BIOLOGICO

LIVELLI MASSIMI DI RESIDUI DI CLORATI
Il MIPAAF visto il Reg. UE 020/749 ( modificativo dell’allegato III del regolamento (CE) n. 396/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto attiene i livelli massimi di residui di clorato in o su determinati prodotti) il 6 luglio ha emanato una nota esplicativa che chiarisce i termini di applicazione del DM 309/2011 in caso di contaminazioni da clorati sui prodotti biologici.
La documentazione è stata inviata agli Associati.

A FARM TO FORK STRATEGY
La crisi del coronavirus ha dimostrato la vulnerabilità di tutti noi e l’importanza di ripristinare l’equilibrio tra l’attività umana e la natura. La strategia sulla biodiversità e la strategia “Dal produttore al consumatore” sono il fulcro dell’iniziativa Green Deal e puntano a un nuovo e migliore equilibrio fra natura, sistemi alimentari e biodiversità: proteggere la salute e il benessere delle persone e, al tempo stesso, rafforzare la competitività e la resilienza dell’UE. Queste strategie sono una parte fondamentale della grande transizione che stiamo intraprendendo.
Così si è espresso Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI :
Una strategia “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente COM/2020/381 final
Il documento persegue i seguenti scopi :
– Garantire che gli europei possano contare su alimenti sani, economicamente accessibili e sostenibili

– Far fronte ai cambiamenti climatici
– Proteggere l’ambiente e preservare la biodiversità
– Garantire un giusto compenso economico nella catena alimentare
– Potenziare l’agricoltura biologica
Em per poter ottenere  risultati positivi si agirà direttamente su : Riduzione :
– dell’’uso dei pesticidi in agricoltura entro l’anno 2030  :
– del 50% l’uso di pesticidi chimici e il rischio che rappresentano
– del 50% l’uso dei pesticidi più pericolosi.
– dell’ eccesso di nutrienti nell’ambiente
del 50% le perdite di nutrienti – del 20% l’uso di fertilizzanti .
del 50% le vendite di sostanze antimicrobiche per gli animali di allevamento e l’acquacoltura
L’agricoltura biologica è una pratica ecologica che deve essere ulteriormente sviluppata e per questo la Commissione rilancerà lo sviluppo delle aree dell’UE dedicate all’agricoltura biologica affinché entro il 2030 (il 25% del totale dei terreni agricoli) sia dedicato all’agricoltura biologica entro il 2030
Per ottenere i massimi risultati occorre realizzare la transizione che veda scelte informate e più efficienza e dunque è necessario:
Creare un ambiente in cui scegliere cibi sani e sostenibili sia la scelta più semplice
Si calcola che nel 2017 oltre 950 000 decessi nell’UE (una vittima su cinque) siano stati causati da abitudini alimentari malsane.
Un’alimentazione sana e a base di cibi vegetali riduce il rischio di malattie letali e l’impatto del nostro sistema alimentare sull’ambiente
Etichettare i prodotti alimentari per consentire ai consumatori di scegliere un’alimentazione sana e sostenibile
La Commissione proporrà un’etichettatura nutrizionale armonizzata obbligatoria da apporre sulla parte anteriore degli imballaggi e svilupperà un quadro per l’etichettatura dei prodotti alimentari sostenibiliche copra gli aspetti nutrizionali, climatici, ambientali e sociali dei prodotti.
Intensificare la lotta contro gli sprechi alimentari
Dimezzare gli sprechi alimentari pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumatori entro il 2030: entro il 2023 la Commissione proporrà obiettivigiuridicamente vincolanti per ridurre gli sprechi alimentari in tutta l’UE.
Ricerca e innovazione 10 miliardi di euro del programma Orizzonte Europa saranno investiti in attività di R&I riguardanti i prodotti alimentari, la bioeconomia, le risorse naturali, l’agricoltura, la pesca, l’acquacoltura e l’ambiente. Il trasferimento di conoscenze sarà essenziale. I servizi di consulenza della PAC per le imprese agricole e la rete di dati sulla sostenibilità delle imprese agricole saranno fondamentali per aiutare gli agricoltori a compiere la transizione.
Promuovere la transizione globale : mettere in primo piano la sostenibilità dei prodotti alimentari europei può fornire un vantaggio competitivo e aprire nuove opportunità commerciali per gli agricoltori europei.
L’UE collaborerà con i paesi terzi e gli attori internazionali per sostenere una transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili. Un quadro regolamentare per un’etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari aiuterà i consumatori a scegliere meglio.

