DAL GOVERNO E DAL PARLAMENTO

AGRICOLTURA E IMPRENDITORIA FEMMINILE
E’ stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Politiche Agricole del 9 luglio 2020, recante le misure a favore dell’imprenditoria femminile in agricoltura avente come fine lo sviluppo dell’imprenditoria femminile e sono stati definiti i criteri e le modalità per la concessione di mutui a tasso zero in favore di iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole da queste.
Per l’attuazione di quanto sopra il Ministero stipulerà con ISMEA una convenzione che porterà, una volta predisposti e definiti i criteri applicativi, ad uno schema per le attività di istruttoria, concessione ed erogazione delle agevolazioni e al costante monitoraggio e controllo previste in decreto.
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DECRETO SEMPLIFICAZIONI
La legge di conversione del D.L. Rilancio (L. 77/2020) pubblicata in G.U. n. 180 del 18-07-2020 prevede che fino al 31 ottobre il giudice può disporre che, al posto di quanto previsto in udienza, il giuramento del CTU possa essere reso da dichiarazione sottoscritta con firma digitale da depositare nel fascicolo telematico.
L’art. 221 prevede una serie di altre previsioni riguardanti il deposito telematico e da la facoltà al Giudice di non effettuare le udienze civili ed autorizzare lo scambio e il deposito telematico di note scritte delle istanze e conclusioni e la adozione fuori udienza del provvedimento del giudice.
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DECRETO SEMPLIFICAZIONI
Il  DECRETO-LEGGE  16 luglio 2020 , n.  76 recante “ Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale” tra gli altri obblighi, all’art.37,  prevede la Posta Elettronica Centrificata ( PEC) e domicilio digitale obbligatori tra imprese, professionisti e Pubblica Amministrazione e quindi con l’obbligo di comunicarlo con, in difetto, diffida ad adempiere e in ulteriore mancanza altrimenti :
Art.37
…… omissis …….
e) il comma 7-bis è sostituito dal seguente: “7-bis. Il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all’albo o elenco di cui al comma 7 è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro trenta giorni, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, il Collegio o Ordine di appartenenza commina la sanzione della sospensione dal relativo albo o elenco fino alla comunicazione dello stesso domicilio. L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato previsto dal comma 7, il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, ovvero la reiterata inadempienza dell’obbligo di comunicare all’indice di cui all’articolo 6– bis del decreto-legislativo 7 marzo 2005, n. 82 l’elenco dei domicili digitali ed il loro aggiornamento a norma dell’articolo  6 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 marzo 2013, costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell’ordine inadempiente ad opera del Ministero vigilante sui medesimi.”;
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STATI GENERALI
“E’ l’avvio di un percorso, importante e necessario perché il Paese ha bisogno di una strategia lungo cui orientare tutti i segmenti e che avrà nel confronto parlamentare uno degli epicentri di discussione e costruzione. Già nel Masterplan alcune priorità sono indicate e sono soddisfatta della centralità riconosciuta alla filiera agroalimentare e alla sua strategicità. In questo lavoro c’è un’idea di Paese, ci sono proposte utili per rendere l’Italia forte, sostenibile e moderna. Possiamo essere un’avanguardia nel mondo per come sapremo affrontare il rilancio post Covid e per la transizione ecologica”. Così la Ministra Teresa Bellanova a proposito del Masterplan “Progettiamo il rilancio”.
“Lo avevamo detto presentando le Linee programmatiche nell’ottobre scorso: Agricoltura, Foreste, Pesca e Agroalimentare al centro dell’Agenda politica e sociale del Paese”, prosegue la Ministra Bellanova, “non abbiamo dunque dovuto aspettare la drammatica emergenza – prima potentemente sanitaria adesso anche produttiva, economica e sociale – determinata dal Covid 19 per aver ben chiare la strategicità di questa filiera per il nostro Paese. Lo dicono i fatti: dalle risorse e misure presenti nella Legge di bilancio agli interventi emergenziali. Doveroso riconoscimento alla filiera della vita che anche nelle difficoltà ha sempre garantito l’approvvigionamento di cibo.
Che questo settore rappresenti una parte rilevante dell’interesse nazionale è indubbio, e così il suo essere determinante in molti degli snodi che dovremo affrontare, dal rilancio economico al futuro verde come lo stesso Masterplan restituisce.
Una filiera determinante, lo voglio ribadire, cruciale in termini produttivi ed economici, corrispondendo al 14 per cento del Prodotto Interno Lordo. E in termini di sovranità, qualità e sicurezza alimentare, tutela e salvaguardia del territorio, del paesaggio, e di risorse preziosissime come suolo, acqua e aria.
La Strategia Nazionale per il Sistema Agricolo, Agroalimentare, Forestale, della Pesca e dell’Acquacoltura, presentata al Governo e ripresa nel Masterplan, guarda al futuro del settore e del Paese. La illustreremo nelle sue linee essenziali nei prossimi giorni, convinti che da qui passa davvero la strada per lo sviluppo dell’economia circolare e di un nuovo modello di società. Dove inclusione, competizione e cooperazione possano essere parole di pratica quotidiana”.

ANCORA DISCRIMINAZIONI
Essere libero professionista iscritto in una delle Casse pensionistiche private significa subire continuamente discriminazioni da chi non ci considera (almeno) uguali agli altri professionisti e/o cittadini.
Hanno cominciato con l’importo di € 600,00 che, oltre ad essere assolutamente irrisorio , e a livello di elemosina, è addirittura al di sotto del reddito di cittadinanza, pagato dallo Stato a chi non fa niente e che è alla ricerca di qualcosa da fare. Basta essere cittadini italiani ma non liberi professionisti  che invece,  come  è noto,  corrono tutto il giorno.
Inizia l’umiliazione che oggi prosegue perché i liberi professionisti hanno avuto diritto ai € 600,00 per aprile e maggio ma non quello aumentato a € 1000,00 che percepiranno i professionisti e gli autonomi iscritti all’INPS nel mese di maggio così come non è consentito ai liberi professionisti iscritti alle casse private di poter accedere ai contributi a fondo perduto previsti per gli aderenti all’INPS.
Il c.d. Decreto di rilancio deve, comunque, avere ancora  un passaggio parlamentare nel quale è ancora possibile che l’art.25 possa essere modificato. E su questo ci concenteremo.
Andrea Bottaro
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PROFESSIONALMENTE IMPORTANTE – Processo Tributario – Elenco nazionale dei soggetti abilitati alla difesa del contribuente innanzi alle Commissioni Tributarie – articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546 e decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 5 agosto 2019 n. 106.

