percentuale di imprese agricole gestite e guidate da donne. A disposizione c’è uno spazio enorme perché agricoltura e agroalimentare di qualità significano futuro, imprese, posti di lavoro, remunerazione, rigenerazione del paesaggio, tutela ambientale, innovazione, valorizzazione delle identità e tipicità, accoglienza, dove si tengono insieme cultura, patrimonio ambientale ed enogastronomico, servizi di eccellenza: uno dei più importanti biglietti da visita del nostro Made in Italy.
È possibile un nuovo modo di pensare e fare agricoltura legandola sempre più strettamente alla qualità e alla tutela del lavoro, all’innovazione nei processi produttivi e nella gestione aziendale, alla multifunzionalità.
Con un faro che deve guidarci tutti: aumentare la sostenibilità ambientale, sociale, economica.
Inizia una settimana altrettanto densa e piena di impegni. Buon lunedì a tutti ed ancora in bocca al lupo alle ragazze e ai ragazzi che iniziano la scuola.” così la Ministra Teresa Bellanova in un post su Facebook.
Fonte : mipaaf

IV FORUM UNESCO “Cultura e Cibo
“Sostenibilità e buon cibo: è il nostro motto. E per mangiar bene ed alimentarsi in maniera sostenibile cultura ed educazione sono fondamentali. È il messaggio fondamentale che vorrei trasmettere a tutti i partecipanti di questa importante Giornata. Perché la sostenibilità va praticata, non solo predicata”.

Questo uno dei passaggi del saluto in video messaggio per il IV Forum Unesco ospitato a Parma della Ministra Teresa Bellanova che ha sottolineato: “Bisogna investire nelle politiche della qualità e nella valorizzazione nazionale ed internazionale delle indicazioni geografiche che oggi rappresentano le eccellenze della cultura mediterranea del cibo”.

E ancora: “Se oggi la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, la tradizione dei pizzaioli napoletani, le colline del Prosecco, i paesaggi vitivinicoli di Langhe e Roero sono patrimonio dell’Umanità è perché ci sono state comunità locali che hanno saputo coltivare questi valori unici. Valorizzarli significa anche proteggerli e promuoverli. Per questo dobbiamo sempre più puntare sulle politiche di educazione e di promozione della cultura del cibo. Far mangiare bene, con prodotti di qualità, valorizzando materie prime naturali e garantendo che ai cittadini vengano offerte informazioni complete e trasparenti sugli alimenti: le etichette con i semafori non ci piacciono”.

“A Parma”, ha proseguito la Ministra Bellanova, “sono oggi riunite la cultura e l’innovazione. Se non trasferiamo l’innovazione soprattutto ai piccoli produttori non riusciremo a combattere la fame.

E se non aiutiamo le donne, che in ogni parte del pianeta sono le prime produttrici di cibo.

Non c’è più spazio per uno sviluppo che non sia sostenibile e non esiste sostenibilità, per le generazioni future, senza cibo. C’è un obiettivo mondiale fissato come primo punto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che dobbiamo qui ribadire con forza: fame zero.

L’ottica, perfettamente individuata dall’UNESCO e pienamente condivisa da questo Governo, è quella dello sviluppo sostenibile anche in agricoltura.

Ricerca, innovazione e nuove tecnologie nel campo dell’alimentazione possono finalmente contribuire ad affrontare meglio – con coraggio ed intelligenza – sfide epocali come quelle dei cambiamenti climatici, dell’aumento della popolazione mondiale o delle migrazioni forzate.

Infine desidero concludere con un riferimento alle buone pratiche di agricoltura e pesca sostenibile che vanno perciò realizzate, condivise e diffuse su vasta scala.

E’ impegno preciso del nuovo Governo sostenere la ricerca in questo settore, rinnovare le tecniche di produzione agroalimentare ed ittica, sostenere l’industria agricola, alimentare e della distribuzione”.Fonte : mipaaft

Expo Dubai 2020
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha firmato nelle scorse ore alcuni importanti decreti che prevedono lo stanziamento di un milione di euro per la partecipazione del Mipaaft all’evento ‘Expo 2020 Dubai’;  le ‘disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare’ e l’aumento della percentuale da destinare al pagamento del premio ai giovani agricoltori, adeguando  l’ammissibilità ai pagamenti diretti delle superfici a bosco cedo a rotazione rapida per assicurare un maggior contrasto alla diffusione di specie esotiche invasive.
“Confermiamo l’attenzione del Ministero per facilitare il ricambio generazionale in agricoltura e per contrastare la diffusione di specie esotiche  invasive alla tutela delle specie autoctone e dell’equilibrio ambientale – sottolinea il Ministro Centinaio – Il decreto aumenta al 2% la percentuale del massimale nazionale dei pagamenti diretti da destinare al finanziamento del premio per i giovani agricoltori, assicurando così lo snellimento delle relative procedure burocratiche da parte di Agea e degli organismi pagatori regionali. Viene inoltre esclusa l’Acacia saligna dalle specie comprese nella definizione di bosco ceduo a rotazione rapida, adeguando tempestivamente la normativa nazionale all’elenco di specie soggette a restrizione a livello europeo, a tutela dell’equilibrio ambientale del nostro Paese. Si definiscono poi le modalità di funzionamento del Fondo per la tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare e individuano le azioni di tutela della biodiversità da sostenere; mentre con lo stanziamento ad Expo 2020 Dubai – aggiunge – ci apriamo all’agricoltura del futuro promuovendo il modello italiano in campo agroalimentare. Si tratta di un appuntamento fondamentale per valorizzare il comparto, che sempre più dovrà andare nella direzione dello sviluppo tecnologico e della sostenibilità. Lavoriamo fino alla fine per il bene del Paese e per la valorizzazione del nostro made in Italy”, conclude Centinaio.