L’AGRICOLTURA PIÙ GREEN D’EUROPA È QUELLA ITALIANA
Dai primati nella sostenibilità alla leadership nella qualità, dai record nella sicurezza alimentare al boom del biologicol’agricoltura italiana è oggi la più green d’Europa, con una crescita che ne alimenta il successo in tutto il mondo. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Symbola diffusa in occasione della presentazione del rapporto Greenitaly.
L’Italia è ai vertici mondiali per aree coltivate a biologico – ricorda Coldiretti –  con 1,95 milioni di ettari nel 2018 pari al 15,5% della superficie agricola ma è anche leader globale nelle produzioni di qualità con 5.155 prodotti agroalimentari tradizionali e con il 20% in più di prodotti a denominazione di origine (Dop, Igp e Stg) rispetto alla Francia e il 147% in più di quelli registrati dalla Spagna. Il Belpaese – continua Coldiretti – è da record anche per quanto riguarda la sicurezza alimentare. Fra i cinque stati europei più importanti dal punto di vista agricolo, l’Italia è, infatti, quello con il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge con appena lo 0,8% del totale contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari.
L’agricoltura italiana è inoltre tra le più sostenibili – prosegue Coldiretti – con appena il 7,2% di tutte le emissioni a livello nazionale con un trend in calo del -1% dal 2012 rispetto alla crescita registrata invece in Francia (+0,85%) Germania (+2,11%), Regno Unito (+2,29%) e con il record negativo della Spagna (+10,55%). E il Paese, secondo l’analisi Coldiretti/Symbola, può vantare risultati importanti anche nel campo dell’economia circolare e delle energie rinnovabili visto che l’Italia con 822.301 impianti fotovoltaici nel 2018 per una potenza totale di 20.108 MW ha il primato europeo di consumi energetici da rinnovabili con il 18,3% del totale contro il 17,5% della Spagna o il 15,5% della Germania ed è anche il quarto produttore mondiale di biogas con oltre duemila impianti in attività di cui 3 su 4 alimentati da residui di origine agricola.
“I primati del made in Italy a tavola sono un riconoscimento del ruolo del settore agricolo per la crescita sostenibile del Paese” afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’agricoltura italiana è anche una risorsa strategica per avviare una nuova stagione di sviluppo economico e lavoro. L’Italia deve dunque difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne – precisa Prandini – anche perché con la chiusura di un’azienda agricola, insieme alla perdita di posti di lavoro e di reddito viene anche a mancare il ruolo insostituibile di presidio del territorio”.
Fonte: Coldiretti

AUMENTARE MENSE CERTIFICATE.”
Sono stati presentati al Sana di Bologna i dati elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) per il Mipaaft relativi all’agricoltura biologica per l’anno 2018. Secondo le analisi effettuate nel 2018 in Italia si è arrivati a sfiorare i 2 milioni di ettari di superfici biologiche, con un incremento rispetto al 2017 di quasi il 3%. Ciò si è tradotto in 49 mila ettari in più in soli 12 mesi: una crescita non solo in termini di superfici ma anche di soggetti coinvolti nel settore, che hanno raggiunto le 79.000 unità, con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre il 4%. Dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati di oltre il 75%, e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%.
Ad oggi, la superficie biologica raggiunta nel 2018  nel territorio italiano equivale all’estensione della Regione Puglia. L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2018 il 15,5% della SAU nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE, che nel 2017 si attestava al 7,0.

“L’Italia è leader in Europa per numero di operatori biologici – dichiara la Ministra Teresa Bellanova – e l’incremento dei terreni destinati a queste coltivazioni è un buon segnale. Vogliamo lavorare per rendere sempre più sostenibili le nostre produzioni e per garantire sicurezza al consumatore attraverso controlli rigorosi. Serve presto la legge sul biologico. È stata approvata in prima lettura e nei prossimi giorni incontrerò i parlamentari proprio per accelerare su questo fronte. Come è un obiettivo irrinunciabile aumentare le mense biologiche certificate, istituite in Italia grazie a una scelta del Pd. Le nostre imprese meritano regole più chiare, efficaci e meno burocratiche. Diamo una mano ai nostri agricoltori e cibo di qualità alle bambine e ai bambini. Questi numeri evidenziano anche il successo di una fiera come il Sana, ormai punto di riferimento internazionale per il bio”.

Contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura: il Gazzetta Ufficiale il Decreto sull’organizzazione ed il funzionamento del tavolo operativo
Il Decreto 4 luglio 2019 del Min. del Lavoro, recante “Organizzazione e funzionamento del tavolo operativo per la definizione di una nuova strategia di contrasto al caporalato e allo sfruttamento lavorativo in agricoltura”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 206 del 3 settembre scorso.
In particolare il Decreto specifica le funzioni del Tavolo operativo, che sono:
a) predisposizione del Piano triennale che individua le principali linee di intervento;
b) indirizzo e programmazione delle attività istituzionali finalizzate al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura;
c) monitoraggio sull’attuazione degli interventi previsti dal Piano triennale;
d) monitoraggio sull’attuazione della legge n. 199 del 4 novembre 2016;
e) coordinamento delle azioni intraprese dalle diverse istituzioni attraverso la gestione condivisa degli interventi volti alla prevenzione del fenomeno, ferme restando le competenze delle Forze di polizia e dell’Autorità di pubblica sicurezza ai sensi della legge 1° aprile 1981, n. 121;
f) condivisione delle buone prassi sperimentate a livello locale e loro possibile riproduzione in altre realtà territoriali;
g) condivisione e confronto sulla programmazione dei pertinenti Fondi europei per il finanziamento di azioni di prevenzione e contrasto al caporalato;
h) elaborazione di proposte normative relative al contrasto e alla prevenzione del fenomeno;
i) collaborazione con la Cabina di regia e con le sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità.
fonte : mipaaf

DATI BIOLOGICO 2018
Il settore del biologico in Italia sta vivendo in questi ultimi anni un periodo di crescita e di conferme, dimostrando che il modello agricolo italiano è tra i più sostenibili in Europa. Tale evoluzione è il risultato dell’attività politica e legislativa che, in tutto il Paese, sostiene l’agricoltura biologica.