PROFESSIONISTI KO
Il Decreto “Cura Italia” di cui al DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18 recante “  Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. “, non contento della disparità di trattamento già operata dall’art.16 del DL 9/2020 tra i lavoratori autonomi assoggettati alla Gestione separata INPS e quelli iscritti alle Casse di Previdenza privatizzate,  ha proprio ignorato i liberi professionisti iscritti alle casse di previdenza private, e ricordati sporadicamente solo all’art.23 recante Art. 23 (Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore privato, i lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335, e i lavoratori autonomi, per emergenza COVID -19) , co.9 di riferimento al co.8 che così recitano:
“8. A decorrere dall’entrata in vigore della presente disposizione, in alternativa alla prestazione di cui ai commi 1, 3 e 5 e per i medesimi lavoratori beneficiari, è prevista la possibilità di scegliere la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di cui al comma 1. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia di cui all’articolo 54-bis, legge 24 aprile 2017, n. 50.
9. Il bonus di cui al comma 8 è altresì riconosciuto ai lavoratori autonomi non iscritti all’INPS, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari. “
Ma anche l’art. 44 Art. 44  recante “  (Istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19) potrebbe riguardare i liberi professionisti perché recita che :
1. Al fine di garantire misure di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro è istituito, nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, un Fondo denominato “Fondo per il reddito di ultima istanza” volto a garantire il riconoscimento ai medesimi soggetti di cui al presente comma, di una indennità, nel limite di spesa 300 milioni di euro per l’anno 2020.
2. Con uno o più decreti del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono definiti i criteri di priorità e le modalità di attribuzione dell’indennità di cui al comma 1, nonchè la eventuale quota del limite di spesa di cui al comma 1 da destinare, in via eccezionale, in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica, al sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.
3. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo si provvede ai sensi dell’articolo 126.
Qualche considerazione è d’obbigo e, al di la dell’importo di € 600, elemosina che non basta nemmeno per l’affitto e le bollette,  ho trovato offensivo il fatto della noncuranza con cui vengono trattati oltre 2 milioni di professionisti non iscritti all’INPS che, pare non esistano o che sono ritenuti così marginali nell’ambito della economia nazionale da essere oggetto di “eventuale quota del limite di spesa di cui al comma 1 da destinare, in via eccezionale……… termini questi da risultare oltraggiosi per quanti sono quotidianamente impegnati a risolvere problemi sociali ma forse non sono supportati da sindacati di categoria sufficientemente autorevoli a livello governativo.
Nel frattempo, per noi professionisti non iscritti all’ INPS, però si sono attivate le Casse di Previdenza Architetti, Ingegneri (con una variazione è stata apportata una variazione  “al Bilancio di previsione 2020 una variazione di 100 milioni di euro, destinando una quota corrispondente dell’avanzo economico alla voce B.7.a.2 “Prestazioni Assistenziali” a favore degli iscritti), Geometri e Periti Industriali hanno sospeso tutti i pagamenti mentre i Geologi hanno differito al post-codiv le attività di recupero coattivo di crediti pregressi.
Insomma hanno fatto del loro meglio; l’Enpaia ancora non ha comunicato ancora nulla delle sue intenzioni in proposito.
Ma ci sono altre occasioni positive quali:
1.Fondo centrale di garanzia PMI anche per i professionisti la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19.
2.Fondo mutui “prima casa” o “Fondo Gasparrini” anche per i professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo del fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività per l’emergenza coronavirus.
3.Sospensione termini adempimenti dei versamenti fiscali e contributivi da autoliquidazione che scadono tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 relativi a:
a) ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del dPR 600/1973 e trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che essi operano in qualità di sostituti d’imposta;
b) imposta sul valore aggiunto;
c) contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria.
Vero è che la speranza è l’ultima a morire ma è certo che oggi, dopo il codiv-19 e a seguito della disattenzione del Governo,  nell’attesa delle misure necessarie a far fronte ai mancati redditi a causa dell’emergenza sanitaria, versa in brutte condizioni.
Domani riprenderemo i colloqui con i nostri Parlamentari di riferimento per continuare la protesta e riparleremo anche di equo compenso .
Andrea Bottaro

P.S. ULTIMA ORA : Il nuovo decreto del 22 marzo, non ancora in GU ma di seguito pubblicato, consente ai Periti Agrari liberi professionisti dotati di partita IVA cod 74………. di continuare ad operare professionalmente.

DECRETO MINISTERIALE – AVIARIA
Il Ministro delle Politiche Agricole ha firmato il Decreto di attuazione e modalità di attuazione del Regolamento di esecuzione (UE) n.2019/1323 della Commissione, relativo a misure eccezionali di sostegno del mercato nei settori delle uova e delle carni di pollame in Italia.
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LEGISLATURA 18ª – AULA – RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA SEDUTA N. 180 DEL 14/01/2020
CANDURA
 – Al Ministro della giustizia. – Premesso che:
tutti i collegi e gli ordini professionali, provinciali o nazionali, sono enti di diritto pubblico sotto il diretto controllo del Ministero di Giustizia;
annualmente sono tenuti a redigere un bilancio economico e a stabilire il contributo annuo che ogni iscritto è tenuto a versare per l’ordinaria gestione dell’organismo stesso. Tale contributo deve essere fissato nei limiti della normale funzionalità dell’ente (art. 26 della legge n. 434 del 1968) e non per “fare cassa”. Concetto questo ultimo più volte ribadito anche dal Consiglio di Stato;
considerato che:
il Consiglio nazionale dei periti agrari e periti agrari laureati annualmente stabilisce l’ammontare massimo annuale della tassa che un singolo iscritto deve versare al proprio Collegio provinciale, nonché la quota parte della tassa stessa che deve essere versata al Consiglio nazionale. Le proposte (delibere) del Consiglio nazionale relative alla tassa suddetta, sono vagliate dal Ministero di giustizia che, visto il bilancio annuale del Consiglio nazionale, considerata anche l’inflazione, approva o rigetta la proposta. Approvata la proposta da parte del Ministero, il Collegio nazionale lo comunica ai singoli collegi provinciali, che ne prendono atto e sono tenuti all’applicazione;
il Consiglio nazionale con proprie delibere n. 40/2017 e n. 41/2017 ha chiesto al Ministero di elevare il contributo di ogni singolo iscritto al Consiglio nazionale da euro 40 a euro 130 per coloro che sono iscritti alla cassa di previdenza autonoma, da euro 40 a euro 30 per coloro che non sono iscritti alla cassa di previdenza autonoma;
la legge n. 434 del 1968, istitutiva della libera professione di perito agrario, non prevede l’imposizione di una tassa di iscrizione annua differenziata, bensì unica per tutti gli iscritti al Collegio, esercenti o non esercenti la libera professione,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno agire per l’annullamento delle delibere n. 40 e 41 del 2017 del Consiglio nazionale per quello che l’interrogante considera una manifesta violazione della legge n. 434 del 1968 e per la mancanza di giustificazione dell’eccezionale aumento della tassazione.
 (4-02698)