CIMICE ASIATICA
“Convocherò al più presto il tavolo interministeriale di crisi con le associazioni di categoria e le Regioni per affrontare definitivamente la questione della cimice asiatica.  In questi mesi al Ministero abbiamo portato avanti un attento lavoro di monitoraggio per analizzare la diffusione della cimice, il Crea ha avviato sperimentazioni con prove in campo e in laboratorio per poter introdurre gli antagonisti naturali che possano debellare l’insetto.  Ora è arrivato il momento di metterci intorno a un tavolo e ascoltare le richieste che ci arrivano dal mondo agricolo. Il nostro impegno è massimo. Intendiamo contrastare immediatamente la proliferazione di questo insetto che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura e danneggiando i nostri frutteti e predisporre stanziamenti specifici per venire incontro alle aziende agricole in crisi. Non lasceremo soli gli agricoltori e faremo il possibile per aiutare le centinaia di aziende agroalimentari danneggiate da questo flagello”. 
Fonte : mipaaft
CDM, VIA LIBERA SALVO INTESE AL DL SUL LATTIERO-CASEARIO
È stato approvato in Consiglio
dei Ministri, salvo intese, il decreto sulla proroga della riscossione coattiva
delle sanzioni sulle quote latte.  viene
differito al 31 dicembre 2019.  Il decreto
prevede il differimento al 31 dicembre 2019 testo la sospensione delle procedure
di riscossione coattiva degli importi relativi al prelievo supplementare latte,
nonché’ i relativi termini di prescrizione e di impugnazione e opposizione
all’esecuzione e agli atti esecutivi, al fine di consentire l’espletamento,
nelle more della sospensione, delle indispensabili verifiche amministrative.
Fonte : mipaaft

FIRMATO DECRETO PER DESTINARE 14 MILIONI AD ACQUISTO PECORINO DOP PER INDIGENTI
Il Mipaaft ha destinato 14 milioni di euro all’acquisto di formaggio pecorino DOP per le Organizzazioni caritative, iscritte all’apposito albo, che si occupano della distribuzione gratuita di derrate alimentari alle persone in condizioni di indigenza, nell’ambito delle attività del Fondo nazionale istituito a questo scopo presso il Mipaaft. Un provvedimento attuato grazie alla firma del decreto interministeriale del Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.  

“Questa misura era stata introdotta con il decreto-legge “emergenze agricole” – dichiara il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio –  “Grazie ad un impegno assiduo, abbiamo concluso in tempi rapidi le procedure necessarie per ottenere l’autorizzazione della Commissione europea, richiesta dal medesimo decreto-legge. Quindi, abbiamo potuto procedere a firmare il decreto e a stanziare la somma per l’acquisto e la distribuzione dei formaggi DOP da parte degli Enti caritatevoli”. 

L’acquisto del pecorino DOP avverrà tramite procedure di gara. Sarà l’AGEA, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, a farsi carico dell’emanazione del bando, da suddividere in più lotti, e dell’espletamento delle successive procedure per l’assegnazione definitiva dei fondi.
Fonte : mipaaft

NASCE IL PORTALE WEB E APP DELLE DENOMINAZIONI DOP E IGP
Nasce il primo portale web istituzionale dedicato alle Denominazioni Dop e Igp. 823 pagine, una per ogni denominazione. Un enorme patrimonio informativo disponibile on line per i consumatori e i turisti. È stato presentato oggi, dal Mipaaft, alla presenza del Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, il sito dopigp.politicheagricole.it, on line in italiano e in inglese dal 1 agosto
Saranno finalmente resi disponibili sul web, e a breve anche sul mobile attraverso un App dedicata, tutti i prodotti di Denominazione che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. Un patrimonio informativo, tratto direttamente dai disciplinari di produzione, ora facilmente fruibile da turisti, curiosi e addetti ai lavori.
Un progetto innovativo, per Target (mette insieme Consumatori, Turisti, Operatori Economici), per le Tematiche (Valorizzazione, Educazione, Nuove Tecnologie), per l’Approccio (condotte survey dedicate per raccogliere le esigenze degli Operatori) e per le Informazioni (il patrimonio dei disciplinari reso fruibile ad un vasto pubblico).   
“I prodotti Dop e Igp rappresentano uno strumento di tutela delle eccellenze italiane e delle produzioni legate al territorio ma anche un’attrattiva per il settore turistico con importanti ricadute sull’economia locale.  Lo sviluppo del territorio è sempre più connesso a quelle che sono le sue tipicità. Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela. Unire i prodotti agroalimentari al turismo. Celebrare il made in Italy nel mondo”, è quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Il mondo oggi chiede informazione attraverso la rete ed è in questa direzione che ci dobbiamo muovere, per cogliere appieno il potenziale che offre il digitale. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle DOP e delle IGP e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”.
Il Mipaaft, con il portale Dop-Igp, continua sulla strada della promozione del turismo e dell’agricoltura attraverso le nuove tecnologie e il digitale, strumenti sempre più richiesti dagli utenti, – siano essi consumatori o turisti –  che utilizzano il web per ricercare informazioni sui nostri prodotti di qualità, piuttosto che su luoghi e beni di attrattività turistica del nostro Paese.  
Il Portale può diventare una opportunità per i tanti Territori e Denominazioni che rappresentano un Patrimonio del nostro Paese, talvolta ancora poco esplorato. Tutti i prodotti e territori, con questo Portale, hanno occasione di essere allo stesso modo presenti in rete, di farsi conoscere, creare rete.
Il Ministero sta già lavorando, per quanto riguarda l’App a integrare i dati sugli Agriturismi riconosciuti dal Mipaaft e i dati relativi ai Beni Culturali. Fonte : mipaaft