L’agricoltura biologica è non solo una risposta valida in termini di produzione e di sicurezza alimentare per i consumatori, ma sta dimostrando di poter contribuire alla definizione della strategia per attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici, i quali possono pregiudicare la produzione agricola e la disponibilità delle forniture alimentari.

I dati del biologico nel loro complesso indicano che è necessario continuare a sostenere le filiere bio, i controlli e la promozione delle produzioni. L’agricoltura biologica si consolida come settore d’interesse economico e produttivo per il Paese e costituisce un fiore all’occhiello nel panorama della qualità agroalimentare italiana.

I dati elaborati dal SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) per il Mipaaft relativi all’anno 2018 lo dimostrano: dal 2010 gli ettari di superficie biologica coltivata sono aumentati di oltre il 75%, e il numero degli operatori del settore di oltre il 65%. Ad oggi,  La superficie biologica raggiunta nel 2018  nel territorio italiano equivale  all’estensione della Regione Puglia.

Secondo le analisi effettuate dal SINAB per il Mipaaft, infatti, nel 2018 in Italia si è arrivati a sfiorare i 2 milioni di ettari di superfici biologiche, con un incremento rispetto al 2017 di quasi il 3%. Ciò si è tradotto in 49 mila ettari in più in soli 12 mesi: una crescita non solo in termini di superfici ma anche di soggetti coinvolti nel settore, che hanno raggiunto le 79.000 unità, con un incremento rispetto all’anno precedente di oltre il 4%.

L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2018 il 15,5% della SAU nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE, che nel 2017 si attestava al 7,0%: i dati confermano il primato dell’ Italia in Europa  per quanto riguarda il numero di operatori.

MERCATO: CONSUMI + 102 % dal 2013 a oggi.

L’evoluzione positiva del settore è stata confermata anche dai primi dati sul mercato del biologico (ISMEA). I consumi crescono da oltre 5 anni senza soluzione di continuità (+102 % dal 2013 a oggi). Secondo le stime ISMEA gli acquisti di prodotti bio sono aumentati di un ulteriore +1,5% nei primi mesi dell’anno. Un risultato positivo soprattutto se valutato in relazione ai quantitativi di merce presenti sul mercato, che vede ormai vicino il traguardo dei 3Mld di valore del comparto a fine 2019. A trainare le vendite la GDO, con un +5,5%, a scapito delle quote dei negozi tradizionali (-7%). Significativa anche la crescita del bio nei Discount (+20,7%).

Relativamente alle importazioni di prodotti biologici da Paesi terzi, dopo anni di continua crescita, nel 2018 si è verificata una flessione complessiva del 10% dei volumi importati. Tale diminuzione è da attribuire principalmente alla categoria dei prodotti industriali, che hanno registrato un calo del 50% rispetto al 2017. Continua invece la crescita delle importazioni di cereali e di ortaggi e legumi, rispettivamente del 14% e 11%.
fonte : mipaaft

NELLE MENSE SCOLASTICHE
Il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo ha stanziato 10 milioni per valorizzare le mense biologiche. Un fondo messo a disposizione dei comuni italiani, volto a ridurre i costi a carico dei beneficiari del servizio e a realizzare iniziative di informazione e di promozione nelle scuole.
In particolare, per essere qualificata come biologica la mensa scolastica è tenuta a rispettare, con riferimento alle materie prime di origine biologica, le percentuali minime di utilizzo in peso per singola tipologia di prodotto: frutta, ortaggi, legumi, prodotti trasformati di origine vegetale, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farine, cereali e derivati, olio extravergine, almeno 70%; uova, yogurt e succhi di frutta 100%; prodotti lattiero caseari – escluso lo yogurt-, carne, pesce da acquacoltura almeno 30%. 
“Mangiare sano a scuola non sarà più costoso con questo fondo infatti permettiamo alle scuole e alle famiglie di mettere nei piatti delle nuove generazioni prodotti genuini e sani, usufruendo di pasti di altissima qualità preparati con ingredienti biologici certificati in un contesto di condivisione e socialità. Il sostegno del Ministero permetterà alle scuole e alle famiglie di offrire menu biologici senza spese aggiuntive sul costo delle mense” ha commentato il Sottosegretario del Mipaaft, On. Franco Manzato.
L’obiettivo futuro da parte del Ministero è quello di moltiplicare le richieste di adesione al fondo da parte dei Comuni. Il Mipaaft – che da anni promuove una corretta alimentazione con il programma “Frutta nelle scuole” –  con le mense scolastiche biologiche valorizza le  produzioni agroalimentari sostenibili per l’ ambiente.
fonte : mipaaft

AsPerA

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