159ª SEDUTA PUBBLICA MARTEDÌ 29 OTTOBRE 2019
BINETTI
Al Ministro della giustizia. – Premesso che:
il Consiglio del collegio nazionale dei periti agrari (CNPA), ad avvi- so dell’interrogante andando oltre i poteri conferitigli dall’articolo 26 della legge n. 434 del 1968, recante “Ordinamento della professione di perito agrario”, nella seduta di Consiglio tenutasi il 17 luglio 2019, con delibera n.
11, ha disposto la soppressione dell’elenco speciale, sancito all’articolo 4 della legge sull'”Esercizio della libera professione Elenco dei non esercenti”, pubblicato il 2 agosto 2019;
il CNPA ha rilevato la necessità di adeguamento all’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 2012, n. 137, ma i consiglieri na- zionali e i collegi provinciali hanno reagito con proprie note di protesta in quanto dalla lettura dell’art. 4 non possono esservi riscontrate quelle richia- mate in decreto del Presidente della Repubblica n. 137 del 2012 che, al comma 3, stabilisce: “Non sono ammesse limitazioni, in qualsiasi forma, anche attraverso previsioni deontologiche, del numero di persone titolate a esercitare la professione, con attività anche abituale e prevalente, su tutto o parte del territorio dello Stato, salve deroghe espresse fondate su ragioni di pubblico interesse, quale la tutela della salute. È fatta salva l’applicazione delle disposizioni sull’esercizio delle funzioni notarili”;
non appare chiaro come la delibera del Consiglio nazionale di un or- dine possa modificare una legge;
i consiglieri nazionali e dei collegi territoriali, protestano anche con- tro il “decreto presidenziale n. 1/2018”, motu proprio del 27 febbraio 2018 del presidente pro tempore dei periti agrari, Mario Braga, che contrasta con la legge n. 434 del 1968, prorogando i termini dello svolgimento delle as- semblee territoriali per l’approvazione dei conti che, secondo la legge n. 434 del 1968, all’art.17, devono tenersi obbligatoriamente nel mese di marzo di ogni anno;
le note dei consiglieri nazionali e dei collegi territoriali inviate al Ministero per segnalare anche altre gravi irregolarità, sono rimaste al mo- mento senza riscontro; ad esempio il presidente pro tempore Mario Braga, insieme ad una parte del Consiglio nazionale, venuto a conoscenza di possi- bile incompatibilità tra l’ente e un collaboratore esterno non ha messo in atto comportamenti rispondenti a criteri di netta separazione tra interessi propri e quelli dell’ente;
il Ministero, nonostante le numerose segnalazioni ricevute, ha trala- sciato di verificare e vigilare sull’operato del collegio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati, così come prevede il compito istituzionale di vigilanza attribuitogli dalla legge n. 434 del 1968, e soprattutto non ha considerato le richieste e le memorie depositate in proposito dai richiedenti,
si chiede di sapere:
per quale motivo, il Ministro in indirizzo non abbia assunto iniziative legate all’esercizio delle proprie prerogative di vigilanza sul CNPA, né alcun provvedimento di commissariamento del CNPA;
se il Ministro, quale ente preposto all’alta vigilanza ed al controllo sugli ordini professionali, non ritenga opportuno intraprendere adeguate e necessarie procedure di verifica sull’operato del Collegio nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati, anche al fine di accertare la liceità di quan- to segnalato;
se intenda adottare idonei provvedimenti e attivare le conseguenti azioni disciplinari, finalizzate a ricondurre la gestione della categoria a quei principi deontologici di imparzialità, dignità e decoro che le si addicono. (4-02387).
Un sentito GRAZIE all’on. Massimo CANDURA e alla Sen.ce Paola Binetti che con le loro interrogazioni contribuiscono ad ottenere chiarimenti fondamentali rispetto alle norme di Legge ordinamentali.

LEGGE BILANCIO 2020:
La legge di bilancio 2020 appena approvata definitivamente e pubblicata in Gazzetta Ufficiale (tutto l’iter di predisposizione e di approvazione è già stato inviato agli Associati) prevede variazioni al sistema vigente con alcune delle novità di seguito riportate:
PER IL PROFESSIONISTA
spostamento al 30 settembre del termine di presentazione del modello di dichiarazione dei redditi 730 ;
– modifiche alla fattura elettronica, prevedendo il versamento dell’imposta di bollo semestrale se di importo inferiore a 1.000 euro annui;
– stretta sulla responsabilità per reati tributari e la possibilità di utilizzare il ravvedimento operoso per tutti i tributi;
modifica della disciplina del Piano di Risparmio a Lungo termine  previsto per gli enti di previdenza obbligatoria e le forme di previdenza complementare;
modifiche alla dichiarazione IVA precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate e alle scadenze dell’esterometro .
per chi accetta i pagamenti con mezzi elettronici (POS) è consentita la possibilità di non trasmettere i dati dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate in quanto sarà attività propria delle società di gestione delle carte di debito e di credito o bancomat ;
ai fini della proroga dell’agevolazione c.d. “Sabatini – ter” viene prevista un’integrazione all’autorizzazione di spesa per il periodo 2020 – 2025.

AGEVOLAZIONI AGRICOLTURA
agevolazioni  per l’agricoltura sia nuove che provenienti dagli anni precedenti, sinteticamente riportate,  e che necessitano di approfondita lettura del testo  che sono :
Esonero contributivo  under 40 : (già previsa dalla legge di bilancio 2018) prevede l’esonero dal versamento contributivo a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, con età minore di quarant’anni.
Fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole :-   E’ istituito per il 2020  un Fondo   di € 5.000.000 a favore degli investimenti in innovazione nel settore agricolo quali beni strumentali nuovi e di software.
Proroga esenzione IRPEF redditi dominicali e agrari:  viene confermata l’esenzione IRPEF  dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola che torneranno nel 2021 a concorrere, in misura del 50%, alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF.
Determinazione  reddito degli imprenditori agricoli florovivaistici:  viene previsto un nuovo metodo di determinazione reddito d’impresa distinto nei limiti del 10 e del 5%  per cento del volume di affari a seconda della provenienza del materiale da commercializzare.
Sono poi previste altre forme di incentivazione per le attività nel settore biologico e per l’imprenditoria femminile.

IL DECRETO LEGGE FISCALE
La Camera ha approvato, il testo di un decreto Fiscale recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili.” che  è stato trasmesso al Senato il 6 dicembre 2019 ( atto inviato agli Associati) con le modifiche e novità rispetto al testo originario tra le quali , che possono interessare le professioni :
– la stretta sulle compensazioni indebite per le quali sono previste sanzioni in percentuale dell’importo;
– ampliato il ravvedimento operoso in versione “estesa” a tutti i tributi;
– slitta al 1° luglio 2020 l’entrata in vigore della mancanza di sanzioni per i professionisti che non accettano i pagamenti elettronici.