SETTORE AVICOLO IN ITALIA

NUOVE MISURE ECCEZIONALI
Il Comitato di gestione riunito a Bruxelles ha approvato lo stanziamento di ulteriori misure eccezionali di sostegno al mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia. L’ultimo sostegno previsto va a sommarsi a una prima quota di aiuti pari ad 11,1 milioni di euro concessi al comparto avicolo colpito da focolai di influenza aviaria tra il 2016 ed il 2017. Con l’adozione di questo provvedimento, verranno stanziati ulteriori 32,15 milioni di euro, destinati alle aziende che hanno subito danni indiretti causati dai provvedimenti sanitari di restrizione alle movimentazioni degli animali e delle merci, tra il 2017 ed il 2018. A questa somma si affiancherà una pari cifra, a carico del bilancio nazionale italiano, con la quale saranno indennizzate svariate tipologie di danni quali, ad esempio, le perdite di produzione di uova, di pollame, dei riproduttori e per il prolungamento del periodo di allevamento. “Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto, ci siamo battuti nel negoziato con l’Europa per ottenere ulteriori risorse per risarcire i danni che hanno colpito il comparto dopo il 2017. Tutte le richieste avanzate dalle Autorità italiane sono state ritenute ammissibili dall’Esecutivo Ue, consentendo così alle numerose aziende avicole coinvolte di ottenere una adeguata compensazione per le perdite subite nella produzione”. È quanto dichiara il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio.
Fonte : mipaaft

TAVOLO SALVA FRANTOI SALENTO
È Stato avviato presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo il tavolo Salva Frantoi Salento utile per tutelare i frantoi salentini a rischio chiusura, a causa dell’epidemia della Xylella fastidiosa che ha colpito la Regione Puglia. All’incontro odierno hanno partecipato i rappresentanti di Coldiretti Puglia e una delegazione di frantoiani della provincia di Lecce tra cui David Granieri e Savino Muraglia.
 “L’incontro di oggi è servito a definire le priorità di intervento, in modo da indirizzare in maniera efficace e veloce le risorse disponibili e dare risposte concrete agli operatori salentini duramente colpiti dall’emergenza Xylella.” Ha commentato in merito il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio. 
“Il nostro obiettivo è riorganizzare e rilanciare l’olivicoltura pugliese e, di conseguenza, italiana. Far ripartire un settore significa far ripartire la sua economia legata alla filiera produttiva e di eccellenza per questo occorre salvaguardare la qualità dell’olio della cultura e dell’economia di una regione, salvaguardia che parte dal campo e termina nella bottiglia che contiene i sapori e i profumi di un territorio importante come quello pugliese. Nel settore olivicolo, i frantoiani e i frantoi hanno un ruolo fondamentale, perché rappresentano il punto di riferimento di un territorio la cui economia si basa sull’olivicoltura di qualità e che ha voglia di investire per rilanciare lo sviluppo dell’intera regione”. Ha concluso.
Fonte : mipaaft

OLIO: FIRMATI DECRETI PER SNELLIRE PROCEDURE REGIONI
Novità in arrivo per il settore dell’olio di oliva e delle olive da tavola. Sono stati firmati, dal Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio, due decreti, fortemente voluti dalle Regioni e dal settore, che apportano importanti modifiche nei programmi di sostegno al settore olio di oliva e olive da tavola e in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni dei produttori.
Il primo decreto sulle “Disposizioni in materie di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori del settore olio di oliva e delle olive da tavola e le loro associazioni”, rende più chiare ed esplicite le modalità per l’attuazione del Regolamento Omnibus sulle attività delle OP, sia per quanto riguarda la loro revoca, sia per la deroga dei requisiti di riconoscimento per calamità naturali, condizioni climatiche avverse o in caso di infezione da Xylella. 
Il secondo provvedimento, “Recante disposizioni nazionali concernenti i programmi di sostegno al settore olio di oliva e olive da tavola”, e su cui è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato Regioni, posticipa dal 30 giugno al 15 luglio di ciascun anno il termine entro il quale le Amministrazioni, competenti al riconoscimento delle organizzazioni e delle associazioni di produttori olivicoli, devono trasmettere all’Agea i risultati sui controlli svolti per accertare il mantenimento dei requisiti necessari per accedere ai programmi di sostegno.
Fonte : mipaaft

