MARIO FREGONI DOCET

L’AMBIENTE E LE MALATTIE DEL VERMENTINO Le avversità del Vermentino di origine abiotica (siccità, eccesso idrico, basse ed alte temperature, gelate, grandine, salsedine) variano a seconda dell’area di coltivazione,…………..

 IL NOME DI VITIGNO NELLE DOC E DOCG DEL VERMENTINO Sino a quando il nome varietale di Vermentino sarà prevalentemente utilizzato in etichetta in Italia,non vi saranno problemi concorrenziali, specialmente se si pensa che il 75% della produzione è concentrata in Sardegna e una parte delle bottiglie porta il nome di Pigato in Liguria e di Favorita in Piemonte…………

LA FILLOSSERA DELLA VITE RITORNA A PREOCCUPARE.
La Toscana é sempre stata culturalmente attiva in agricoltura,soprattutto a partire dall’epoca dei Medici .
La sensibilità nella ricerca dei valori del passato ha portato alla pubblicazione del libro sulla storia della lotta alla lotta alla fillossera realizzata da un nobile viticoltore di Montecarlo (Lucca),Giulio Magnani,che dopo l’avvento………

Ha scritto il libro “LE VITI NATIVE AMERICANE E ASIATICHE.Ibridi portinnesti e varietali.” che ricorda la storia delle barbatelle che hanno risollevato la viticoltura del nostro paese.
“ Dopo l’arrivo in Europa dei tre flagelli americani ( oidio 1845, fillossera 1868,peronospora 1878),la viticoltura ha subito una forte crisi ed é molto cambiata.Prima era costituita unicamente dalla Vitis vinifera (specie caucasica),franca di piede,centenaria, di qualità eccelsa,ma sensibile alle predette avversità americane.Furono i Vichinghi (1000 d.C.) e Cristoforo Colombo (1492) gli scopritori dell’America del nord e successivamente delle specie di vite selvatiche resistenti ai suddetti parassiti.Gli studiosi ( francesi) di allora furono costretti a recarsi in America per salvare la viticoltura europea dalla fillossera e tornarono con la soluzione dell’innesto delle varietà di Vitis vinifera sui portinnesti americani,ampiamente trattati in questo libro,unitamente alle 30 specie genitrici americane.
Per l’oidio si trovò l’antidoto nello zolfo e per la peronospora nella poltiglia bordolese.Contro questi due funghi si pensò anche di creare degli ibridi fra Vitis vinifera e specie americane,ma il risultato qualitativo fu un solenne fiasco.Anche negli anni più recenti sono state proposti ibridi parzialmente resistenti ai funghi,ma non hanno uguagliato la qualità della Vitis vinifera.
Eguali risultati sono stati conseguiti con l’adozione delle specie asiatiche orientali,circa 40 ( cinesi,ecc.),linea seguita dalla Russia ed da altri Paesi a clima freddo.
La Vitis vinifera é pertanto insostituibile per ottenere vini eccellenti e dispone di circa 10000 varietà,pari al 99% dei vitigni coltivati nel mondo,,mentre il restante 1% é costituito dagli ibridi e dalle specie selvatiche.
L’autore esamina anche le prospettive dei nuovi metodi genetici (OGM,cisgenesi,genoma- editing),le cui varietà,sconosciute nella vite,il 25 luglio 2018 sono state parificate dalla Corte di Giustizia Europea, perché considerate ottenute con metodi inesistenti in natura.
La resistenza e la resilienza delle varietà di V.vinifera verso i parassiti si puó ottenere con numerosi prodotti chimici,ma anche di origine organica,utilizzati dalle viticolture naturalistica,biologica e biodinamica,che rappresentano il 18,5% dei vigneti del mondo e dell’Italia.In effetti i consumatori mondiali sono sempre più esigenti nei confronti della purezza dei vini e preoccupati per gli inquinamenti ambientali.
Il libro é molto apprezzato per la sua comprensibilità e per il contributo alle conoscenze storiche, scientifiche, ma altresì applicative, ricercate dai tecnici e dai viticoltori.

Grazie all’amicizia con il Prof abbiamo avuto un ticket particolare per l’ acquisto del libro che trovate allegato.



AsPerA

Leave a Reply

Your email address will not be published.