LE LINEE PROGRAMMATICHE PRESENTATE IL 09.10.2019  ALLE COMMISSIONI AGRICOLTURA DI CAMERA E SENATO
Signori Presidenti, stimati Colleghi e Colleghe 
Vi ringrazio per la possibilità di condividere con voi le priorità e le linee programmatiche dell’azione che il Ministero porterà avanti nel corso del nostro mandato. In premessa credo sia opportuno ribadire l’importanza di rimettere al centro dell’agenda politica, economica e sociale l’agricoltura. Parliamo di un settore dove l’Italia detiene alcuni primati europei, a partire dal valore aggiunto, pari a 33 miliardi di euro, che ci mette prima della Francia e della Spagna. Ai prodotti agricoli italiani spettano diversi primati nell’UE: è italiano oltre il 35% del valore commercializzato dell’UE di mele e uva, il 47% di kiwi, il 61% di nocciole sgusciate, il 35% di prodotti vivaistici. 

E l’agricoltura rappresenta il cuore pulsante del sistema agroalimentare nazionale, che conta oltre 1 milione di imprese che danno lavoro a più di 1,4 milioni di persone (917 mila in agricoltura e 486 mila occupati nell’industria di trasformazione). Parliamo di circa il 14% del PIL con 219,5 miliardi di euro, compresa la ristorazione. 
Le esportazioni di prodotti agroalimentari assumono un ruolo di primaria importanza negli scambi con l’estero dell’Italia: hanno raggiunto un valore di 41,8 miliardi di euro nel 2018, pari al 9% delle esportazioni totali nazionali.

Il made in Italy agroalimentare è protagonista anche nel mercato dei prodotti certificati biologici e in quello delle Indicazioni geografiche, dove vantiamo il primato mondiale dei riconoscimenti, con un fatturato di 15 miliardi di euro all’origine.

Dobbiamo essere consapevoli di questi punti di forza, anche per essere all’altezza delle aspettative di imprese e cittadini. La nostra azione di Governo intende valorizzare e far conoscere di più e meglio il potenziale del settore, affrontando anche le tante aree da migliorare.  

Penso ad esempio al calo delle redditività a causa del notevole differenziale di crescita tra i prezzi dei prodotti ed i costi di produzione. Penso ai forti squilibri strutturali che penalizzano la componente produttiva e i consumatori.  Su 100 euro spesi dal consumatore per prodotti agricoli trasformati appena 3,3 euro sono destinati alla componente produttiva a vantaggio di commercio, logistica e grande distribuzione.

Penso allo scarso livello di aggregazione dell’offerta: il sistema delle Organizzazioni di produttori ha un ruolo solo nel settore ortofrutticolo spinto dall’OCM, dove comunque, ancora copre circa la metà del valore della produzione ortofrutticola totale.

Sebbene sia in crescita l’interesse dei giovani verso l’agricoltura, testimoniato anche dall’aumento del numero di imprese «giovanili» e dall’aumento delle immatricolazioni alle facoltà di agraria, l’agricoltura italiana soffre particolarmente del fenomeno della senilizzazione: solo l’8% delle aziende agricole ha un capo azienda under 40, per ogni giovane imprenditore ce ne sono 5 anziani.

Ho voluto sottolineare questi dati per condividere con voi la necessità di uscire da una logica emergenziale per agire con una visione progettuale di lungo periodo. L’Italia ha bisogno di una nuova strategia agricola da scrivere insieme. 
La crisi climatica in atto merita risposte urgenti e una transizione economica e sociale che va affrontata con strumenti rinnovati. Anche in agricoltura.

Allo stesso modo la crisi del sistema delle relazioni commerciali internazionali ci mette davanti a nuovi pericoli. Proprio in questi giorni i dazi dell’Amministrazione Usa mettono in grave difficoltà molte filiere di produzione dei nostri territori, totalmente incolpevoli. Ho chiesto alla Commissione europea di prevedere fin da subito un fondo per gli interventi di compensazione, per salvaguardare le imprese eventualmente colpite. Abbiamo già pagato 1 miliardo di euro per gli effetti dell’embargo russo e il pericolo della Brexit accresce l’incertezza. Non possiamo aspettare che le aziende chiudano per garantire una protezione. 

Davanti allo scenario delineato, ho ritenuto necessario stilare una serie di priorità e obiettivi concreti per l’azione di Governo. 
1)  Rafforzare la competitività delle imprese garantendo l’invarianza fiscale, rilanciando gli investimenti, favorendo la digitalizzazione e la propensione all’export ed eliminando le barriere di accesso ai fattori terra, credito e capitali in particolare in favore dei giovani e delle donne.
2) Promuovere e valorizzare il Made in Italy nel mondo e impedire i fenomeni che minacciano il valore e la reputazione dei prodotti italiani.
3) Garantire trasparenza ai cittadini sulla qualità e provenienza di alimenti e materie prime utilizzate.
4) Contrastare le posizioni dominanti nella filiera e assicurare una più equa distribuzione dei margini.
5) Assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori con la piena applicazione della normativa sul caporalato.
6) Arginare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle produzioni e rafforzare gli strumenti a tutela dei redditi degli agricoltori, valorizzando il ruolo attivo dell’agricoltura nella salvaguardia dell’ambiente e nella prevenzione del dissesto idrogeologico.
7) Favorire processi di innovazione sostenibile, di riduzione degli sprechi alimentari e una più oculata gestione delle risorse naturali anche attraverso lo sviluppo dell’agricoltura di precisione.
8)   Accelerare azioni organiche per la difesa del suolo agricolo, per la permanenza dell’agricoltura nelle zone montane e per la conservazione e valorizzazione del patrimonio paesaggistico agricolo e forestale.
9) Favorire l’inclusione attraverso la valorizzazione dell’agricoltura sociale.
10) Tutelare il reddito dei pescatori e garantire lo sviluppo di un’economia sostenibile del mare attraverso la salvaguardia delle specie marine.

Metodo di lavoro
Per riuscire a rendere concreti gli impegni elencati, credo sia necessario partire da un metodo di lavoro condiviso. Credo in una stretta collaborazione con il Parlamento per dare prospettiva all’attività quotidiana di agricoltori, pescatori, allevatori, produttori di cibo e vini di qualità italiani. Sono convinta che davanti alle necessità di questo settore non ci siano colori politici, ci sono soluzioni da mettere in campo. Costruirle insieme è la sfida che ci aspetta nei prossimi mesi. Ci sono molte proposte di legge di fondamentale importanza da portare a compimento come quella sulle semplificazioni, la proposta sul biologico, il divieto delle aste al doppio ribasso, il contenimento del consumo di suolo, solo per citarne alcune.  Dichiaro fin da ora la mia massima disponibilità e quella di tutta la struttura ministeriale. Allo stesso modo ho già incontrato gli assessori regionali per costruire un rapporto nuovo con le Regioni.