COLLINE PROSECCO PATRIMONIO UMANITÀ
“Oggi è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera. Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono finalmente, e giustamente, patrimonio dell’umanità. Un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale. Una terra dalla quale nascono i frutti che danno vita a uno dei prodotti che più caratterizza l’eccellenza del nostro made in Italy”. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio commenta con soddisfazione da Baku l’iscrizione delle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista mondiale UNESCO dei siti patrimonio dell’umanità. La decisione è stata ufficializzata oggi nella capitale azera nel corso della 43˚ sessione del Comitato Mondiale UNESCO.
“Questo risultato arricchisce l’insieme dei siti e beni italiani presenti nella prestigiosa lista UNESCO – sottolinea Centinaio – e conferma, ancora una volta, la grande attenzione mondiale nei confronti del patrimonio naturale e culturale del nostro Paese. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno creduto e contribuito a questo successo. Il mio plauso va alle autorità italiane che, a tutti i livelli, hanno profuso i loro impegno verso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, condividendo e tutelando i valori della cultura, della scienza e dell’educazione”.
“Questo riconoscimento è un punto di partenza per il futuro. Adesso la sfida che ci attende è quella della conservazione dei caratteri specifici e tradizionali di questo splendido territorio quale Patrimonio da trasmettere alle future generazioni, a beneficio dell’intera Umanità”, conclude Centinaio.
Fonte Mipaaft

UE-VIETNAM
“Dopo aver messo il dazio sul riso che arriva dalla Cambogia e dalla Birmania, l’Europa ha deciso di aprire il mercato al Vietnam. E’ davvero singolare poi che ad ogni accordo con paesi terzi ci sono prodotti che vengono penalizzati tra cui soprattutto il riso. Come ministro dell’Agricoltura ritengo questo accordo contraddittorio e dimostra ancora una volta come questa Europa, così come è stata gestita fino ad ora, non ci piace. Abbiamo ascoltato tutto il comparto del riso e gli altri settori coinvolti e tutti si sono dimostrati contrari alla concessione dell’importazione e proprio per questo come Italia ci siamo astenuti. Non si comprende perché chiusa la porta si debba aprire la finestra”. È quanto dichiara il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio sull’accordo di libero scambio firmato oggi dall’Unione Europea ad Hanoi. “Sappiamo bene che il contingente tariffario concorrenziale previsto a dazio zero dal Vietnam possa apparire modesto (circa 80.000 tonnellate di riso), ma questo contingente si andrà a sommare ad altre concessioni garantite dall’UE nel quadro di accordi di libero scambio e regimi tariffari preferenziali, che amplificano gli effetti negativi generati da una produzione fortemente decurtata negli ultimi anni, sotto il peso dell’import risicolo dalla Cambogia. Tutti i prodotti che entrano in Italia devono rispettare gli stessi criteri: la qualità che riguarda anche l’ambiente, la salute e il lavoro. Gli alimenti che non ci daranno queste garanzie resteranno fuori dai nostri confini nazionali”.
Fonte Mipaaft

FILIERA GRANO-PASTA
Si è tenuta questa mattina (28.06.2019)  (presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo la riunione del Tavolo Grano-Pasta, presieduta dal Sottosegretario Alessandra Pesce. All’incontro, al quale hanno preso parte i rappresentanti del Ministero dello sviluppo economico, delle principali organizzazioni di categoria e della GDO, il Sottosegretario ha illustrato gli interventi che il Mipaaft intende mettere in campo per il settore attraverso un Piano strategico di filiera italiana grano pasta. In primo luogo il Sottosegretario Pesce ha garantito lo stanziamento di 10 milioni di euro da parte del Ministero per il finanziamento dell’aiuto ai produttori di grano per la campagna di raccolto 2019.
 
Tre gli obiettivi principali del Piano presentato: intervenire a livello strutturale sui siti di stoccaggio, collegato ai contratti di filiera; garantire la trasparenza dei prezzi attraverso l’avvio di una Commissione sperimentale nazionale per il prezzo trasparente del grano duro; promuovere la pasta sul mercato interno e internazionale.
Sul primo versante si tratta di un intervento strategico per riammodernare le strutture di stoccaggio del grano, garantendo una migliore valorizzazione della qualità delle produzioni e una più efficace remunerazione. Per quanto riguarda in particolare la promozione, è previsto lo stanziamento di 1 milione di euro per azioni mirate da parte del Mipaaft, in coordinamento con il Mise, per affiancare le aziende italiane in un percorso di consolidamento e rilancio. Avere un prezzo indicativo più trasparente per chi produce e rafforzare i rapporti tra venditori e acquirenti del grano è l’obiettivo dell’avvio della sperimentazione della Commissione, sul modello già sperimentato in altri settori delle CUN.
 