Il Piano strategico nazionale, che rappresenta uno dei tratti caratterizzanti della proposta di riforma della PAC post 2020, dovrà essere un’opportunità anche per le regioni. Per il nostro Paese rappresenta la possibilità di dare risposte alle diverse realtà produttive, valorizzando le differenze e allo stesso tempo tenendo alta l’ambizione di costruire politiche di lungo respiro per il settore primario.

È mia intenzione dare vita al Ministero a una Consulta permanente per la crisi climatica e le priorità agricole, per costruire insieme il piano strategico nazionale, coinvolgendo anche Enti, Università, imprenditori, organizzazioni agricole e industriali, sindacati, parlamento, regioni, cittadini, in un processo partecipativo di scrittura del futuro agricolo, alimentare e ambientale del Paese. Il nostro faro sono gli Obiettivi sostenibili dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite, all’interno dei quali l’Italia e la sua agricoltura devono ritrovare un ruolo guida. 

La nuova Pac post 2020
Allo stesso modo ritengo fondamentale il lavoro in ambito europeo, per riaffermare il ruolo e il modello di agricoltura italiano, soprattutto in vista della riforma delle Politica Agricola Comune e nella definizione degli accordi commerciali.

Partiamo da un elemento chiave: i fondi europei per la PAC 2020 non devono prevedere tagli. Si tratta di una delle sfide fondamentali per lo sviluppo e il futuro del settore. È necessario:
– Assicurare al settore agricolo e agroalimentare le risorse comunitarie necessarie per attuare politiche volte al rafforzamento della competitività del Made in Italy, al miglioramento della sostenibilità dei processi produttivi e proprio al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili dell’Agenda 2030.
– Migliorare l’attuale proposta di riforma della PAC post 2020 in modo da salvaguardare il ruolo delle Regioni nella programmazione e gestione delle politiche, in particolare dello sviluppo rurale.
– Negoziare a livello UE politiche volte al rafgorzamento del sostegno al reddito delle imprese agricole, in particolare a carico dei settori produttivi più rilevanti per il Made in Italy, rivedendo ed estendendo il modello delle Organizzazioni Comuni di Mercato.
– Riorientare il sostegno della PAC in modo da privilegiare i settori più strategici ed evitare lo spopolamento delle aree rurali.
– Tutelare tutto il Made in Italy e garantire trasparenze e reciprocità negli accordi commerciali.

Su tutti questi punti il dialogo con voi sarà costante per aggiornarvi sull’avanzamento delle trattative e per verificare i progressi del negoziato, così come condividere i miglioramenti da apportare ad alcuni accordi per una più forte salvaguardia del Made in Italy. 
Ora vorrei passare rapidamente in rassegna i punti chiave che ho elencato poco fa per approfondire gli obiettivi con alcune prime indicazioni di lavoro. 

1) Rafforzare la competitività delle imprese
La nostra priorità assoluta è tutelare il reddito degli agricoltori. La via primaria è garantire competitività alle imprese, a partire dall’utilizzo della leva fiscale. Anche in questa sede voglio ribadire che, come concordato con il Ministro dell’Economia Gualtieri, è escluso un taglio delle agevolazioni per il gasolio agricolo. La missione complessiva del governo è quella di garantire una diminuzione della pressione fiscale e in questo contesto credo vada assicurata attenzione alle esigenze del comparto agricolo. 

Allo stesso tempo lavoriamo per il rilancio degli investimenti attraverso il potenziamento dei contratti di filiera e di distretto, individuando nuove forme incentivanti per la digitalizzazione, l’export e l’e-commerce. Abbiamo bisogno di rendere più forti, equi e stabili i rapporti tra agricoltori e trasformatori, consentendo così al Made in Italy di crescere dal campo fino alla tavola del consumatore. In questa chiave utilizzeremo anche uno strumento di progettazione territoriale come i distretti del cibo, sul quale siamo pronti a dare seguito alla fase attuativa. È mia intenzione convocare con costanza a livello politico e tecnico tavoli per singola filiera, che possano diventare luogo dove affrontare le urgenze dei vari settori produttivi ed elaborare proposte operative. Abbiamo già avviato le prime riunioni e proseguiremo nelle prossime settimane con incontri dedicati alla filiera zootecnica, all’olio, al vino, al grano, al riso, agli agrumi e all’ortofrutta e via via su tutti i comparti, compreso quello ippico. Vogliamo lavorare per anticipare l’insorgere di problemi e pianificare gli interventi necessari. 

Ovviamente seguiremo da vicino tutte le emergenze. In questa prima fase di Governo abbiamo portato avanti i lavori per il Piano di rigenerazione olivicola dell’area colpita da Xylella e per le azioni di contenimento dell’avanzata del batterio, stiamo confrontandoci con le regioni del Nord sul grave problema dei danni provocati dalla cimice asiatica. Sarò in Sardegna la prossima settimana per un tavolo sulla questione del latte ovino. Sono convinta però che sia davvero urgente uscire dalla logica delle emergenze e lavorare sulla costruzione di un progetto agricolo sostenibile sotto tutti i profili.
Intendo caratterizzare la mia azione da Ministro, poi, su due fronti: giovani e donne. Da un lato lavoreremo su tutti gli strumenti a disposizione per favorire il ricambio generazionale e sostenere gli investimenti da parte dei giovani, a partire dalle misure del subentro in agricoltura. Puntiamo a un incremento del credito e dei capitali per investimenti attraverso gli strumenti ISMEA, così come vogliamo rendere più accessibile la terra. 

Con gli stessi obiettivi intendiamo sostenere l’imprenditoria femminile, che oggi rappresenta il 30% circa dell’agricoltura nazionale. Possiamo e dobbiamo incrementare il numero di donne alla guida di aziende agricole e sostenere meglio chi già ha intrapreso questo percorso. 

Vorrei infine fare un passaggio sulla possibilità di realizzare un piano di interventi per le infrastrutture logistiche per i prodotti alimentari, in accordo con Ministero dei trasporti e Ministero del Sud. Si tratta di una sfida non più rinviabile. Senza logistica non possiamo pensare di competere. Nessuno ha la bacchetta magica e per questo credo serva l’impegno di tutte le forze, nazionali e locali, in una prospettiva di lungo periodo che ponga basi solide per consentire alle nostre merci di viaggiare lontano e in modo sostenibile. 

2) Promuovere e Valorizzare il Made in Italy
100 miliardi di euro. È questo il valore stimato del giro d’affari del falso Made in Italy agroalimentare a fronte dei circa 42 miliardi di euro di valore dell’export di quello autentico. Quello che subiamo ogni giorno su tanti mercati è un vero e proprio furto di identità.
Serve lo sviluppo di un’azione su più assi fondamentali.

Ho chiesto al Presidente Conte e al Ministro Di Maio un potenziamento del piano strategico per la promozione del Made in Italy agroalimentare: dobbiamo rafforzare il coordinamento, garantire risorse adeguate e puntare sulla commercializzazione e comunicazione del prodotto di origine italiana sui mercati più importanti. Le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani sono cresciute molto, ma i mercati esteri di sbocco sono molto concentrati: la metà del valore delle esportazioni italiane viene realizzata in 5 Paesi: Germania, Francia, USA, Regno Unito e Spagna. Mancano nazioni come la Cina, il Giappone, l’India. Sulla Russia abbiamo perso posizioni che oggi sono spesso occupate da imitazioni dei nostri prodotti. 

Dobbiamo cogliere al meglio anche l’occasione di Expo Dubai 2020, costruendo un ponte ideale con l’Expo di Milano del 2015 che ha rappresentato un momento di rilancio per tutto l’agroalimentare italiano. 

Parliamo di un potenziale inespresso ancora importante. C’è una domanda mondiale a cui rispondere (soprattutto nei Paesi asiatici) e le nostre imprese devono poter cogliere questa opportunità. È nostro compito affiancarle con le soluzioni più adeguate e nei mercati che loro stesse ci indicheranno come aree d’interesse. 

In questo quadro è opportuno puntare alla tutela del Made in Italy. A tale scopo servono strumenti per la salvaguardia anche legale delle indicazioni geografiche e il potenziamento dei consorzi di tutela. Un lavoro da affiancare ad una maggiore protezione delle Indicazioni geografiche nei trattati di libero scambio già in vigore e in quelli che l’Unione europea sta portando avanti, guardando alla salvaguardia degli interessi delle produzioni di qualità italiane. Voglio qui ricordare anche il grande lavoro fatto dall’Ispettorato repressione frodi in Europa e sul web per eliminare dal commercio il falso cibo italiano. Aver stretto accordi con le grandi piattaforme del commercio su internet consente all’Italia di garantire alle nostre denominazioni d’origine la stessa protezione contro la contraffazione prevista per i marchi privati. È un valore straordinario, che si basa proprio sulla tutela della reputazione dei siti, così come dei nostri produttori. Si parte da un principio semplice: il falso cibo è un inganno per il consumatore. Lo stesso principio vorremmo fosse applicato su tutti i mercati. È proprio di questi giorni la dichiarazione dei produttori di formaggi statunitensi che cercano di ribaltare la realtà, con l’ambizione di vendere in Europa le imitazioni di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago o mozzarella. Non succederà mai! E credo che su questo punto non troverò anche in questa sala nessuno in disaccordo. 

Per affrontare i mercati consolidati e soprattutto per aprire nuove rotte è necessario anche favorire lo sviluppo di piattaforme logistico distributive all’estero per il Made in Italy. Senza snodi per le nostre eccellenze autentiche, ogni sforzo di promozione sarebbe vano in quanto non supportato dal mercato. 
Valorizzare il Made in Italy, poi, significa anche sfruttare meglio l’opportunità che abbiamo quando un turista visita il nostro paese. Per questo puntiamo sullo sviluppo dell’agriturismo, dell’enoturismo e del turismo gastronomico, in coordinamento con Regioni e istituzioni competenti, per garantire maggiori fonti di reddito alle imprese e migliorare i servizi per i turisti italiani e stranieri. 

3) Garantire trasparenza in etichetta
La trasparenza è un valore irrinunciabile. Oltre il 90% dei cittadini italiani ha dichiarato di voler conoscere l’origine della materia prima degli alimenti in etichetta. Per questo sul piano europeo, puntiamo all’allargamento della lista dei prodotti per i quali è previsto l’obbligo di indicazione dell’origine delle materie prime, penso ad esempio alle sperimentazioni fatte in questi anni su latte, formaggi, pasta, riso, derivati del pomodoro. Sul piano nazionale, intendiamo procedere con l’attuazione della norma sull’etichettatura obbligatoria degli alimenti individuando le categorie di prodotto coinvolte e avviando il negoziato con l’Europa, puntando sulla richiesta dei cittadini e sul legame tra qualità e origine come previsto dalle norme UE. Il Regolamento 775 del 2018 non ci soddisfa, per questo chiederemo con urgenza un incontro con la nuova Commissaria alla salute dell’Ue.
Per tutelare i cittadini ed assicurare la tracciabilità dei prodotti alimentari, poi, vogliamo favorire l’utilizzo di tecnologie avanzate, inclusa la blockchain.

4) Garantire legalità e correttezza sui mercati
Commercializzare il cibo palesemente sotto i costi medi di produzione, come sapete, è vietato. Questo fenomeno genera un disequilibrio nei rapporti di filiera che si scarica principalmente sul mancato reddito delle aziende primarie e sul possibile sfruttamento dei lavoratori agricoli. 
Le priorità sono:
– Accelerare il recepimento della Direttiva europea UE 2019/633 sulle pratiche sleali, per tutelare di più e meglio il contraente debole, assicurando effettività ai controlli lungo la filiera e prevedendo il ruolo di Autorità di contrasto in capo all’Amministrazione.
– Confermare l’obbligatorietà dei contratti scritti, e l’ambito di applicazione rivolto a tutti i soggetti della filiera produttiva a prescindere dalla dimensione economica.
– Riformare il quadro penale dei reati agroalimentari, oggi fermo alle norme del codice del 1930 ed alla legge sull’igiene degli alimenti del 1962;
– Rafforzare il sistema dei controlli e delle sanzioni amministrative, in modo da renderli più rapidi, incisivi ed allo stesso tempo meno invasivi verso l’attività imprenditoriale.
Fatemi qui ringraziare le donne e gli uomini dei nostri organismi di controllo dall’ICQRF, Ispettorato centrale repressione frodi, al Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri, alla Guardia Costiera – Capitanerie di porto. Siamo tra i primi al mondo per qualità e numero dei controlli proprio grazie al loro lavoro. Assicurare la legalità, contrastare le frodi, prevenire i crimini agroalimentari e ambientali sono premesse fondamentali per la credibilità del settore e la sicurezza dei cittadini.

5) Lottare contro il caporalato
Il caporalato è mafia. Come tale va combattuto per garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori e per salvaguardare migliaia di imprese oneste che subiscono la concorrenza sleale di chi sfrutta. Vogliamo lavorare per la piena applicazione della legge 199 del 2016, approvata senza voti contrari anche da molti di voi qui presenti oggi. Dobbiamo attuarla tanto nella parte della repressione quanto nella prevenzione del fenomeno.