“Vogliamo dare prospettiva e futuro a un settore simbolo – ha dichiarato il Sottosegretario Pesce – come quello del grano italiano per la pasta e per il pane. Dobbiamo mettere in campo azioni strutturali di cui si parla da anni e che abbiamo proposto di iniziare a mettere concretamente in atto. Il Ministero ha stanziato 10 milioni di euro per l’aiuto 2019 per i produttori di grano duro e c’è stato forte interesse da parte di tutti i componenti del tavolo per entrare nella fase operativa. A questo scopo già dalla prossima settimana inizierà il lavoro di quattro gruppi tecnici operativi che hanno lo scopo di fissare tempi certi per la realizzazione degli interventi”.
Fonte : mipaaft

DL CRESCITA
“Il 26.06.2019 in Commissione agricoltura è stato segnato un importante punto. Sono state approvate, infatti, una serie di misure, contenute nel decreto Crescita, e che consentiranno di rendere la nostra agricoltura sempre più competitiva. Misure fortemente volute dal settore e che consentiranno di ridurre i costi della burocrazia, semplificare e liberare risorse ed energie da destinare allo sviluppo di un’agricoltura sempre di più di qualità e di eccellenza. Dall’equiparazione delle societa’ agricole agli imprenditori agricoli a titolo principale (IAP) e ai coltivatori diretti, al fine di includerle nelle agevolazioni fiscali riconosciute a questi ultimi ai fini dell’imposta municipale propria, a una serie di misure per contrastare l’Italian sounding, al “Voucher 3i – investire in innovazione”, per supportare start-up innovative previste per il triennio 2019-2021, fino ad agevolazioni per la promozione all’estero di marchi collettivi o di certificazione volontari italiani.  
Sono soddisfatto di questo ulteriore risultato. Ancora una volta abbiamo dimostrato che le istituzioni sono al fianco dei coltivatori e delle aziende del comparto agroalimentare con provvedimenti concreti, che garantiranno una maggiore tutela dei produttori, degli agricoltori e dei consumatori.”
Così ha commentato il Sottosegretario al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo On. Franco Manzato l’approvazione in Commissione Agricoltura al Senato di importanti misure presenti nel Decreto Crescita.
Fonte : mipaaft

DL EMERGENZE AGRICOLTURA
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio ha incontrato oggi a Roma gli assessori regionali all’agricoltura. Al centro del dibattito l’attuazione del decreto legge Emergenze agricoltura. 
Tra i punti discussi: l’anticipazione della domanda unica per alleviare le gravi difficoltà finanziarie degli agricoltori determinate dalle avverse condizioni meteorologiche, dalle gravi patologie fitosanitarie e dalla crisi di alcuni settori; la concessione contributi copertura interessi mutui destinati ai costi sostenuti per gli interessi dovuti per l’anno 2019 sui mutui bancari contratti, entro la data del 31 dicembre 2018, dalle imprese dei settori ovi-caprino, olivicolo-oleario e agrumicolo; il fondo per il sostegno alla filiera del latte ovino destinato a favorire la qualità e la competitività attraverso il sostegno ai contratti di filiera e di distretto; il monitoraggio produzione latte vaccino, ovino e caprino; l’acquisto di formaggio pecorino da destinare agli indigenti con il fine di favorire la distribuzione gratuita di alimenti ad alto valore nutrizionale e il fondo nazionale per la suinicoltura, volto a fare fronte alla perdita di reddito degli allevatori di suini e rafforzare i rapporti di filiera nel medesimo settore.

TURISMO, DL CRESCITA
“L’Aula della Camera ha approvato oggi la fiducia al Decreto Crescita che contiene importanti misure introdotte nel provvedimento che consentiranno di migliorare l’offerta turistica del nostro Paese. Oggi diamo un segnale al comparto” Ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio.
In particolare “al fine di migliorare la qualità dell’offerta turistica, assicurare la tutela del turista e contrastare forme irregolari di ospitalità, anche ai fini fiscali, sarà istituita presso il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo una apposita banca dati delle strutture ricettive nonché degli immobili destinati alle locazioni brevi presenti nel territorio nazionale, individuati da «codice identificativo», da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza” ha spiegato Centinaio. 
Inoltre, un’altra novità per il settore, introdotta grazie al DL, sarà la “Carta del Turista” affidata all’ENIT che avrà il compito di promuovere i servizi turistici e culturali e favorire la commercializzazione di prodotti enogastronomici, tipici e artigianali in Italia e all’estero. Questo strumento consentirà, tra l’altro, di acquistare beni e servizi per la fruizione integrata di servizi pubblici di trasporto, dei luoghi della cultura, dei parchi divertimento e degli spettacoli viaggianti, nonché di disporre di agevolazioni per l’acquisto di servizi e prodotti enogastronomici a seguito di apposite convenzioni stipulate a livello locale con soggetti pubblici e privati, e di usufruire della rete logistica dell’emittente per l’invio dei citati prodotti, nel rispetto della vigente normativa in materia di spedizioni alimentari.” Ha concluso il Ministro. “Ringrazio tutti i colleghi in Parlamento che hanno votato la fiducia. Continuiamo a lavorare con serietà per dare finalmente regole chiare e strumenti utili per tutto il settore turistico e attendiamo il voto finale al Senato dove il provvedimento approderà la prossima settimana”.
Fonte : mipaaft