Insieme alle Ministre Catalfo e Lamorgese abbiamo stabilito di attivare il Tavolo interistituzionale, che si riunirà il 16 ottobre, e adottare quanto prima il Piano nazionale triennale di contrasto e prevenzione del caporalato.

È necessario aumentare i controlli e il personale dedicato attraverso una collaborazione attiva tra Ispettorato nazionale del lavoro, Carabinieri, polizia locale per intervenire non solo nelle aziende, ma anche nell’impedire il trasporto illegale dei lavoratori.
Dobbiamo prevenire il fenomeno anche semplificando la vita delle imprese agricole, ad esempio favorendo l’utilizzo di nuove forme di intermediazione del lavoro attraverso piattaforme informatiche. Serve garantire il reperimento di manodopera legale in particolare durante i picchi stagionali, perché tante imprese oggi denunciano forti difficoltà su questo fronte.

6) Arginare gli effetti della crisi climatica
La crisi climatica è in atto. L’agricoltura è allo stesso tempo uno dei settori più esposti ai danni provocati dal riscaldamento globale e dall’altro lato uno dei possibili settori di più attivo contrasto alle emissioni di gas serra.

Come detto, l’Italia deve svolgere un ruolo guida in linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

Si intende lavorare su:
– Tutela del reddito degli agricoltori colpiti da calamità, attraverso il potenziamento del Fondo di solidarietà nazionale e con un rinnovo degli strumenti pubblici di intervento.
– Diffondere lo strumento assicurativo per proteggere le imprese.
– Valorizzare il ruolo degli agricoltori nella salvaguardia dell’ambiente, anche iniziando a misurare gli effetti positivi di sequestro del carbonio dei suoli e di altri parametri utili.
– Prevenire il dissesto idrogeologico investendo in un Piano decennale sulle infrastrutture irrigue e migliorando così la gestione di una risorsa fondamentale come l’acqua.

7) Innovazione sostenibile
Per rispondere alla crisi climatica serve anche un cambiamento radicale con investimenti sull’innovazione sostenibile. La sostenibilità deve essere basata su tre pilastri: economica, sociale e ambientale. Bisogna passare da un’economia lineare, il cui destino finale è il rifiuto o lo spreco, a una vera economia circolare. Ci sono alcune parole chiave:
– Agricoltura di precisione. È necessario sostenere i progetti di diffusione di queste tecnologie per una migliore gestione dei suoli, degli allevamenti, dell’acqua per irrigare. La tecnologia al servizio dell’ambiente.
– Ricerca. Investire nella ricerca pubblica per tutelare le colture tradizionali italiane, anche alla luce del necessario adattamento climatico.
– Biologico. Si intende valorizzare le produzioni biologiche che vedono una crescita costante degli ettari dedicati alla coltivazione ora arrivati a 2 milioni, degli operatori che raggiungono quasi le 80mila unità e dei consumi nazionali. Oltre alla legge sul biologico che ho già citato, daremo nuovo impulso alla diffusione delle mense biologiche certificate nelle scuole e priorità al rafforzamento dei controlli contro il falso bio e alle frodi, anche internazionali, che rischiano di compromettere il legame fiduciario col consumatore. 
– Lotta agli sprechi alimentari. Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, con un fenomeno che solo in Italia vale 12 miliardi di euro. Bisogna rilanciare il lavoro avviato con la Legge 166 del 2016,  nella riduzione del fenomeno nelle filiere produttive e di educazione delle famiglie, tenuto conto che il 50% dello spreco avviene dentro le mura di casa. Vogliamo rilanciare anche il ruolo del Ministero in materia e nelle prossime settimane è mia intenzione convocare il Tavolo di contrasto agli sprechi alimentari e di assistenza alimentare agli indigenti per un confronto con i componenti e per stabilire un cronoprogramma dei lavori.
– Energia. L’economia è davvero circolare se trasforma lo scarto in risorsa. In agricoltura significa investire nelle bioenergie, valorizzando i sottoprodotti e puntando sulle rinnovabili.

8) Difesa del suolo agricolo
Contrastare l’abbandono e la cementificazione del suolo fertile. È tempo di passare dagli impegni ai fatti. L’Italia ha bisogno di terreni da destinare alla produzione di cibo, visto che non raggiunge l’autoapprovvigionamento in molti settori. Difendere il suolo, significa coltivare futuro. Credo che approvare la legge contro il consumo di suolo sia una scelta politica non rinviabile. Se ne discute da anni è ora di metterla in pratica.

Abbiamo da valorizzare uno strumento come la Banca delle terre. Bisogna avviare con urgenza in tutto il territorio italiano un censimento delle terre abbandonate o incolte, registrarle nella Banca delle terre e farle tornare produttive dando priorità a giovani e donne che vogliano diventare imprenditori agricoli.

Le aree interne e montane devono essere al centro delle politiche del ministero, tenuto conto delle particolarità di questi territori e della necessità di contenere il fenomeno di spopolamento in atto. 
Sul fronte delle foreste, in un mondo dove si bruciano milioni di ettari di boschi come accaduto in Siberia o in Amazzonia, l’Italia deve puntare a curare e valorizzare i propri boschi attraverso il Piano forestale nazionale coordinato con gli obiettivi europei del settore. La filiera bosco-legno è strategica per investire nell’economia circolare.

9) Agricoltura sociale
Ritengo la legge 141 del 2015 una conquista importante, perché per la prima volta è stata definita e valorizzata l’agricoltura sociale. C’è molto ancora da fare. È assolutamente necessario proseguire sulla strada della multifunzionalità delle imprese, enfatizzando attività come l’agriturismo o gli agriasili e agrinidi. Ma soprattutto vogliamo supportare i progetti di inclusione sociale, perché l’agricoltura possa rappresentare un’occasione per includere i soggetti più deboli, come dimostrano tantissime esperienze in giro per l’Italia che vanno rafforzate. Sarà al più presto convocato il tavolo previsto dalla norma e si valuteranno insieme i passi da compiere in questa direzione.

10) Pesca
Vogliamo tutelare gli interessi e il reddito dei pescatori italiani. Per farlo è necessario lavorare su tutti i tavoli che compongono il complesso sistema di governance di questo settore a partire dal livello europeo e in ambito FAO. È fondamentale sostenere e rafforzare gli strumenti a disposizione dell’Italia per promuovere il proprio interesse nazionale. La posizione centrale dell’Italia nel bacino del Mediterraneo va infatti ribadita, promuovendo il suo ruolo di guida e interlocutore privilegiato degli altri Paesi rivieraschi, siano essi membri UE o meno.

  Nell’ambito di attuazione della Politica Comune della Pesca, l’indirizzo italiano è quello di sostenere le iniziative di salvaguardia delle risorse ittiche in maniera critica e propositiva, sempre con l’attenzione rivolta all’interesse del comparto nazionale. Ciò non solo in termini di sostenibilità ecologica, ma anche di sostenibilità economica e sociale per imprese e lavoratori, nonché di sicurezza e informazione dei consumatori.  