MINISTRO CENTINAIO INCONTRA OMOLOGO CINESE
. Tavolo bilaterale su accordi export agroalimentare e controlli anticontraffazione
Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen.Gian Marco Centinaio, ha ricevuto oggi a Roma ilMinistro dell’Agricoltura della Repubblica Popolare Cinese, HAN Changfu. Al centro dell’incontro, i temi della collaborazione agricola bilaterale, i dossier di apertura del mercato cinese, i controlli sui prodotti di qualità e le misure di contrasto alla contraffazione agroalimentare.
“Mi rallegro per l’ottimo andamento dei rapporti politici bilaterali con la Cina.  Siamo in una fase molto positiva delle nostre relazioni e stiamo ora lavorando in prospettiva del 2020 Anno della Cultura e del Turismo Italia-Cina. L’Italia gode di uno straordinario know-how in settori come la viticoltura, l’olio di oliva, la produzione caseariae le carni, ma anche la ricerca, l’innovazione, la meccanizzazione e la sostenibilità agricola. E’ importante sviluppare l’interscambio, offrire nuove opportunità alle imprese e favorire l’espansione dei rapporti commerciali. Combinare agricoltura e turismo schiude immense possibilità per lavorare insieme, come ho potuto verificare nelle due visite che ho compiuto quest’anno in Cina. Puntiamo ad ottenere risultati concreti anche sul piano economico-commerciale e a rafforzare la collaborazione in tutti i campi. Auspico che i dossier agroalimentari ancora aperti siano definirti al più presto: mi riferisco al riso da risotto, alle mele e alle pere, ma anche al tartufo e alla farina di frumento. In particolare per il riso da risotto è importante che l’Amministrazione Generale delle Dogane cinese abbia accettato il protocollo di controlli fitosanitari proposti da parte italiana. Vorremmo firmare al più presto ed avviare l’export tanto atteso dalle nostre aziende”. Così il Ministro Gian Marco Centinaio ha commentato il proficuo colloquio con l’alto rappresentante Cinese quest’oggi, in cui si è parlato anche di collaborazione nei fori multilaterali.
Nel corso dell’incontro si è stato altresì evocato il Memorandum of Undestandingtra il Ministero e Alibaba. Il protocollo d’intesa, siglato dal Ministro Centinaio a dicembre 2018, consente di proteggere ben 19 indicazioni geografiche italiane sulla piattaforma cinese, per prevenire i rischi di contraffazione sui prodotti di qualità italiani. La tutela del Made in Italy sulle piattaforme cinesi di e-commerce è punto qualificante dell’ICQRF, il Dipartimento dell’Ispettorato centrale del Mipaaft per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, uno dei maggiori organismi europei di controllo.
“Grazie agli accordi che abbiamo sottoscritto con Alibaba, siamo l’unica istituzione ad aver creato una specifica attività di controllo sul web per la tutela del Made in Italy agroalimentare contro qualsiasi forma di pratica commerciale scorretta. La Cooperazione con Alibaba procede in modo eccellente, effettuiamo operazioni di controllo su tutte le piattaforme del gruppo. I nostri prodotti sono di altissima qualità ed i controlli fitosanitari in Italia sono fra i migliori al mondo. Per questo, come abbiamo già fatto nei precedenti incontri, abbiamo chiesto alla rappresentanza del governo Cinese garanzie per il settore agro-alimentare. Per noi è fondamentale per esempio tutelare la Dieta Mediterranea, tra i modelli alimentari più pregiati, basata su prodotti di qualità la cui reputazione e immagine è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo”, ha concluso il Ministro Centinaio.
Fonte : mipaaft

UN’ITALIA DA VEDERE, MANGIARE E BERE
“Eventi come questo di oggi servono per valorizzare il nostro territorio. Le sagre sono un momento fondamentale per far conoscere ai turisti i prodotti di una zona specifica. Oggi parliamo di ciliegie, però possiamo parlare di vino, di riso, possiamo parlare di tutti quei prodotti che la provincia di Pavia può mettere sul tavolo e che sicuramente servono alla valorizzazione e alla promozione del nostro territorio. Dobbiamo lavorare in sinergia con tutti i settori affinchè la provincia di Pavia sia riconosciuta in giro per l’Italia e nel mondo. Questo è il lavoro che stiamo facendo per tutti i territori a livello nazionale: l’abbinamento della valorizzazione del territorio a quello dei prodotti, la valorizzazione del turismo a quello dell’agroalimentare e dell’agricoltura. Finchè andremo avanti per questa direzione vorrà dire che saremo sulla strada giusta perché sempre più persone sempre più turisti si spostano in giro nel nostro Paese sia per ammirare le bellezze artistiche e culturali sia perché vogliono mangiare e bere italiano. Lo slogan “un’ Italia da vedere, mangiare e bere” diventa sempre di più all’ordine del giorno.” Così il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Sen. Gian Marco Centinaio a Bagnaria la storica Sagra delle Ciliegie in Oltrepo Pavese.
Fonte : mipaaft