Crediamo che puntando soprattutto sulla sicurezza delle nostre produzioni e sull’informazione ai consumatori, in un’ottica complessiva di filiera, potranno essere riconquistati spazi di mercato oggi occupati dalle importazioni dai Paesi terzi. 
Devono essere utilizzate al meglio le risorse finanziarie del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), che vede impegnati assieme le Regioni e l’Amministrazione centrale che è l’autorità di gestione. Sul punto credo sia importante sottolineare il conseguimento dell’obiettivo N+3, che ha permesso all’Italia di non perdere fondi.

Conclusioni
In conclusione spero di aver potuto rendere qui un quadro il più completo possibile delle azioni che intendo portare avanti con il massimo impegno. Consentitemi due ultimi passaggi. Uno riguarda il Ministero. È mia intenzione provvedere quanto prima a completare la riforma del Dicastero per potenziare il lavoro amministrativo, avvicinare gli uffici alle imprese, valorizzare le professionalità di tantissime donne e uomini nei diversi ruoli e responsabilità. Avremo bisogno sempre di più anche di energie giovani, di un ricambio generazionale che deve riguardare anche l’Amministrazione perché possa stare al passo dell’innovazione del settore. 

Un ultimo punto riguarda la semplificazione. Nessuno degli obiettivi citati si affronta senza questo. Semplificare è la prima parola che ognuno di noi ascolta da qualsiasi interlocutore del settore. Semplificare è anche una delle missioni più complicate a livello politico. Perché se l’etichetta della burocrazia è semplice da evocare, è molto complicato eliminarla. Su questo non vorrei prendere impegni generici. Credo sia il momento di aprire la possibilità alle aziende di segnalare direttamente e puntualmente quali circolari, quali adempimenti vanno a far sì che più che coltivare cibo, gli agricoltori facciano crescere montagne di carta. 

Ad esempio chiedendo loro più volte dati che sono già in possesso di una Amministrazione pubblica. Su questo aspetto dobbiamo intervenire il più rapidamente possibile, anche grazie alla tecnologia, con la condivisione dei dati tra articolazioni dello Stato. 

Togliamo il freno al sistema agroalimentare italiano, io ci credo. Sono certa che potremo contare su una leale collaborazione con tutti voi, nell’interesse di migliaia di aziende che aspettano soluzioni e risposte.
Grazie a tutti per la vostra attenzione.
Fonte : Mipaaf

RIFORMA DELL’AGEA
“In questo modo rafforziamo l’efficacia e l’operatività di AGEA, razionalizzandola, perché possa rispondere più coerentemente alle esigenze del mondo agricolo e delle imprese”.
Così la Ministra Teresa Bellanova commenta il via libera nel Consiglio dei Ministri alla Riforma dell’Agea.
Un provvedimento che ridisegna il riparto di competenze tra Ministero e Agenzia, anche su controlli, gestione e sviluppo del Sistema Informativo Agricolo Nazionale, e individua ruolo e funzioni della SIN Spa, da adesso integrata con Agecontrol in una società in house controllata da Ministero e AGEA.
Rimodulato nell’iter grazie ai significativi apporti della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, il testo approvato chiarisce, tra l’altro, che tutti i dati raccolti per la gestione e lo sviluppo del SIAN sono di titolarità esclusiva del Ministero e anche di AGEA, regioni, province autonome di Trento e Bolzano, Organismi Pagatori. Inoltre indica l’opportunità di prevedere l’integrale conservazione dei rapporti giuridici ed economici del personale dipendente di Agecontrol che confluirà nel SIN.
Fonte : mipaaf

NUOVO GOVERNO DELLA REPUBBLICA
Oggi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto dal Presidente del Consiglio Prof. Giuseppe Conte la lista dei componenti del prossimo Governo, che ha prestato giuramento, al quale la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica sono chiamati a votare la fiducia nei giorni 9 e 10 settembre p.v.

AUDIZIONI INFORMALI
PROFESSIONALMENTE IMPORTANTE
Come abbiamo preventivamente comunicato nei giorni 5,12 e 21 del mese di giugno la XIII Commissione Agricoltura ha tenuto le programmate audizioni dei Consigli Nazionali dei Dottori Agronomi e Forestali, degli Agrotecnici e dei Periti Agrari che hanno trasmesso le relazioni qui allegate.

COMMISSIONE AGRICOLTURA
AUDIZIONI INFORMALI

PROFESSIONALMENTE IMPORTANTE
Oggi 12 giugno 2019, nell’ambito dell’esame delle proposte di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio di riforma della politica agricola comune (PAC) per il periodo 2021-2027 ( COM(2018)392 final, COM(2018)393final e COM(2018)394 final):
– Ore 14.30: audizione di rappresentanti del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) e del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati
– Ore 15: audizione di rappresentanti dell’Associazione nazionale condifesa (AS.NA.CO.DI.)
– Ore 15.30: audizione di rappresentanti dell’Associazione rurale italiana (ARI)
Gli atti  (reperibili al link) trattano :
Atto numero: COM (2018) 392
“Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nellambito della politica agricola comune (piani strategici della PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento (UE) n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio”

Atto numero: COM (2018) 393
“Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013”

Atto numero: COM (2018) 394
“Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, (UE) n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, (UE) n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, letichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati, (UE) n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell’agricoltura a favore delle regioni ultra periferiche dell’Unione e (UE) n. 229/2013 recante misure specifiche nel settore dell’agricoltura a favore delle isole minori del Mar Egeo ”

alle 14.30 http://webtv.camera.it/evento/14556

PROFESSIONALMENTE IMPORTANTE COMMISSIONE AGRICOLTURA
AUDIZIONI DI ORDINI NAZIONALI E ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA SU PESCA E ACQUACOLTURA –
Ieri mercoledì 5 giugno, alle ore 15, in Commissione XIII Agricoltura, si è svolta un’audizione informale di rappresentanti del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf), del Collegio nazionale degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, di Agriturist – Associazione nazionale per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio, di Turismo Verde e dell’Associazione Terranostra – Agriturismo e ambiente, nell’ambito dell’esame della proposta di legge Gallinella recante disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell’agricoltura e della pesca nonché delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di pesca e acquacoltura.
Ci auguriamo che l’assenza dei Periti Agrari sia solo un refuso di stampa e che la nostra presenza sia divulgata nei contenuti dell’audizione, altrimenti c’è da riflettere sul perché della nostra assenza e chiederne al CNPA le motivazioni .  vai al link https://webtv.camera.it/evento/14509
https://www.youtube.com/watch?v=qsboxJeWDFc#action=share


AsPerA

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