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TAVOLO APISTICO
Il Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Alessandra Pesce ieri ha presieduto i lavori del Tavolo Apistico, convocato per trovare opportune soluzioni alle problematiche incontrate dal settore nell’ultimo anno e che attengono a questioni economiche, ambientali, climatiche e legate ai mercati.  “La convocazione del Tavolo rappresenta una pronta risposta per reagire, in maniera efficace a tempestiva, alle difficili condizioni del settore, così provato dalle ultime emergenze climatiche che hanno comportato una grave perdita di produzione, a cui si sommano gravi difficoltà di mercato dovute alla concorrenza del miele d’importazione. Il settore ha conosciuto nell’ultimo anno un’attenzione crescente, a livello di politiche Ue e a livello nazionale con lo stanziamento nella finanziaria 2019 di 2 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di progetti nel settore apistico”, ha dichiarato il Sottosegretario Pesce.
Con oltre 55.000 apicoltori, un numero di alveari vicino al milione e mezzo, la produzione di circa 40 varietà di mieli diversi, l’apicoltura costituisce un importante settore del comparto agricolo nazionale con un buon livello di capacità produttiva, oltre all’importante funzione impollinatrice che le api svolgono. Dati che chiariscono le ragioni dell’impegno del Ministero a sostegno degli apicoltori. 
“Occorre agire per ottimizzare l’intervento pubblico integrando le diverse azioni, dalla ricerca al sostegno di allevatori e produzioni, dai controlli alla comunicazione ai consumatori – ha aggiunto Pesce – Vi sono congrue finanziarie su cui poter contare, l’impegno è di utilizzarle in maniera integrata e complementare affinché abbiano ricadute e impatti positivi su tutto il settore”, ha concluso il Sottosegretario.
fonte : mipaaft


SCUOLA NEI SETTTORI TURISMO E AGRICOLTURA
Una “intesa forte” fra i Ministeri dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e quello delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali per rafforzare la formazione tecnica e professionale in ambito turistico, alberghiero e nel settore dell’agricoltura. È quella che intendono mettere i campo i Ministri Marco Bussetti e Gian Marco Centinaio che oggi si sono incontrati al MIUR avviando i lavori per un Protocollo d’intesa e la creazione di una specifica task force. 
“Con il Ministro Centinaio – spiega Bussetti – vogliamo dare una risposta alle richieste che emergono da questi settori imprenditoriali che sono trainanti per la nostra economia e che richiedono sempre di più alte professionalità. Dobbiamo fare sistema, portare avanti una politica che sia in funzione delle necessità dei nostri ragazzi, che devono avere una formazione di alto livello che consenta loro di spendersi sul mercato del lavoro, ma anche delle nostre imprese e dei nostri territori”.
“La scuola pone le basi fondamentali per la formazione e la crescita dei professionisti del domani. In questo momento per ciò che riguarda il settore turistico e dell’agricoltura è necessario offrire un percorso formativo diverso, che deve essere quanto più esteso e aggiornato possibile, vicino alle esigenze del lavoro. Per questo motivo, oggi con il Ministro Bussetti abbiamo deciso di attivare una specifica task force, che partirà dopo il confronto con le associazioni di categoria al Mipaaft, strumentale all’innovazione e parte integrante dello sviluppo di due settori trainanti della nostra economia” ha dichiarato il Ministro Gian Marco Centinaio.
fonte : mipaaft

CRESCITA AGRICOLTURA
“I dati diffusi oggi dall’Istat ci dicono che l’Agricoltura tiene meglio di altri settori con un aumento del valore aggiunto di quasi tre punti percentuali nel primo trimestre dell’anno. Come sostengo da sempre il settore può candidarsi ad essere davvero trainante per l’Italia”. E’ quanto dichiara il ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio. “Questo dato ci fa ben sperare e conferma che stiamo lavorando bene. Abbiamo agito tempestivamente per dare una risposta concreta alle diverse criticità che hanno interessato il comparto agricolo, ricordo su tutti il tanto atteso Dl Emergenze Agricoltura. Questo Ministero ha dimostrato che realmente, come non accadeva da anni, le istituzioni sono al fianco dei coltivatori e delle aziende del comparto agroalimentare. Nessuno è solo in un “sistema Italia” che ambisce a far sentire la propria voce e a valorizzare, tutelare e rappresentare in tutto il mondo, sotto la stessa bandiera, le nostre eccellenze. Continueremo a lavorare in questa direzione, anche e soprattutto in Europa, in previsione dei prossimi appuntamenti a cui dovremo partecipare”.
Fonte : mipaaft

RESTITUIRE AL LAVORO DIGNITÀ E TUTELE 
“L’ortofrutta rappresenta uno dei settori più significativi del Made in Italy che traina l’economia agroalimentare e che offre migliaia di posti di lavoro, fissi e stagionali, come dimostrato anche dai dati presentati oggi.” ha affermato Alessandra Pesce, sottosegretario del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo intervenendo al convegno organizzato da Italia Ortofrutta a FICO, dal titolo “Ortofrutta: il fattore lavoro come elemento di competitività del settore”. “La semplificazione di alcune procedure è a portata di mano, grazie anche all’impegno in Commissione Agricoltura alla Camera. Non solo, all’interno del tavolo contro il caporalato abbiamo affrontato i temi del lavoro all’interno dell’intera filiera agroalimentare, i cui risultati saranno discussi in occasione della prossima riunione il 5 giugno. Sono convinta che sia determinante trovare soluzioni condivise con l’intera filiera affinché venga garantito l’equo salario al lavoratore e il giusto guadagno all’imprenditore agricolo. Mettiamo a punto così una nuova stagione di programmazione, formazione e promozione per restituire al lavoro dignità e tutele” ha concluso il Sottosegretario.
Fonte : mipaaft

RILANCIO DEI SETTORI AGRICOLI
E’ stato pubblicato in G.U. il Decreto Legge– testo coordinato con le modifiche apportate dalla legge di conversione –(già inviato agli Associati) per il rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici
Il Decreto prevede misure negli ambiti :
lattiero-caseario ;
– istituzione di un Fondo per favorire la competitività del latte ovino;
– olivicolo-oleario ;
– agrumicolo ;
– sostegno e la promozione dei settori agroalimentari in crisi ;
– delle modifiche delle sanzioni amministrative relativamente alla pesca illegale;
– sostegno del settore ittico;
messa in sicurezza dello stabilimento Stoppani ;

TAVOLO FILIERA ORTOFRUTTICOLA
Il 23 magio si è riunito al Ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, il tavolo di filiera ortofrutticola per affrontare i temi del rafforzamento della competitività della filiera.
“Con il tavolo di oggi abbiamo mantenuto l’impegno e l’attenzione sulla filiera ortofrutticola, focalizzando i temi del supporto alla pianificazione strategica, alla valorizzazione e alla promozione del Made in Italy.” E’ quanto ha dichiarato il sottosegretario Alessandra Pesce, che ha presieduto la riunione . “Oltre a proporre la formalizzazione del tavolo, sono stati discussi gli strumenti per sostenere l’export, avviando un nuovo modello di collaborazione per affrontare il tema delle barriere fitosanitarie e proponendo una riflessione sull’innalzamento della sostenibilità. Con Agea abbiamo mostrato lo stato di avanzamento della realizzazione del catasto frutticolo e fornito l’informativa sul blocco delle importazioni dalla Tunisia a seguito del ritrovamento su alcune partite di prodotto del Citrus Black Spot (CBS). Il lavoro del tavolo si è svolto in un clima di grande e fattiva collaborazione”, ha concluso il Sottosegretario Pesce

EMERGENZE AGRICOLTURA
 “La conversione in legge del decreto Emergenze Agricoltura è una vittoria per tutto il comparto agroalimentare italiano. Con misure concrete adesso lavoriamo per ripartire e lasciarci alle spalle le problematiche che hanno coinvolto il settore nell’ultimo anno. Avevo promesso lavoro e impegno per riportare i settori olivicolo-oleario, agrumicolo, lattiero caseario e ovi-caprino al più presto fuori dalla crisi e competitivi. Adesso ci sono gli strumenti per poterci riuscire. L’agricoltura italiana può e deve diventare protagonista del rilancio dell’economia del nostro Paese, anche a livello internazionale”.
Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gian Marco Centinaio commenta così la conversione in legge con voto finale al Senato del Dl Emergenze Agricoltura. Tra i provvedimenti principali il contrasto alla Xylella e le gelate in Puglia, interventi sulla questione ‘quote latte’ e Pecorino romano/sardo, interventi per il settore degli agrumi, per la tutela del settore pesca e anticipo Pac.
“Dobbiamo continuare a valorizzare e sostenere il nostro made in Italy – sottolinea il Ministro – Promuovere sempre di più le nostre eccellenze in tutto il mondo. Questo è un primo passo, la strada è quella giusta. Ringrazio i colleghi deputati e senatori che hanno compreso l’importanza di queste misure. L’agricoltura italiana non è sola, il Governo c’è ed è al suo fianco, pronto a dare supporto a tutto il settore”, conclude il Ministro Centinaio.
fonte : mipaaft

DIRETTIVA – PROFESSIONALMENTE IMPORTANTE
Dal 30 aprile 2019, con termine di recepimento da parte degli stati membri il 10/5/2021 ed applicazione entro il 10/11/2021,, è in vigore la  DIRETTIVA (UE) DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare con la quale, vietando alcune delle più comuni pratiche commerciali sleali, si vuole tutelare le microimprese e le imprese dell’ agroalimentare che hanno un fatturato annuo inferiore a 350 ml di euro, contro le pratiche sleali commerciali rafforzandone il potere contrattuale.
Il documento è stato inviato gli Associati

SICUREZZA ALIMENTARE

“Il Made in Italy è un brand apprezzato per molti prodotti e deve diventare un marchio di riconoscimento anche per l’intera filiera dell’agroalimentare italiano. Ci siamo dati come obiettivo strategico di elevare tutto il comparto attraverso un prodotto e un sistema di qualità. Nei primi cinque mesi del 2019 saremo impegnati a lavorare su cinque pilastri fondamentali: strumenti finanziari, ricerca, organizzazione di settore, mercato interno e mercato internazionale. La parte del “leone” la fa la qualità che è un obiettivo delle aziende ma lo è anche di questo Governo”.
Così il Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Franco Manzato in occasione del Convegno Filiera agroalimentare Veneto – Italia – Europa organizzato dal Gruppo Alimentare di Assindustria Veneto Centro.
Fonte : Mipaaft

AsPerA

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